Dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di stampa nazionale Fri, 22 Jan 2021 19:14:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.3 https://www.dire.it/wp-content/uploads/2020/04/favicon.png Dire.it https://www.dire.it 32 32 Donne, WomenUp con Alessia Centioni: “Per avere spazio bisogna rendersi indisponibili” https://www.dire.it/22-01-2021/596965-donne-womenup-con-alessia-centioni-per-avere-spazio-bisogna-rendersi-indisponibili/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=donne-womenup-con-alessia-centioni-per-avere-spazio-bisogna-rendersi-indisponibili Fri, 22 Jan 2021 19:14:18 +0000 https://www.dire.it/?p=596965 women up

La Political advisor al Parlamento europeo e fondatrice e presidente di EWA (European Women Alliance) è l'ospite della prima puntata con cui ha preso avvio in diretta Fb 'WomenUp', l'evento digitale, ideato e prodotto da Womanboss

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ROMA – “Ci sono i diritti sulla carta e quelli reali. Esercitiamo la democrazia e il voto in modo consapevole. Votate qualcuno che sia femminista e nella cui agenda le donne siano una priorità”. È l’appello appassionato di Alessia Centioni, Political advisor al Parlamento europeo e fondatrice e presidente di EWA (European Women Alliance, associazione no profit che nasce dall’impegno delle donne europee) per la prima puntata con cui ha preso avvio, questa sera in diretta Fb, WomenUp, l’evento digitale, ideato e prodotto da Womanboss, che fino al 1 marzo si articolerà in sette webinar.

Ad intervistare Alessia Centioni Alessia D’Epiro, business designer e CEO di Woman Boss, l’agorà virtuale nata per far fiorire il talento imprenditoriale delle donne. La diretta è stato un viaggio a tutto tondo tra le grandi questioni che stanno attraversando la vita politica, le questioni di genere, la prova della pandemia, l’agenda istituzionale.

‘Nessun talento sia lasciato indietro’ è il titolo scelto per parlare sia di talenti e creatività, ma anche di cultura e battaglia agli stereotipi.

“Ho scelto di mettere tutto il mio network a servizio di ciò in cui credo e l’ho fatto con EWA” ha detto Centioni che, a partire dall’esperienza maturata sul campo con l’associazione, ha lanciato anche la sua ‘ricetta’: “Bisogna anche che le donne abbiano il coraggio di dire “non sono più disponibile”, che si tratti di una start up o di politica bisogna imparare a rendersi indisponibili e a rivendicare il proprio spazio, senza figli o compagno. Uno spazio solo per sé”.

Un appello che mette in luce la prova durissima affrontata dalle donne in emergenza sanitaria. “EWA- ha detto infine Centioni- nasce per far stare le donne dove si decide. Questo è ciò che facciamo anche se spesso in modo silenzioso”.

In questo invito Alessia d’Epiro ha voluto ricordare quanto sia importante che le donne “prendano il proprio spazio, e quindi poter diventare visibili mentre il lavoro di cura è spesso ‘invisibile’ per alcuni aspetti. È anche per questo che facciamo fatica- ha aggiunto- ad accedere a ruoli dirigenziali, perché le donne spesso provano a fare tutto”.

A concludere la puntata uno sguardo alla storia e ai modelli del passato con il contributo di Emiliana Losma, che si occupa di ricerca e di Storia delle donne, e che ha concluso ricordando Frances Power Cobbe, scrittrice e attivista irlandese, che fondò nel 1875 la prima organizzazione anti-vivisezione al mondo.

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Genova, Toti e Bernie Sanders seduti sui muretti di piazza De Ferrari https://www.dire.it/22-01-2021/596961-genova-toti-e-bernie-sanders-seduti-sui-muretti-di-piazza-de-ferrari/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=genova-toti-e-bernie-sanders-seduti-sui-muretti-di-piazza-de-ferrari Fri, 22 Jan 2021 18:47:56 +0000 https://www.dire.it/?p=596961 toti bernie sanders

Dopo il selfie ironico con Paolo Del Debbio davanti alla bandiera del Pci, il presidente della Liguria si lascia 'immortalare' con un altro simbolo della sinistra: il meme tormentone del senatore americano

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GENOVA – Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ci ha preso gusto a farsi immortalare sui social con i simboli della sinistra. Dopo il selfie ironico con l’ex collega Paolo Del Debbio e lo sfondo della bandiera del Pci a fare bella mostra di sé sul maxischermo di Terrazza Colombo, questa volta tocca al meme più sfruttato sul web negli ultimi giorni: quello di Bernie Sanders che, infreddolito, assiste alla cerimonia di giuramento del 46esimo presidente degli Stati uniti d’America, Joe Biden. Per l’occasione, il senatore del Vermont è seduto con le proverbiali moffole al fianco di Toti sui muretti di piazza De Ferrari, a Genova. Tutto rigorosamente postato sulla pagina Facebook del governatore.

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Covid, Maruotti (Statgroup-19): “Dati non attendibili, così Rt va buttato” https://www.dire.it/22-01-2021/596956-covid-maruotti-statgroup-19-dati-non-attendibili-cosi-rt-va-buttato/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=covid-maruotti-statgroup-19-dati-non-attendibili-cosi-rt-va-buttato Fri, 22 Jan 2021 18:05:57 +0000 https://www.dire.it/?p=596956

"Non è possibile dire se l'epidemia sia fuori controllo. E’ però possibile dire che il processo di raccolta dei dati è fuori controllo'".

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ROMA – “Il dato è tutto in questa epidemia di Covid-19 e sui dati si continua a fare confusione. L’Rt, assunto dalle istituzioni scientifiche di questo Paese per destinare o meno una Regione ad un colore con più restrizioni, è per definizione una quantità stimata, non osservata. Basare le decisioni su Rt, anche per come viene stimato, non ha alcun senso”. Queste le parole che consegna alla Dire Antonello Maruotti, ordinario di Statistica all’Università LUMSA e co-fondatore dello StatGroup-19, il gruppo di ricerca costituito da accademici in campo statistico: Fabio Divino, professore all’Università del Molise, Alessio Farcomeni dell’Università di Tor Vergata, Giovanna Jona-Lasinio dell’Università Sapienza di Roma e Gianfranco Lovison, dell’Università di Palermo.

Le perplessità e le osservazioni critiche di StatGroup-19 non nascono ora, dopo 11 mesi dall’inizio dell’emergenza dovuta al Covid-19, e non sono frutto di un’inevitabile pandemic fatigue che sta toccando molti, anche nella comunità scientifica. No, il gruppo di ricerca è nato insieme all’emergenza, per seguire e dare un contributo nell’elaborazione dei dati all’evoluzione dell’epidemia.

“Uno degli obiettivi che ci siamo sempre posti come gruppo- continua- è fornire una corretta comunicazione. Non ci sono esperti di statistica nel Comitato tecnico scientifico e i dati prodotti dall’istituto superiore di sanità, che li raccoglie a sua volta dalle Regioni e li rielabora per determinare i colori con le rispettive restrizioni, mancano di riferimenti utili a definire e rendere autorevole il dato”.

In un post su Facebook, StatGroup-19 ha scritto: ‘In questo momento qualcuno ha affermato che l’epidemia potrebbe essere fuori controllo. Dai dati a disposizione dei gruppi di ricerca indipendenti, come StatGroup-19, non è possibile dire se l’epidemia sia fuori controllo. E’ però possibile dire che il processo di raccolta dei dati è fuori controllo’.

E’ una posizione molto critica nei confronti dei decisori politici, perché? “Noi abbiamo piacere per il lavoro che facciamo e non abbiamo bisogno di prendere il posto di altri. Quando uscì il rapporto di Silvio Merler, ricercatore della Fondazione Kessler e che ipotizzava 150mila morti entro febbraio 2021, fummo contattati in via informale per un’opera di verifica dei risultati contenuti nel rapporto. Mandammo le nostre osservazioni e i nostri interlocutori ci dissero che le osservazioni erano state lette. Poi però non avemmo alcun riscontro. Evidentemente volevano procedere in diverso modo. In ogni caso non ci siamo sentiti tagliati fuori, per noi non è questo il problema, anzi abbiamo realizzato un’applicazione in cui è stato inserito anche il nostro modello di previsione per le terapie intensive e i decessi. Il 24 marzo del 2020 ero in televisione in prima serata a parlare di dati con il professore Silvio Brusaferro, gli chiesi la disponibilità a condividere alcuni dati, era un momento in cui l’epidemia mordeva e non avevamo ancora sufficienti informazioni per resistere al virus. Chiesi naturalmente che fossero resi pubblici quei dati, perché servivano a comprendere, non solo per statistici come noi ma anche all’opinione pubblica: l’Iss all’epoca disse che non poteva rilasciarli poi fecero un accordo con l’Accademia dei Lincei, un’organizzazione eccellente ma non finalizzata alla ricerca scientifica. L’accordo sui dati per l’Accademia, in ogni caso, fino a poche ore fa non ci risulta sia operativo. Il punto per noi è fare in modo che i dati siano attendibili, invece sono fuori controllo. Abbiamo fatto una grossa battaglia con la Società Italiana di Statistica ma, ad oggi, nulla è cambiato. Una grossa parte delle competenze nell’elaborazione dei dati, che caratterizzano il ruolo dello statistico, non viene considerata”.

In ragione dei dati vengono decise poi le restrizioni per il territorio nazionale. Perché i dati non sono attendibili? “Il problema è l’RT– dice Maruotti- è un indicatore che non viene osservato, ma stimato, ed è pertanto soggetto ad incertezza. Inoltre, i dati su cui sono calcolati i colori e le relative restrizioni sono inviati dalle stesse Regioni, che non c’è ragione di credere siano falsati volontariamente ma si può sempre obiettare che il sorvegliato (le Regioni) è anche colui che rileva i dati. Mi spiego meglio, se avere un’incidenza per 100mila abitanti superiore a 250 porta a finire in zona rossa, le Regioni potrebbero modificare i loro comportamenti per restare sotto questa soglia, ad esempio smettendo di cercare i casi positivi riducendo l’attività di screening. A ciò si aggiunge un cambiamento recente, ovvero l’inserimento del computo degli antigenici insieme ai molecolari, che abbassa di molto l’indice di positività, calcolato sui tamponi. Questo, da un lato ci dà la percezione che la situazione sia in netto miglioramento, dall’altro ha reso il monitoraggio molto più complesso. Relativizzare è fondamentale, altrimenti si ha una visione distorta dell’evoluzione dell’epidemia. Durante le feste natalizie abbiamo avuto una riduzione in termini assoluti dei casi, ma anche una pari riduzione nel numero di tamponi effettuati. Questo, oltre a mantenere particolarmente alto il tasso di positività, ha fatto sì che per un lungo periodo abbiamo rallentato la ricerca dell’epidemia. La percezione non sempre rispecchia la realtà dei dati ed il trovarsi in una sorta di ‘strega comanda colore’ è molto probabile’.

Secondo questo ragionamento l’RT potrebbe essere distorto. “L’RT viene stimato sulla base di un modello consolidato, ma che richiede stringenti assunzioni. È affidabile per avere una tendenza dell’epidemia, ma il suo uso per definire fasce di rischio è inappropriato. C’è ad esempio un’assunzione circa il tempo di generazione, fondamentale per la stima di RT. Il tempo di generazione assunto attualmente è quello stimato in Lombardia nel febbraio 2020, un’assunzione che ormai potrebbe non essere corretta. Quindi basare le decisioni sul solo Rt è pericoloso. Inoltre, non c’è solo un modello per stimare l’Rt: Michela Baccini dell’Università Firenze ne propone uno davvero interessante, in cui il modello tiene conto non dei positivi ma dei decessi, numeri che hanno il vantaggio di essere più stabili e avere una definizione costante nel tempo. Come detto in precedenza, Rt ha una sua incertezza riassunta dall’intervallo di valori plausibili che ne accompagna la sua stima puntuale. Poco prima di Natale, l’Iss ha deciso di prendere in considerazione l’estremo inferiore di questo intervallo come valore di riferimento per ridefinire i colori delle Regioni. Questo si è accompagnato alle nuove soglie di Rt per la definizione delle diverse zone, un esempio: dai dati del report numero 35 del 13 gennaio, prendiamo il dato della Regione Toscana, che è tornata in zona gialla. La Toscana aveva Rt 1.01, quindi sopra 1, seppur di poco. Per considerarne il colore, è stato considerato l’intervallo di valori plausibile tra 0.96 e 1.07, poiché si prende il valore più basso, 0.96, la Toscana non finisce in zona arancione pur avendo oltre 1. In termini più formali, la Toscana non ha un Rt statisticamente diverso da 1. La Lombardia ha un valore oscillante di stima tra 1,38-1,43, statisticamente significativamente superiore a 1.25. Quindi è corretto che sia in zona rossa, secondo questa logica; seppure le principali variabili osservate, dall’incidenza all’occupazione delle terapie intensive, mostrino segni di miglioramento tali da non giustificare la zona rossa”.

E’ quindi giusto che Lombardia ricorra al Tar, la cui pronuncia nelle prossime ore a meno di sviluppi più imminenti che potranno venire da nuovi dati? “Non credo sia corretto contrapporre la scienza alla giustizia amministrativa– risponde ancora Antonello Maruotti- quindi la Lombardia fa male a ricorrere al Tar. In ogni caso, però, bisogna basarsi sui dati osservati non stimati. Quindi l’uso di Rt per definire delle soglie su cui prendere decisioni è sbagliato. Se i dati fossero di alta qualità, si potrebbe guardare l’incidenza e il peso delle terapie intensive sugli ospedali, il numero dei morti. I tamponi non vanno bene perché abbiamo visto che il numero è arbitrario: dipende dalla politica di screening che le Regioni decidono di fare”.

Cosa servirebbe, quindi? “Dati osservati e non stimati per prendere decisioni. RT, così com’è, va buttato, o tenuto solo per avere un’idea di dove stia andando l’epidemia. I 21 indicatori creati sono fatti su quantità che osservano, catene di trasmissione, focolai, etc. Quindi perché non prendere in considerazione, costantemente, i 21 parametri e spiegarne in modo semplice il loro impatto sul processo decisionale? Un’ipotesi di risposta è che i dati che vengono forniti siano poco attendibili, rendendo tali anche gli indicatori. Negli altri paesi europei non viene seguito lo stesso criterio dell’RT, si segue per lo più l’incidenza e l’andamento delle terapie intensive. In Regno Unito fanno cinque volte i tamponi che facciamo noi e si basano sull’incidenza, non sull’RT come valore fondante’.

Il sistema a colori è corretto? “Il sistema è giusto, la differenziazione territoriale è sacrosanta, sarebbe meglio farla per province e non solo per Regioni, ma a livello provinciale non ci sono i dati per tutte le variabili dell’epidemia. Si devono utilizzare i 21 indicatori: la Calabria è finita in zona rossa per via degli indicatori, non per l’Rt. L’incidenza sia a 7 che a 14 giorni è stata sempre più bassa, la seconda più bassa d’Italia, dopo la Toscana. Se guardiamo agli indicatori di resilienza della Calabria, oggi, sono migliorati: cosa è cambiato? Nulla. Dal punto di vista della resilienza non è cambiato nulla. Fanno bene a prendere decisioni di prudenza ma dovrebbero spiegare bene perché, la comunicazione dei dati di cui parliamo da 11 mesi necessita di maggiore trasparenza e meno eterogeneità”.

E’ un problema solo di dati? “StatGroup19 nasce su una chat su Facebook, commentavamo quello che il biologo Enrico Bucci diceva, lo riteniamo molto bravo e le sue osservazioni sono puntuali. Eravamo però allo stesso tempo indignati dai commenti di molti statistici improvvisati, l’approssimazione nell’analisi dei dati non fa bene alla gestione della pandemia. Le competenze spese per l’elaborazione dei dati non ci sembravano e non ci sembrano tuttora attinenti a quelle richieste per la situazione. Il governo ha fatto un nuovo bando, di tipo diverso, ma sempre sul Covid, chiedendo dei risultati pronti in sei mesi. Noi abbiamo partecipato e fatto un accordo sullo screening con il Comune di Fara Sabina, nel Lazio, ma abbiamo dovuto rinunciare perché non ci hanno mai comunicato l’esito del bando. Doveva uscire prima dell’estate, poi è stato rimandato all’autunno, siamo a febbraio ma sembra non vi sia ancora alcuna traccia. Il dato è tutto in questa epidemia e sui dati si continua nel caos. Abbiamo fatto una petizione, raccogliendo 1550 firme per ribadire l’importanza delle competenze specifiche, anche all’interno del Cts. Vediamo che succede”.

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Verona, la sentenza: chi lascia il partito continui a versare i contributi https://www.dire.it/22-01-2021/596948-verona-la-sentenza-chi-lascia-il-partito-continui-a-versare-i-contributi/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=verona-la-sentenza-chi-lascia-il-partito-continui-a-versare-i-contributi Fri, 22 Jan 2021 17:16:24 +0000 https://www.dire.it/?p=596948 giustizia tribunale

Il Tribunale della città veneta ha respinto l'opposizione di Edi Maria Neri, costretta ora a pagare arretrati ed interessi a Verona Pulita, che aveva lasciato nel 2017 per diventare assessore comunale a Legalità, Trasparenza e Anticorruzione

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giustizia tribunale

VENEZIA- Chi fa parte di un movimento politico e firma un accordo per contribuire al suo finanziamento attraverso la retrocessione di una percentuale dei compensi derivanti dall’attività pubblica, deve mantenere fede all’impegno preso continuando a versare la quota anche nel caso cambi movimento nell’arco del mandato. Lo prevede una sentenza emessa ieri dal Tribunale di Verona, che conferma la validità del decreto ingiuntivo richiesto dal movimento civico Verona Pulita e dal suo fondatore, Michele Croce, nei confronti di Edi Maria Neri. Quest’ultima, allora iscritta al Movimento civico di Verona Pulita, è stata nominata assessore comunale a Legalità, Trasparenza e Anticorruzione in seguito alle amministrative del 2017. All’epoca Neri aveva sottoscritto un accordo che prevedeva il versamento del 20% dei compensi ottenuti con l’incarico a Verona Pulita. Ed in effetti per diversi mesi il versamento è avvenuto, poi Neri ha lasciato Verona Pulita, e ha contestualmente smesso di versare. Di qui la richiesta di decreto ingiuntivo presentata dal movimento, a cui Neri ha presentato opposizione. Nella sentenza di ieri, tuttavia, l’opposizione viene respinta, ed Edi Maria Neri dovrà ora versare a Verona Pulita gli arretrati, gli interessi e le spese legali.

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“Questa sentenza stabilisce un principio fondamentale e pone un freno ai cambi di casacca che stanno diventando una costante della politica italiana: viene salvaguardata la libertà di pensiero e la massima agibilità politica, ma si fissa anche un limite, una responsabilità nei confronti dei movimenti politici cui si aderisce”, commenta Croce. “Cambiare idea è lecito, usare la politica come un taxi che si prende e si lascia dove si vuole, no. È buonsenso, ed oggi lo ha stabilito anche la Giustizia”.

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Covid, 472 morti e 13.633 nuovi casi. Tasso positività stabile, calano ospedalizzazioni https://www.dire.it/22-01-2021/596947-covid-472-morti-e-13-633-nuovi-casi-tasso-positivita-stabile-calano-ospedalizzazioni/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=covid-472-morti-e-13-633-nuovi-casi-tasso-positivita-stabile-calano-ospedalizzazioni Fri, 22 Jan 2021 17:14:09 +0000 https://www.dire.it/?p=596947 covid 22 gennaio

Questi i dati del bollettino del ministero degli esteri del 22 gennaio

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ROMA – Sono 13.633 contagi per Covid 19 nelle ultime 24 ore su 264.728 tamponi, 472 i morti. Ieri i contagi erano stati 14.078 per 267.567 tamponi con 521 morti. Il rapporto tra contagi e tamponi effettuati ammonta al 5,1% quasi invariati rispetto al 5,2% di ieri. Sono 2.390 le terapie intensive per covid in Italia, 28 in meno rispetto a ieri. Ammontano a 21.691 i ricoverati con sintomi, 354 in meno nelle 24 ore.

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La calciatrice viola Tessel Middag in visita agli Uffizi https://www.dire.it/22-01-2021/596939-la-calciatrice-viola-tessel-middag-in-visita-agli-uffizi/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=la-calciatrice-viola-tessel-middag-in-visita-agli-uffizi Fri, 22 Jan 2021 17:01:55 +0000 https://www.dire.it/?p=596939 tessel middag uffizi

La 28enne di Amsterdam, nella nazionale olandese fino al 2018 e ora in forze al club gigliato, si è recata al museo al secondo giorno di apertura e ad accoglierla ha trovato il direttore Eike Schmidt

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La calciatrice di Fiorentina Women’s Tessel Middag, recente acquisto del club gigliato, studentessa universitaria di Storia e grande appassionata di storia dell’arte, in visita alla Galleria degli Uffizi, oggi al suo secondo giorno di riapertura. La 28enne di Amsterdam, nella nazionale olandese fino al 2018 e reduce dal suo primo goal in maglia viola (nel 3-1 di Fiorentina-San Marino di domenica scorsa) non era mai stata agli Uffizi prima d’ora: a salutarla, in Galleria, ha trovato il direttore Eike Schmidt. I due si sono concessi uno scatto ‘in posa sportiva’ davanti al gruppo scultoreo del Laocoonte di Baccio Bandinelli. “L’unione tra sport e arte fa la forza della cultura”, ha commentato Schmidt.

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Tg Politico Parlamentare, edizione del 22 gennaio 2021 https://www.dire.it/22-01-2021/596935-tg-politico-parlamentare-edizione-del-22-gennaio-2021/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=tg-politico-parlamentare-edizione-del-22-gennaio-2021 Fri, 22 Jan 2021 16:58:46 +0000 https://www.dire.it/?p=596935

COVID, DOPO UN MESE L’INDICE RT TORNA SOTTO L’1 Dopo 5 settimane scende sotto l’1 l’indice di contagio Rt in Italia e si attesta sullo 0,9. Un dato che è con ogni probabilità l’effetto delle chiusure natalizie disposte dal governo. La buona notizia non dovrebbe comunque alterare le fasce nelle varie regioni. Lombardia, Veneto e …

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COVID, DOPO UN MESE L’INDICE RT TORNA SOTTO L’1

Dopo 5 settimane scende sotto l’1 l’indice di contagio Rt in Italia e si attesta sullo 0,9. Un dato che è con ogni probabilità l’effetto delle chiusure natalizie disposte dal governo. La buona notizia non dovrebbe comunque alterare le fasce nelle varie regioni. Lombardia, Veneto e Sicilia resteranno in fascia rossa almeno fino alla fine della prossima settimana, salvo pronunciamenti in direzione opposta del Tar lombardo. Il tribunale lunedì si pronuncerà sul ricorso presentato dalla giunta di Attilio Fontana per riportare la regione in fascia arancione. Intanto, a dirimere dubbi e perplessità sulle restrizioni dell’ultimo dpcm, arrivano le faq del governo. Per quel che riguarda il ricongiungimento con il proprio partner, queste ultime specificano che è necessario essere coniugi o conviventi.

CRISI DI GOVERNO, RIAPERTE LE TRATTATIVE CON RENZI

Dopo giorni di attacchi incrociati, la maggioranza riapre le trattative con Italia Viva. Si intensificano i contatti tra Pd, Cinquestelle e renziani. I parlamentari di Iv chiedono una “soluzione politica di respiro” per uscire dallo “stallo” della crisi. Intanto Renata Polverini, dopo l’addio a Forza Italia, formalizza il passaggio con il Centro democratico di Bruno Tabacci. E’ proprio lui che continua a cercare nuovi alleati tra le opposizioni, ma la caccia sembra giunta a un punto morto. “Elezioni inevitabili- dice allora Tabacci- se la maggioranza non si rafforza”. Gli risponde il sottosegretario Andrea Martella: “Il Pd- assicura- non teme le elezioni”.

CONTE AI SINDACATI: COL RECOVERY SALTO QUALITÀ OCCUPAZIONE

Il Recovery Plan deve servire all’Italia per “liberare il potenziale di crescita dell’economia” e “dare impulso a produttività e occupazione”. Parola del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che questa mattina in videoconferenza da Palazzo Chigi ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. “Abbiamo una versione aggiornata e migliorata del Piano”, sostiene il premier che nell’incontro ha ringraziato le tre sigle per lo sforzo compiuto in questi mesi. Secondo il presidente del Consiglio il Piano contribuirà a realizzare “una svolta risolutiva per la modernizzazione del Paese”, con 3 punti di Pil guadagnati nel 2026. L’interlocuzione con i sindacati, assicura il premier, proseguirà.

SMART WORKING, PIU’ ORE LAVORATE E PIÙ GUADAGNO

Lo smart working fa aumentare i guadagni dei dipendenti del settore privato. E’ quanto emerge da uno studio della Banca d’Italia sul lavoro da remoto in Italia durante la pandemia’. Inizialmente riluttanti rispetto a una modalità organizzativa della giornata tutta al digitale, gli italiani scoprono anche i vantaggi economici del telelavoro: con piu’ ore lavorate rispetto a chi si reca in ufficio, la busta paga in media aumenta. Lo smart working ha inoltre consentito, rileva Bankitalia, un minore ricorso alla Cassa integrazione guadagni. I dati mostrano che nella prima parte del 2020 oltre il 14% dei lavoratori nel privato ha svolto la sua prestazione da remoto a fronte dell’1,5% dell’anno precedente. L’incremento ha interessato maggiormente donne e i lavoratori delle imprese più grandi.

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Allarme di Cna: l’artigianato artistico sardo è sull’orlo del baratro https://www.dire.it/22-01-2021/596925-allarme-di-cna-lartigianato-artistico-sardo-e-sullorlo-del-baratro/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=allarme-di-cna-lartigianato-artistico-sardo-e-sullorlo-del-baratro Fri, 22 Jan 2021 16:42:28 +0000 https://www.dire.it/?p=596925 artigianato artistico sardo

Sono più di 400 le aziende artigiane in balia di una crisi senza precedenti. Secondo Maria Antonietta Dessì, responsabile della confederazione "se i laboratori dovessero sparire sarebbe un danno irreparabile non solo economico ma anche in termini di identità, storia e cultura"

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artigianato artistico sardo

CAGLIARI – “In Sardegna oltre quattrocento aziende artigiane e seicento addetti sono in balia di una crisi senza precedenti, dovuta alle restrizioni legate al coronavirus, alle festività natalizie deludenti e a una stagione turistica nefasta. Un intero settore rischia di sparire“. Dopo l’allarme lanciato ieri da Confartigianato Sardegna sulla situazione delle imprese di artigianato artistico dell’isola, è la Cna a sottolineare l’emergenza che stanno attraversando i produttori di oggettistica della tradizione sarda.

“Dopo numerose sollecitazioni cadute nel vuoto, chiediamo ancora una volta alla Regione Sardegna di passare dalle promesse ai fatti e predisporre con urgenza un bonus a favore degli artigiani che nel 2020 hanno subito una significativa diminuzione del fatturato rispetto al 2019″, sottolinea Peppino Mele, presidente regionale di Cna artistico e tradizionale. L’annullamento di iniziative pubbliche, cerimonie, sagre, eventi privati, “ha generato danni enormi in termini di fatturato e di utili. A questo si aggiunga la cancellazione di manifestazioni fieristiche“. In parte per le limitazioni imposte dal governo, “in parte per la paura diffusa del contagio- prosegue Mele- la tendenza è stata quella di acquistare online oggettistica di produzione extraregionale o estera. Anche il Natale, come la stagione estiva, si è rivelato tra i più funesti degli ultimi anni”.

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Sottolinea Maria Antonietta Dessì, responsabile della confederazione: “Laboratori di ceramiche, tappeti, arazzi, gioielli, coltelli, manufatti in legno, metallo, vetro, tutti espressione della tradizione isolana, rischiano di scomparire. Non si tratterebbe solo di un enorme danno economico, visto che ad ogni artigiano è legato un indotto significativo, ma anche di un danno irreparabile in termini di identità, storia e cultura”.

Rimarca ancora Mele: “Nei mesi scorsi la Regione Sardegna si è mostrata sensibile al dramma che stanno vivendo altre categorie, concedendo aiuti finalizzati al sostegno economico di micro e piccole imprese, compresi i lavoratori autonomi, in certi casi addirittura senza partita Iva. Chiediamo che quella stessa attenzione sia rivolta alle imprese del settore artistico, tipico e tradizionale che operano, anche in un momento drammatico come questo, nel rispetto delle regole e di un regime fiscale e contributivo oltremodo gravoso”.

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Roma, Mancini (Pd): “Avremo candidato a primarie, Calenda non sembra nel centrosinistra” https://www.dire.it/22-01-2021/596889-roma-mancini-pd-avremo-candidato-a-primarie-calenda-non-sembra-nel-centrosinistra/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=roma-mancini-pd-avremo-candidato-a-primarie-calenda-non-sembra-nel-centrosinistra Fri, 22 Jan 2021 16:42:08 +0000 https://www.dire.it/?p=596889

"Ancora oggi ha ribadito che il suo progetto politico e' alternativo al Pd, con la costituzione di un soggetto liberal-democratico che tende a Forza Italia alle prossime elezioni politiche"

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ROMA – Il Pd avrà una propria candidatura nelle primarie del centrosinistra in vista delle elezioni comunali a Roma e appare molto improbabile che sosterrà Carlo Calenda. Claudio Mancini, deputato dem e tesoriere del partito capitolino, parlando all’agenzia Dire esprime una propria riflessione sulla situazione politica nel campo progressista, dove finora si è parlato molto del possibile sostegno del Pd alla candidatura del leader di Azione.

“Il Pd sceglierà una propria candidatura da sottoporre alle primarie, con l’ambizione di arrivare al ballottaggio- ha spiegato- Siamo consapevoli che solo una candidatura democratica può sconfiggere la destra al ballottaggio e cogliere le opportunità che vengono per Roma dalle politiche nazionali ed europee, attraverso il Giubileo del 2025 e l’utilizzo intelligente e rapido, in sintonia con la Regione, delle risorse europee sia da parte del Comune che dei tanti soggetti dello Stato che hanno un’incidenza su Roma, come abbiamo cominciato a prevedere con la legge di bilancio appena approvata”.

Perché Calenda non può essere sostenuto dalla coalizione di centrosinistra? “Sembra lui che sceglie di mettersi fuori dal centrosinistra– ha spiegato Mancini- Ancora oggi ha ribadito che il suo progetto politico e’ alternativo al Pd, con la costituzione di un soggetto liberal-democratico che tende a Forza Italia alle prossime elezioni politiche e con una collocazione di opposizione al governo che noi sosteniamo. Capisco che in questi mesi in cui tutti ci occupavamo della pandemia Calenda si è occupato solo di Roma con i suoi comunicati, ma questo non coincide con gli interessi cittadini. Le priorità sono la sconfitta del virus, l’avvio della campagna vaccinale e la ripartenza dell’economia”.

Priorità che rischiano di non potere essere perseguite dopo che Italia Viva è uscita dal Governo: “Questa è una crisi che non abbiamo voluto e che è stata prodotta da Renzi in maniera unilaterale, dopo che sia sul Recovery Fund che su altri aspetti si erano ottenuti impegni condivisi dal Pd- ha continuato Mancini- Ora gli sbocchi possibili sono due: la prosecuzione della legislatura, con un patto che porti fino alla fine dei cinque anni, con la modifica della legge elettorale in senso proporzionale, le riforme istituzionali coerenti con la diminuzione del numero dei parlamentari, la modifica del titolo V della Costituzione, l’approvazione e l’avvio sia del Recovery Fund che di altri strumenti capaci di produrre il rilancio della nostra economia, oppure ci sono le elezioni anticipate“.

Dopo la rottura di Renzi, è immaginabile che Italia Viva resti nel perimetro del centrosinistra per le prossime elezioni capitoline? “Dipende da loro, come a livello nazionale. Ci aspettiamo che mantengano un dialogo col centrosinistra ma la collocazione politica di Italia Viva dovrà chiarirla Renzi, che un giorno si occupa del Pd e di cosa deve fare, l’altro sembra spostarsi all’opposizione insieme alla destra con Salvini e Meloni”.

Il centrosinistra non rischia di non centrare l’obiettivo del ballottaggio o comunque della vittoria alle elezioni, in presenza di una candidatura appoggiata da Azione e Italia Viva?
I sondaggi sommano Renzi e Calenda insieme sotto il 3%– ha replicato Mancini- Nel ballottaggio i cittadini scelgono il sindaco o la sindaca tra due candidati, i partiti fanno un passo indietro. Al primo turno il centrosinistra è la prima forza della città, non solo per i sondaggi ma anche per i risultati ottenuti nelle recenti elezioni europee e amministrative”.

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Calabria, Spirlì furioso: “Non parteciperò più a Conferenza Stato-Regioni” https://www.dire.it/22-01-2021/596910-calabria-spirli-furioso-non-partecipero-piu-a-conferenza-stato-regioni/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=calabria-spirli-furioso-non-partecipero-piu-a-conferenza-stato-regioni Fri, 22 Jan 2021 16:28:58 +0000 https://www.dire.it/?p=596910 nino spirlì

Il presidente facente funzioni lo ha dichiarato dopo il mancato rinvio delle elezioni provinciali a Cosenza e metropolitane a Reggio Calabria convocate, rispettivamente, il 7 febbraio e il 24 gennaio

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nino spirlì

REGGIO CALABRIA – “Con estremo rammarico comunico la volontà di non partecipare alle prossime conferenze unificate fino a quando non venga ristabilito il tanto auspicato senso di collaborazione nei processi decisionali che coinvolgono materie di competenza dello Stato e delle Regioni”. Così il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e ai ministri per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, dell’Interno Luciana Lamorgese e della Salute, Roberto Speranza, dopo il mancato rinvio delle elezioni provinciali a Cosenza e metropolitane a Reggio Calabria convocate, rispettivamente, il 7 febbraio e il 24 gennaio.

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Nella lettera, Spirlì ricorda di aver differito la data delle elezioni regionali all’11 aprile prossimo, dopo aver preso atto del verbale del Cts del 29 dicembre scorso, nel quale veniva evidenziato “il rischio derivante dalle procedure di voto in un contesto regionale da tempo classificato a rischio elevato”. Successivamente il presidente Spirlì aveva, con una nota datata 14 gennaio, posto l’attenzione “sulle conseguenze della competizione elettorale sul quadro epidemiologico regionale” e chiesto “un provvedimento urgente di rinvio, in quanto le elezioni in questione, sebbene di secondo livello, coinvolgono migliaia di amministratori e determinano una consistente mobilita’ tra i territori”. “A questo si aggiunge che, in seguito all’approvazione della legge 126 (che ha abrogato il dl 103), le consultazioni elettorali si svolgeranno in assenza di modalità operative, precauzionali e – conclude – di sicurezza per la raccolta del voto”.

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