Friuli Venezia Giulia – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Tue, 30 Jun 2020 16:48:57 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Coronavirus, in Friuli Venezia Giulia i primi contagi di ritorno https://www.dire.it/30-06-2020/479963-coronavirus-in-friuli-venezia-giulia-i-primi-contagi-di-ritorno/ Tue, 30 Jun 2020 16:48:56 +0000 https://www.dire.it/?p=479963 coronavirus_personale_sanitario

Tornano a salire anche le persone in quarantena, 32 (+12)

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TRIESTE – “Tre più di ieri, si tratta di casi tornati positivi”. Spiega così nell’aggiornamento quotidiano sull’epidemia di coronavirus il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, l’aumento da 102 a 105 dei casi attualmente positivi registrati nelle ultime 24 ore in regione. Tre casi “di ritorno”, insomma, che vengono quindi sottratti al numero delle persone sinora guarite (2.858), per la prima volta in discesa. Tornano a salire anche le persone in quarantena, 32 (+12), mentre scendono di 3 le persone ricoverate in reparti covid non intensivi, che ora sono 9 in tutta la regione. Rimangono invece immutati, come ieri, il numero dei contagi totali (3.308) e dei decessi (345).

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In Friuli Venezia Giulia centri estivi anche per bimbi 0-3 anni https://www.dire.it/29-05-2020/467191-in-friuli-venezia-giulia-centri-estivi-anche-per-bimbi-0-3-anni/ Fri, 29 May 2020 17:54:46 +0000 https://www.dire.it/?p=467191

I servizi potranno partire gia' dal 3 giugno prossimo, aggiunge Rosolen, previa approvazione del progetto da parte del Comune nel cui territorio si svolge l'attivita'

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I servizi potranno partire gia' dal 3 giugno prossimo, aggiunge Rosolen, previa approvazione del progetto da parte del Comune nel cui territorio si svolge l'attivita'
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TRIESTE – Centri estivi aperti anche per i bimbi da 0 a 3 anni, senza obbligo del tampone; rapporto preciso del numero di ragazzi per educatore: uno ogni 5 bambini nella fascia di eta’ 0-5; uno ogni 7 per i bambini 6-11; uno ogni 10 per i ragazzi 12-17 anni; misure di sicurezza stringenti in un patto di corresponsabilita’ tra genitori, gestori ed enti pubblici; possibilita’ di servizio per i volontari solo se hanno almeno 16 anni. Sono le principali linee guida per l’apertura dei centri estivi nel Friuli Venezia Giulia approvate oggi dalla giunta regionale, fanno sapere in una nota il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, e l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen.

Secondo Riccardi i centri estivi sono fondamentali per la Fase 2 perche’ da una parte permettono ai bambini di riprendere a socializzare con i propri coetanei, dall’altra parte, con la ripresa di molte attivita’ “le famiglie devono poter contare su questi servizi che sono per loro di supporto e di grande importanza, anche in considerazione della necessita’ di continuare ad adottare comportamenti che riducono il rischio di un contagio per le persone anziane, come i nonni ai quali vengono spesso affidati i bambini”.

I servizi potranno partire gia’ dal 3 giugno prossimo, aggiunge Rosolen, previa approvazione del progetto da parte del Comune nel cui territorio si svolge l’attivita’. E aggiunge, dal punto di vista operativo, che se i bambini dovessero manifestare febbre da 37,5 gradi centigradi in su, o sintomi respiratori o gastrointestinali, “dovranno rientrare a casa e dovra’ essere contattato il pediatra”.

Il bambino inoltre dovra’ essere accompagnato da un solo genitore ed e’ preferibile il trasporto da parte di famigliari. I mezzi pubblici possono essere comunque utilizzati nel rispetto delle ordinanze vigenti. Sono stabiliti principi generali di igiene e pulizia, sanificazioni frequenti e disinfezione meticolosa di tutti gli oggetti, a iniziare dai giocattoli. I pasti saranno in monoporzioni e con stoviglie monouso, e i bambini avranno lettini e lenzuola ad uso personale, conclude Rosolen.

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Dl Rilancio, la protesta delle regioni del nord: “500 milioni per il trasporto pubblico una presa in giro” https://www.dire.it/15-05-2020/460695-dl-rilancio-la-protesta-delle-regioni-del-nord-500-milioni-per-il-trasporto-pubblico-una-presa-in-giro/ Fri, 15 May 2020 12:10:07 +0000 https://www.dire.it/?p=460695

"Lo stanziamento e' insufficiente addirittura per ristorare i mancati ricavi di questa prima fase dell'emergenza sanitaria"

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GENOVA – “Il fondo previsto dal governo per il sostegno al trasporto pubblico assomiglia a una tragica presa in giro. I 500 milioni previsti dal Dl Rilancio coprono a malapena un terzo delle perdite per le imprese del settore, stimate per il 2020 in almeno 1,5 miliardi a livello nazionale, secondo le analisi delle associazioni di categoria”. Lo denunciano, in una nota congiunta, gli assessori ai Trasporti delle Regioni Liguria (Gianni Berrino), Lombardia (Claudia Maria Terzi), Veneto (Elisa De Berti), Piemonte (Marco Gabusi) e Friuli Venezia Giulia (Graziano Pizzimenti).

LEGGI ANCHE: L’allarme dei sindaci: “Non abbiamo risorse, così servizi a rischio”

Gli assessori rilevano che “lo stanziamento e’ insufficiente addirittura per ristorare i mancati ricavi di questa prima fase dell’emergenza sanitaria: per i primi due mesi di lockdown, il danno economico subito dal Tpl, compreso il servizio ferroviario, ammonta ad almeno 600 milioni. Se, poi, il fondo da 500 milioni dovesse anche includere i rimborsi degli abbonamenti, alle aziende resterebbero le briciole. Per rimborsare gli utenti, e’ bene che il governo preveda un capitolo a parte, con risorse importanti”.

Le giunte regionali di centrodestra del Nord fanno fronte comune: “Le imprese del tpl rischiano di chiudere, con tutto quello che ne consegue in termini di drammi occupazionali e problemi per l’erogazione del servizio”, attaccano gli assessori.

Che invitano l’esecutivo a rimediare subito: “Finora abbiamo assistito solo a tentennamenti e vergognosi balletti di cifre: dall’ipotesi di 800 milioni si e’ passati rapidamente a 500. Le imprese, i lavoratori del settore e gli stessi utenti non meritano tutto questo. Sono in gioco i servizi per i cittadini e tanti posti di lavoro. Il tutto mentre il Gruppo Fs, societa’ statale, ha dichiarato utili nel 2019 per 584 milioni: il governo investa una parte di questo tesoretto per integrare il fondo di supporto al settore”.

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I Nas nelle residenze per anziani, il 17% è irregolare: 15 sono state chiuse https://www.dire.it/15-04-2020/447335-i-nas-nelle-residenze-per-anziani-il-17-e-irregolare-15-sono-state-chiuse/ Wed, 15 Apr 2020 10:26:28 +0000 https://www.dire.it/?p=447335 carabinieri

Controlli del reparto dei Carabinieri da Nord a Sud della Penisola

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Controlli del reparto dei Carabinieri da Nord a Sud della Penisola
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ROMA –  In questi primi quattro mesi del 2020, le verifiche dei NAS hanno evidenziato irregolarità in 183 residenze per anziani, pari al 20% di quelli controllati.

Le 212 irregolarità amministrative contestate riguardano inadeguatezze strutturali, gestionali ed autorizzative, quali la mancanza di figure professionali adeguate alle necessità degli ospiti, la presenza di un numero superiore di anziani rispetto al limite previsto e l’uso di spazi e stanze inferiori a quelli minimi previsti, situazioni rilevate soprattutto nel mese di gennaio, contestualmente alla seconda parte del periodo delle festività natalizie, durante il quale aumenta la richiesta di collocazione degli anziani.

LEGGI ANCHE: Alla Rsa di Cologno personale decimato e parenti esclusi

Sono state inoltre appurate situazioni penalmente rilevanti che hanno determinato la denuncia all’Autorità giudiziaria di 172 persone, in particolare gestori e operatori ritenuti responsabili di abbandono di anziani e mancata assistenza e custodia, esercizio abusivo della professione sanitaria e uso di false attestazioni di possesso di autorizzazione all’esercizio e di titoli professionali validi, quali infermiere ed operatori socio-sanitari.

Da gennaio ad oggi, sono state 25 le strutture destinatarie di provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività assistenziali poiché risultate gravemente deficitarie in materia sanitaria ed edilizia, quando non completamente abusive.

Con la progressiva diffusione epidemica da Coronavirus, il dispositivo di controllo messo in campo da questa Specialità dell’Arma si è rimodulato anche al fine di rilevare possibili criticità relative alla gestione delle procedure e degli spazi riservati a possibili casi di positività covid-19, nonché alla formazione degli operatori e loro dotazione di materiali protettivi.

A partire da febbraio, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza ed il susseguirsi delle varie misure di contenimento, i NAS hanno operato 601 accessi presso le strutture ricettive, individuandone 104 non conformi alla normativa (pari al 17%), deferendo all’autorità giudiziaria 61 persone e sanzionandone ulteriori 157, contravvenzionate per un ammontare complessivo di oltre 72 mila euro.

Oltre alla contestazione degli illeciti già precedentemente descritti, sono state rilevate specifiche violazioni attinenti il rispetto della normativa di sicurezza dei luoghi di lavoro, sia come mancanza di dispositivi di protezione individuale che di formazione del personale al fine di prevenire la propria incolumità e, di conseguenza, quella degli ospiti.

A causa delle gravi carenze strutturali ed organizzative sono stati eseguiti provvedimenti di sospensione e di chiusura nei confronti di 15 attività ricettive, giudicate incompatibili con la permanenza degli alloggiati, determinando il trasferimento degli stessi in altri centri, nel rispetto delle procedure nazionali e regionali previste per la prevenzione di possibili contagi.

INTERVENTI DEI NAS PIÙ SIGNIFICATIVI

Taranto, gennaio 2020 – Sanzionato all’Autorità amministrativa il rappresentante legale di una casa di riposo ritenuto responsabile di aver alloggiato anziani affetti da patologie psico-fisiche in una struttura priva dei necessari requisiti organizzativi, strutturali ed assistenziali per assistere ospiti non auto-sufficienti. La struttura è stata chiusa e gli anziani sono stati affidati ai rispettivi familiari o trasferiti in strutture sanitarie adeguate. Il valore di quanto vincolato ammonta ad oltre un milione di euro.

Campobasso, febbraio 2020 – Deferita alla Procura della Repubblica la legale responsabile di una comunità alloggio per anziani per aver attivato abusivamente un servizio di assistenza sanitaria residenziale per persone non autosufficienti e affette da patologia psichiatrica. La Regione Molise ha disposto la sospensione dell’attività e il trasferimento degli ospiti presso altre strutture. Il valore della struttura sospesa ammonta ad euro 300 mila.

Reggio Calabria, febbraio 2020 – A conclusione di un’ispezione, è stata disposta la chiusura di una casa di riposo per anziani poiché priva di autorizzazione. I 14 ospiti presenti sono stati ricollocati presso i rispettivi nuclei familiari. Il valore dell’infrastruttura ammonta ad euro 800 mila.

Perugia, febbraio 2020 – Al termine di mirate verifiche volte ad assicurare la corretta erogazione di prestazioni sanitarie ed assistenziali, sono stati denunciati alle competenti Procure della Repubblica 5 titolari di altrettante strutture per anziani ubicate nella Regione Umbria. I controlli hanno consentito di individuare 65 ospiti “non autosufficienti” su 89, giudicati tali da personale USL Umbria su specifica richiesta dei Carabinieri. L’escamotage permetteva di aggirare le previste autorizzazioni regionali e ridurre il personale qualificato per l’assistenza. Nel prosieguo delle indagini, sono stati deferiti anche 43 medici di medicina generale per aver redatto false attestazioni di autosufficienza in favore dei propri assistiti, gran parte giudicati già invalidi dalla Commissione per invalidità civile dell’INPS con necessità di assistenza continuativa (c.d. accompagnamento legge 104/1992).

 Torino, marzo 2020 – Denunciati alla competente Procura della Repubblica 7 infermieri professionali dipendenti di una residenza sanitaria assistenziale, ritenuti responsabili di aver somministrato reiteratamente ad un ospite, affetto da co-morbilità, numerose quantità di farmaci antispastici, antidiarroici ed antibiotici, non prescritti dal medico di famiglia. Denunciato anche il direttore sanitario che ometteva la prescritta vigilanza nonostante fosse investito della specifica responsabilità.

Napoli, marzo 2020 – Contestate gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali in una struttura residenziale per disabili in provincia di Napoli. Nella fattispecie, è stata riscontrata la mancanza di autorizzazione al funzionamento, carenze igieniche in materia di sicurezza alimentare e di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il proprietario della struttura è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria e contestualmente è stata disposta, dalla locale ASL, la chiusura immediata dell’attività.

Taranto, marzo 2020 – A conclusione di un’attività d’indagine coordinata dall’Autorità Giudiziaria, sono stati denunciati il legale rappresentante, un infermiere professionale, tre operatori socio-sanitari e un fisioterapista per omessa vigilanza sulla corretta assistenza agli anziani ospiti e non aver attuato misure idonee atte a scongiurare eventi lesivi nei loro confronti, tali da provocare il decesso di una paziente ricoverata presso la struttura.

Reggio Calabria, marzo 2020 – Al termine di un intervento ispettivo presso una struttura ricettiva per anziani, i Carabinieri del NAS hanno verificato l’avvio al funzionamento in assenza della prevista autorizzazione sanitaria. Inoltre, durante gli accertamenti sul posto, è stato individuata e sanzionata una persona per l’inosservanza delle misure di contenimento epidemico, perché senza valido motivo, si era recato presso la citata struttura gestita dalla compagna, all’interno della quale era stato registrato un caso di contagio da COVID-19. Tutti gli ospiti ed gli operatori della struttura sono stati posti in quarantena.

Cosenza, marzo 2020 – Il NAS di Cosenza, a seguito di segnalazione di una pluralità di casi positivi al virus covid-19, ha effettuato un’ispezione igienico-sanitaria presso una casa protetta per anziani e disabili ubicata in quella provincia (21 casi tra ospiti e operatori sanitari), già oggetto di un’ordinanza sindacale “di isolamento totale e quarantena obbligatoria di tutti i soggetti in essa presenti” emessa in data 28.03.2020. Al momento dell’accesso risultavano ospitati ancora 15 anziani parzialmente autosufficienti, dei quali 11 positivi, mentre 4 anziani erano stati trasferiti presso ospedali dell’area. L’ispezione, pur consentendo di acclarare buone condizioni igienico-sanitarie e adeguata fornitura di D.P.I. ai lavoratori, ha evidenziato una serie difficoltà organizzative dovuta al limitato numero di addetti all’assistenza e determinata dalla rigorosa applicazione dell’ordinanza che impediva il regolare turn-over dei 4 operatori rimasti all’interno. La criticità veniva segnalata all’ASP di Cosenza per l’immediata adozione dei provvedimenti di competenza e l’individuazione di adeguati percorsi di contenimento e mitigazione.

Udine, aprile 2020 – Eseguita, in collaborazione col Dipartimento di Prevenzione della locale ASL, un’ordinanza di sospensione dell’autorizzazione di una struttura per anziani e l’immediata evacuazione dei 21 ospiti alloggiati, tutti positivi al Covid-19, poiché a seguito delle verifiche effettuate sono emerse gravi carenze organizzative nella gestione della struttura. Gli anziani sono stati tutti ricoverati in strutture sanitarie idonee per la cura dell’epidemia.

Nel corso di controlli collegati tra loro, sono state accertate irregolarità gestionali e l’assenza della prevista autorizzazione in due strutture ricettive per anziani della provincia romana. L’Autorità sanitaria ha disposto la chiusura immediata delle due strutture socio-assistenziali per la terza età, amministrate dal medesimo legale rappresentante. Gli anziani ospiti sono stati ricollocati presso altri plessi autorizzati. Il valore delle attività chiuse è stimata in 2 milioni di euro.

Torino, aprile 2020 – Denunciata in stato di libertà una operatrice socio-sanitaria dipendente di una casa di riposo ritenuta responsabile di maltrattamenti verso una anziana ospite per avere applicato un presidio di contenzione (costituito da fascia pelvica), in ora diurna quando invece era autorizzato limitatamente al periodo notturno.

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Coronavirus, allarme Caritas: “A Trieste ancora persone in strada al freddo” https://www.dire.it/26-03-2020/439408-coronavirus-allarme-caritas-a-trieste-ancora-persone-in-strada-al-freddo/ Thu, 26 Mar 2020 15:48:01 +0000 https://www.dire.it/?p=439408

A Trieste nella zona del Silos e del Porto Vecchio ci sono diversi senzatetto senza un rifugio, nè di notte nè di giorno

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A Trieste nella zona del Silos e del Porto Vecchio ci sono diversi senzatetto senza un rifugio, nè di notte nè di giorno
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TRIESTE – “La Chiesa di Trieste, considerata l’attuale emergenza derivante dalla pandemia da coronavirus e visto il perdurare della difficile situazione meteorologica con previsioni avverse anche per i prossimi giorni, esprime la più viva preoccupazione per la situazione venutasi a creare nella zona del Silos e del Porto Vecchio, dove diverse persone sono presenti senza un dignitoso rifugio, disponibile giorno e notte“. È la nota del direttore della Caritas diocesana di Trieste, Alessandro Amodeo, che, offrendo collaborazione, chiede alle autorità territoriali “di attivarsi al fine di trovare soluzioni concrete al fine di fronteggiare questa che, di ora in ora, si presenta come un’emergenza nell’emergenza”.

La Caritas diocesana, conclude la nota di Amodeo, “auspica che da parte di tutte le istituzioni interessate si mantenga fisso l’impegno a dare pronta soddisfazione alle necessità – riparo al coperto, servizi e cibo – che sono primarie per la persona umana, in conformità alle nobili tradizioni di Trieste, una città tenace, buona e accogliente”.

 

La situazione tuttavia si trascina quasi immutata dall’inizio dell’epidemia, nonostante le disposizioni che limitano la permanenza all’esterno della popolazione. Pochi giorni fa infatti il Comune ha fatto sgomberare dal parco di piazza della Libertà le persone, soprattutto migranti fuori dal sistema di accoglienza e senzatetto, “spostati” all’entrata del Porto Vecchio. Un numero che varia giornalmente da 30 fino a 100 persone, spiegano dall’associazione Linea d’Ombra, che da mesi offre piccole cure sanitarie ai migranti arrivati dalla rotta balcanica.

I volontari di Linea d’Ombra e alcuni del Consorzio italiano di solidarietà (Ics) sono ora gli unici sul campo ad occuparsi di queste persone lasciate senza pasto ed esposte al freddo durante il giorno, mentre le forze dell’ordine controllano unicamente che si rispetti la distanza di sicurezza. La situazione è però resa più grave dall’improvviso calo della temperatura accompagnato dal forte vento di bora, un vero colpo di coda invernale.

Proprio in vista dell’allerta meteo, nei giorni scorsi l’associazione, aiutata dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, è riuscita ad attivare una raccolta di vestiario caldo cui hanno risposto numerosi triestini. Rimane ora il problema dei pasti durante il giorno, essendo chiusi per coronavirus i servizi mensa e i centri diurni, sottolineano i volontari, e della sistemazione notturna per una decina di persone, costrette a dormire all’addiaccio poiché i dormitori di Caritas, Ics e Comunità di San Martino al Campo sono al completo.

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Gorizia, ‘l’amaro del Duce’ in vendita all’evento promosso dalla Regione: la denuncia del Pd https://www.dire.it/06-02-2020/418946-gorizia-lamaro-del-duce-in-vendita-allevento-promosso-dalla-regione-la-denuncia-del-pd/ Thu, 06 Feb 2020 17:18:21 +0000 https://www.dire.it/?p=418946

Lo denuncia in una nota il consigliere regionale Pd del Friuli Venezia Giulia, Diego Moretti

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Lo denuncia in una nota il consigliere regionale Pd del Friuli Venezia Giulia, Diego Moretti
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TRIESTE – “L’immagine di Benito Mussolini presente sull’etichetta dell’Amaro del Duce a fianco dell’eccellenza regionale della Ribolla, ci saremmo aspettati una netta presa di distanza da parte della giunta Fedriga. E invece, quello che riceviamo è una risposta burocratica da parte dell’assessore Bini”. Lo denuncia in una nota il consigliere regionale Pd del Friuli Venezia Giulia, Diego Moretti, commentando la risposta dell’assessore, Sergio Emidio Bini oggi in commissione Turismo all’interrogazione con la quale Moretti chiedeva conto alla giunta dell’esposizione dell’Amaro del Duce nello stand “Borgo Friuli”, patrocinato da PromoturismoFvg, durante la manifestazione enogastronomica Gusti di frontiera, a Gorizia nel settembre scorso.

“Una risposta che più burocratica di quella ricevuta non poteva esserci- continua Moretti-, ossia che PromoturismoFvg ha dato il patrocinio all’Associazione Nuovi Universi Etnici senza sapere che c’era il marchio ‘Amaro del Duce’, che tutto è meno che un prodotto tipico territoriale o del made in Italy”.

Secondo il dem, è una vicenda “molto seria sulla quale non dovrebbero esseri tentennamenti di alcun tipo”, e auspica una maggiore attenzione di PromoturismoFvg e Comune di Gorizia.

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A Trieste arrivano le bici comunali. E la prima mezz’ora è gratis https://www.dire.it/03-02-2020/417243-a-trieste-arrivano-le-bici-comunali-e-la-prima-mezzora-e-gratis/ Mon, 03 Feb 2020 15:42:45 +0000 https://www.dire.it/?p=417243

A disposizione ci sono 148 biciclette tradizionali e a pedalata assistita: l'abbonamento per i primi sei mesi è gratuito e si comincia a pagare solo la prima mezz'ora di utilizzo

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TRIESTE – Anche a Trieste parte il servizio di biciclette pubbliche, per una mobilità urbana sostenibile. L’offerta è stata presentata stamani in piazza Libertà dal sindaco Roberto Dipiazza, riferisce una nota del Comune. Il servizio di bike-sharing comunale Bits conta su 148 biciclette tradizionali e a pedalata assistita, concentrate in dieci zone della città che ospitano le colonnine -piazze Libertà, Oberdan, Hortis, Teatro Romano, Stazione Marittima, Stazione Rogers, Barcola, Teatro Rossetti, Cumano Musei, Park Bovedo- e prossimamente altre due punti verranno attivati in Porto Vecchio. Il sistema Bits è stato finanziato con 390mila euro del fondo Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile (Pisus), Regione Friuli Venezia Giulia e Comune di Trieste.

Il servizio prevede un abbonamento, gratuito per i prossimi sei mesi, e una ricarica che viene scalata dopo i primi 30 minuti di utilizzo della bici, che sono quindi gratuiti. Tutto è attivabile con una smart-card, o on-line tramite il sito bicincitta.com e l’app BicinCittà valida in oltre 100 comuni italiani che già utilizzano il servizio. L’unica precauzione per gli utenti è che le bici vanno prelevate e riconsegnate sempre in una colonnina, per non sprecare il credito.

“Questa amministrazione comunale- spiega Dipiazza- è molto attenta al tema della mobilità nelle sue più differenti declinazioni. Relativamente alla mobilità in bicicletta tutti gli interventi che stiamo portando avanti in città tengono conto di questo sempre più diffuso mezzo di spostamento usato dai cittadini, studenti e turisti. La nuova viabilità in Porto Vecchio è probabilmente l’esempio più evidente di questa nostra attenzione. A tutto ciò- conclude- si somma l’esponenziale crescita in termini turistici che Trieste sta vivendo”.

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Morto al Cpr di Gradisca, Regione: “L’autopsia esclude pestaggio” https://www.dire.it/27-01-2020/414561-morto-al-cpr-di-gradisca-regione-lautopsia-esclude-pestaggio/ Mon, 27 Jan 2020 15:18:21 +0000 https://www.dire.it/?p=414561

Il Friuli Venezia Giulia: "Ora vogliamo le scuse di chi ha insinuato un nuovo caso Cucchi"

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Il Friuli Venezia Giulia: "Ora vogliamo le scuse di chi ha insinuato un nuovo caso Cucchi"
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TRIESTE – “La morte di una persona è sempre un fatto tragico ma, alla luce degli esiti degli esami autoptici sulla vittima, credo siano doverose le scuse di chi negli ultimi giorni ha insinuato l’ipotesi di un pestaggio o che ci si trovasse di fronte ad un nuovo ‘caso Cucchi’, arrivando addirittura ad avanzare accuse di insabbiamenti”. Lo fa sapere in una nota l’assessore regionale all’Immigrazione del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, commentando i risultati dell’autopsia effettuata sul corpo del cittadino georgiano morto al centro per il rimpatrio (Cpr) di Gradisca d’Isonzo (Gorizia).

Risultati “che non evidenziano lesioni traumatiche importanti“, cita la nota dell’assessore, che sottolinea come la Regione ha da subito difeso le forze dell’ordine “dalle accuse infamanti che oggi sono state smontate dagli esami svolti, peraltro, alla presenza di un perito di parte”.

Se ora la Polizia di Stato deciderà di difendere la propria immagine in sede giudiziaria, conclude Roberti, “la Regione non potrà che valutare la propria costituzione parte civile in un eventuale processo”.

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VIDEO | Dispersi dalla Shoah, si rincontrano a Trieste intorno alle pietre d’inciampo dei loro cari https://www.dire.it/21-01-2020/412701-video-dispersi-dalla-shoah-si-rincontrano-a-trieste-intorno-alle-pietre-dinciampo-dei-loro-cari/ Tue, 21 Jan 2020 18:17:27 +0000 https://www.dire.it/?p=412701

Questa è la storia di una famiglia di quasi 40 persone, i Goldschmied di Trieste, che non sapevano neanche di essere parenti: si sono ritrovati intorno alle pietre d'inciampo per i loro cari

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Questa è la storia di una famiglia di quasi 40 persone, i Goldschmied di Trieste, che non sapevano neanche di essere parenti: si sono ritrovati intorno alle pietre d'inciampo per i loro cari
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TRIESTE – Una famiglia allargata di circa quaranta persone, che fino a ieri non sapevano di essere tra loro parenti. È la storia dei Goldschmied di Trieste, raccoltasi oggi in via Santa Caterina per la posa delle pietre d’inciampo che la Comunità ebraica del capoluogo giuliano ha dedicato ad Ada, Livio, Giuseppe, Samuele, Paola e Stefy, deportati e uccisi nel 1944 ad Auschwitz.

 

L’idea di raccogliere i parenti è partita dalla Diana Goldschmied, triestina, figlia di Livio, ingegnere della Olivetti, che si era riparato con la madre Ada in una casa nei boschi controllata dai partigiani, poi scoperti dai fascisti e deportati. Diana, che dal dopoguerra vive tra Piemonte e Liguria, ha pagato il biglietto aereo ai lontani parenti, sparsi per il mondo.

“La dispersione delle famiglie era una delle conseguenze della Shoah”, spiega. Ma Trieste è stato anche il primo incontro con un ramo della famiglia Goldschmied di cui si erano perse le tracce. “Nell’Ottocento- racconta Diana-, tre fratelli arrivarono dall’Ungheria a Trieste. Ma uno rimase a Budapest”.

Fa parte di questo ramo Jessica Cressi, studentessa di Parigi di famiglia italiana, che dopo la morte della nonna ungherese, due anni fa, ha scoperto che la stessa fu salvata dalla deportazione da parte del noto Giorgio Perlasca, l’italiano che, fingendosi console spagnolo salvò dalla deportazione nazista oltre cinquemila ebrei ungheresi. Proprio la Fondazione “Giorgio Perlasca” di Padova, spiega Jessica, ha fornito i documenti che le hanno permesso di scoprire a Trieste il resto della famiglia Goldschmied. “E da lì ho cercato su Facebook- confessa la studentessa-. In realtà io detesto i social, ma è grazie a Facebook se ho scoperto di avere un legame con l’Italia vero, che non è solo legato col lavoro”.

Una giornata di commemorazione di chi è stato ucciso, ma anche di gioia per aver visto quanta vita invece è rimasta dopo di loro, questa è la gioia di Diana. “Li abbiamo riportati tra di noi, a casa loro, ne abbiamo mantenuto la memoria, ma abbiamo chiuso”, spiega la signora. E conclude: “Abbiamo ritrovato questa famiglia vastissima, e una quantità incredibile di bambini: una roba fantastica!”.

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Magliette Bianche il 22 in piazza a Trieste: “Vogliamo la bonifica dei Sin” https://www.dire.it/17-12-2019/403289-magliette-bianche-il-22-in-piazza-a-trieste-vogliamo-la-bonifica-dei-sin/ Tue, 17 Dec 2019 15:01:57 +0000 https://www.dire.it/?p=403289 presentazione_magliette_bianche_trieste

"Soltanto a Trieste a livello ematologico l'incidenza tumorale è di tre volte superiore alla stessa Taranto"

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TRIESTE – Il 22 dicembre “scenderemo in 22 piazze italiane con addosso una maglietta bianca a rappresentare una trasparenza, una richiesta e un’istanza di purezza, che vogliamo indossare e al contempo chiedere in modo determinato alle istituzioni”. Lo annuncia la coordinatrice di Trieste di Fridays for future (Fff), Laura Zorzini, aderendo insieme ad altre associazioni ambientaliste del territorio al movimento delle Magliette Bianche, che su tutto il territorio nazionale chiedono che si proceda con le bonifiche dei Siti inquinati di interesse nazionale (Sin).

“Ci rivolgiamo in particolare al governo italiano, alla Regione Friuli Venezia Giulia e al Comune di Trieste- spiega Zorzini-, affinché vi sia una chiara e netta politica di azione, e non soltanto di tavoli tecnici, per quanto concerne i Sin”.

Secondo la rappresentante di Fff, vi sono fondi a livello europeo, nazionale e regionale che sono stati stanziati per le bonifiche, ma che non sono ancora stati utilizzati. La richiesta è di farlo. “Purtroppo ci troviamo dinnanzi a una panoramica di salute collettiva veramente allarmante– prosegue Zorzini-. Pensiamo che soltanto a Trieste a livello ematologico l’incidenza tumorale è di tre volte superiore alla stessa Taranto, di cui si parla tantissimo a causa dell’Ilva. Pertanto riteniamo fondamentale- conclude- rimettere al primo piano la salute dei singoli cittadini, e siamo qui come Fridays for future, Legambiente, comitato No-smog e altre realtà, ma in primis come cittadini preoccupati per la nostra incolumità”. 

LE DIECI RICHIESTE

Cronoprogramma non derogabile per bonifiche; sorveglianza epidemiologica e cure gratuite; valutazione d’impatto sanitario (Vis) accanto a quella d’impatto ambientale (Via); coordinamento interforze contro reati ambientali e inasprimento delle pene; una Procura speciale per l’ambiente sul modello antimafia; cancellare l’attuale analisi di rischio, le procedure semplificate per i controlli, e la cosiddetta Via “postuma” e in sanatoria; potenziare il ruolo dei Comuni nelle bonifiche; trasparenza, partecipazione ed educazione ambientale; cambio delle politiche produttive verso l’ecosostenibilità. Sono le richieste del movimento delle Magliette Bianche.

Nel capoluogo giuliano il Sin insiste su un’are di 1.700 ettari di cui 1.200 in mare. Le bonifiche sinora si sono avute sporadicamente solamente a terra sotto il controllo dell’Ente zona industriale Trieste (Ezit), chiuso nel 2017, spiega Lino Santoro di Legambiente, cui è subentrato il Consorzio sviluppo economico dell’area giuliana (Coselag) che è ancora in fase costituzione. Di fatto le bonifiche vanno a passo di lumaca. 

“Una cosa sconvolgente, per esempio- spiega Santoro-, è che nell’aprile di quest’anno c’è stata una conferenza di servizi istruttoria al Mise sulla bonifica dell’area della Ferriera di Servola. Dai verbali risulta che la prossima conferenza istruttoria è stata fissata a settembre del 2020”.

Secondo Alda Sancin, presidente del circolo No-Smog di Servola, quartiere che maggiormente subisce le emissioni dello stabilimento della Ferriera, quello dei Sin non bonificati è un problema prettamente politico. “Non mancano pubblicazioni di carattere scientifico sull’inquinamento e le ricadute sulla salute- aggiunge Sancin-, l’ultimo è lo studio Sentieri sui Sin dalle alpi alla Sicilia. Vengono puntualmente prodotte e il lavoro si ferma lì, ovvero, la politica non prende atto di queste situazioni e né si mette a lavoro per intervenire. Sono infatti studi che si scontrano col fatto che, per bonificare i Sin ci vuole una montagna di soldi- conclude la presidente- e poi è necessario eliminare gli inquinatori”.

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La tassa dei rifiuti costa in media 300 euro, Campania regione più cara d’Italia https://www.dire.it/20-11-2019/392822-la-tassa-dei-rifiuti-costa-in-media-300-euro-campania-regione-piu-cara-ditalia/ Wed, 20 Nov 2019 10:54:07 +0000 https://www.dire.it/?p=392822

Più di due famiglie su tre (il 68,2%) ritengono di pagare troppo per la raccolta dei rifiuti: tutti i dati di Cittadinanzattiva

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Più di due famiglie su tre (il 68,2%) ritengono di pagare troppo per la raccolta dei rifiuti: tutti i dati di Cittadinanzattiva
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ROMA – Trecento euro. A tanto ammonta in media nel 2019 la tassa dei rifiuti nel nostro Paese, con differenze territoriali molto marcate: la regione più economica è il Trentino Alto Adige, con 190 euro, la più costosa la Campania con 421 euro.

Catania il capoluogo di provincia più costoso (504 euro e un aumento del 15,9% rispetto al 2018), Potenza il più economico (121 euro e un decremento del 13,7% rispetto al 2018).

Analizzando le tariffe dei 112 capoluoghi di provincia esaminati, sono state riscontrate variazioni in aumento in circa la metà, 51 capoluoghi; tariffe stabili in 27 capoluoghi e in diminuzione in 34. A Matera l’incremento più elevato (+19,1%), a Trapani la diminuzione più consistente (-16,8%).

A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 258 euro), segue il Centro (299 euro), infine il Sud, più costoso (351 euro).

Più di due famiglie su tre (precisamente il 68,2%) ritengono di pagare troppo per la raccolta dei rifiuti: la percentuale sale all’83,4% in Sicilia, segue l’Umbria con l’80,2%, la Puglia con il 79,1%, la Campania con il 78,4%. Solo il 60% delle amministrazioni comunali o delle aziende che gestiscono il servizio ha elaborato e reso disponibile la Carta dei servizi. Solo due su tre indicano il tipo di raccolta effettuata, la metà esplicita la frequenza con cui è effettuata. E al cittadino è ancor meno dato a sapere con che frequenza vengono igienizzati i cassonetti (lo indica appena il 47% delle Carte), pulite le strade (37%) o svuotati i cestini per strada (25%). E’ questo il quadro che emerge dalla rilevazione dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, disponibile online, gratuitamente dietro registrazione, sul sito www.cittadinanzattiva.it.

L’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento nel 2019 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. Tutti i dati su tariffe, agevolazioni, qualità e tutela, per singolo capoluogo di provincia, sono disponibili sulla piattaforma interattiva Informap al link www.cittadinanzattiva.it/informap.

Da oggi online le informazioni sul servizio di gestione dei rifiuti, a seguire sugli altri servizi pubblici locali: trasporti, acqua. La rilevazione è realizzata nell’ambito del progetto ‘Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino’, finanziato dal ministero dello Sviluppo economico (Dm 7 febbraio 2018). “In tema di smaltimento dei rifiuti continuano a registrarsi in molte aree del Paese ritardi ed inefficienze e la transizione verso un’economia circolare, prevista dalla strategia 2020, sembra essere ancora lontana- dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva- Continuiamo a registrare una modalità di calcolo dei costi che non tiene conto dei rifiuti realmente prodotti e quindi non incentiva il cittadino a cambiare i propri comportamenti perdendo così un’occasione per costruire percorsi innovativi basati sul coinvolgimento di cittadini, aziende ed istituzioni in un circuito virtuoso. Molto marcate sono le differenze territoriali non solo in termini di costi del servizio ma anche di qualità e la rilevazione delle eventuali agevolazioni disponibili restituisce una fotografia molto variegata: vivere in una città anziché un’altra può voler dire disporre di un servizio gestione rifiuti costoso, insoddisfacente e con limitate agevolazioni a sostegno del pagamento della tariffa”.

Le dieci città più costose, con una spesa annua che supera i 400 euro, sono tutte collocate al Sud, mentre nella top ten delle più economiche solo tre sono meridionali, ossia Potenza, Vibo Valentia e Isernia.

Secondo il rapporto Rifiuti urbani 2018 dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), gli italiani nel 2017 hanno prodotto meno rifiuti (29,6 milioni di tonnellate, -1,7% rispetto al 2016). La maggioranza dei rifiuti urbani in Italia è prodotta nel nord (47%) seguito dal sud con il 31% e infine dal centro (22%). La media nazionale di raccolta differenziata ha raggiunto il 55,5% (+3 punti rispetto al 2016) mentre il 23% finisce in discarica. A livello di aree geografiche anche in questo caso il Nord si posiziona al primo posto (66,2%) seguito da Centro (51,8%) e Sud (41,9%). Percentuali più elevate di raccolta differenziata in Veneto (73,6%), Trentino Alto Adige (72%), Lombardia (69,6%), Friuli Venezia Giulia (65,5%); le più basse in Sicilia (appena il 21,7%, Molise (30,7%), Calabria (39,7%).

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VIDEO | A Trieste in migliaia ai funerali dei poliziotti uccisi https://www.dire.it/16-10-2019/378690-video-a-trieste-in-migliaia-ai-funerali-dei-poliziotti-uccisi/ Wed, 16 Oct 2019 13:57:36 +0000 https://www.dire.it/?p=378690

Grande commozione di folla e Autorità. Il vescovo: "Rimarranno sempre figli delle stelle"

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Grande commozione di folla e Autorità. Il vescovo: "Rimarranno sempre figli delle stelle"
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TRIESTE – Sono arrivate alle 11.30 alla chiesa di San Antonio Taumaturgo di Trieste le salme di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, uccisi il 4 ottobre scorso nella sparatoria avvenuta nella Questura del capoluogo regionale. Il funerale è celebrato dal vescovo Gianpaolo Crepaldi, alla presenza dei famigliari dei due agenti, le autorità locali e regionali, il presidente della Camera, Roberto Fico, i ministri Luciana Lamorgese e Stefano Patuanelli, il capo della Polizia, Franco Gabrielli, e i parlamentari Ignazio La Russa ed Ettore Rosato. Fuori dalla chiesa una folla di migliaia di cittadini stretti attorno ai picchetti di Polizia, delle forze dell’ordine e delle unità di soccorso.

“La Polizia si muove quotidianamente alla velocità della vita e alla velocità delle nostre città”. Esordisce così il questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, l’unico a prendere la parola oltre al vescovo Gianpaolo Crepaldi, alla cerimonia funebre di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta.

“Matteo e Pierluigi, ragazzi eccezionali ed esperti operatori di volante, si erano già distinti nell’arrivare un istante, un attimo prima- continua Petronzi-. Come pochi giorni fa quando avevano salvato la vita a un giovane che stava per lanciarsi nel vuoto. Uno dei tanti episodi della quotidianità delle forze di polizia che non assurgono all’onore della cronaca”.

Il questore ha poi ringraziato la mobilitazione della comunità nel lutto delle famiglie e degli colleghi della Polizia. “Il dolore è inevitabile, arrendersi sarebbe per sempre”. Nel salutare la “volante 2, alla sua ultima uscita”, il questore ha ceduto all’emozione, e con voce tremolante, accompagnata da un lungo applauso dentro e fuori dalla chiesa di Sant’Antonio, conclude citando i due agenti: “Dormite sonni tranquilli, qui ci siamo noi”.

IL VESCOVO: RIMARRANNO SEMPRE FIGLI DELLE STELLE

“Con la gioiosa maturita’ dei vostri trent’anni, invitavate i cittadini di Trieste a dormire tranquilli, perche’ a vigilare sulla loro sicurezza c’eravate voi che vi definivate ‘figli delle stelle’. Cari Matteo e Pierluigi, anche dopo questo addio, per Trieste voi resterete i luminosi figli delle stelle”. Conclude con queste parole il saluto a nome della citta’ di Trieste il vescovo Gianpaolo Crepaldi. Parole ispirate dagli stessi agenti in un video pubblicato su internet, e registrato durante un servizio notturno della Volante 2.

Il funerale si e’ concluso con un lungo applauso nella piazza antistante mentre sfilavano le due bare, tra le lacrime dei famigliari e dei colleghi della Polizia. I funerali verranno celebrati anche nei paesi di origine dei due poliziotti. Domani a Velletri quello di Demenego, e venerdi’ il saluto a Rotta verra’ dato a Giugliano.

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VIDEO | A Trieste camera ardente agenti, lungo applauso all’arrivo https://www.dire.it/15-10-2019/378387-video-a-trieste-camera-ardenti-agenti-lungo-applauso-allarrivo/ Tue, 15 Oct 2019 17:30:58 +0000 https://www.dire.it/?p=378387

Un lungo applauso ha accompagnato i feretri degli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta portati a spalla dai colleghi del reparto Mobile di Trieste

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Un lungo applauso ha accompagnato i feretri degli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta portati a spalla dai colleghi del reparto Mobile di Trieste
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TRIESTE – Sono arrivate poco prima delle 18 nella camera ardente allestita nella Questura di Trieste le salme degli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, uccisi il 4 ottobre scorso in una sparatoria avvenuta nella stessa Questura. Ad attenderli i picchetti della Polizia, e le rappresentanze di tutte le forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco e delle autorità cittadine.

E alcune centinaia di cittadini, che hanno accompagnato con un lungo applauso i feretri portati a spalla dai colleghi del reparto Mobile di Trieste. Colleghi che, all’uscita dalla camera ardente, si sono stretti in un lungo abbraccio, gridando i nomi di Matteo e Pierluigi.

LUNGA FILA DI CITTADINI PER RENDERE OMAGGIO AD AGENTI

Una lunga e silenziosa coda di cittadini ha circondato la Questura di Trieste, per entrare nella camera ardente allestita in onore degli agenti, uccisi in questo stesso palazzo. Cittadini che da allora continuano a portare fiori e candele, lasciate sulle scale della Questura. All’interno dell’atrio, dove sono esposte le due bare coperte dal Tricolore, le famiglie, circondate dai colleghi dei due agenti. La camera ardente rimarrà aperta stasera fino a mezzanotte, e riaprirà domani alle 7, fino alle 11, quando i corpi dei due agenti saranno trasportati nella chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo per il funerale.

Ad officiarlo alle 11.30 il vescovo di Trieste, Giovanni Crepaldi, alla presenza, secondo le informazioni della Questura, del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e del capo della Polizia, Franco Gabrielli. Nessuna conferma invece dalla ufficio stampa della Questura dell’arrivo a Trieste, per rendere omaggio alla camera ardente, del premier Giuseppe Conte, impegnato questa sera dalle 21.30 in una riunione del Consiglio dei ministri.

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Trieste, fermato Alejandro Stephan Meran per l’omicidio dei due poliziotti

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Trieste, ecco il video dell’omicida mentre scappa e spara https://www.dire.it/07-10-2019/375164-trieste-ecco-il-video-dellomicida-mentre-scappa-e-spara/ Mon, 07 Oct 2019 17:17:01 +0000 https://www.dire.it/?p=375164

Nelle immagini si vede Alejandro Augusto Stephan Meran fuggire e contemporanemente sparare diversi colpi di pistola

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TRIESTE – Ecco il video diffuso dalla Questura di Trieste della sparatoria di venerdì, costata la vita ai due poliziotti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta. Nelle immagini si vede Alejandro Augusto Stephan Meran fuggire e contemporanemente sparare diversi colpi di pistola.

LEGGI Trieste, sparatoria davanti alla Questura: morti due poliziotti, altre quattro persone ferite

L’ autore della sparatoria è stato dimesso dall’ospedale di Cattinara e trasferito nella Casa circondariale di via Coroneo, fa sapere una nota dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, sottolineando come ulteriori cure mediche l’uomo le riceverà in cella “come tutti gli altri detenuti che necessitano di assistenza sanitaria”.

Per quanto riguarda Cristiano Resmini, il poliziotto ferito alla mano, “si trova ancora ricoverato presso il reparto di Ortopedia e risulta stazionario con regolare decorso post operatorio”, conclude la nota.

GABRIELLI: INEFFICIENZA FONDINA NON DIMOSTRATA

“La dinamica non ascrive in maniera inequivoca, e molto probabilmente non la ascriverà in futuro, una correlazione tra un’ipotetica inefficienza della fondina e l’episodio che ha visto la morte dei due colleghi”. Lo spiega il capo della polizia, Franco Gabrielli, parlando della  sparatoria in questura a Trieste, a L’Aria che Tira su La7.

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A Trieste estremisti di destra e Polizia in piazza. “Ma è tutto finto” https://www.dire.it/07-10-2019/374989-a-trieste-casapound-e-polizia-in-piazza-ma-e-tutto-finto/ Mon, 07 Oct 2019 12:43:21 +0000 https://www.dire.it/?p=374989

In città il set cinematografico della nuova pellicola di Mauro Mancini con Alessandro Gassmann

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In città il set cinematografico della nuova pellicola di Mauro Mancini con Alessandro Gassmann
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TRIESTE – Finta Questura, finti poliziotti e finti appartenenti dell’estrema destra. E’ quanto andrà in scena domani pomeriggio, annuncia una nota della Questura di Trieste per “rassicurare la cittadinanza”, in via Giustiniano, set cinematografico della nuova pellicola di Mauro Mancini interpretata da Alessandro Gassmann.

La facciata del liceo Dante, precisa la nota, “diverrà una sede fittizia di una Questura; saranno presenti alcune comparse con divise ‘fake’ della Polizia e, visto il tema del film, anche una trentina di comparse vestite da appartenenti all’estrema destra”.

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È stato diffuso dalla Polizia: "Una finestra di qualche istante sull'orgoglio di indossare la nostra divisa per servire la gente, la storia di una grande amicizia"

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È stato diffuso dalla Polizia: "Una finestra di qualche istante sull'orgoglio di indossare la nostra divisa per servire la gente, la storia di una grande amicizia"
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ROMA – “In quel ‘dormite sogni tranquilli’ c’è tutta la missione, la responsabilità, la dedizione al prossimo che erano alla base della scelta di Pierluigi e Matteo. Una finestra di qualche istante sull´orgoglio di indossare la nostra divisa per servire la gente, la storia di una grande amicizia. Proteggeteci anche da lassù, tra le stelle #lamiciziaèunacosaseria #essercisempre”. Cosi’ la polizia di Stato ricorda, con un video inedito che fa il giro del web, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, gli agenti uccisi nella sparatoria in Questura a Trieste.

Nel video, filmato da loro stessi, si vedono i due agenti a bordo di una volante durante un turno notturno e in sottofondo una nota canzone di Alan Sorrenti. Demenego e Rotta, citando la canzone, dicevano con il sorriso: “Dopo tanto tempo i ‘Figli delle stelle’ ritornano, siamo qui. Dormite sonni tranquilli, c’è la volante 2 nella notte ed è tutto a posto. Speriamo bene…buonanotte”. Il video viene diffuso anche sull’account Twitter ufficiale della polizia con queste parole: “Poliziotti, grandi amici, insieme per la sicurezza e la serenità dei cittadini di Trieste. Un’eredità di entusiasmo e responsabilità. Matteo e Pierluigi, voi ci sarete per sempre”.

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Trieste, fermato Alejandro Stephan Meran per l’omicidio dei due poliziotti https://www.dire.it/05-10-2019/374589-trieste-fermato-alejandro-stephan-meran-per-lomicidio-dei-due-poliziotti/ Sat, 05 Oct 2019 09:39:19 +0000 https://www.dire.it/?p=374589

Denunciato per il furto di un motorino, era stato individuato grazie al fratello che aveva detto: "soffre di disturbi psichici"

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Denunciato per il furto di un motorino, era stato individuato grazie al fratello che aveva detto: "soffre di disturbi psichici"
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TRIESTE – E’ Alejandro Augusto Stephan Meran l’uomo che ieri pomeriggio ha ucciso due poliziotti, l’agente scelto Matteo Demenego e l’agente Pierluigi Rotta, dentro la Questura di Trieste, dopo aver sottratto a quest’ultimo l’arma d’ordinanza. Lo fa sapere il comunicato della Questura, diramato all’1.30 di notte. Alejandro Augusto sarebbe l’autore della rapina ai danni di una donna in via Carducci, scaraventata a terra e derubata del motorino.

A segnalare il fatto alla sala operativa della Questura è stato il fratello del rapinatore, Carlysle Stephen Meran, cui il congiunto l’avrebbe rivelato. Lo stesso Carlyse ha accompagnato i poliziotti a domicilio del fratello e a recuperare il motorino, specificando che “il congiunto soffriva di disturbi psichici, pur non essendo allo stato seguito dai servizi di igiene mentale di questo capoluogo”, continua il comunicato, e per questo al fermo era presente anche il personale del 118.

Il ricercato accompagnato in Questura assieme al fratello “appariva pacato e collaborativo”. Dentro l’ufficio della Prevenzione generale, Alejandro Augusto, ha chiesto di andare in bagno, e nell’uscire è riuscito a prendere la pistola a Rotta, sparandogli al petto e all’addome.

Demenego, accorso per vedere cosa stesse accadendo, a sua volta viene colpito alla clavicola e al fianco sinistro, e alla schiena. Il fratello dell’aggressore, preso dalla paura e temendo per la propria vita, si è barricato dentro l’ufficio, bloccando la porta con una scrivania; non sentendo più spari, è poi scappato nei sotterranei della Questura, dove è stato e bloccato dagli agenti.

L’omicida, impossessatosi anche della pistola di Demenego, in un primo momento ha cercato di salire ai piani superiori sparando, poi è sceso, riuscendo a guadagnare l’uscita attraverso l’atrio, sparando verso i “piantoni” (e ferendone uno alla mano), i quali hanno risposto al fuoco.

All’esterno il malvivente prima ha cercato di aprire una volante parcheggiata, poi ha sparato nuovamente verso gli agenti della Squadra mobile, seduti nella loro automobile. Anche loro hanno risposto al fuoco, colpendo Alejandro Augusto all’inguine, e riuscendo a sopraffarlo e a disarmarlo. Una delle pistole recuperate addosso all’omicida, precisa la nota, aveva esaurito i suoi 15 colpi, l’altra aveva il “cane” armato.

Il dominicano, comunque, non è stato colpito in parti vitali, ed è ora ricoverato all’ospedale Cattinara (dove è già stato interrogato dai magistrati). Sono stati vani invece i tentativi di rianimare Demenego e Rotta, i cui corpi sono rimasti in Questura fino a tarda notte. Il terzo agente colpito è ricoverato anche lui al Cattinara per l’intervento chirurgico alla mano.

Per ulteriori dettagli, spiegano dalla Questura, si attendono i risultati della Polizia scientifica di Padova. Intanto alle 23, conclude la nota, Alejandro Augusto, è stato formalmente dichiarato in stato di fermo dai magistrati, ed è partita la richiesta di custodia cautelare. Non risultano invece provvedimenti a carico del fratello.

 

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Trieste, sparatoria davanti alla Questura: morti due poliziotti, altre quattro persone ferite https://www.dire.it/04-10-2019/374510-trieste-sparatoria-davanti-alla-questura-morti-due-poliziotti/ Fri, 04 Oct 2019 16:38:26 +0000 https://www.dire.it/?p=374510

La sparatoria avvenuta intorno alle 17. La ministra Lamorgese si sta dirigendo in città

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La sparatoria avvenuta intorno alle 17. La ministra Lamorgese si sta dirigendo in città
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ROMA – Sarebbero l’agente Matteo De Menego e l’agente scelto Pierluigi Rotta i due poliziotti di 31 e 32 anni uccisi in tardo pomeriggio nella sparatoria alla Questura di Trieste.

Secondo ricostruzioni parziali, stavano accompagnando i due fratelli domenicani fermati (di 29 e 32 anni), nei bagni della Questura, quando è scoppiata la rissa in cui uno dei malviventi si è impossessato della pistola di uno degli agenti e li ha colpiti a morte.

Entrambi sono fuggiti, quello armato all’esterno della Questura dove ha ingaggiato un’altra sparatoria con gli agenti, ferendone uno, fino ad essere a sua volta colpito all’inguine e sopraffatto.

L’altro uomo si è nascosto nei sotterranei della Questura, dove è ancora isolato, tenuto sotto controllo dall’Unità operativa di primo intervento (Uopi), l’anti-terrorismo, poiché non è chiaro se è armato oppure no.

Intanto l’arrivo a Trieste del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e del capo della Polizia è stato confermato per stasera.

Altre quattro persone sarebbero rimaste ferite, oltre l’aggressore che è ora ricoverato in gravi condizioni. Intanto le autorità cittadine accorrono in Questura, primo il sindaco Roberto Dipiazza, che ha annunciato domani il lutto cittadino.

MATTARELLA: PROFONDA TRISTEZZA, VICINO A POLIZIA E FAMIGLIE

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, il seguente messaggio: “Ho appreso con profonda tristezza la notizia della barbara uccisione dell’agente scelto Matteo De Menego e dell’agente Pierluigi Rotta, feriti mortalmente presso la Questura di Trieste mentre erano impegnati in una operazione di servizio. In questa dolorosa circostanza, desidero esprimere a lei ed alla Polizia di Stato la mia solidale vicinanza, rinnovando i sentimenti di considerazione e riconoscenza per il quotidiano impegno degli operatori della Polizia al servizio dei cittadini. La prego di far pervenire ai familiari degli agenti le espressioni della mia commossa partecipazione al loro dolore”.

CASELLATI: SDEGNO E CORDOGLIO, STATO COLPITO

“Esprimo il mio più sentito cordoglio alla Polizia di Stato per i due agenti rimasti uccisi a Trieste e tutto il mio sdegno per quanto avvenuto. Ai familiari dei due ragazzi che hanno perso la vita, mentre con coraggio e abnegazione svolgevano il loro dovere di tutori della sicurezza e della legalità, giunga tutta la mia vicinanza”. Lo ha dichiarato il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, in merito al grave fatto di sangue accaduto alla Questura di Trieste che ha visto due agenti di polizia rimanere uccisi nel corso di una sparatoria.

Il Presidente Casellati ha aggiunto: “Chi colpisce un uomo delle Forze dell’ordine, colpisce lo Stato. Oggi l’Italia intera piange due dei suoi figli migliori”.

FEDRIGA: MOLTA RABBIA, VICINI A FAMIGLIE

“Vicini alle famiglie, in modo concreto. Fatto drammatico che non deve mai accadere. Molta rabbia”. Così il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, commenta la sparatoria in Questura a Trieste in cui hanno perso la vita due agenti.

Intanto, la Lega annuncia in una nota che, “in segno di rispetto per le vittime dei gravi fatti di sangue verificatisi questo pomeriggio a Trieste, gli interventi previsti alla festa della Lega Fvg sono annullati”.

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Migliaia in piazza per il clima, cortei in tutta Italia – LE FOTO https://www.dire.it/27-09-2019/372047-migliaia-in-piazza-per-il-clima-cortei-in-tutta-italia/ Fri, 27 Sep 2019 08:47:25 +0000 https://www.dire.it/?p=372047

Studenti e studentesse marciano seguendo il messaggio di Greta Thunberg: "Salviamo il pianeta"

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Studenti e studentesse marciano seguendo il messaggio di Greta Thunberg: "Salviamo il pianeta"
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ROMA – Gli studenti tornano in piazza per il terzo sciopero di Fridays for future, la manifestazione mondiale per il clima nata per chiedere cambiamenti politici urgenti per la tutela dell’ambiente. 

ROMA: “IL NOSTRO FUTURO VALE PIU’ DEI VOSTRI PROFITTI”

Greta Thunberg chiama e per la terza volta gli studenti romani rispondono. E piazza della Repubblica così gremita raramente si era vista in questi anni. Colori, cori, maschere e addirittura un dinosauro che si fa spazio tra la folla. Ma la fantasia dei ragazzi si manifesta soprattutto nei cartelli: ‘We want a hot girl, not a hot climate’ o ‘Vi siete goduti le stelle e ci avete lasciato il cielo a pecorelle’, solo per citarne alcuni. Sono i ragazzi del Fridays for future, la manifestazione di scala mondiale ispirata dalla 16enne svedese, per combattere i cambiamenti climatici.

Da piazza della Repubblica, attraverso piazza dei Cinquecento e via Cavour, migliaia di studenti di ogni età si apprestano a raggiungere piazza della Madonna di Loreto per un presidio con interventi dal palco. La marea umana è imponente e la manifestazione di oggi è in assoluto la più partecipata da quando Greta Thunberg ha chiamato a raccolta le nuove generazioni per combattere contro i cambiamenti climatici. “La piazza è piena, siamo piu di 100mila- ha detto Marianna Panzarino, di Fridays for Future- Il fatto che molte scuole abbiano giustificato i ragazzi ha sicuramente facilitato la partecipazione degli studenti”. Alla testa del corteo, lo striscione ‘Il nostro futuro vale più dei vostri profitti’ e il coro scandito a gran voce è ‘Lo studente paura non ne ha’. Quindi, una grande foto della Terra e le scritte ‘Fragile, maneggiare con cura’ e ‘There’s no planet b’.

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A BOLOGNA: “NON CI GIUSTIFICATE”

Il corteo a Bologna

A chi dice di volerci giustificare le assenze da scuola diciamo di giustificarci adesso la Tav, l’Ilva, i bambini che a dieci anni muoiono di cancro. Non ce ne frega niente della giustificazione”. Lo ripetono spesso gli oltre 4.000 ragazzi e studenti partiti in corteo da piazza San Francesco, a Bologna, in occasione del terzo sciopero globale per il clima. Il riferimento è alla decisione del ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che ha dato indicazioni agli istituti scolastici di giustificare l’assenza da scuola degli studenti che avrebbero preso parte alla manifestazione. “Anche Merola (Virginio, sindaco di Bologna) si è fatto bello con i Fridays for future quando Bologna è una città inquinatissima e non si fa altro che portare avanti di disboscamento, come i Prati di Caprara”, continuano polemici i ragazzi in prima fila al corteo, più grandi di quelli invece in coda, tra i quali si vedono molti bambini accompagnati dai genitori. A metà strada si fermano per farsi sentire davanti alla sede di Tper in via Marconi, e le proteste sono tutte verso l’aumento del recente prezzo del biglietto dell’autobus da 1.30 euro a due.

“La nostra richiesta, tra le altre, è quella di avere una mobilità il più possibile ecologica e accessibile. Aumentano il biglietto quando noi chiediamo trasporti gratuiti per tutti”, dice Davide di Fridays for future Bologna. Il corteo continua a sfilare in via Marconi dove poi proseguirà fino a piazza Verdi al grido di “la nostra lotta non si può fermare”. Tanti colori e cartelli, tra cui uno anche ‘personalizzato’ per il capoluogo dell’Emilia-Romagna: save the planet, is the only one with tortellini.

NAPOLI: “NESSUNO PUO’ FERMARE IL CAMBIAMENTO”

Il corteo a Napoli

Pagherete caro, pagherete tutto“, urlano gli studenti che manifestano per il clima a Napoli. “Siamo già più di 100mila, nessuno può fermare il cambiamento”, dicono gli studenti che parlano al megafono dalla testa del corteo. La manifestazione ha già raggiunto piazza Bovio ma tanti studenti sono ancora fermi nella zona della stazione centrale che dista più di un chilometro.

Le canzoni di Caparezza e dei Nirvana accompagnano la manifestazione degli studenti. “Siamo qui per riprenderci il futuro che ci hanno rubato, noi studenti non pagheremo per i vostri disastri”, dicono.

E’ partito poco dopo le 10 da piazza Garibaldi a Napoli il corteo Global strike for future con migliaia di studenti e cittadini in piazza a scioperare contro i cambiamenti climatici. La manifestazione percorrerà corso Umberto I e via Monteoliveto per raggiungere piazza Dante. 

In Campania, dove si sciopera anche negli altri capoluoghi di regione, si rivendica anche una maggiore attenzione per il territorio della Terra dei fuochi con politiche ambientali più serie e rigorose. 

VIDEO | Clima, a Napoli una moto forza la ‘barriera umana’ e urta studente

Sono giunti a piazza Garibaldi migliaia di ragazzi provenienti da tutta la provincia che ora sfilano con tanti cartelli colorati, un fiume in piena che ha letteralmente invaso la piazza e il vicino corso Umberto.


A FIRENZE “SIAMO 50.000”, SFILA RABBIA CONTRO LA POLITICA

“Siamo 50.000”, urlano al microfono dalla cima del lungo corteo che sta attraversando le strade del centro storico di Firenze, nel giorno del Fridays for future. Di meno per le Forze dell’ordine, che quantificano le presenze dentro un ordine di grandezza che va della 10.000 alle 15.000. E mentre c’è chi fa i conti (con classico walzer di cifre), in piazza dominano due parole: clima e un futuro percepito come un macigno e che i ragazzi declinano sempre più al presente. Due capisaldi con dentro di tutto: mobilità sostenibile, lotta ai gas serra e alla plastica, ma anche scuola, lavoro e lotta alle grandi opere. Ci sono studenti, tanti giovanissimi. Poi i sindacati, insegnati, famiglie e passeggini. C’è una presenza importante dell’antagonismo fiorentino, che, rispetto alla prima maxi protesta, ha preso campo nelle logiche di piazza. E c’è “Bella ciao”, cantata più volte



In piazza però non si placa la polemica contro il mondo della politica e verso il sindaco Dario Nardella (invitato nei giorni scorsi a restare a Palazzo Vecchio), che alcuni in coro definiscono “un chiacchierone”. Rispunta anche lo stesso striscione esposto nel primo sciopero del clima, quel “Siamo ancora in tempo a fermarli” con disegnate le facce di Nardella, appunto, Matteo Salvini e Luigi Di Maio (al leader della Lega è anche dedicato un altro striscione, “meno Salvini e più pinguini“). 

Striscione a Firenze

“Il vostro posto è l’ufficio, non la piazza” è scritto su un altro striscione, appeso al furgone che apre la manifestazione. C’è quindi un tema su tutti: la rabbia con cui Greta Thunberg ha sferzato i leader mondiali all’Onu, è anche la loro, con la politica messa sul banco degli imputati. Così, sì, si rinnova la polemica contro il sindaco ma, con un respiro più largo, investe tutti i livelli: dal locale, al regionale al governo.

“La politica- spiega ai giornalisti Tommaso, di Fridays for future Firenze- agisca, non pensi soltanto a fare proclami o a partecipare in piazza: stiano negli uffici, dove sono stati eletti per dar vita a leggi e azioni concrete”. 


IN TANTI A TRIESTE “PER DIRE AI GOVERNI BASTA DISTRUGGERE”

A Trieste tantissimi studenti e docenti uniti sotto un’unica bandiera: il pianeta è uno solo, salviamolo. Il ‘Fridays for future’ lo sciopero degli studenti a livello mondiale, ideato dalla giovane attivista Svedese Greta Thunberg, è nato per dare voce al pressante problema del cambiamento climatico. “Questa manifestazione è importante perché dobbiamo far capire ai governi di tutto il mondo che non è possibile continuare ad operare inquinando e distruggendo il nostro pianeta- spiega, tra i molti giovani oggi in piazza, Ilaria del Liceo Dante-Carducci di Trieste- le nostre proposte sono le uniche a proporre una soluzione per la salvaguardia del nostro pianeta. Dobbiamo manifestare per entrare nell’ottica del riutilizzo”. Nel capoluogo Giuliano, ‘Fridays for future’ continua per tutta la giornata con diversi eventi in parallelo.


A GENOVA I GIOVANI URLANO: “CI AVETE ROTTO I… POLMONI”

Una marea giovane e colorata. Genova non delude e risponde in massa al terzo “Global strike”, lo sciopero mondiale per il clima che segue le orme del sentiero tracciato da Greta Thunberg. Anche se il cielo minaccia pioggia, la causa comune è convincere i grandi a salvare il pianeta e preservarlo dai cambiamenti climatici per le generazioni del futuro. Fare l’appello oggi non si può, ma in piazza sono oltre 10.000. “Ci avete rotto i… polmoni”, urlano giovani, ragazzi e bambini. Ad aprire la strada di “Fridays for future”, un gruppo di ciclisti, caschetto e gilet catarifrangente. Nell’infinito (e un po’ troppo rapido, per un corteo) torpedone umano che da Principe si snoda fino a piazza De Ferrari e poi a Matteotti per il concertone finale, questa volta ci sono anche tanti “grandi”. Tra di loro, il rettore Paolo Comanducci che accoglie il corteo davanti all’ingresso dell’Ateneo genovese per firmare la “Lettera di intenti sull’emergenza climatica ed ecologica”, già approvata all’unanimità in Senato e in consiglio di amministrazione dell’Università. “Avete ragione, la scienza è con voi- dice il rettore ai ragazzi- si deve intervenire a vari livelli, il primo è quello individuale: bisogna cambiare il proprio stile di vita. Poi ci sono le istituzioni e, tra queste, l’Università. Infine, la politica”. Dieci gli impegni presi dell’Ateneo, tra cui quello di diventare “carbon neutral” entro il 2030.

Il sindaco Marco Bucci al corteo di Genova

Il sindaco Marco Bucci, invece, partecipa al flash mob-comizio della portavoce genovese di “Fridays for future”, Francesca Ghio, sotto Palazzo Tursi. “La coscienza civile deve andare verso il meno inquinamento ma bisogna stare attenti a non farsi prendere dalle mode”, avverte il primo cittadino. E mostra la sua borraccia. “Sapete di che materiale è fatta? Plastica. Insomma, c’è plastica e plastica”. Poi elenca gli obiettivi dell’amministrazione: portare la raccolta differenziata all’80%, far diventare tutti gli uffici del Comune “plastic free” e trasformare in elettrico e ad “emissioni zero” tutto il trasporto pubblico cittadino entro il 2025. Per la Regione, invece, in mezzo ai ragazzi per tutto il corteo c’è l’assessore alle Politiche giovanili, Ilaria Cavo. Ma i protagonisti, oggi, non sono i politici. E i ragazzi hanno le idee chiare. “Il luogo dei nostri politici non è la piazza quando vedono i grandi numeri, ma i loro uffici a lavorare- urlano al microfono- non li voteremo finché non ci daranno risposte concrete”. Nel mirino finisce soprattutto il governatore Giovanni Toti, che però ieri era stato invitato a salutare il corteo. “Preghiamo i politici di non venire sul palco ma di stare in mezzo ai ragazzi, perché oggi sul palco ci siamo noi”, dicono. E poi: “Volete il presidente Toti sul palco?”. Urlata e secca la risposta: “No”. E ancora: “Basta parole, è tempo di agire. Che cosa vogliamo? Giustizia climatica. Quando la vogliamo? Adesso”. Il governatore segue il consiglio e resta in ufficio: incontrerà una delegazione di Fridays for future nei prossimi giorni.


A RIMINI TRA MIGLIAIA IN CORTEO ANCHE BIMBI MATERNE

Per il secondo sciopero del clima, a Rimini, tra migliaia di studenti scesi in piazza c’erano anche 52 bimbi della scuola di infanzia comunale ‘La Rondine’ assieme alle maestre e ai genitori. Il loro striscione colorato e i cartelli (“Meno rifiuti, più sorrisi”, “Vogliamo respirare il nostro futuro” e “Lasciamo il nostro pianeta meglio di come lo abbiamo trovato”) sono stati tra i più applauditi dalla piazza riminese che si è mobilitata questa mattina per il Friday For Future. Oltre agli studenti, fa sapere il Comune, c’erano associazioni, i circoli, i gruppi e i movimenti per il terzo sciopero globale del clima. Ma sono arrivati anche gli anche amministratori comunali: il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, la vice sindaco Gloria Lisi, l’assessore all’Ambiente Anna Montini, l’assessore ai servizi educativi Mattia Morolli, che hanno incontrato tanti studenti e partecipato alle varie fasi della manifestazione.

I giovani delle scuole di ogni ordine e grado, dal palco, hanno sottolineato l’importanza di un futuro sostenibile, l’allarme per l’emergenza climatica e le proposte per un cambiamento immediato. Gli interventi sono stati intervallati dalla musica proposta dalle classi della scuola media Dante Alighieri. L’amministrazione comunale, da parte sua, ricorda che anche Rimini è tra le città che dichiarano lo stato di emergenza climatica. Il Consiglio comunale ha approvato l’atto con cui sposa l’invito del movimento Fridays For Future, impegnando non solo l’amministrazione, ma l’intera comunità riminese, a mettere in pratica comportamenti e iniziative per contrastare il cambiamento climatico. Con l’atto approvato ad inizio settembre, l’aula si è assume l’impegno di mettere in atto iniziative per contenere l’aumento della temperatura e fissare un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas climalteranti per il 2030.


PESCARA, IN MIGLIAIA IN STRADA PER FRIDAYS FOR THE FUTURE

In migliaia a Pescara per i Fridays for future. Il corteo è partito alle 9 dall’Arena del Mare (la Madonnina del Porto) con studenti, associazioni e anche alcuni politici, a cominciare dai consiglieri comunali del Pd Marinella Sclocco e della civica Pescara Città Aperta, Giovanni Di Iacovo. Tra i manifestanti per sostenere la lotta al cambiamento climatico anche l’ex sindaco Marco Alessandrini. Una lotta che chiedono parta anche dalle amministrazioni e con cui al Comune di Pescara si chiede di dichiarare lo stato di emergenza climatica perché si applichino misure concrete sulla tutela del verde cittadino, ad esempio, e sul trasposto pubblico locale in nome della sostenibilità. La manifestazione si chiude con un flash mob a piazza Salotto.


FIUME COLORATO A CAGLIARI, “VI SOMMERGEREMO PRIMA DEL MARE”

Un fiume colorato e rumoroso si sta riversando nelle strade di Cagliari. Anche il capoluogo sardo ha risposto presente alla mobilitazione per il clima partita in tutta Italia, e lo sta facendo alla grande. Sono infatti circa 5.000 i ragazzi scesi in piazza questa mattina -soprattutto studenti da tutti i licei della Città metropolitana, ma anche universitari e centri sociali- per far sentire “a chi comanda” la rabbia per i cambiamenti climatici che stanno stravolgendo gli equilibri del pianeta. Alla testa del lunghissimo corteo, partito da piazza Gramsci e diretto verso la sede della Regione in viale Trento, uno striscione che racchiude perfettamente lo spirito della protesta: “Vi sommergeremo prima del mare, vogliamo giustizia climatica e sociale”

“Se ci togliete il futuro, noi blocchiamo la città”, lo slogan più cantato, e in effetti il traffico nelle vie centrali della città, è totalmente paralizzato, con il risultato che alle trombe da stadio dei ragazzi, di sovrappongono i clacson degli automobilisti. Nel frattempo un enorme mappamondo di plastica, ormai completamente ammaccato, fa avanti e indietro lungo il corteo, sbatacchiato dai pugni dei manifestanti. “Ecco come state riducendo la nostra terra”, dice qualcuno. Prima della tappa finale in viale Trento, il corteo si è fermato brevemente sotto i portici del Consiglio regionale, in via Roma. Qui i ragazzi hanno ribadito il loro no al progetto del metanodotto e alle esercitazioni militari in Sardegna”.


DA BARI A LECCE STUDENTI PUGLIESI A DIFESA DELL’AMBIENTE: “DISTRUGGI IL SISTEMA NON IL PIANETA”

Stanno attraversando le strade di tante città pugliesi, stringendo tra le mani cartelli che sintetizzano l’invito rivolto a chi governa a promuovere leggi a tutela dell’ambiente. Sono gli studenti pugliesi che stanno partecipando alla mobilitazione globale a difesa del Pianeta ispirati dal movimento Fridays for future e da Greta Thunberg la cui azione è stata decisiva per lo sciopero mondiale di oggi. A sfilare accanto ai ragazzi, da Bari a Lecce, semplici cittadini, sindacati e associazioni ambientaliste.

Nessuno striscione politico, nessuna bandiera di partito ma tanto colore e slogan. “Ognuno di noi ha il potere di fare qualcosa. Se tutti fossimo coscienti delle nostre responsabilità difesa dell’ambiente, riusciremmo a fermare – dice Enrico studente che sta sfilando con i compagni per le strade di Andria – i cambiamenti climatici”. “Più panzerotti meno gasdotti”, “Save the world. It’s the only planet with Alberto Angela” alcune delle frasi pronunciate o scritte dai giovani che stanno sfilando a Bari. Il corteo arriverà in Largo 2 giugno passando per l’ex Fibronit, la fabbrica che produceva materiale edile contenente amianto e che sarà bonificata diventando un parco. Gli attivisti consegneranno al sindaco di Bari un documento in cui sono contenute le proposte per migliorare il sistema di gestione dei trasporti, dei rifiuti e per favorire l’educazione ambientale nelle scuole. “Distruggi il sistema non il Pianeta” è lo striscione che apre la manifestazione a Lecce a cui stanno partecipando anche gli attivisti No Tap.


CATANIA: “STUFI E STANCHI DI CHI PENSA A PROFITTO ABUSANDO DEL PIANETA”

“Oggi siamo in 15mila a manifestare nella nostra città e milioni in tutto il mondo. A questo punto, pensiamo che le istituzioni non possano più ignorarci. La prima cosa che chiediamo è l’azzeramento delle emissioni di CO2 entro il 2030. Se il comune di Catania e le istituzioni a livello internazionale non faranno nulla, a dicembre ritorneremo in piazza per un altro global strike”. A dichiararlo Paolo Putrino, portavoce di Fridays for future Catania, durante il terzo sciopero globale contro i cambiamenti climatici. I manifestanti sono scesi in piazza numerosi come non accadeva da anni nella città siciliana. Studenti universitari e delle scuole superiori, alunni delle medie e delle elementari, docenti, sindacati, cittadini si sono dati appuntamento in piazza Roma per chiedere a governi ed istituzioni azioni immediate ed efficaci contro il riscaldamento terrestre ed un cambio di rotta del sistema politico e produttivo per contenerne gli effetti. “Siamo qui- dice Flavio, 17 anni- per mandare un messaggio chiaro: noi studenti ci siamo stufati e siamo stanchi di chi pensa solo a fare profitto abusando del nostro pianeta. Non è più sufficiente il cambiamento individuale, si deve cambiare il sistema e questo lo si può fare solo restando uniti”. Il corteo si è riversato sulla via Etnea tra striscioni, cartelli, slogan e flash-mob, fino a raggiungere piazza Università per il comizio finale. “Questo è il secondo sciopero globale per il clima cui partecipo- racconta Federica, 16 anni- e sono contenta di vedere che oggi c’è tantissima gente in più, di tutte le età. Ci sono anche i miei professori. In classe stiamo sostituendo le bottigliette di plastica con le borracce. Alcuni di noi hanno deciso di non andare più ai fast-food, altri di ridurre il consumo di carne rossa. Stiamo cercando di impegnarci nel nostro piccolo, anche se vogliamo risposte concrete a livello politico”.

“I report scientifici dell’ultimo anno sul cambiamento climatico- aggiunge Paolo Putrino- hanno evidenziato più che mai la necessità di un cambiamento profondo del sistema in cui viviamo. Serve un cambio radicale del nostro sistema economico e produttivo, deve essere fatto secondo criteri di equità, facendo pagare a chi ha inquinato il prezzo della riconversione e non scaricandolo sulle classi sociali più deboli: questa per noi è la giustizia climatica. Anche il Comune di Catania deve assumersi le proprie responsabilità”. 

Azzeramento delle emissioni nette di gas serra entro il 2030; potenziamento del trasporto pubblico locale, promozione dell’uso di biciclette, estensione della ZTL e delle aree pedonalizzate per lo sviluppo della mobilità sostenibile, potenziamento del sistema di raccolta differenziata, piantumazione di alberi e riduzione della plastica sono le richieste che gli attivisti hanno rivolto all’amministrazione comunale del capoluogo etneo.

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Cultura, Garlini: “Bilancio 20 anni ‘Pordenonelegge’ assolutamente positivo” https://www.dire.it/21-09-2019/369770-cultura-garlini-bilancio-20-anni-pordenonelegge-assolutamente-positivo/ Sat, 21 Sep 2019 10:01:48 +0000 https://www.dire.it/?p=369770

La kermesse ha registrato sold out e lunghe code agli incontri: in questa intervista l'entusiasmo di uno dei curatori, Alberto Garlini

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PORDENONE – “Il bilancio di questi vent’anni è assolutamente positivo. Questa è una manifestazione che non gira intorno a se stessa, che pretende di dare lezioni, ma è aperta, formula interrogativi, è un posto per orientarsi sul mondo che ci circonda”. Lo ha detto, all’agenzia Dire, Alberto Garlini, uno dei curatori di Pordenonelegge – insieme a Gian Mario Villalta e Valentina Gasparet. A poco più di ventiquattr’ore dal bilancio finale della festa, che ha registrato sold out e lunghe code agli incontri, è possibile già evidenziare un dato: i giovani sono la forza trainante della kermesse. Tutto il programma destinato alle scuole è andato esaurito. Circa 12 mila gli studenti che hanno affollato gli spazi dedicati agli eventi per ragazzi. E poi ci sono gli ‘angeli’ di Pordenonelegge, 225 ragazzi che custodiscono, sorvegliano, portano messaggi.

A ‘Pordenonelegge’ il 21 settembre arrivano il premio Nobel Aleksievic e Francesco Guccini

“C’è una carica incredibile di passione dei giovani- ha spiegato Garlini- è un modo di questi ragazzi di mettersi a disposizione di chi viene. Da una recente indagine è emerso come molti di questi ragazzi, attraverso Pordenonelegge, hanno conosciuto persone che non avrebbero potuto conoscere, si sono arricchite, perché questa è una grande scuola di formazione a cielo aperto”. Garlini quest’anno ha pubblicato un romanzo ‘Il canto dell’ippopotamo’ (Mondadori) in cui ricorda la sua amicizia con Pierluigi Cappello, il poeta friuliano scomparso due anni fa.

“Senza di lui questa manifestazione non sarebbe così speciale- ha sottolineato Garlini- Pierluigi è stato l’anima trainante, quel periodo di gioia e libertà vissuto insieme è stato importante per realizzare oggi quello che abbiamo”. In vent’anni Pordenonelegge ha saputo evolversi. “Se siamo ancora qui è perché siamo riusciti a incontrare il gusto del pubblico, a migliorarci, a creare una manifestazione aderente al racconto del tempo– ha continuato Garlini-. Il lettore che viene qui intanto scopre che Pordenone è una città più bella di quello che si aspettava, ma trova anche una serie di interrogativi rispetto al presente, dai temi sul lavoro, l’economia, l’intelligenza artificiale, che lo aiuta a orientarsi nel mondo”. E per quanto riguarda il futuro della manifestazione, Garlini ha concluso: “A fine evento ci vedremo insieme agli altri e cercheremo di capire cosa è andato bene e cosa meno. Come sempre ripartiremo da lì, pronti a migliorarci e a continuare il lavoro di una vita”.

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Pordenone invasa dall”Alfabetiere’ e dagli angeli dei libri https://www.dire.it/19-09-2019/369097-pordenone-invasa-dallalfabetiere-e-dagli-angeli-dei-libri/ Thu, 19 Sep 2019 14:47:50 +0000 https://www.dire.it/?p=369097

La festa del libro con gli autori prevede fino a domenica centinaia di incontri, dialoghi e lezioni magistrali in oltre 50 location

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La festa del libro con gli autori prevede fino a domenica centinaia di incontri, dialoghi e lezioni magistrali in oltre 50 location
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PORDENONE – Dopo la grande inaugurazione di ieri sera con lo scrittore spagnolo, Javier Cercas, e il bagno di folla per Pippo Baudo, è entrata nel vivo la ventesima edizione di ‘Pordenonelegge’.

La festa del libro con gli autori, a cura di Gian Mario Villalta, Alberto Garlini e Valentina Gasparet, prevede fino a domenica centinaia di incontri, dialoghi e lezioni magistrali in oltre 50 location nel centro storico.

La città è invasa da 26 grandi lettere gialle, alte due metri e pesanti tre tonnellate ciascuna, che alla fine della rassegna comporranno, a Parco Cimolai – una vasta area a nord di Pordenone – un originale Parco letterario. Intanto oggi è stata una giornata di grandi anteprime di scrittori di fama mondiale: Marie-Aude Murail, Peter Cunningham, Katherine Rundell, Imre Oravecz; ma anche gli incontri con alcuni scrittori italiani: Edoardo Albinati, Nadia Terranova, Mauro Corona e Umberto Orsini.

Domani, invece, saranno più di 80 gli incontri previsti. Sfogliando le anteprime, troviamo lo scrittore tedesco Timur Vermes con un nuovo romanzo di satira sociale, “Gli affamati e i sazi”, più che mai tempestivo e attuale su chi siamo e chi vogliamo essere. Con “Concetto Marchesi e il comunismo italiano”, lo storico Luciano Canfora, in dialogo con il giornalista Antonio Carioti, affronta uno dei personaggi controversi dell’Italia politica del secondo Novecento. A Pordenonelegge torna anche il cartoonist Davide Toffolo, celebrato frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti: il suo esplosivo volume “graphic novel is back” è un’impietosa riflessione sui limiti della creatività, dal rock al fumetto, dalla finzione alla vita. Debutta in veste di autore Francesco Musolino, “L’attimo prima”, in dialogo con Eleonora Molisani e Cristina Marra. Una giornata che racchiude un’intera esistenza è quella raccontata da Fabio Geda in “Una domenica”. L’autore sfoglia il suo libro insieme a Romana Petri. Grande attesa, infine, per sabato (ore 18 al Teatro Verdi) quando la scrittrice Premio Nobel, Svetlana Aleksievic, riceverà il Premio ‘Credit Agricole FriulAdria La storia in un romanzo 2019′, assegnato “per aver raccontato, con partecipazione e sincerita’ il dramma corale di vittime e carnefici della Grande Utopia comunista”.

I GIOVANI ‘ANGELI’ DI PORDENONELEGGE

A Pordenone li chiamano ‘angeli‘ perché custodiscono, sorvegliano, portano messaggi. Sono 225 in tutto – 158 ragazze e 67 ragazzi – e hanno un’età media di 21 anni. Senza di loro, la festa del libro con gli autori ‘Pordenonelegge’ – che quest’anno compie vent’anni – non sarebbe la stessa.

“Sono ragazze e ragazzi che smentiscono la gran parte delle stupidaggini che si dicono sui ragazzi e sulle ragazze della loro età” ha dichiarato Gian Mario Villalta, direttore artistico del festival. Il 73 per cento degli ‘angeli’ intervistati pensa che il festival abbia modificato positivamente la propria attività di lettura, e il 45 per cento che abbia stimolato l’attività di scrittura. Inoltre il 35 per cento di questi ragazzi, che hanno tra i 16 e i 25 anni, segue di più le altre attività culturali sul territorio. Fra le motivazioni che hanno spinto a diventare ‘angelo’, c’è la decisione di far parte del gruppo per passione, di aumentare le conoscenze e le competenze. “Dalla prima elementare, e forse anche dalla scuola materna, hanno frequentato ogni anno il festival- ha spiegato Villalta- Uno di loro ha detto che per lui Pordenonelegge è come il Natale, prima atteso e poi ricordato da tutti. Fa un po’ impressione, no?”.

La provenienza maggiore degli ‘angeli’ è da Pordenone e provincia, ma sono buone le presenze dagli altri capoluoghi della regione e dal vicino Veneto. La composizione della squadra degli angeli comincia, inoltre, a portate i segni della multiculturalità: identità italiane e culture di origine diverse si ritrovano insieme nel gestire con equilibrio ed eterogeneità una manifestazione dai contorni sempre più ampi. Da qualche anno anche gli sponsor di Pordenonelegge hanno scelto di sostenere gli ‘angeli’. Ad esempio un parrucchiere regala 20 appuntamenti prima del festival, una banca propone conti specifici per i giovani e regala accessi gratuiti al cinema, un fastfood offre pranzi gratuiti.

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Il futuro di piazza Sant’Antonio a Trieste? Lo decidono in 97 https://www.dire.it/17-09-2019/368404-il-futuro-di-piazza-santantonio-a-trieste-lo-decidono-in-97/ Tue, 17 Sep 2019 18:12:30 +0000 https://www.dire.it/?p=368404

I risultati della prima consultazione sulla piattaforma partecipativa on-line promossa dal Comune di Trieste

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I risultati della prima consultazione sulla piattaforma partecipativa on-line promossa dal Comune di Trieste
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TRIESTE – Chi partecipa, decide. Potrebbe essere il motto della prima consultazione sulla piattaforma partecipativa on-line promossa dal Comune di Trieste, in merito alla rifacimento di piazza Sant’Antonio, luogo simbolo dell’antica città emporiale. A partecipare alla consultazione, iniziata l’otto agosto e chiusa un mese dopo, 2.239 utenti, spiegano dal Comune di Trieste. Solo 63 tuttavia hanno avuto la pazienza di spendere una decina di minuti, leggere il materiale sulle quattro ipotesi di progetto, esprimere opinioni e dare i propri suggerimenti: 2,8% dei partecipanti. A cui però si aggiungono altre 34 opinioni raccolte dal Comune tramite l’ufficio mobile delle Relazioni pubbliche.

“In tutto 97 contributi totali, una cifra significativa- spiega l’assessore comunale alla Valorizzazione immobiliare, Lorenzo Giorgi- se si considera che le società di sondaggio in questi casi raccolgono di solito 50-80 opinioni”. Molto soddisfatto per l’utilizzo della piattaforma partecipativa il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza.

La maggior parte ha espresso il desiderio che sia rimessa a posto e lasciata così com’è– spiega-, ovviamente con i relativi miglioramenti e aggiustamenti, tra cui la sistemazione del verde, della pavimentazione, dei marciapiedi e lo spostamento del mercato in piazza Ponterosso”. 

L’utilizzo della consultazione on-line, “costata zero, perché realizzata dagli uffici con software open-source”, precisa il portavoce del sindaco Vittorio Sgueglia della Marra, si è resa necessaria dopo che sulla stampa sono trapelati alcuni “rendering” di progetti commissionati per 40 mila euro dal Comune all’architetto Maurizio Bradaschia, già assessore comunale alla Pianificazione territoriale con la prima giunta Dipiazza nel 2001.

I cittadini hanno iniziato a protestare per l’assenza del verde e il “sacrificio” della fontana, cosa poi emersa nella consultazione, con richieste di “verde”, “fontana”, e “restauro conservativo”, ai primi tre posti, e che ora dovranno essere assorbite nel nuovo progetto di Bradaschia, incluso nei 40 mila euro. Il portavoce conclude: “Dopo alcuni rifacimenti di piazze risultati sgraditi, i cittadini vogliono evidentemente uno spazio vivibile, un luogo per passare del tempo e non solo per passarci sopra”.

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Pordenonelegge, dal 18 al 22 settembre festa del libro con 600 ospiti https://www.dire.it/17-09-2019/368014-pordenonelegge-dal-18-al-22-settembre-festa-del-libro-con-600-ospiti/ Tue, 17 Sep 2019 08:39:06 +0000 https://www.dire.it/?p=368014

A inaugurare la ventesima edizione, domani, sarà Javier Cercas, in serata incontro con il premio Campiello Tarabbia

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A inaugurare la ventesima edizione, domani, sarà Javier Cercas, in serata incontro con il premio Campiello Tarabbia
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ROMA – ‘Pordenonelegge’ taglia il traguardo della sua 20esima edizione: sarà lo scrittore spagnolo Javier Cercas a inaugurare domani (Teatro Verdi, ore 18.30), la Festa del libro con gli autori, focalizzando su ‘Il punto cieco: storia dei libri che ho amato’.

Pordenonelegge, a cura di Gian Mario Villalta, Alberto Garlini e Valentina Gasparet, torna per cinque imperdibili giornate, fino al 22 settembre, con oltre 600 protagonisti e centinaia di incontri, dialoghi e lezioni magistrali in oltre 50 location nel centro storico.

Va alla scrittrice Premio Nobel, Svetlana Alesievic, il Premio Crédit Agricole FriulAdria La storia in un romanzo 2019, assegnato “per aver raccontato, con partecipazione e sincerità il dramma corale di vittime e carnefici della Grande Utopia comunista”.

Il riconoscimento sarà consegnato sabato 21 settembre (ore 18, Teatro Verdi). Grandi protagonisti sin dalla prima giornata di Pordenonelegge: domani alle 11.30 la prima anteprima sarà “Libera di volare” (Garzanti), il libro di Ziauddin Yousafzai, padre del Premio Nobel per la pace Malala Yousafzai. Una testimonianza autobiografica sull’impegno e la sensibilizzazione per l’autodeterminazione delle donne anche in presenza di norme sociali retrograde. E’ con questa educazione familiare che Malala ha saputo sentirsi, appunto, “libera di volare” e ha coraggiosamente sfidato le imposizioni talebane, diventando la paladina per il diritto all’istruzione delle ragazze.

Fra i protagonisti internazionali di domani, alle 21 al Capitol, anche lo scrittore spagnolo Manuel Vilas, noto per “In tutto c’è stata bellezza”. Vilas intreccia con voce coraggiosa, disincantata, a tratti poetica, il racconto intimo di una vita sullo sfondo degli ultimi decenni di storia spagnola. E nella prima serata del festival torna il gemellaggio con il Premio Campiello Letteratura: alle 21 a Palazzo Montereale

Andrea Tarabbia

Andrea Tarabbia

Mantica riflettori sul vincitore della 57esima edizione del Premio, Andrea Tarabbia, premiato per “Madrigale senza suono” (Bollati Boringhieri) protagonista di una conversazione con Lorenzo Tomasin, componente della Giuria dei Letterati e con Matteo Zoppas, presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto. Conduce Gian Mario Villalta. Sempre domani sera si preannuncia imperdibile l’intervento dell’uomo che ha fatto la storia della televisione in Italia, Pippo Baudo: sarà lui il protagonista dell’evento in programma al Teatro Verdi alle 21, in dialogo con il critico tv Aldo Grasso. Un incontro dedicato alla memorabile carriera del Pippo Nazionale e ai tanti backstage consegnati alla biografia “Ecco a voi. Baudo, una storia italiana” (Solferino). 

“Pordenonelegge è un progetto che ha avuto fin dall’inizio nel suo sottotitolo l’indicazione di Festa del libro con gli autori- ha spiegato il direttore artistico Gian Mario Villalta- La parola “festa” come guida, quindi, nella sua accezione nobile, come momento di ricreazione di una comunità, e quindi di condivisione. Nel tempo la manifestazione è diventata sempre di più “di tutti”, il festival della città. Per celebrare i vent’anni del festival abbiamo infatti voluto coinvolgere, ancora una volta, l’intera città proponendo a società, enti e privati l’adozione di una lettera dell’alfabeto (tutte le 26 – J, X, Y e W comprese) di proporzioni monumentali – due metri di altezza – da donare alla comunità. In accordo con il Comune, durante la manifestazione saranno posizionate nel centro cittadino e in seguito segneranno con il loro bel colore giallo vivo le aree verdi dell’area urbana. Sono di metallo e hanno vernice resistente. A ogni lettera abbiamo legato una poesia, per gioco, per memoria comune, perché chi adotta uno di questi landmark non lo fa per sé ma per sentirsi parte di qualcosa di vivo e condiviso”. Festeggeranno la 20esima edizione di Pordenonelegge anche – con le loro novità – Francesco Guccini, Ildefonso Falcones, Luciano Canfora, Tahar Ben Jelloun, Fritjof Capra, Timur Vermes, David Grossman, Wulf Dorn, Marcus Du Sautoy, Carlo Ginzburg, Michela Murgia, Pino Roveredo, Mauro Corona, Matteo Righetto, Mario Calabresi, David Szalay, Enrico Vanzina, Luca Crovi, Aldo Cazzullo, Davide Toffolo, Francesco Musolino, Pietro Spirito, Cristina Caboni, Fabio Geda, Jacopo Fo, Alan Touraine, Armand Farrachi, Carlos Zanon, Imre Oravecz, Mauro Covacich, Valeria Parrella, Corrado Augias, Massimo Cacciari, Gianrico Carofiglio, Michela Marzano, Andrea Purgatori, Eraldo Affinati, Concita De Gregorio, Valerio Massimo Manfredi, Fulvio Ervas, Ferruccio De Bortoli, Federico Rampini, Massimo Recalcati, Giulio Giorello.

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti, programma ed eventuali variazioni sul sito www.pordenonelegge.it e sui social del festival facebook, twitter, instagram.

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“Discrimina i migranti”, Boccia ferma la legge del Friuli. Fontana: “Brutto esordio” https://www.dire.it/06-09-2019/364848-discrimina-i-migranti-boccia-ferma-la-legge-del-friuli-fontana-brutto-esordio/ Fri, 06 Sep 2019 09:44:50 +0000 https://www.dire.it/?p=364848

Il governatore della Lombardia interviene per commentare la decisione del Consiglio del ministri di impugnare una legge del Friuli Venezia Giulia

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Il governatore della Lombardia interviene per commentare la decisione del Consiglio del ministri di impugnare una legge del Friuli Venezia Giulia
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MILANO – “Se il buongiorno si vede dal mattino, il primo atto di questo nuovo Governo che blocca una legge regionale del Friuli, Regione per giunta autonoma, non mi sembra incoraggiante per le Autonomie”. Così, questa mattina, in un post su Facebook il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta la decisione del Consiglio del ministri del nuovo governo Conte, su proposta del neoministro agli Affari regionali Francesco Boccia, di impugnare una legge del Friuli Venezia Giulia -governata dal leghista Massimiliano Fedriga- perché il provvedimento conterebbe norme discriminatorie verso i migranti e andrebbe oltre le competenze della Regione.

“Vedremo cosa accadrà, ma non sono molto entusiasta”, prosegue Fontana, aggiungendo: “Zingaretti nelle settimane scorse si è detto contrario all’autonomia, dal ministro Boccia aspettiamo una risposta definitiva: ci dica dove vuole andare”. Nel post il governatore lombardo chiede inoltre all’esecutivo “garanzie sulla Tav e sulle infrastrutture: lo Stato ci dica se dobbiamo fare da soli. Gli interessi sottesi a questo esecutivo mi fanno temere che durerà a lungo”.

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“Orientamento religioso: antisemita”, è bufera sul consigliere leghista https://www.dire.it/01-09-2019/363620-orientamento-religioso-antisemita-e-bufera-sul-consigliere-leghista/ Sun, 01 Sep 2019 14:12:36 +0000 https://www.dire.it/?p=363620

Il friulano Stefano Altinier ha poi modificato la sua pagina facebook, cancellando l'indicazione

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ROMA – Stefano Altinier, consigliere comunale della Lega a Gorizia, sul suo profilo Facebook aveva indicato “antisemita” quale suo “orientamento religioso”. Il commento era stato poi cancellato, ma il web non perdona e diversi utenti avevano già fatto lo screenshot (quello in foto è tratto dalla pagina facebook I sentinelli di Milano).

“Non è giustificabile che un consigliere comunale della Lega di Gorizia si dichiari pubblicamente ‘antisemita’: certe cose non si scrivono per caso o per sbaglio. Ipocrita e pericolosa la sostanziale copertura data dai vertici del Carroccio al loro consigliere: definirsi ‘antisemita’ non può essere giudicato una ‘leggerezza’ commessa da un ‘ragazzo mite’. Su questi temi occorre una condanna chiara, inequivocabile, non ambiguità retoriche o dal sapore giustificazionista”, hanno commentato le parlamentari dem Debora Serracchiani e Tatjana Rojc, a proposito di quanto scritto da Stefano Altinier.

Per Serracchiani e Rojc “fa orrore che questo episodio si sia verificato a Gorizia, una città dove la comunità ebraica, che nella sua storia aveva espresso illustri personalità, è stata di fatto totalmente sterminata dai nazifascisti”.

“Occorre davvero che tutte le forze politiche – aggiungono le parlamentari – prendano una posizione esplicita di condanna contro ogni focolaio di intolleranza religiosa o etnica. Non dimentichiamo che risalgono a pochi mesi fa i manifesti neofascisti affissi di notte al muro delle scuole slovena di Gorizia, dal gruppo giovanile di CasaPound”.

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