ApprofonDiRE – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Wed, 01 Jul 2020 16:30:22 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Coronavirus e caro ombrellone: a Sorrento punte del +32%. A Cervia +8% e a Palermo solo +1% https://www.dire.it/01-07-2020/480330-coronavirus-e-caro-ombrellone-a-sorrento-punte-del-32-a-cervia-8-e-a-palermo-solo-1/ Wed, 01 Jul 2020 15:53:22 +0000 https://www.dire.it/?p=480330 caro ombrellone coronavirus

L'indagine di Altroconsumo sugli accorgimenti anti Covid adottati negli stabilimenti balneari e sugli aumenti di prezzo

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L'indagine di Altroconsumo sugli accorgimenti anti Covid adottati negli stabilimenti balneari e sugli aumenti di prezzo
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ROMA – Ombrellone, quanto mi costi. Un incremento tariffario medio del 5% per l’abbonamento mensile, del 15% per il settimanale e del 12% per il giornaliero. Ecco cosa è successo agli ombrelloni dopo l’emergenza Coronavirus. Come mai il costo per il noleggio dell’ombrellone è cresciuto? Per via del maggior distanziamento tra le postazioni (che quindi in molti stabilimenti ha fatto diminuire il numero di ombrelloni) ma anche di molte altre misure con cui i gestori si sono trovati a fare i conti come la disponibilità di gel igienizzante per le mani e l’inserimento di segnaletiche e informative ad hoc sulla spiaggia e nei bar. Ad indagare su quali siano i nuovi accorgimenti adottati nei lidi italiani e sulle conseguenti variazioni tariffarie è stata l’associazione Altroconsumo.

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Facendo la media della variazione annuale dei costi di ogni località balneare, troviamo al primo posto la penisola sorrentina con un aumento medio del 32%, seguita da Finale Ligure con un +16%, Anzio che registra un incremento del 14%, Castiglione della Pescaia (+9%)Cervia (+8%), Porto Recanati (+7%) e, infine, il litorale palermitano che ha aumentato i prezzi solo dell’1%.

LE NUOVE MISURE SULLE SPIAGGE

Quali sono le misure adottate dagli stabilimenti balneari in Italia per garantire la protezione? Nessuno ha istallato i divisori in plexiglass, ma in tutti i lidi sono rispettate le distanze fra gli ombrelloni (minimo 10 metri quadrati di spazio per ognuno). Sotto l’ombrellone ai clienti è permesso di non indossare la mascherina, ma è obbligatorio utilizzarla al bar della spiaggia o quando si interagisce con altre persone. In alcuni bagni è stata chiusa l’area giochi per i bambini e in altri l’ingresso è stato contingentato. Inoltre, in alcuni lidi non è possibile ricevere ospiti esterni allo stabilimento (alcuni di questi non lo permettevano nemmeno in precedenza).

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LO SPAZIO TRA GLI OMBRELLONI

In merito agli spazi da destinare a ogni ombrellone, dall’indagine emerge che in alcune località non sono stati effettuati cambiamenti, come a Cervia dove i bagnanti dispongono di uno spazio fra i 12 e i 25 metri quadrati per ombrellone come negli anni precedenti. Nella classifica per il maggior spazio dedicato a ogni ombrellone, troviamo al secondo posto Castiglione della Pescaia (10-18 metri quadrati), seguito da Anzio, Porto Recanati, litorale palermitano (10-16 metri quadrati), e, infine, Finale Ligure (10-12 metri quadrati) e la penisola sorrentina, dove i lidi coinvolti nell’indagine hanno dichiarato di rispettare le linee guida indicate dalle ordinanze, senza condividere i dati specifici (se ne deduce quindi che rispettino i 10 metri quadrati minimi).

 

prezzi ombrelloni

A FINALE LIGURE CHI RESTA UN MESE SPENDE MENO DELL’ANNO SCORSO

Per quanto riguarda la tariffa giornaliera, il maggiore incremento viene riscontrato a Finale Ligure dove i bagnanti pagheranno il 35% in più. Sempre a Finale Ligure, tuttavia, si registra l’unico caso di riduzione della tariffa per l’abbonamento mensile (-13%), strategia probabilmente volta a favorire la clientela più fidelizzata che passa l’intero mese in loco.

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FOTO | Le città? Gli italiani sognano palazzi colorati: gialli, verdi, rossi https://www.dire.it/26-06-2020/478876-foto-le-citta-gli-italiani-sognano-palazzi-colorati-gialli-verdi-rossi/ Fri, 26 Jun 2020 13:55:57 +0000 https://www.dire.it/?p=478876 palazzi-colorati_casa_case_Sigma-Coatings

A investigare le preferenze degli italiani è una ricerca commissionata da un'impresa che si occupa di pittura edilizia. Al Nord si sogna soprattutto il giallo, al Sud e Centro il verde

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A investigare le preferenze degli italiani è una ricerca commissionata da un'impresa che si occupa di pittura edilizia. Al Nord si sogna soprattutto il giallo, al Sud e Centro il verde
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BOLOGNA – Un’Italia per cui la bellezza di edifici e palazzi è un fattore decisamente importante da considerare nella scelta del proprio contesto abitativo. E il colore anche, tanto che un terzo degli intervistati cambierebbe il colore della facciata della propria abitazione. Basta ‘grigio’, ‘marrone’ o ‘beige’ e spazio ai colori: al Nord in cima alla classifica c’è il giallo, votato dal 35% degli intervistati; a riscuotere gran successo lunga tutta la Penisola è il verde, ma anche il rosso compare tra i colori più menzionati, citato dal 22,1% degli intervistati al Nord e dal 20,9% di quelli al Centro.

A indagare sulle preferenze degli italiani in tema di palazzi e colori è stata la ricerca “Protect & beautify the world”, condotta online su scala nazionale dall’Istituto AstraRicerche per Sigma Coatings, brand di Ppg Univer Spa, che rappresenta una delle realtà italiane più all’avanguardia nell’ambito delle pitture per edilizia con una distintiva specializzazione nel mondo del colore.

A quanto risulta dall’indagine, la ricerca della bellezza della casa in cui vivere mette d’accordo l’intera Penisola: al Nord infatti è il 72% della popolazione a posizionare la bellezza tra i primi criteri di scelta del luogo in cui abitare, mentre al Centro e al Sud si registrano dati pari rispettivamente al 77% e al 81%; insomma, è un fattore di cui non si può fare a meno.

La ricerca evidenzia come la soddisfazione degli italiani per il proprio contesto abitativo attuale superi di poco la sufficienza: un terzo degli intervistati (32,3%), infatti, se ne avesse occasione, cambierebbe il colore della facciata della propria abitazione. Inoltre, diversi sono i colori con cui gli italiani hanno descritto il loro contesto abitativo attuale, ma che in pochi li manterrebbero nel loro contesto abitativo ideale. Ad esempio, il grigio, indicato come colore del proprio circondario dal 22,1% degli intervistati, ma che solo il 9,8% di loro sceglierebbe, pensando all’opzione ideale. Allo stesso modo il marrone e il beige, menzionati dal 14,9% e 10,8% degli italiani tra le tinte che colorano i centri abitati, ma che non risultano tra le tonalità della città loro ideale (7,2% e 6,8%).

I dati infatti parlano chiaro: che si parli di Nord (68%), Centro (60%) o Sud, isole comprese (62%), la città ideale per gli italiani è un luogo pieno di colori.

Ma quali sono i colori che gli italiani vorrebbero vedere nelle loro città?

Sarà la leggenda del freddo nord o le frequenti piogge, sta di fatto che al Nord in cima alla classifica c’è il giallo, votato dal 35% degli intervistati; un tocco di luce nelle strade capace di fendere anche la nebbia più ostile e di regalare un po’ di buon umore.

Ma a riscuotere gran successo lunga tutta la Penisola è il verde, un colore che contribuisce a dare un tocco green alle nostre città e che, tra i palazzi dei centri abitati e le vie cittadine, richiama un po’ il paesaggio di campagna. Secondo classificato tra le preferenze settentrionali (30,9%), il verde è il colore che ha invece la meglio tra i cittadini del Centro, del Sud e delle isole; è stato scelto infatti dal 32,6% dei cittadini nel Centro Italia e dal 30,1% di quelli del Meridione e delle Isole.

Dalla ricerca anche il rosso compare tra i colori più menzionati, citato dal 22,1% degli intervistati al Nord e dal 20,9% di quelli al Centro. È una tinta che riscalda la vista e l’animo degli italiani del Settentrione; una tonalità che ricorda quella del mattone, tipico delle grandi fortezze e delle città medievali del centro Italia.

Nel Meridione il rosso registra un pallido 13,6%, forse perché la temperatura in quelle aree è decisamente più alta; meglio optare per colori più freschi, che ricordano l’aria di mare e la brezza di un bel giro in barca. Non è un caso che colori come il bianco e l’azzurro registrino tra gli intervistati di queste zone valori pari rispettivamente al 29,9% e 21,3%.

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I dati salvati sui cellulari? Uno su due non si fida https://www.dire.it/25-06-2020/478194-i-dati-salvati-sui-cellulari-uno-su-due-non-si-fida/ Thu, 25 Jun 2020 09:18:32 +0000 https://www.dire.it/?p=478194 internet

Il 68% degli utenti ritiene che gli acquisti online siano sicuri, ma per il 48% i dati salvati sui telefoni non sono al sicuro: ecco il 'Focus sulle paure digitali' diffuso da Unipol

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Il 68% degli utenti ritiene che gli acquisti online siano sicuri, ma per il 48% i dati salvati sui telefoni non sono al sicuro: ecco il 'Focus sulle paure digitali' diffuso da Unipol
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BOLOGNA – Gli italiani temono per la sicurezza delle informazioni memorizzate sui propri dispositivi digitali: un intervistato su due (48%) le considera non al sicuro, una percezione negativa maggiormente radicata al Sud e tra coloro che si affidano al web per ragioni di lavoro. Il quadro muta radicalmente quando si parla di acquisti online, che invece vengono ritenuti sicuri dal 68% degli italiani. Interessante anche constatare come, in materia di “controllo sociale”, il percepito cambi molto a seconda della natura del “controllore”: il 62% degli utenti ritiene che Governo e forze dell’ordine controllino una parte delle proprie attività in Rete, ma lo accetta in nome della sicurezza, mentre quasi tre persone su quattro pensano che una parte dei dati digitali sia monitorata da imprese pubblicitarie e, per il 59%, ciò è considerato un rischio per la privacy. È quanto emerge dai risultati del “Focus sulle paure digitali” dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza Demos&Pi – Fondazione Unipolis, presentati nel corso dell’evento online “Data Vision & Data Value” organizzato dal Gruppo Unipol e al quale hanno partecipato Carlo Cimbri, Group CEO Unipol, Agostino Santoni, Amministratore Delegato CISCO, Michael Wade, Professore di Innovazione e Strategia alla IMD Business School e Marisa Parmigiani, Head of Sustainability and Stakeholder Management Unipol Group.

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PROTEZIONE DEI DATI E SORVEGLIANZA IN RETE

Oltre al sopracitato 48% degli intervistati che considera le informazioni memorizzate sui propri dispositivi “poco” o “per nulla” al sicuro, il “Focus sulle paure digitali” riporta anche di un 43% che ritiene “al sicuro” le informazioni contenute nel proprio computer o nel proprio telefono, mentre un 2% non ha una opinione chiara a questo proposito.

La percezione cambia molto se si fa riferimento agli acquisti su Internet: Il 68% degli utenti, infatti, si dice convinto che utilizzare la propria carta di credito o il proprio account di home-banking per fare acquisti in Rete sia al riparo da brutte sorprese.

In tema di “controllo sociale”, il 62% degli intervistati ritiene che organizzazioni legate al Governo e alle forze dell’ordine controllino almeno una parte delle proprie attività sul web. Si tratta di una forma di sorveglianza perlopiù tollerata dagli utenti di Internet in nome della sicurezza, personale e pubblica (Il 49% descrive i controlli da parte delle istituzioni come una garanzia per i cittadini, mentre il 28% denuncia i rischi per la privacy).

LE IMPRESE PUBBLICITARIE? UN RISCHIO PER LA PRIVACY

Più “invasiva” viene ritenuta l’azione di soggetti per interessi personali e commerciali: quasi tre persone su quattro (74%) pensano che almeno una parte del “traffico” di dati digitali sia monitorata da imprese pubblicitarie, compagnie tecnologiche o aziende di altro tipo. Il 43% pensa che tutti i contenuti veicolati attraverso il proprio dispositivo in Rete, o quantomeno la maggior parte, siano controllati da questi attori. A cambiare radicalmente è la valutazione di tale controllo: per il 59% si tratta di un rischio per la privacy.

L’INSICUREZZA DIGITALE

La sicurezza digitale è al centro del pensiero degli italiani: Il 44% del campione teme per la sicurezza della sfera digitale: l’indice tocca i livelli più elevati nelle componenti adulte della popolazione: superiori al 50% nella fascia compresa tra i 45 e i 64 anni. In modo coerente con i tassi di utilizzo del web, l’insicurezza digitale riguarda anzitutto le persone di istruzione medio-alta. Dal punto di vista della categoria socio-professionale, i livelli più elevati si osservano tra i lavoratori autonomi e gli imprenditori (55%), tra i liberi professionisti (51%) e tra i tecnici, impiegati, dirigenti e funzionari (50%), ossia in quei settori che si affidano alla Rete (anche) per ragioni di lavoro. Infine, si osserva un livello più alto nelle regioni del Mezzogiorno (49%), rispetto alle altre aree del Paese.

I due aspetti che preoccupano con maggiore frequenza, su questa dimensione, riguardano “la sicurezza dei dati su Internet” (il 27% degli intervistati) e che “qualcuno possa controllare o impossessarsi delle informazioni su acquisti o operazioni bancarie su Internet” (24%).

LA FRUIZIONE DELLA RETE

Tenersi in contatto con altre persone attraverso i Social Network o programmi di messaggistica, è questa la principale ragione (64% degli intervistati) per cui gli italiani utilizzano la rete. L’altra grande funzione della Rete (69% del campione), la quale anch’essa ha giocato un ruolo fondamentale nella fase della pandemia, rimanda alla dimensione informativa.

UN TERZO DEGLI ITALIANI NON È MAI ONLINE

Nel corso degli ultimi anni è cresciuta in modo significativo la componente dei cittadini “in Rete”, nonostante ciò, ad oggi, un terzo della popolazione italiana in età adulta non accede mai al web: in particolare, le quote più elevate di persone disconnesse si osservano tra le donne (32%), i soggetti con basso livello d’istruzione (76%), i pensionati (52%) e le casalinghe (55%). Il 73% degli intervistati accede, anche in modo saltuario, a Internet e, tra questi, il 23% è always-on, dato che tocca il suo massimo tra i liberi professionisti (54%) e gli studenti (49%).

UNIPOL E LA PROTEZIONE DEI DATI

Quello della protezione dei dati personali è un diritto molto sentito dagli italiani, nonché un principio fondamentale nelle politiche del Gruppo Unipol che, consapevole di come il valore creato attraverso i dati debba essere generato da un’analisi trasparente ed essere condiviso con i soggetti cui i dati si riferiscono, ha recentemente formalizzato una nuova policy. La “Politica di protezione e valorizzazione dei dati personali” del Gruppo Unipol si contraddistingue, in particolare, per affiancare al tema della protezione dei dati quello della loro valorizzazione: l’azienda si impegna ad utilizzare i dati per costruire soluzioni che partano dalla persona e i suoi bisogni e per impattare positivamente sul bene comune. Inoltre, il Gruppo ha deciso di istituire un’apposita “Data Ethics Task Force” che ha il compito di comprendere anzitutto l’impatto sugli stakeholder della valorizzazione dei dati personali sottesa a progetti avviati o da avviare, o ad attività di business. Ne consegue un’attenta misurazione delle opportunità e degli impatti in un’ottica di aderenza ai valori aziendali contenuti nella Carta dei Valori e nel Codice Etico così da definire, caso per caso, delle scelte coerenti con la visione aziendale e con i valori del Gruppo.

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Partono i trekking sugli Appenini di Bologna. E a sorpresa può spuntare l’artista https://www.dire.it/17-06-2020/475070-partono-i-trekking-sugli-appenini-di-bologna-e-a-sorpresa-puo-spuntare-lartista/ Wed, 17 Jun 2020 17:29:04 +0000 https://www.dire.it/?p=475070 lago scaffaiolo appennino

Al via 'Crinali', proposte di trekking per l'estate con un ingrediente culturale: sono previsti spettacoli a sorpresa di musicisti e artisti. La rassegna proseguirà in autunno

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Al via 'Crinali', proposte di trekking per l'estate con un ingrediente culturale: sono previsti spettacoli a sorpresa di musicisti e artisti. La rassegna proseguirà in autunno
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BOLOGNA – Passeggiare immersi nella tranquillità del bosco e della natura e incontrare, per caso, artisti vicino agli alberi, lungo i sentieri o sopra torrette nei borghi storici, pronti a condividere la loro arte con i camminatori. E’ quello che potrà succedere dall’1 luglio al 15 agosto lungo l’Appennino bolognese, a chi sceglierà di partecipare alle giornate di ‘Crinali‘, nuova proposta turistica ideata da Destinazione turistica Bologna metropolitana e l’assessorato alla Cultura e al Paesaggio della Regione Emilia-Romagna. In un solo progetto si ‘uniscono’ due emergenze accentuate dall’esperienza del coronavirus: la tutela dell’ambiente e il sostegno agli operatori culturali. Così, da luglio, in un calendario che prevede già 75 appuntamenti fino al 15 agosto, i camminatori potranno incontrare lungo i percorsi, senza preavviso, musicisti, narratori e in generale artisti che si esibiranno al loro passaggio.

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“Il dono che questi personaggi regaleranno con la loro arte e le loro conoscenze non è pensato per una moltitudine di persone, bensì per pochissimi- spiega Marco Tamarri, responsabile settore Cultura e Turismo dell’Unione dei Comuni dell’Appennino- potrà capitare che accada anche per un unico camminatore”.

Complessivamente, si tratta di un investimento di 400.000 euro, sostenuto soprattutto dai Comuni toccati dai percorsi dell’Alta via dei Parchi, via della Lana e della seta (fino a Prato), via degli Dei (fino a Firenze), via Mater Dei, via Piccola Cassia e della via Linea Gotica. “Il coronavirus ha accelerato la voglia di stare all’aria aperta delle persone ed è una grande opportunità da cogliere, e ‘Crinali’ si unisce anche all’offerta culturale dell’estate”, dice Matteo Lepore, presidente Destinazione turistica di Bologna metropolitana. 

Il 90% degli artisti coinvolti è originario delle zone in cui si sviluppano i cammini o comunque dell’Emilia-Romagna, proprio per valorizzare le realtà locali. “Tutti i professionisti sono pagati”, precisa Tamarri, raccontando di aver avuto l’idea di ‘Crinali’ proprio cercando un modo per ‘dare lavoro’ a tutte quelle persone attive nel mondo della cultura e dello spettacolo rimaste senza lavoro a causa dell’emergenza sanitaria. Tra i vari artisti che si possono incontrare lungo la strada, ci sono anche nomi celebri come gli attori Giorgio Comaschi, Vito, Paolo Cevoli, Anna Bonaiuto; ma anche circensi, musicisti e scrittori come Marcello Fois, Gianluca Morozzi e Paolo Benvegnù. Questo “nuovo turismo ha nella valle del Reno una delle dimostrazioni di rilievo nazionale. Vi faccio solo un elenco di tutti i beni culturali in quella valle: la Chiusa di Casalecchio, Sasso Marconi; il luogo della strage civile forse più importante della Seconda guerra mondiale, al netto della Shoah (Marzabotto, ndr); la Rocchetta Mattei; la chiesa progetta da Alvar Aalto; la casa di Morandi a Grizzana, le Terme a Porretta..”, dice l’assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna. Insomma, per Felicori quello che viene fatto in questa zona della regione deve “essere il prototipo da moltiplicare per dieci in regione, in Italia per cento, idea nuova che proponiamo e di marketing territoriale”.

Le date fino al 15 agosto (tutte consultabili sul sito dedicato) sono solo una prima parte di ‘Crinali’, che in realtà continuerà fino al 31 dicembre. “Nelle nostre montagne l’autunno è un periodo meraviglioso, i colori variegati si trovano solo qui, perché nei nostri boschi ci sono i grandi giganti, i faggi, e soprattutto i castagni, che già in altri periodi bui della storia di queste zone hanno salvato la gente della montagna”, si legge sul comunicato di lancio del progetto. Ogni partenza sarà libera all’interno della fascia oraria annunciata, per evitare gli assembramenti non ci saranno punti di incontro o di raccolta, ma solo steward all’inizio e durante i percorsi opportunamente segnalati che indicheranno i tragitti e forniranno le informazioni necessarie. Stando alle disposizioni di prevenzione per il coronavirus, ogni gruppo non potrà superare le 15 unità e i partecipanti dovranno presentarsi muniti di mascherina.

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FOTO | Legambiente e Touring Club Italiano presentano ‘Vacanze Italiane’ https://www.dire.it/10-06-2020/471493-foto-legambiente-e-touring-club-italiano-presentano-vacanze-italiane/ Wed, 10 Jun 2020 10:35:24 +0000 https://www.dire.it/?p=471493 turismo_legambiente_touring

Una guida con 200 proposte di viaggi inaspettati dal Nord al Sud della Penisola trekking, viaggi in bici, vacanze a piedi, in canoa o a cavallo

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Una guida con 200 proposte di viaggi inaspettati dal Nord al Sud della Penisola trekking, viaggi in bici, vacanze a piedi, in canoa o a cavallo
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ROMA – Dalla Val d’Aosta a Pantelleria, passando per la ciclovia degli Appennini, ma anche per antichi percorsi e cammini storici e religiosi come la via Francigena, la via degli Dei, la via degli Abati, anche nota come “la Francigena di Montagna”, senza dimenticare i Borghi Bandiere Arancioni e le località di mare e di lago a Cinque Vele: è l’Italia più autentica e forse meno conosciuta che in questa estate 2020 potrà rivelarsi una fantastica scoperta per tanti connazionali. Un’Italia che Legambiente e Touring Club Italiano propongono in Vacanze Italiane, la nuova guida on line che raccoglie oltre 200 proposte – tra le quali 43 in bici, 63 a piedi, 13 a cavallo e 7 proposte interregionali di lunga percorrenza – per la stagione estiva ormai in partenza.

Si tratta di un’ampia rassegna di soggiorni dal nord al sud della Penisola per tutti i gusti e le abilità tenendo conto delle misure anti–covid19 da adottare. Prevalgono di conseguenza le mete dell’entroterra e le proposte a piedi, a cavallo o in bicicletta, dove le modalità di spostamento già garantiscono di per sé il necessario distanziamento fisico. Consultare Vacanze Italiane è semplice, basta andare sul sito dove sarà possibile leggere i vari itinerari suddivisi e scelti sulla base di un lavoro congiunto che ha visto Legambiente e il Touring Club Italiano collaborare insieme a tour operator specializzati e network del settore come AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Sweetmountains, Turismoacavallo e Amodo (Associazione Mobilità Dolce).

Ogni proposta di viaggio è accompagnata da un link informativo che consente di approfondire le informazioni sul sito del tour operator o del soggetto territoriale che ospita l’offerta.

ITINERARI

Dal nord al sud della Penisola sono tanti i viaggi “inaspettati”: si va dal percorso in e-bike tra castagni e villaggi di montagna ai piedi del Cervino, al soggiorno nella Baraggia, in provincia di Vercelli, zona di risaie, conosciuta anche come l’ultima savana d’Italia per le sue caratteristiche geomorfologiche, dalla settimana in 5 rifugi della Val Chisone (To) alla scoperta delle Alpi ligure tra antiche malghe e i sapori della Cucina Bianca in Valle Arroscia per poi passare in Abruzzo alla ciclopedalata lungo la Costa dei Trabocchi ai trekking sulla Majella Orientale. E poi tutti da scoprire sono i “paesaggi di roccia” come i borghi di Pietrabbondante (Isernia), Bagnoli del Trigno (Isernia), Pietracupa (Campobasso), in Molise, che hanno dato forma alla propria comunità mediante il legame con la dura roccia, talvolta racchiusa nel nome del paese.

E ancora trekking lungo i sentieri delle farfalle nell’Oltrepò pavese, lungo l’anello di Forca d’Acero, nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, tra faggete, alberi monumentali e suggestivi; e poi ciclopedalate costeggiando l’Adige o l’Isonzo, vacanze in bici + boat nella laguna di Venezia, nel Delta del Po o sulle tracce di Hemingway in Val Trebbia. Per i più esperti ci sono numerose escursioni a cavallo, a partire da quella in Valdera (Pi) o il trekking con gli asini sui sentieri e le mulattiere dei Monti Sibillini e della Valnerina.

Da non perdere il Cammino dei Briganti, 100 km tra paesi medievali e natura selvaggia lungo il confine fra Abruzzo e Lazio sulle orme del passaggio dei briganti della Banda di Cartore, tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino. Alto tasso di avventura per la proposta di canyoning nelle gole dell’Albegna, a Semproniano (Grosseto), in una Toscana per soli amatori, da qui si dipartono anche alcune escursioni di insolita bellezza.

Adrenalina pura invece per chi vorrà sperimentare il Volo dell’Angelo o il passaggio sul ponte tibetano nelle Dolomiti Lucane. E poi speleoraft nel Cilento, in canoa sul fiume Tirino, ma anche escursioni e avventure nella riserva regionale delle Valli Cupe, in Calabria, fra maestosi canyon, giganteschi alberi secolari, centinaia di cascate, antichi monasteri ed aree archeologiche: un paesaggio da Indiana Jones inaspettato nell’entroterra calabrese.

E infine il trekking lungo il Selvaggio Blu, lo straordinario cammino lungo la costa orientale sarda, e ancora il trekking delle vecchie miniere nella zona di Montevecchio o il cammino nella Sicilia più autentica lungo la Via Annonaria, quella che corre fra Enna e la costa di Tusa, passando per lo spettacolo delle Madonie, che un tempo serviva a far giungere il grano dall’entroterra siculo al resto d’Europa.

Non mancano le proposte green anche per chi sarà costretto a rimanere nella Capitale e esperienze di natura estrema e inaspettata a pochi chilometri dal centro della Città Eterna: dal canyoning al Fosso della Mola, nella Valle del Salto, in provincia di Rieti all’anello di Campagnano, 21 km fra i resti dell’antica via Amerina, per concludere con le escursioni nella riserva dell’Insugherata.

“Con la guida Vacanze Italiane – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – raccontiamo quel turismo di prossimità che fa bene all’Italia. Partendo dalle bellezze dell’entroterra con i borghi, aree meravigliose e poco conosciute, cammini e vie storiche, ciclovie, per poi spostarci in quelle località di mare e di lago capaci di unire tutela e sostenibilità ambientale. La stagione estiva di quest’anno sarà molto particolare. Porta con sé i segni di una pandemia che ha colpito l’Italia e il mondo intero e ci costringerà al distanziamento fisico, ma può diventare l’occasione per riscoprire un turismo di prossimità, più sostenibile e legato alla mobilità dolce, scoprendo luoghi da nord a sud del Paese che non ci aspettiamo, all’insegna del rispetto e della scoperta di un grande patrimonio ambientale e culturale”.

“Le proposte raccolte in Vacanze Italiane – afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano – esprimono un forte senso di appartenenza al Paese. Tra queste mi preme sottolineare quelle che si raccordano idealmente ad un’idea suggestiva e strategica di Giuseppe De Rita: promuovere l’Appennino la spina dorsale dell’Italia. L’Appennino è un tema del nostro futuro, fondamentale per la regolamentazione delle acque e la difesa del suolo, ma è anche il luogo dove sono racchiuse straordinarie memorie culturali, artistiche, devozionali, di vita comunitaria”.

PROPOSTE INTERREGIONALI

La guida on line raccoglie anche sette proposte interregionali di lunga percorrenza: dall’Alta Via dei Parchi che parte da Berceto, nei pressi del Passo della Cisa, in provincia di Parma, e arriva fino alla rupe della Verna, per poi raggiungere l’eremo sul Monte Carpegna, nel Parco del Sasso Simone e Simoncello all’affascinante cammino delle Terre Mutate, un percorso in 14 tappe da Fabriano a L’Aquila dove il sisma del 2016 e quello del 2006 hanno cambiato i connotati dei luoghi senza intaccarne la bellezza e la possibilità di fruizione per passare alla via degli Dei, un itinerario di 130 km che collega Piazza Maggiore a Bologna con Piazza della Signoria a Firenze immersi nella splendida natura dell’Appennino Tosco Emiliano.

E poi trekking lungo la Via di San Francesco tra Umbria, Toscana e Lazio per passare alla ciclovia degli Appennini con i suoi oltre 2600 km e un percorso su strade a basso traffico diviso in 42 tappe. Da non perdere, inoltre, la Via della Lana e della Seta, un cammino di 130 km che tocca borghi, cime e vallate congiungendo il centro storico di Bologna, per secoli capitale della seta, e Prato, capitale del distretto della lana e del tessile. Ed infine Italia Coast to Coast, l’itinerario in 18 tappe che va dal Conero (Marche) al Monte Argentario (Toscana) fruibile da tutti, anche in bicicletta per 9 tappe, e per tutto l’anno.

Per gli amanti del mare, oltre a questi 200 itinerari, Legambiente segnala sul suo sito ben quindici località marine e sette lacustri insignite delle cinque vele 2020 dove trascorrere una vacanza attenta all’ambiente, all’insegna di natura e acqua pulita, ma anche di eccellenze enogastronomiche e luoghi d’arte. Il riconoscimento viene assegnato ogni anno da Legambiente e dal Touring club italiano.

Tra le 15 località marine premiate quest’anno con le cinque vele, ecco le prime cinque in classifica: al primo posto il comprensorio sardo di Baunei, seguito dalla Maremma Toscana guidata dal Comune di Castiglion della Pescaia (2 posto), dal litorale di Chia con il Comune di Domus de Maria sempre in Sardegna (3 posto), il comprensorio campano del Cilento Antico guidato dal Comune di Pollica (4 posto) e ancora quello della Costa d’Argento e l’Isola del Giglio guidato dal Comune di Isola del Giglio (5 posto).

 

Per quanto riguarda la classifica delle Regioni, al primo posto trionfa anche quest’anno la Sardegna con la bandiera a Cinque Vele che sventola su ben cinque litorali dell’isola, seguita da Toscana e Puglia a pari merito con 3 comprensori a cinque vele, segue poi la Campania con due, e Liguria e Sicilia con un comprensorio a testa.

Da non perdere anche le località lacustri come il lago del Mis, in Veneto, al primo posto della classifica delle località lacustri a cinque vele, seguito dal lago di Molveno (Trentino Altro Adige) in seconda posizione, dal Lago di Fiè (Bz), in Trentino Altro Adige, terzo in classifica. E poi dal Lago di Garda – Riviera Occidentale (4 posto), dal lago di Monticolo (Bz), in Trentino Altro Adige al quinto posto. Sesto e settimo posto per il Lago di Avigliana Grande (To), in Piemonte, e quello dell’Accesa (Gr) in Toscana.

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FOTO | Un reportage racconta le ‘belle’ storie del lockdown a Bologna https://www.dire.it/08-06-2020/470399-foto-reportage-racconta-le-belle-storie-del-lockdown-a-bologna/ Mon, 08 Jun 2020 12:17:55 +0000 https://www.dire.it/?p=470399 anticorpi bolognesi _giulio de meo

Ecco ‘Anticorpi bolognesi‘, reportage a cura dell’associazione Witness Journal che racconta l'isolamento sotto le Due Torri

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Ecco ‘Anticorpi bolognesi‘, reportage a cura dell’associazione Witness Journal che racconta l'isolamento sotto le Due Torri
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BOLOGNA – Volontariato, spese a domicilio, assistenza agli anziani, allenamenti di pugilato, viaggi in ambulanza, aziende aperte quasi 24 ore su 24 per contribuire, ognuno a suo modo, nella lotta contro il coronavirus; ma anche circoli culturali in difficoltà economica, riders che reclamano il loro diritto alla salute mentre lavorano, senzatetto rimasti sempre più isolati. Sono alcune delle storie raccontate in ‘Anticorpi bolognesi‘, reportage a cura dell’associazione Witness Journal che, attraverso fotografie, testi e grafiche ha voluto ‘fissare su carta’ i mesi più intensi dell’isolamento sotto le Due Torri.

“Abbiamo raccontato non tanto l’emergenza, quanto le storie di chi si è messo in gioco sostenendo gli ultimi, azioni concrete che la rete sociale bolognese ha attivato fin dal primo giorno di chiusura totale- spiega il fotografo Giulio Di Meo, anche presidente di Witness Journal- abbiamo documentato questa dura esperienza per evitare che resti solo un ricordo, nella speranza che rappresenti un punto di partenza per cambiare molti ostacoli sociali che l’emergenza ha messo in luce e accentuato”.

La prima parte del lavoro è già disponibile online sul sito di Wj, dove si possono leggere e vedere le prime storie e fotografie. Mentre passavano le settimane però, la redazione, tutta composta da collaboratori volontari, si è resa conto di voler portare avanti il lavoro, con un duplice intento.

“Continuare a raccontare quello che succede in città durante la fase 2 e sostenere concretamente, anche economicamente, due campagne solidali portate avanti sulla città di Bologna”, spiega Di Meo, riferendosi alle ‘Staffette alimentari partigiane’ dei collettivi Tpo, Ya Basta e Labas e a ‘Don’t Panic’, alla quale hanno aderito oltre 50 realtà associative del territorio.

Per dare, dunque, un sostegno concreto e per dare vita agli ‘Anticorpi bolognesi’, Witness Journal ha lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma produzionidalbasso.com, che in meno di un mese ha superato i 5.000 euro. Manca poco per raggiungere l’obiettivo prefissato di 6.000 euro, dei quali metà saranno utilizzati per le spese della redazione e per stampare i libri fotografici del reportage; mentre gli altri 3.000 saranno suddivisi equamente tra le Staffette alimentari partigiane e Don’t Panic.

Tra gli altri motivi per sostenere questo crowdfunding, spiega la redazione di Wj, c’è anche la “volontà di sostenere il fotogiornalismo indipendente” che, per loro “porta avanti progetti di approfondimento coprendo storie di importanza sociale, offrendo spazi alle voci meno ascoltate, senza ricevere finanziamenti pubblici e senza sponsor privati”.

Per Witness Journal dunque “l’indipendenza è fondamentale per raccontare la realtà senza accettare compromessi, ma la libertà editoriale ha un costo spesso difficile da sostenere”. La campagna rimarrà attiva fino al 18 giugno.

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Matrimonio post-Coronavirus? Ora quasi tutti puntano sul low-cost https://www.dire.it/05-06-2020/469613-matrimonio-post-coronavirus-ora-quasi-tutti-puntano-sul-low-cost/ Fri, 05 Jun 2020 13:40:54 +0000 https://www.dire.it/?p=469613 matrimonio_matrimoni

La richiesta di servizi matrimoniali sia calata del 78%, da gennaio. E chi si sposa lo fa al risparmio. I dati regione per regione, analizzati da ProntoPro.it

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La richiesta di servizi matrimoniali sia calata del 78%, da gennaio. E chi si sposa lo fa al risparmio. I dati regione per regione, analizzati da ProntoPro.it
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BOLOGNA – L’annullamento di ogni tipo di evento, pubblico e privato, a causa del Coronavirus, ha avuto ripercussioni anche e soprattutto sul mondo dei matrimoni e dei servizi ad esso correlati: la richiesta di servizi matrimoniali è calata del 78%, da gennaio ad aprile, e di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno:è la stima fatta da ProntoPro.it, portale numero uno in Italia per domanda e offerta di servizi professionali. Un impatto importante su un comparto che nel 2019, secondo Assoeventi, l’associazione di Confindustria per i settori Events, Luxury e Wedding, ha generato 10 miliardi di fatturato.

Qualcosa potrebbe ricominciare a muoversi in settembre, in vista dello slittamento di molte celebrazioni al 2021: l’Osservatorio Matrimoni di ProntoPro evidenzia solitamente in questo mese il picco di ricerche per la giusta location di nozze e per un competente wedding planner.

 

Matrimonio: quanto mi costi?

La spesa media per l’organizzazione di un matrimonio in Italia si aggira intorno ai 25.000 euro, prendendo in considerazione tutti i professionisti che contribuiscono a rendere indimenticabile questa giornata: wedding planner, servizi di catering, fioristi, fotografi e videomaker, DJ e gruppi musicali, ma anche gli educatori incaricati di intrattenere i bambini.

Attraverso lo studio dei preventivi stilati negli ultimi 12 mesi dai professionisti del settore, ProntoPro ha potuto definire un prezzo standard di 14.000 euro e un prezzo premium che supera di poco i 36.000 euro.

Su quale dei due investimenti ricade la preferenza degli italiani? Non è più il tempo di matrimoni eccessivamente sfarzosi, l’87% dei futuri sposi sceglie infatti di mettere a budget una spesa standard per celebrare le proprie nozze, a fronte di un 13% di coppie che invece sognano ancora una cerimonia di lusso. Un dato comunque in calo rispetto al 2018, quando il matrimonio in versione premium veniva richiesto dal 22% degli sposi.

Analizzando i dati da un punto di vista geografico la regione più costosa per l’organizzazione di un matrimonio è il Lazio, dove la spesa standard può raggiungere i 16.700 euro. Anche Campania e Sicilia si attestano sopra i 16.000 euro di investimento. La Sardegna è la più economica, qui per un matrimonio l’investimento richiesto è di circa 11.000 euro.

Il rito civile vince su quello religioso

Tra chi cerca online i migliori fornitori per l’organizzazione del proprio matrimonio, il rito civile vince su quello religioso, un trend in crescita anno dopo anno. I dati del 2020 raccontano che il 69% dei futuri sposi si sposerà in comune, il 29% opta per la cerimonia in chiesa, mentre il 3% organizzerà una versione simbolica del rito che permette loro di scegliere location, celebrante, testo della celebrazione, ma che non ha alcun valore ufficiale. I territori del Sud Italia evidenziano però una tendenza inversa, il matrimonio religioso è infatti stato scelto nel 2019 da più del 50% dei futuri sposi, in Campania la percentuale arriva fino ad un 68% di preferenze. L’Emilia Romagna risulta invece la regione d’Italia più secolarizzata, qui il matrimonio civile è stato la preferenza per ben il 73% degli sposi.

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Come si dorme durante una regata di 4.000 miglia in solitario? Lo studio https://www.dire.it/04-06-2020/469179-come-si-dorme-durante-una-regata-di-4-000-miglia-in-solitario-lo-studio/ Thu, 04 Jun 2020 15:56:21 +0000 https://www.dire.it/?p=469179 vela_barca a vela

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna ha studiato le strategie del riposo per chi pratica barca a vela in solitario. E ha scoperto che non c'è posto per i 'gufi' tra i velisti

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Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna ha studiato le strategie del riposo per chi pratica barca a vela in solitario. E ha scoperto che non c'è posto per i 'gufi' tra i velisti
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BOLOGNA – Siete da soli su una piccola barca a vela, davanti a voi avete più di quattromila miglia di oceano da attraversare, e siete in gara con un’ottantina di altri velisti. Ci vorranno tre o quattro settimane per arrivare alla meta finale. Domanda: come fate a dormire e quale strategia vi premierà sulla linea di arrivo? Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna ha per la prima volta individuato e analizzato le diverse strategie di gestione del sonno utilizzate dagli skipper che si imbarcano in grandi regate in solitario.

La navigazione a vela in solitario, soprattutto durante le regate transatlantiche, richiede uno skipper sempre pronto ad interventi rapidi e lucidi, effettuati con piena padronanza fisica e mentale, che gli consentano di modificare rapidamente rotta ed assetto dell’imbarcazione”, spiega Giuseppe Plazzi, professore dell’Università di Bologna che ha coordinato lo studio. “Inoltre, la necessità di dover affrontare condizioni metereologiche instabili e difficili spesso costringe i velisti a lunghi periodi di veglia continuativa: per questo una corretta gestione del sonno, a partire già dalla fase di preparazione della competizione, può risultare determinante per il rendimento e la sicurezza della navigazione”.

Pubblicato sulla rivista ‘Nature and Science of Sleep’, lo studio porta alla luce diverse strategie: chi accumula ore di sonno prima della partenza, chi punta su brevi e frequenti sonnellini, chi si abitua a tempi di riposo via via più ridotti. Ma rivela anche una “selezione naturale” tra i velisti che favorisce chi si sveglia presto ed è più attivo nelle prime ore del giorno (le cosiddette “allodole”) e di fatto esclude chi invece è più attivo nelle ore serali e notturne (i cosiddetti “gufi”). Si tratta di risultati che possono rivelarsi utili per migliorare la preparazione degli atleti impegnati in competizioni sportive di endurance.

DALLA FRANCIA AI CARAIBI

Per analizzare le strategie di gestione del sonno degli skipper, i ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione sui partecipanti alla Mini Transat La Boulangère, la più affollata regata transatlantica in solitario. Ogni due anni, più di ottanta velisti affrontano 4.050 miglia di Oceano Atlantico vivendo per settimane a bordo di imbarcazioni lunghe appena 6 metri e mezzo. Il percorso è diviso in due tappe: si parte dalla costa occidentale francese, a La Rochelle, percorrendo 1.350 miglia fino alle Canarie; poi la lunga traversata dell’Atlantico per 2.700 miglia, con il favore degli alisei, fino all’isola caraibica di Martinica.

Gli studiosi hanno preso in analisi un campione di 42 skipper raccogliendo dati e informazioni durante le settimane di allenamento che hanno preceduto la partenza della regata, tra cui la qualità del loro sonno, il livello di sonnolenza e il loro cronotipo, cioè la propensione ad essere più o meno attivi in un periodo specifico della giornata.

 

Il percorso della Mini Transat La Boulangère

STRATEGIE DI GESTIONE DEL SONNO

Il primo dato che emerge dall’indagine è che più della metà dei velisti considerati (55%) ha scelto di prepararsi alla regata mettendo a punto una strategia di gestione del sonno. “Gli skipper che fanno questa scelta sono anche quelli più esperti”, nota il professor Plazzi. “Chi ha alle spalle molte miglia di navigazione in mare aperto è anche maggiormente consapevole di quanto sia importante la gestione del sonno”.

Ma quali sono le strategie adottate? La più utilizzata (52%) consiste nell’accumulare la maggior quantità di sonno possibile nelle settimane che precedono la partenza: una sorta di “riserva di sonno” da spendere poi durante la gara, quando il tempo per dormire e la qualità del sonno inevitabilmente diminuiscono. C’è poi il sonno polifasico, strategia scelta dal 26% dei velisti, che si basa sulla programmazione di brevi sonnellini distribuiti nel corso di tutta la giornata: un metodo che permette di non abbandonare mai troppo a lungo il controllo dell’imbarcazione. Infine, una terza strategia (22%) si basa sulla graduale diminuzione del tempo speso per dormire, fino a trovare il giusto bilanciamento tra un breve sonno ristoratore e le condizioni psicofisiche necessarie per proseguire la gara.

NIENTE “GUFI” TRA GLI SKIPPER

C’è poi il tema del cronotipo, ovvero la propensione ad essere maggiormente attivi in un periodo specifico della giornata, regolando di conseguenza gli orari di sonno e di veglia. Qui gli studiosi notano una sorta di “selezione naturale”tra i partecipanti alla Mini Transat La Boulangère. Il 40% del campione studiato appartiene infatti al cronotipo mattutino. Sono le cosiddette “allodole”: che si svegliano presto, sono più attive durante la mattina e non si addormentano tardi.

Il 60% appartiene invece al cronotipo intermedio: i cosiddetti “colibrì” che non mostrano inclinazioni particolari per una maggiore attività mattutina o serale. Ci sarebbe poi un terzo cronotipo, quello dei “gufi”, più attivi di sera che tendono ad addormentarsi tardi e svegliarsi a mattina inoltrata, ma nessuno dei velisti analizzati rientra in questa categoria.

“Nel campione che abbiamo studiato il cronotipo mattutino è decisamente sovrarappresentato: le ‘allodole’ sono infatti circa il 25% nella popolazione generale”, spiega Plazzi. “E ancora più sorprendente è l’assenza totale dei ‘gufi’, la cui predisposizione notturna rappresenta evidentemente uno svantaggio per la partecipazione ad attività sportive di endurance”.

CRONOTIPO E STRATEGIE

Gestione del sonno e cronotipo finiscono anche per intrecciarsi. Un’ampia maggioranza dei velisti che adottano strategie di controllo dei tempi di riposo appartiene infatti al cronotipo intermedio, mentre la maggior parte di chi non adotta queste strategie appartiene al cronotipo mattutino. Un dato che, secondo gli studiosi, si spiega con una maggiore rigidità delle “allodole”, per le quali risulta più difficile modificare radicalmente i tempi di sonno e di veglia.

“Dai risultati di questo studio emerge l’importanza dell’adottare una strategia di gestione del sonno nella preparazione psicofisica per competizioni estreme come le regate in solitario”, dice in conclusione il professor Plazzi. “Il prossimo passo sarà realizzare monitoraggi diretti del ritmo sonno-veglia sia nella fase preparatoria che durante le gare, in modo da poter mettere a punto strategie di gestione del sonno sempre più precise ed efficaci”.

I PROTAGONISTI DELLO STUDIO

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ‘Nature and Science of Sleep’ con il titolo “Pre-Race Sleep Management Strategy and Chronotype of Offshore Solo Sailors”. Gli autori sono Marco Filardi, Silvia Morini e Giuseppe Plazzi del Dipartimento di Scienze biomediche e neuromotorie dell’Università di Bologna.

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Spiagge libere, più di uno su due favorevole alla prenotazione https://www.dire.it/27-05-2020/465671-spiagge-libere-piu-di-uno-su-due-favorevole-alla-prenotazione/ Wed, 27 May 2020 07:07:21 +0000 https://www.dire.it/?p=465671 spiaggia mascherina

L'idea della prenotazione piace ai più giovani e agli over 65. Riscuote meno successo al Sud e nelle isole

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spiaggia mascherina
L'idea della prenotazione piace ai più giovani e agli over 65. Riscuote meno successo al Sud e nelle isole
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BOLOGNA – Con le prime giornate di sole molte spiagge italiane hanno cominciato a popolarsi e le immagini circolate nelle ultime ore mostrano come, soprattutto su quelle libere, non c’è certezza su come rispettare in modo corretto le distanze di sicurezza, ma nemmeno su quali esattamente queste misure debbano essere. Ecco perchè un italiano su due guarda con favore all’introduzione di sistemi di prenotazione per accedere alle spiagge libere. O almeno questo è quello che emerge da un’indagine condotta per Facile.it da mUp research e Norstat, che tra il 16 e il 17 maggio 2020 ha intervistato 505 persone a campione, sull’intero territorio nazionale, tra i 18 e i 74 anni. 

In riva al mare… solo con la prenotazione

L’introduzione di un sistema di prenotazione obbligatoria per accedere alla spiaggia conquista consensi fra i più giovani ma anche tra gli over 65: i primi probabilmente sono meno intimoriti dall’eventuale gestione digitale della prenotazione (favorevole il 55,1% nella fascia 18-24 e il 57% in quella 25-34), i secondi sono sono forse più preoccupati dalla propria salute e dai possibili rischi di contagio (in questo sottocampione la percentuale di chi è favorevole alla prenotazione obbligatoria anche per la spiaggia pubblica sfiora il 58%).

A livello territoriale, invece, vedono con maggiore positività un sistema di prenotazione i residenti delle regioni del Nord Ovest e del Nord Est (con percentuali prossime al 54%).

Chi è che non ne vorrebbe sapere? A dichiararsi poco favorevoli o del tutto contrari all’idea di dover prenotare un posto anche sulla spiaggia libera è il  31% a livello nazionale. Nella fascia 55-64 anni la percentuale sale al 41%. A livello territoriale, i meno favorevoli risultano essere i rispondenti residenti nelle regioni del Centro, del Sud Italia e nelle Isole; forse perché abituati a godere in libertà delle spiagge pubbliche, tra loro più di uno su 3 boccia in partenza il sistema di prenotazione.

LEGGI ANCHE: Solinas: “In Sardegna le spiagge libere rimarranno gratuite”

Distanziamento sociale in spiaggia

Il distanziamento sociale in spiaggia è, e lo sarà sempre più con l’avvicinarsi dell’estate, un elemento particolarmente critico; ma se all’interno degli stabilimenti balneari privati saranno i gestori a garantire il rispetto delle regole, nelle spiagge libere, in assenza di norme precise come ad esempio l’accesso tramite prenotazione, molto dipenderà dal buon senso dei cittadini.

Ecco perché spaventa vedere che, come già evidenziato dall’indagine commissionata da Facile.it, quasi un italiano su 3 (il 32,4%) ha ammesso di non sapere con certezza quali siano le regole da rispettare in spiaggia; percentuale che sale al 44,1% tra i residenti al Nord Est. Se ad una situazione oggettivamente complessa si aggiungono regole che, magari, possono variare da regione a regione, la confusione aumenta.

Il risultato? Il 30,1% degli intervistati ha dichiarato di non sapere se riuscirà a rispettare il distanziamento sociale in spiaggia o, peggio, è già sicuro che non riuscirà a farlo.

A seguire alcuni dei dati emersi dall’indagine:

Lei è d’accordo con l’introduzione di un sistema di prenotazione obbligatorio per accedere alla spiaggia libera?

Sì, sono d’accordo

51,3%

Non so

17,6%

No, non sono d’accordo

31,0%

Conosce quali sono le distanze precise fra persone da mantenere in spiaggia?

67,5%

No

32,4%

Pensa di riuscire a rispettare le distanze precise in spiaggia?

Sempre/spesso

53,7%

A volte

16,2%

Raramente/mai/non so

30,1%

LEGGI ANCHE: Spiagge, Rimini le apre fino alle 22 con 18 metri quadrati per ombrellone

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Quasi 7 milioni di italiani rinunceranno alle vacanze per paura del contagio https://www.dire.it/22-05-2020/463697-quasi-7-milioni-di-italiani-rinunceranno-alle-vacanze-per-paura-del-contagio/ Fri, 22 May 2020 08:33:58 +0000 https://www.dire.it/?p=463697 Aeroporto-vuoto

Più di un italiano su due non partirà per le ferie: molti non hanno più giorni, avendoli usati durante il lockdown. Tanti, poi, hanno paura del contagio

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Più di un italiano su due non partirà per le ferie: molti non hanno più giorni, avendoli usati durante il lockdown. Tanti, poi, hanno paura del contagio
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ROMA – Solitamente l’arrivo dell’estate per molti italiani significa vacanze, ma l’emergenza Coronavirus ha cambiato anche questo. A non partire per le ferie sarà più di un italiano su due (55,2%) ovvero, in totale, oltre 24 milioni di individui. Il dato, emerso dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta, è piuttosto cupo visto che, confrontando i dati con quelli del 2018, quando a rimanere a casa erano stati circa 8 milioni di italiani, è più che triplicato.

A fugare ogni dubbio circa la correlazione diretta fra questo numero e la pandemia Covid, basta il dato degli oltre 6,9 milioni di italiani che hanno esplicitamente dichiarato che questa estate non si muoveranno da casa proprio per la paura di essere contagiati.

LEGGI ANCHE: Vacanze, parte la corsa: dati e trend per l’estate 2020

 

PERCHÉ SI RINUNCIA ALLE VACANZE

Nel 43,7% dei casi, corrispondenti a quasi 10,6 milioni di italiani, non si partirà perché non ce lo si può permettere, la percentuale sale al 51,3% nelle famiglie composte da tre persone. Nel 42,3% dei casi (10,2 milioni di italiani) si rimarrà a casa propria perché scoraggiati dalle nuove regole imposte con i Dpcm; il valore cresce al 46,5% tra i rispondenti che abitano al Sud e nelle Isole. Come detto oltre 6,9 milioni di individui (28,7% del campione), hanno dichiarato esplicitamente di rinunciare alle vacanze per la paura di essere contagiati; ad averlo ammesso sono soprattutto i residenti al Sud e nelle Isole (37,6%). Elemento da non sottovalutare è che quasi 1,5 milioni di italiani (6,1%) quest’anno rimarrà a casa perché, essendo stati messi in ferie forzate durante il lockdown, non hanno più giornate per le vacanze vere.

LEGGI ANCHE: Conte: “Bello che tutti gli italiani passino le ferie in Italia”

CHI FARÀ LE VACANZE, DOVE ANDRÀ, COME CI ANDRÀ E DOVE ALLOGGERÀ?

Se invece si hanno in programma delle vacanze, dove si andrà? La risposta è: decisamente in Italia. Rimarrà entro i confini nazionali il 90,2% di chi viaggerà; nello specifico il 51,3% farà le vacanze nel nostro Paese, ma in una regione diversa rispetto a quella in cui risiede, mentre il 38,9% non cambierà nemmeno regione. Altro elemento emerso dall’indagine, e chiaramente legato all’emergenza che abbiamo vissuto, è che quelle del 2020 saranno vacanze su ruote; alla domanda “Come raggiungerà il luogo di vacanza?”, il 78,3% degli intervistati, pari a oltre 15,3 milioni di individui, ha risposto con l’automobile di proprietà, a cui si devono aggiungere gli oltre 600.000 italiani (3,1%) che noleggeranno la macchina e i 520.000 che utilizzeranno un camper o una roulotte. La quota di chi si muoverà su ruote è molto maggiore rispetto a chi utilizzerà mezzi “promiscui”: solo il 12,4% dei nostri connazionali, pari a 2,4 milioni di rispondenti, userà l’aereo, mentre l’11,1% (2,2 milioni) si sposterà in treno.

LEGGI ANCHE: Sardegna, Solinas: “Serve passaporto sanitario”. Agus: “Più facile sbarco alieni”

Pochissimi, invece, gli italiani che quest’anno raggiungeranno il luogo di vacanza con la nave: rappresentano, purtroppo per il turismo delle Isole, solo il 2,2% del campione che ha in programma un viaggio.

Una volta in ferie, dove si alloggerà? Escludendo chi andrà in una seconda casa di proprietà (20,4% di coloro che andranno in vacanza, quasi 4 milioni di italiani), il 22,1%, corrispondente a più di 4,3 milioni di nostri connazionali, ha comunque scelto di prendere in affitto una casa (per brevi o lunghi periodi), il 27,4% soggiornerà in albergo, il 9,7% in un b&b e il 6,6% in un villaggio turistico. Stessa percentuale (2,7%), invece, sia per chi ha scelto un campeggio o una vacanza in tenda, sia per chi farà le ferie in camper o roulottes.

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Business events, Ruffini (Site): “Settore da 570mila addetti, fateci ripartire” https://www.dire.it/21-05-2020/463584-business-events-ruffini-site-settore-da-570mila-addetti-fateci-ripartire/ Thu, 21 May 2020 17:01:24 +0000 https://www.dire.it/?p=463584

Intervista a Annamaria Ruffini, gia' presidente mondiale e ora del board Site (Society for incentive travel excellence), la piu' grande organizzazione del settore di organizzazione eventi presente in 90 paesi

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Intervista a Annamaria Ruffini, gia' presidente mondiale e ora del board Site (Society for incentive travel excellence), la piu' grande organizzazione del settore di organizzazione eventi presente in 90 paesi
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ROMA – Un milione tra piccoli e grandi eventi legati al mondo degli affari, con un fatturato di 65 miliardi di euro (36 mld di impatto sul nostro Pil) che danno lavoro a circa 570 mila addetti. Un settore strategico per il nostro paese, ora fermo per colpa dell’epidemia. La prima parte dell’anno e’ compromessa, ma Annamaria Ruffini, gia’ presidente mondiale e ora del board Site (Society for incentive travel excellence), la piu’ grande organizzazione del settore presente in 90 paesi, lancia l’allarme e chiede al Governo di intervenire con urgenza.”Organizziamo un milione di eventi, tra viaggi di incentivazione, meeting, convegni e congressi. Oltre ai 36 miliardi di Pil, il nostro settore riempie il 40% delle stanze dei nostri hotel a 4 e 5 stelle, con soggetti che hanno grande capacita’ di spesa”.

Le associazioni del settore hanno fatto gruppo e sono scese in campo perche’ non si puo’ piu’ aspettare, bisogna organizzare per tempo la ripartenza: “Ora siamo tutti fermi, noi sin dal 4 marzo ci siamo mossi per difendere la reputazione del nostro Paese, quando sembrava che tutto fosse partito da noi, abbiamo dato una corretta informazione, per dire ‘non cancellate ma spostate di qualche mese i vostri eventi, mantenete l’Italia nelle vostre agende per il 2021 e 2022’. Sotto il marchio Italialive le 10 piu’ importanti associazioni business events si sono mosse per far sentire la loro voce, presentare le nostre proposte alle Istituzioni e alle parti interessate perche’ vogliamo ripartire”.

RUFFINI (SITE): CONVEGNI E MEETING IN SICUREZZA

“Noi oggi siamo ancora tutti fermi- sottolinea ancora Annamaria Ruffini- per questo ci rivolgiamo al Governo e chiediamo un supporto economico, perche’ non possiamo lavorare, ne’ organizzare, e non per nostra scelta. Visto che teatri, cinema e spettacoli riapriranno con un numero preciso di persone, lo stesso chiediamo per il nostro comparto. Possiamo anche noi organizzare convegni, meeting e viaggi da 50-100 persone, rispettando tutte le misure di sicurezza”.

Ancora di piu’, spiega Ruffini, “spingiamo per un progetto per il futuro, gia’ adesso nel mondo tutti gli uffici del settore stanno organizzando e promuovendo le destinazioni. Per questo serve una comunicazione adeguata, che non e’ quella riservata alla promozione turistica, perche’ i soggetti interessati sono diversi dai normali turisti. Servono queste tre cose: una data per ripartire, un sostegno economico e una giusta comunicazione“, chiude Ruffini.

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Vacanze, parte la corsa: dati e trend per l’estate 2020 https://www.dire.it/20-05-2020/462601-vacanze-parte-la-corsa-dati-e-trend-per-lestate-2020/ Wed, 20 May 2020 07:10:51 +0000 https://www.dire.it/?p=462601 Airbnb_vacanze_case con piscina

L'82% è intenzionato a restare in Italia: impazzano le ricerche di una casa con piscina. L'analisi di Airbnb preannuncia un'estate in stile anni Sessanta

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L'82% è intenzionato a restare in Italia: impazzano le ricerche di una casa con piscina. L'analisi di Airbnb preannuncia un'estate in stile anni Sessanta
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BOLOGNA –  L’estate 2020 sarà italiana, più lunga e in famiglia, proprio come succedeva negli anni Sessanta, quando si partiva per le ferie, dopo aver radunato il necessario per mare o montagna, con tutta la famiglia al seguito. Per raggiungere una casa, che, prima del boom dei viaggi internazionali e itineranti, già di per sè rappresentava la meta della vacanza e la vacanza stessa. Una situazione di questo tipo potrebbe tornare realtà questa estate, in seguito all’emergenza Covid-19. O almeno questo è quello che rivelano i dati di Airbnb, che ha analizzato le ricerche fatte dagli italiani tra il primo aprile e il 14 maggio, confrontandole poi con lo stesso periodo dell’anno precedente.

Il trend è prima di tutto quello di un’estate italiana: “L’82% degli italiani quest’anno trascorrerà le vacanze in Italia, contro il 55% dell’anno scorso”. Tra le destinazioni più cercate dagli italiani ci sono Sicilia, Sardegna, Puglia, Trentino Alto-Adige e Costa Etrusca (in Toscana e Lazio). 

Casa dolce casa (soprattutto con piscina)

Complice la necessità di distanziamento sociale, la scelta dell’alloggio ricade per questa stagione sulla casa indipendente: il 62% degli italiani infatti opterà per soluzioni completamente indipendenti, come case singole, ville e bungalow, mentre la richiesta di appartamenti rappresenta solo il 7% delle richieste contro il 17% dell’anno scorso. 

Analizzando i dati delle ricerche appare evidente come sia sempre più spesso la casa giusta a determinare la scelta della meta delle vacanze e non viceversa: la casa diventa la vera destinazione del viaggio.

Tra i servizi più ricercati la piscina supera per la prima volta il wi-fi, seguono possibilità di introdurre animali domestici, cucina accessoriata, jacuzzi e aria condizionata. Sulla piattaforma di Airbnb attualmente sono oltre 64mila le case indipendenti con piscina, con l’offerta più ampia presente in Toscana, Sicilia, Puglia e Umbria.

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Gli italiani hanno voglia di vacanze e l’aumento di ricerche sul nostro  sito rappresenta il primo deciso segnale di ripresa”, commenta Giacomo Trovato, Country Manager di Airbnb Italia. “Sarà di certo un’estate diversa, in cui distanziamento sociale e flessibilità nelle cancellazioni saranno requisiti fondamentali per prenotare in serenità. Per questo puntiamo soprattutto sulla promozione delle oltre 120.000 soluzioni indipendenti presenti sulla piattaforma e sulla possibilità di rimborso completo fino a pochi giorni dalla partenza, disponibile già oggi in oltre il  70% degli annunci”.

Una lunga villeggiatura (di lavoro)

Sembra per il momento terminata l’epoca dei week-end mordi e fuggi e dei tour a tappe: il 66% delle ricerche riguarda soggiorni di durata superiore a una settimana (lo scorso anno era il 32%) mentre calano vistosamente le ricerche per il week end (-70%). Ma se ai tempi della villeggiatura tradizionale un genitore rimaneva in città e raggiungeva l’altro solamente nel week end, oggi con entrambi i genitori che lavorano e molti giorni di ferie utilizzati durante il confinamento, molte famiglie cercano di sfruttare la possibilità di lavorare da remoto per trascorrere l’estate in una casa che riesca a combinare le esigenze lavorative degli adulti con quelle di svago dei più piccoli: piscina e wi-fi sarà l’accoppiata perfetta.

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Un’estate in famiglia 

Che si tratti di famiglia o di gruppi di amici, questa sarà un’estate in cui l’aspetto sociale della vacanza sarà legato principalmente alla famiglia o a gruppi ristretti di amici, animali inclusi. Se la meta scelta è più vicina, portare con sé il proprio animale domestico diventa infatti un’opportunità che in molti hanno intenzione di sfruttare: le ricerche di alloggi pet-friendly sono quadruplicate rispetto allo scorso anno e vengono scelte da una famiglia su 3.

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VIDEO | Coronavirus, Lenzi (Sapienza Roma): “Ora vaccinazioni e una medicina di comunità” https://www.dire.it/15-05-2020/460704-video-coronavirus-lenzi-sapienza-roma-ora-vaccinazioni-e-una-medicina-di-comunita/ Fri, 15 May 2020 12:09:19 +0000 https://www.dire.it/?p=460704 coronavirus_personale_sanitario

"figura al fianco sindaci per seguire situazioni e 'connettere' settori"

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ROMA – Campagne vaccinali per immunizzare le persone piu’ fragili e una medicina che sia di comunita’. E’ la ricetta perche’ in futuro l’Italia sia pronta davanti a eventuali altre epidemie. A parlarne con la Dire e’ stato Andrea Lenzi, direttore Medicina sperimentale dell’universita’ La Sapienza di Roma, presidente del Comitato nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei ministri e presidente dell’Health City Institute.

“Io vivo all’interno del policlinico Umberto I di Roma e sono endocrinologo- ha raccontato- ma in questo periodo di emergenza mi sono dovuto ‘riciclare’ e tornare alla mia ‘infanzia’ professionale, quando ero al Pronto soccorso. I miei specializzandi e collaboratori si sono messi a disposizione anche loro per fronteggiare l’emergenza. Anche se non siamo infettivologi, quasi i due terzi degli endocrinologi sono stati impiegati sul campo in tutta Italia.

Abbiamo anche trasformato il modo di fare i controlli, optando per il teleconsulto e arrivando a 3mila teleconsulti e 400 controlli in presenza perche’ indifferibili e urgenti. Adesso bisogna dare delle regole rispetto agli accessi in ospedale, che devono essere contingentati con addetti alla sicurezza e un ingresso unico per il personale e per i pazienti, e un altro per le auto e per il materiale da trasporto. Insomma dovremo organizzarci, ma questa lezione ci ha dato la misura di come alcuni servizi possono essere decentrati e gestiti a distanza”.

In vista della prossima stagione invernale, poi, l’obbligo della vaccinazione antinfluenzale – almeno per certe categorie – aiuterebbe. “Si dovrebbero immunizzare i ‘gruppi’ fragili, come le persone da una certa eta’ in poi, o affette da malattie genetiche- ha detto Lenzi- Penso pero’ anche ai bambini. E magari anche chi lavora in situazione di comunita’. Lo svantaggio per il vaccino influenzale, oltretutto, e’ pari a zero. Anche l’antipolmonite per gli anziani e’ da privilegiare. Se poi lo Stato rende queste vaccinazioni obbligatorie, noi non possiamo che essere contenti”.

Ma bisogna prepararsi a convivere in futuro con le emergenze sanitarie? “Noi fino a 4 o 5 mesi fa eravamo concentrati sulla medicina personalizzata e di precisione da un lato, e sulle malattie non trasmissibili- ha risposto Lenzi- Oggi siamo tornati con questo virus a concentrarci sulle patologie trasmissibili.
Premesso che le grandi pandemie per fortuna capitano ogni 100 anni come nel caso della spagnola – perche’ la Sars e l’H1N1 non si sono diffuse molto per fortuna – io credo che non possiamo piu’ dimenticarci che la sanita’, la salute e la ricerca scientifica sono asset fondamentali. Se manca la salute, come questa lezione ci ha insegnato, il down e’ totale anche sul piano economico, e puo’ arrivare in pochi mesi.

E’ evidente che in futuro bisognera’ essere preparati, anche se ovviamente credo che non capitera’ a breve un’altra epidemia di questo genere. Come Comitato- ha concluso Lenzi- pensiamo di promuovere campagne vaccinali a tappeto e crediamo che la medicina non debba essere solo della persona ma dell’intera comunita’”.

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Verso la riapertura: sarà boom di cerette e taglio maschile https://www.dire.it/14-05-2020/460237-verso-la-riapertura-sara-boom-di-cerette-e-taglio-maschile/ Thu, 14 May 2020 14:29:45 +0000 https://www.dire.it/?p=460237

Per circa la metà degli europei (47%) andare dal parrucchiere o al centro estetico al termine del
lockdown è una priorità: bellezza e benessere secondi solo ad amici e parenti

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Per circa la metà degli europei (47%) andare dal parrucchiere o al centro estetico al termine del lockdown è una priorità: bellezza e benessere secondi solo ad amici e parenti
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ROMA – Dopo i mesi di stop imposti dalla pandemia di Covid-19, parrucchieri, estetiste e professionisti del benessere sono ancora in attesa di riavviare la propria attività e fare così un passo verso la “nuova normalità”. Impazienti di veder riaprire i saloni sono anche i consumatori: un’indagine condotta a livello europeo da Treatwell – il più grande portale in Europa per la prenotazione di trattamenti di bellezza e benessere – ha rilevato che andare dal parrucchiere o al centro estetico sarà una priorità quando non saranno più in vigore le misure che durante l’emergenza sanitaria hanno regolato le abitudini dei cittadini.

A precedere gli appuntamenti di bellezza (47%), nella classifica delle prime attività pianificate dagli europei post-lockdown sono solo le visite ad amici e parenti (57%), mentre a conquistare il terzo gradino del podio è il ritorno allo shopping (40%), ancora più desiderato di una cena al ristorante o di una pinta al pub (36%)

I grattacapi della quarantena per gli europei: taglio di capelli e unghie

Ben più di due terzi degli intervistati (69%), d’altronde, hanno confessato a Treatwell di essere insoddisfatti del proprio “look da quarantena” . Nella maggior parte dei casi (41%) in questo periodo di privazioni il vero grattacapo è stato il taglio di capelli : messa a dura prova dalla prolungata mancanza dell’incontro con le forbici del parrucchiere, la chioma risulta indisciplinata e decisamente difficile da gestire soprattutto per chi ha tra i 36 e i 55 anni (51%). Lo stato delle proprie unghie fa storcere il naso a oltre un terzo (35%) dei rispondenti (con picchi del 44% nella fascia di popolazione più giovane, di età compresa tra i 18 e i 25 anni), divisi tra il miraggio di una pedicure professionale e il desiderio di ritoccare la manicure semipermanente.

Segue a ruota l’incubo sopracciglia , vera e propria “gatta da pelare” per il 34% degli europei, mentre la tinta (29%) e la depilazione (22%) rimangono escluse dalla top 3 degli aspetti beauty che hanno causato maggiore frustrazione agli utenti durante il lockdown. Ne deriva che alcuni bisogni risultano più impellenti di altri. Se, in media, a prescindere dal primo trattamento che intende eseguire, la maggioranza degli europei (60%) pensa di prendere appuntamento dal parrucchiere o al centro estetico entro due settimane dalla riapertura dei saloni, chi da mesi litiga con sopracciglia (70%) e unghie (65%) confessa che si recherà dall’estetista non appena sarà possibile . Dal budget alla scelta del salone: le nuove abitudini degli europei

I dati della ricerca evidenziano che una persona su due (52%), in seguito alla riapertura dei saloni, stanzierà lo stesso budget o addirittura una cifra maggiore rispetto a quanto solitamente speso per il proprio look, mentre due rispondenti su tre (67%) hanno preso in considerazione la possibilità di prendere appuntamento in un centro in cui non sono mai stati , ma che sia in grado di soddisfare le loro esigenze nell’era del post-lockdown.

I criteri che guideranno i consumatori nella scelta del salone saranno in primis di tipo igienico (40%) – relativi quindi alla sanificazione e pulizia degli ambienti e delle postazioni, oltre che all’utilizzo di strumenti monouso – e legati alla capacità di garantire la sicurezza dei clienti durante il trattamento (40%), dalla messa a disposizione del disinfettante per le mani all’oculata gestione degli appuntamenti per evitare assembramenti. Inoltre, anche la vicinanza del centro estetico e del parrucchiere alla propria abitazione (39%), che consentirà di limitare gli spostamenti, sarà un parametro altamente rilevante.

I trattamenti più popolari post-lockdown: boom del taglio uomo

Indipendentemente da come avverrà la scelta del salone, quali saranno i trattamenti più popolari alla riapertura? Per rispondere a questa domanda Treatwell ha analizzato le prenotazioni effettuate dagli utenti in 13 Paesi europei, scoprendo che in buona parte del Vecchio Continente i “grattacapi” maschili guidano il business della bellezza nel post-lockdown. Se, infatti, in Italia la ceretta conquista per un soffio il primo posto nella classifica dei trattamenti più prenotati in vista della riapertura dei saloni, segue a brevissima distanza il taglio capelli maschile. Al terzo posto compare la manicure semipermanente , incalzata dalla depilazione viso per dire addio ai baffetti spuntati sotto la mascherina e, in quinta posizione, dalla ceretta Hollywood , per un inguine a prova di bikini sgambato. In Spagna è testa a testa tra il taglio di capelli femminile – in prima posizione – e quello maschile , distanziato di una manciata di prenotazioni. Anche per gli utenti iberici la manicure semipermanente chiude il podio, seguita dagli appuntamenti per ridisegnare e sfoltire le sopracciglia e dalle prenotazioni di  pedicure a prova di sandali.

In Francia e Germania a spuntarla è il taglio maschile , trattamento più prenotato in entrambi i mercati. L’intero podio tedesco testimonia come per i teutonici una chioma in perfetto ordine sia prioritaria: dopo il taglio maschile, a registrare un boom di prenotazioni sono quello femminile , al secondo posto, e gli appuntamenti per tinte , colpi di sole e mèches . Appena al di sotto si posizionano, invece, le extension ciglia e la pedicure . La top 5 francese, invece, prosegue dividendosi tra la poltrona del parrucchiere e la cabina dell’estetista: oltralpe vicecapolista è la ceretta Hollywood , seguita dai tagli femminili , dalla manicure semipermanente e dalla ceretta alle gambe. Nel Regno Unito la vetta della classifica spetta alla ceretta Hollywood , mentre la medaglia d’argento va al taglio di capelli femminile . La top 5 prosegue testimoniando l’intenzione dei britannici di fare presto visita sia ai nail bar che ai parrucchieri: se la manicure semipermanente raggiunge la terza posizione, le tinte e il taglio uomo completano il ranking.

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Fase 2, Becchetti: “Con ‘economia civile’ meno rischi per l’ambiente e la salute” https://www.dire.it/13-05-2020/459781-fase-2-becchetti-con-economia-civile-meno-rischi-per-lambiente-e-la-salute/ Wed, 13 May 2020 17:18:13 +0000 https://www.dire.it/?p=459781

Leonardo Becchetti, co-fondatore Next, Nuova economia per tutti, intervistato dalla 'Dire', indica l'economia civile quale ricetta per il dopo coronavirus

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Leonardo Becchetti, co-fondatore Next, Nuova economia per tutti, intervistato dalla 'Dire', indica l'economia civile quale ricetta per il dopo coronavirus
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MILANO – ‘Economia civile in EduBox’: è questo il titolo dell’iniziativa, in diretta Facebook nel pomeriggio di giovedì 14 maggio alle 16.30 sulla pagina www.facebook.com/EventiDentroTutti/ per la presentazione del progetto ‘Dentro Tutti’ e del quaderno interattivo sulla ‘Economia Civile’ realizzato in collaborazione con ‘NexT – Nuova economia per tutti’.
All’evento parteciperanno Roberto di Giovan Paolo, presidente, SmemoLab, Leonardo Becchetti, cofondatore di Next, Luca Raffaele, direttore generale Next, Gianfranco Cattai, presidente Focsiv, Sergio Bellucci, giornalista e scrittore.

“L’Economia Civile- scrivono gli organizzatori nella presentazione dell’evento- non poteva che essere tra i primi argomenti affrontati per l’importanza che riveste nella vita quotidiana di ciascuno in termini di scelte di consumo e di criteri di sviluppo e nella creazione di consapevolezza in ottica di cittadinanza attiva. Da qui la collaborazione con ‘Next – Nuova economia per tutti’ nella realizzazione del quaderno interattivo della collana EduBox di Dentro Tutti, alla cui presentazione è dedicato questo evento”.

“Nei prossimi mesi- aggiungono- con NexT si passerà alla costruzione di un padiglione tematico virtuale sull’Economia Civile all’interno della piattaforma Dentro Tutti, che sarà presentata dopo l’estate”.

‘Dentro Tutti’ è il network del “pensiero positivo”, ideato da ‘SmemoLab’ e realizzato in collaborazione con gli attori primari del terzo settore per facilitare la conoscenza dei grandi temi dell’educazione civica e civile da parte delle nuove generazioni in stretto rapporto con scuola, università e famiglie.

ROMA – Usciremo migliori dalla pandemia? “Dipendera’ dalla qualita’ delle nostre risposte: la crisi ci ha insegnato che dobbiamo stare attenti ai rischi ambientali e sanitari, quindi una ripresa resiliente significa dare preferenza alle attivita’ che danno lavoro e valore riducendo i rischi ambientali e sanitari”. Cosi’ il professore Leonardo Becchetti, co-fondatore Next, Nuova economia per tutti, intervistato dalla ‘Dire’, indica l’economia civile quale ricetta per il dopo coronavirus.

Giovedì 14 maggio, dalle 16.30 alle 17.30, nell’ambito del progetto “Dentro tutti”, su questo tema ci sara’ un interessante confronto – a distanza- sulla pagina facebook di Dentro tutti.org: oltre a Becchetti interverranno, Roberto Di Giovanpaolo, presidente di Smemolab, Luca Raffaele, direttore di Next, Gianfranco Cattai, presidente Focsiv e il giornalista Sergio Bellucci.

L’obiettivo, sottolinea, e’ favorire “l’impresa che crea valore, che non massimizza solo il profitto, ma si preoccupa dell’impatto di quello che fa”. Quindi puntare “non solo alla crescita del Pil ma al benessere multidimensionale, che- spiega- e’ fatto di salute, ambiente, lavoro che sintetizziamo con la parola generativita’: studi sulla felicita’ ci dicono che le persone sono felici se la loro vita e’ generativa”.

E poi altro pilastro del concetto di economia civile e’ la “la politica economica fatta di quattro mani, quindi non solo lo stato e il mercato, ma c’e’ assoluto bisogno della cittadinanza attiva e delle imprese responsabili. La pandemia ce lo insegna: non usciamo dal covid-19 senza la collaborazione e le tante azioni di responsabilita’ sociale dei cittadini”.

Come arginare le conseguenze economiche? “Dobbiamo cogliere l’opportunita’ e guardare bene la situazione perche’ il 60% delle famiglie ha visto aumentare i propri risparmi, stando a casa e senza perdere il lavoro, per cui bisogna concentrare l’attenzione sulle famiglie in difficolta’, attraverso il reddito di emergenza e poi puntando- dice ancora Becchetti– sulle imprese che lavorano nei settori che sono andati davvero in difficolta’ quindi turismo, trasporti ed eventi”.

L’ultima mossa dipende da tutti noi: “se i cittadini, che sono stati diligenti nella emergenza, usano la stessa responsabilita’ votando con il portafoglio, cioe’ premiando le aziende che creano valore sostenibile, il mondo cambia da domani, perche’ il mercato e’ fatto da domanda e offerta e noi siamo la domanda. Un esempio molto bello di questi giorni e’ la piattaforma che abbiamo creato per acquistare i prodotti delle aziende piu’ sostenibili: le vendite sono aumentate del 300% in questo periodo, i cittadini hanno risposto con le loro scelte, hanno premiato prodotti di qualita’ che avessero anche un contenuto di responsabilita’”.

DI GIOVANPAOLO (SMEMOLAB): PUNTIAMO ALL’ECONOMIA CIVILE

Presentazione in diretta Facebook del progetto ‘Dentro tutti’ e del quaderno sull’economia civile. Roberto Di Giovanpaolo, presidente di SmemoLab, intervistato dalla ‘Dire’, spiega che ‘Dentro tutti’ e’ “un progetto di pensiero positivo, e’ un’impresa sociale, formata da MCLAB, che da molto tempo lavora sui temi della responsabilita’ sociale delle aziende, dal gruppo Smemoranda, l’agenda che dal 19977 in tanti conosciamo, e il gruppo Zelig, uno dei pilastri della comicita’ e non solo, dello spettacolo in Italia”.

“Ci siamo messi insieme- spiega- perche’ pensiamo sia importante occuparsi dell’educazione civica, che sara’ sperimentata a scuola l’anno prossimo e poi diventera’ nuova materia, e anche di educazione civile”. Con questa pandemia “abbiamo accelerato le nostre attivita’ digitali, a disposizione di insegnanti, studenti e di tutti i cittadini, si trovano in www.dentrotutti.org e nel museo di Smemoranda che e’ l’unico museo virtuale tra i musei di azienda”.

Il 14 maggio alle 16.30 ci sara’ un incontro su Facebook sul tema dell’economia civile, trasmesso sul sito di ‘Dentro tutti’, in occasione del quale, prosegue Di Giovanpaolo, “presentiamo il quaderno sull’economia civile con Leonardo Becchetti, con contributi di Luca Raffaele e Sergio Bellucci e con il responsabile della Focsiv, Gianfranco Cattai, cioe’ del mondo del volontariato e del terzo settore che e’ il nostro punto di riferimento”.

Per il presidente di SmemoLab “il punto e’ arrivare presto a costituire una comunita’, potenziale di 10 milioni, per dire che si puo’ fare si puo’ fare informazione responsabile, si puo’ fare anche business responsabile civilmente e noi presentiamo una platea circa di 10 milioni di persone che, a partire dal loro smartphone, vogliono conoscere cose nuove e vogliono conoscere cosa rilevanti, come la Costituzione con contributi di personaggi importanti e guardando anche comici e rapper”.

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Dl Maggio, Pella (Anci): “Ai comuni servono 5 miliardi e manager per la salute” https://www.dire.it/06-05-2020/456851-dl-maggio-pella-anci-ai-comuni-servono-5-miliardi-e-manager-per-la-salute/ Wed, 06 May 2020 17:45:40 +0000 https://www.dire.it/?p=456851

Roberto Pella, deputato di Forza Italia e vicepresidente Anci, intervistato dalla Dire

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Roberto Pella, deputato di Forza Italia e vicepresidente Anci, intervistato dalla Dire
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ROMA – “Noi chiediamo al governo delle forti risorse, parliamo di almeno 5 miliardi di euro che saranno fondamentali e indispensabili per i mancati introiti che avremo nei nostri bilanci, ma anche per quelle che saranno le esigenze del tessuto sociale e dei nostri cittadini” dice Roberto Pella, vicepresidente Anci e deputato Fi, nella videointervista rilasciata all’agenzia Dire.

“Mi auguro che in questo provvedimento molto corposo che il governo sta mettendo a punto possano trovare spazio le nostre richieste, non abbiamo campato numeri a caso, ma riteniamo che 5 miliardi siano una cifra minima per dare la possibilita’ ai comuni di essere al centro del rilancio dell’economia”, sottolinea.

“Noi sindaci siamo in prima linea e stiamo gia’ lavorando su quella che sara’ la ripartenza economica con i suggerimenti che abbiamo fatto avere al presidente Conte attraverso la cabina di regia degli enti locali e delle regioni”, prosegue.

I comuni “hanno gia’ messo in circolazione i 400 milioni che ci sono stati dati dal governo per quelle che erano le prime necessita’ alimentari per le famiglie bisognose. Noi sindaci- ricorda- rivestiamo una importanza strategia per spingere la ripresa sul territorio”.

Percio’ “le nostre istanze sono molto chiare, non hanno una caratterizzazione politica ma sono condivise da tutti gli amministratori, di destra e di sinistra”, conclude il primo cittadino di Valdengo.

“UN MANAGER PER LA SALUTE NEI COMUNI”

Un manager per le politiche della Salute in grado di coordinare l’azione dei sindaci e mettere ordine tra le competenze degli assessorati. La proposta arriva da Roberto Pella, deputato di Forza Italia e vicepresidente Anci.

“Il 20 aprile scorso- spiega in una intervista all’agenzia Dire via Skype- a firma del presidente dell’Health City Institute Andrea Lenzi, del segretario generale CittadinanzAttiva Antonio Gaudioso, del direttore Area welfare del Censis Ketty Vaccaro e del presidente dell’Istituto per la Competitivita’ I-Com, Stefano da Empoli, abbiamo lanciato un appello per assicurare, in una governance multilivello tra autorita’ sanitarie locali, Regioni e Governo, un maggiore coinvolgimento del sindaco nell’attuazione delle politiche per il governo della salute”.

L’obiettivo e’ “sviluppare programmi di sorveglianza sulla prevenzione delle malattie trasmissibili ma anche sulla definizione dei piani di contenimento e sul monitoraggio delle questioni relative alla biosicurezza attraverso il controllo dei fattori inquinanti. Anche integrando nello staff dei primi cittadini- suggerisce Pella– la figura dell’health city manager. Un professionista, cioe’, in grado di coordinare e implementare le azioni per la salute pubblica interfacciandosi con professionalita’ come medici, sociologi, statistici, epidemiologi e altri specialisti necessari a guidare efficacemente le azioni pubbliche per la salute”, dice Pella.

La proposta e’ stata approvata dal comitato delle regioni dei 27 Paesi europei e ha ottenuto “un finanziamento dal ministro Spadafora per coinvolgere i giovani in questo progetto“, conclude il vicepresidente Anci.

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Coronavirus, Bevilacqua: “Sul ritorno a lavoro norme vaghe, rischio vertenze” https://www.dire.it/05-05-2020/456201-coronavirus-bevilacqua-sul-ritorno-a-lavoro-norme-vaghe-rischio-vertenze/ Tue, 05 May 2020 17:34:23 +0000 https://www.dire.it/?p=456201 bevilacqua

Nunzio Bevilacqua, giurista d'impresa ed esperto di economia internazionale, intervistato dall'agenzia Dire

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Nunzio Bevilacqua, giurista d'impresa ed esperto di economia internazionale, intervistato dall'agenzia Dire
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ROMA – La denuncia del nuovo presidente di Confindustria Carlo Bonomi sul rischio da parte degli imprenditori che stanno riaprendo le attivita’ e che temono vertenze di dipendenti che si ammalano, e’ legata ad una “mancata chiarezza delle nostre norme di emergenza, sempre piuttosto vaghe ed inclini a interpretazioni estensive” dice Nunzio Bevilacqua, giurista d’impresa ed esperto di economia internazionale, intervistato dall’agenzia Dire.

“C’e’ il rischio che se dovesse succedere qualcosa di spiacevole ad un dipendente- osserva- ci potrebbe essere una causa, quindi l’imprenditore sarebbe doppiamente bastonato perche’ da una parte decide di riaprire con norme non chiare, dall’altra si espone ad eventuali vertenze future. Questa e’ la tragica realta’ in cui si stanno trovando molti imprenditori”.

Per la ripresa della fase due c’e’ un po’ di delusione, forse- prosegue Bevilacqua- ci si aspettava risposte piu’ chiare per il settore imprenditoriale vista l’imponente messa in campo di task force tecniche. Piu’ che suddividere le attivita’ per codici Ateco a livello nazionale, con una sorta di ‘discriminazione’ che e’ sembrata rappresentare una posizione centralista, forse bisognava vedere il tessuto regionale per capire quali erano le aperture da affettuare e quali no“.

“Invece alcune attivita’ produttive sono state considerate pericolose anche in aree del Paese dove il rischio contagio era inferiore rispetto ad altre regioni. Al di la’ dell’aspetto della salute- aggiunge Bevilacquac’e’ anche la necessita’ di non far chiudere aziende e microaziende, il che significherebbe ritagliarsi un po’ al dettato costituzionale”.

Quanto agli aiuti di Stato che potrebbe ottenere l’Italia “c’e’ da fare una differenza tra i finanziamenti a condizioni di mercato e a fondo perduto. Il sistema che sta uscendo e’ forse altamente distorsivo e voluto dalla Germania. Facendosi carico di una massa imponente di aiuti di Stato, perche’ se lo puo’ permettere a livello interno, la Germania creera’ distorsione nella concorrenza di mercato a favore delle aziende tedesche. Dobbiamo ricordarci di quanto noi abbiamo contribuito al sistema a fini solidaristici, il principio di solidarieta’ europea non deve essere quindi monodirezione verso i Paesi dell’est ma nei momenti di emergenza anche a fondo perduto per l’Italia. E’ una sorta di premio assicurativo nei confronti dei sinistri: abbiamo pagato i premi assicurativi per anni, oggi probabilmente e’ avvenuto il nostro sinistro che dovrebbe essere in una certa parte indennizzato dalla cassa europea, senza gravare sul nostro debito pubblico”.

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Imprese, Esposito: “Con Wlea supporto per richieste prestiti a banche” https://www.dire.it/29-04-2020/454126-imprese-esposito-con-wlea-supporto-per-richieste-prestiti-a-banche/ Wed, 29 Apr 2020 17:40:20 +0000 https://www.dire.it/?p=454126

Luigi Giuseppe Esposito, economista ed esperto aziendalista, e' il direttore generale di World Law Economics and Architecture (Wlea), un'associazione multisciplinare che si occupa di assistenza alle imprese, pubbliche e private, con un approccio integrato e multidisciplinare

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Luigi Giuseppe Esposito, economista ed esperto aziendalista, e' il direttore generale di World Law Economics and Architecture (Wlea), un'associazione multisciplinare che si occupa di assistenza alle imprese, pubbliche e private, con un approccio integrato e multidisciplinare
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ROMA – “Dopo due mesi di lockdown, molte migliaia di pmi al Nord, al Centro e al Sud, senza aiuto delle banche non riusciranno a ripartire, e con loro rischia di fermarsi una parte pulsante dell’economia italiana. Mancati incassi e debiti crescenti hanno portato un momentaneo disequilibrio finanziario da rimettere in sesto”. Lo dice in una intervista all’agenzia Dire Luigi Giuseppe Esposito, economista ed esperto aziendalista, direttore generale di World Law Economics and Architecture (Wlea), un’associazione multidisciplinare che si occupa di assistenza alle imprese, pubbliche e private, con un approccio integrato e multidisciplinare.

“Senza dubbio il decreto Liquidita’ del governo Conte agevola il nostro compito, che e’ quello di aiutare le imprese, perche’ ci consente di realizzare subito due obiettivi: favorire l’accesso ad un credito in proporzione al fatturato, e utilizzare per tutto il periodo di preammortamento questi fondi, con una restituzione non prima di 24 mesi”, spiega.

“Per noi- sottolinea- non e’ un qualsiasi lavoro, ma una missione: aiutare l’impresa a fare impresa. La storia degli ultimi venti anni, piuttosto difficile per gli operatori economici, ci ha stimolato ad avere una visione professionale chiavi in mano in modo da assistere il cliente su diversi piani, anche se spesso i problemi piu’ ricorrenti sono quelli di accesso al sistema del credito”.

Il successo di un’impresa, ricorda Esposito, e’ dato “dalla genialita’ dell’idea e dal carburante per farla partire, la prima la mette l’imprenditore, la seconda dovrebbe dargliela in prestito una banca. Quando si usa dire che le banche danno i soldi solo a chi ce li ha, si dice il vero. Eppure un grande imprenditore, di solito, parte dal nulla”, conclude.

Dopo il decreto Liquidita’, per garantire i prestiti alle imprese “siamo riusciti ad attivare in pochi giorni uno ‘sportello’ al servizio della clientela e di tutti gli operatori che hanno necessita’ di credito”, spiega Esposito in una intervista all’agenzia Dire.

Un sistema di assistenza alle imprese, quello Wlea, che consente “di portare per mano in banca l’imprenditore, arrivando rapidamente alla delibera di erogazione, semplificando il lavoro sia a monte, con i clienti, che a valle, con gli istituti eroganti”.

Esposito, con il suo team, ha strutturato una piattaforma online: “Siamo riusciti a ridurre notevolmente gli sforzi della clientela sotto ogni profilo, anche logistico, in modo da permettere una valutazione immediata delle potenzialita’ di accesso al credito e la calibratura della richiesta che possa essere sostenibile e attuabile. Basta andare sul sito www.garanziadellostato.com, si compila la scheda e prima ancora dell’incarico definitivo si ottiene un primo feedback”.

In caso di esito positivo “il cliente dovra’ recarsi solo in due occasioni in banca: per la sottoscrizione della richiesta di prestito e, successivamente, al momento dell’erogazione del finanziamento per ottenere il versamento sui conti correnti”.

Per le erogazioni fino a 25 mila euro l’istruttoria viene definita in “qualche giorno”. Per le erogazioni di importi superiori “si tratta di qualche settimana: dipende molto dalla capacita’ aziendale di produrre tutta la documentazione sufficiente“, conclude Esposito.

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Coronavirus, Ferrieri (Angi): “Fondo emergenza per startup e giovani” https://www.dire.it/28-04-2020/453615-coronavirus-ferrieri-angi-fondo-emergenza-per-startup-e-giovani/ Tue, 28 Apr 2020 17:33:09 +0000 https://www.dire.it/?p=453615

L'Angi, l'Associazione Nazionale Giovani Innovatori, ribadisce le sue proposte a sostegno di imprese, startup, turismo e sanita'

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L'Angi, l'Associazione Nazionale Giovani Innovatori, ribadisce le sue proposte a sostegno di imprese, startup, turismo e sanita'
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ROMA – Per limitare l’impatto della crisi economica provocata delle misure di contenimento del Covid-19 occorrono misure e provvedimenti straordinari da parte del Governo e dell’Unione Europea. L’Angi, l’Associazione Nazionale Giovani Innovatori, ribadisce le sue proposte a sostegno di imprese, startup, turismo e sanita’.

Intervistato dall’Agenzia Dire, il presidente Gabriele Ferrieri, spiega: “In questa situazione di emergenza sanitaria l’appello della nostra organizzazione, rivolto alla ministra dell’Innovazione Paola Pisano, al ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli e al Governo presieduto dal premier Conte, mira proprio a far si’ che l’innovazione possa essere un punto di svolta, perche’ questa emergenza, purtroppo, ha messo in evidenza tantissime lacune del nostro sistema Italia, a cominciare dalla formazione e dalla didattica a distanza. Il tema della connessione internet che manca a oltre 11 milioni di famiglie e oltre il 20% degli studenti che ha dichiarato di non riuscire a seguire la didattica on-line dimostrano chiaramente l’inefficienza di questo sistema che in questa situazione di emergenza ha risposto ma in modo limitato”.

Pertanto, continua Ferrieri, nel nostro ‘decreto connessioni’ noi abbiamo lanciato delle proposte: abbiamo inserito il tema della stabilizzazione digitale permettendo a tutte le famiglie di poter accedere all’utilizzo della connessione internet e una ottimizzazione delle infrastrutture, dalla fibra alla connessione veloce, specialmente nell’area del Sud, a fronte anche di alcune opere pubbliche e di investimenti che purtroppo sono stati manchevoli nell’ultimo periodo. Proponiamo anche di mettere al centro il tema delle imprese quando, al di la’ del tema liquidita’ e dei sostegni, molte sono le societa’ in difficolta’ in particolare le startup. Su questo noi abbiamo lanciato l’idea di un Fondo di emergenza per le imprese innovative per poter sostenere le eccellenze di questi giovani talenti che pero’, per la fragilita’ stessa di queste realta’, hanno bisogno di un supporto importante”.

L’Angi chiede al Governo anche un taglio drastico della fiscalita’. “All’interno di quello che e’ il nostro ‘decreto innovazione’ – continua il presidente- abbiamo chiesto ad esempio di aumentare tutte quelle che sono le detrazioni fiscali, in particolar modo il credito d’imposta su ricerca e sviluppo, in modo tale che le grandi aziende possono essere agevolate a investire i loro capitali all’interno di questi nuovi paradigmi tecnologici e soprattutto poter mettere a disposizione misure e provvedimenti straordinari per il comparto del turismo. Noi abbiamo sottoscritto il manifesto ‘Ripartiamo dall’Italia’, promosso da alcune delle piu’ importanti associazioni del turismo, che rappresenta oltre il 15% dell’occupazione italiana. Abbiamo chiesto la possibilita’ di dare dei sostentamenti, dei contributi a fondo perduto per tutti i professionisti e per le imprese del settore considerando anche tutte le attivita’ accessorie che il comparto rappresenta”.

Infine, sul tema giovani, Ferrieri avverte la “disillusione”, la “necessita’ di avere un supporto”. I giovani in Italia, conclude, “gia’ prima erano in difficolta’ e lo sono ancora di piu’ in questo momento che, in base a tutti gli indici economici, fa vedere un calo davvero grave del prodotto interno lordo del nostro Paese cosi’ come in tutta l’Eurozona. Se questo comportera’ un’ulteriore disoccupazione, e soprattutto la mancanza di investimenti da parte delle imprese, questo si ripercuotera’ chiaramente in modo importante sulle nuove generazioni che invece con grande entusiasmo studiano cercano di trovare il loro spazio nel mondo. Pertanto il nostro appello e’ rivolto alle Istituzioni per cercare di mettere a disposizione tutti gli strumenti per i giovani partendo proprio da quelle che sono state le nostre proposte sia con il ‘decreto connessioni’ che con il ‘decreto innovazione'”.

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Covid-19, bilanci familiari a rischio per 3,7 milioni di lavoratori https://www.dire.it/17-04-2020/448449-covid-19-bilanci-familiari-a-rischio-per-37-milioni-di-lavoratori/ Fri, 17 Apr 2020 12:48:19 +0000 https://www.dire.it/?p=448449 famiglia

È quanto emerge dall’analisi
della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

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È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro
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ROMA – La sospensione, anche se temporanea, delle attività produttive per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha, fra le altre cose, causato per 3,7 milioni di lavoratori il venir meno dell’unica fonte di reddito familiare. Ad essere più colpite le coppie con figli (1.377 mila, 37%) e genitori “soli” (439 mila, 12%) con il rischio di non riuscire a fronteggiare le spese quotidiane.

Un dato preoccupante se si considera che ben il 47,7% dei lavoratori dipendenti dei settori “che hanno chiuso” guadagnava meno di 1.250 euro mensili e il 24,2% si trova addirittura sotto la soglia dei mille euro. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “COVID-19: aumentano le famiglie in ristrettezza economica”. Ad essere coinvolta, oltre ai ceti più deboli a rischio (o già in) povertà, è anche la vasta platea di lavoratori a reddito medio-basso, per la quale l’assenza di reddito anche per un solo mese può determinare una situazione di grave disagio.

Tra i profili sociali in bilico ci sono, poi, i giovani che rischiano di scontare un notevole disagio: stipendi più bassi (oltre il 60% della popolazione 25-29 anni abitualmente non supera i 1.250 euro), dovuti alla minore anzianità lavorativa, vuol dire per gli under 30 anche una inferiore disponibilità di risparmio da poter utilizzare in questa fase emergenziale. Meno critica, in generale, potrebbe sembrare la situazione di altre popolazioni, come ad esempio quella delle donne, più largamente occupate nella Pubblica Amministrazione. Tuttavia, se osserviamo la sub-popolazione degli occupati costretti a casa dall’emergenza sanitaria, scopriamo che 2,5 milioni di donne (in particolare le addette nelle attività di vendita e le occupate part time) sono per 2/3 (65,8%) al di sotto di uno stipendio di 1.250 euro al mese contro il 36% dei maschi.

Da un punto di vista territoriale è al Sud che si ha la maggiore concentrazione di disagio con una incidenza, tra i lavoratori dipendenti temporaneamente senza lavoro, dei monoreddito, pari al 49,6% (contro il 35,2% dei residenti del Centro e il 34,3% del Nord Italia). La situazione appare più critica tra gli autonomi: non solo la quota di quanti non lavorano per effetto delle chiusure da COVID-19 è più alta (55% contro il 38,2% dei dipendenti), ma tra questi ultimi è più elevata anche la percentuale di chi vive in famiglie monoreddito (sono il 42% contro il 38% dei dipendenti), e dove pertanto nei mesi in questione viene a mancare l’unica fonte di reddito familiare. “I provvedimenti adottati a tutela della salute pubblica hanno esposto a maggiore rischio proprio i lavoratori meno qualificati e a più basso reddito, che avrebbero invece avuto bisogno di più tutele.

Si pensi alla chiusura dei comparti manifatturieri, al lavoro artigiano e operaio, all’edilizia o al commercio”, ha dichiarato la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone. “Al contrario chi ha potuto contare sulla continuità lavorativa tramite smart working sono stati soprattutto i lavoratori della conoscenza, impiegati e quadri di aziende pubbliche e private, professioni a più alta qualificazione, che vantano titoli di studio e redditi più elevati.

In tale ottica, l’emergenza COVID-19 sta avendo a livello occupazionale un vero e proprio effetto divaricante, amplificando il disagio sociale in quei segmenti socio-territoriali che già si trovavano in condizioni economiche molto precarie e mettendo in grande difficoltà anche quella vasta platea di famiglie abituata a gestire con grande oculatezza il proprio bilancio mensile e che non può contare su una riserva di risparmio sufficiente a garantire la copertura da eventuali rischi o emergenze come l’attuale”, ha poi concluso.

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Coronavirus, Buttaroni (Tecnè): “Con ripartenza a maggio pil -5,5%, rischiamo 5 milioni di poveri in più” https://www.dire.it/16-04-2020/448013-coronavirus-buttaroni-tecne-con-ripartenza-a-maggio-pil-55-rischiamo-5-milioni-di-poveri-in-piu/ Thu, 16 Apr 2020 12:33:53 +0000 https://www.dire.it/?p=448013

Carlo Buttaroni, presidente di Tecne', Istituto di ricerca, sondaggi e analisi strategiche, intervistato dall'agenzia Dire

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Carlo Buttaroni, presidente di Tecne', Istituto di ricerca, sondaggi e analisi strategiche, intervistato dall'agenzia Dire
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ROMA – “Ci troviamo in una situazione che non e’ mai stata registrata in precedenza, non e’ paragonabile con la crisi del 2008 ne’ a quella del ’29, ci troviamo di fronte a un evento esterno al sistema economico che e’ violentissimo, ma anche di durata limitata. Per tutte le economie la vera sfida e’ non compromettere il sistema produttivo in modo da incrociare il rimbalzo quando sara’ finita l’emergenza e recuperare il terreno il piu’ velocemente possibile” dice Carlo Buttaroni, presidente di Tecne’, Istituto di ricerca, sondaggi e analisi strategiche, nell’intervista all’agenzia Dire.

“Abbiamo elaborato una serie di scenari rispetto a quando potremo tornare a una data di semi normalita’, ossia quando l’80 per cento delle nostre attivita’ potranno ripartire. Questi scenari comprendono 3 date: il 15 maggio, il 15 giugno e il 15 luglio“, spiega.

Quale sara’ l’impatto sul sistema economico e sociale? Se la fase 2 iniziasse “il 15 maggio l’Italia perderebbe il 5,5% del pil, 97 miliardi in termine di volume. Se dovessimo tornare alla normalita’ il 15 di giugno il pil calerebbe del 10,4 per cento, grosso modo lo stesso scenario tratteggiato del Fmi, pari a -186 miliardi”. Infine, con la ripartenza in estate inoltrata la perdita sarebbe di 260 miliardi.

Sul versante dell’occupazione la crisi innescata dall’emergenza Covid puo’ generare “ricadute molto pesanti. Ragionando senza considerare quanti posti di lavoro verranno assorbiti dalla cassa integrazione, noi stimiano una perdita di posti che va da 1,4 a 6,4 milioni“.

La forbice e’ legata alla ‘fase 2’, ipotizzata tra il 15 maggio e il 15 luglio: “Rischiamo di trovarci di fronte a un ambiente sociale ed economico completamente diverso, che cambia in 4 mesi e produce quasi 5 milioni di poveri in piu'”, sottolinea il presidente di Tecne’.

“Il punto fondamentale- prosegue Buttaroni- e’ questo: cosi’ come questa crisi e’ veloce e violenta, noi altrettanto dobbiamo essere veloci e potenti nelle risposte“.

Le pmi a rischio di default finanziario possono essere nello scenario peggiore 1,7 milioni, noi perderemmo cosi’ il 27 per cento della nostra capacita’ produttiva in soli 4 mesi, quando abbiamo perso meno del 25 per cento in 4 anni nella crisi del 2008, questo per ribadire che dobbiamo essere veloci nella risposta”, sottolinea.

Secondo Buttaroni “abbiamo una probabilita’ del 39 per cento che nasca una crisi sociale acuta, con una ricaduta pesante sul lavoro si rischia che le persone non abbiano i soldi per fare la spesa. Questo farebbe scattare la protesta e un ulteriore allontanamento dalle istituzioni”.

Il rischio di conflittualita’ sociale e’ molto alto– continua- ci potremmo trovare di fronte a delle tensioni sociali cosi’ forti che mai abbiamo conosciuto in precedenza e per le quali forse non abbiamo gli anticorpi da un punto di vista normativo”.

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VIDEO | Dl imprese, Luciano Monti: “Tempi lunghi per credito, no crociate su Mes” https://www.dire.it/10-04-2020/446091-video-dl-imprese-luciano-monti-tempi-lunghi-per-credito-no-crociate-su-mes/ Fri, 10 Apr 2020 14:22:40 +0000 https://www.dire.it/?p=446091 luciano monti

Dire 'no' al Mes a tutti i costi è sbagliato, secondo l'economista e professore della Luiss Monti: "Abbiamo uno strumento, facciamo ricorso a quello, semplifichiamolo e cerchiamo di dare una corsia preferenziale a chi è più in difficoltà"

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luciano monti
Dire 'no' al Mes a tutti i costi è sbagliato, secondo l'economista e professore della Luiss Monti: "Abbiamo uno strumento, facciamo ricorso a quello, semplifichiamolo e cerchiamo di dare una corsia preferenziale a chi è più in difficoltà"
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ROMA – Le garanzie sui prestiti per le grandi imprese vanno dal 70 al 90 per cento quindi questo rafforzamento della liquidità “non sarà una misura che impatterà sull’economia domani, i tempi saranno abbastanza lunghi perchè comunque le banche una istruttoria sul merito creditizio la faranno”. E’ il giudizio di Luciano Monti, economista, professore alla Luiss di Politica economica europea, intervistato dal direttore della Dire via Skype. Anche per le pmi, la garanzia al 100 per cento si raggiunge con l’apporto dei Confidi, quindi “anche loro dovranno prendersi del tempo per le istruttorie”.

Insomma, il rischio che la “burocrazia” degli intermediari finanziari rallenti gli aiuti diretti alle imprese è concreto. Monti critica “l’intervento a tappeto del governo perchè- sostiene- ci sarebbero tutti gli strumenti per misurare l’impatto del Covid in maniera più attenta: noi abbiamo delle imprese che sono più colpite di altre, ad esempio quelle che non possono lavorare, sono ferme. E’ vero che c’è la cig, ma se pensiamo ai piccoli imprenditori, agli artigiani e ai commercianti loro sono i più colpiti“.

Inoltre ci “sono altri settori che pur non essendo sospesi accusano pesanti cali della domanda, come gli albergatori” e tutto il comparto dell turismo. Le imprese “in ‘codice rosso’ andrebbero tutelate di più, questa è la critica principale”.

Capitolo Europa. “Questa sorta di crociata contro il Mes e la posizione di bandiera” di Roma “verso gli eurobond è un po’ sterile perchè i tempi di attuazione di titoli comuni di debito sarebbero di diversi mesi“. Perciò sarebbe “molto più alla portata un Mes semplificato senza l’intervento della Trojka. Abbiamo uno strumento, facciamo ricorso a quello, semplifichiamolo e cerchiamo di dare una corsia preferenziale a chi è più in difficoltà”, conclude il docente della Luiss.

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Coronavirus, De Maio (Ang): “Tante opportunità per i giovani” https://www.dire.it/08-04-2020/445187-coronavirus-de-maio-ang-tante-opportunita-per-i-giovani/ Wed, 08 Apr 2020 18:52:24 +0000 https://www.dire.it/?p=445187

Intervista a Domenico De Maio, direttore generale dell'Agenzia nazionale per i giovani, ente governativo vigilato dalla Presidenza del Consiglio e dalla Commissione europea

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Intervista a Domenico De Maio, direttore generale dell'Agenzia nazionale per i giovani, ente governativo vigilato dalla Presidenza del Consiglio e dalla Commissione europea
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ROMA – Ben 44 radio locali con 600 giovani che le fanno andare in onda, ‘antenne sensibili’ in tutto il territorio nazionale. Ne parliamo con Domenico De Maio, direttore generale dell’Agenzia nazionale per i giovani, ente governativo vigilato dalla Presidenza del Consiglio e dalla Commissione europea.

“La nostra radio e’ una vera e propria radio digitale quindi c’e’ un’applicazione che si puo’ scaricare gratuitamente anche tramite il nostro sito agenziagiovani.it. Ha una programmazione h24 e’ fatta interamente da giovani, cosi’ sono nati 44 presidi sul territorio e attraverso la partecipazione, incontri, sviluppo di reti di associazioni giovanili si sono realizzati piu’ di 800 podcast, in questo modo i ragazzi possono anche ascoltarsi”.

Per quanto riguarda l’accesso ai programmi europei gestiti dall’Ang, prosegue De Maio “le regole sono le stesse per tutti i paesi d’Europa e anche le scadenze sono molto precise. Noi gia’ sappiamo che la prossima scadenza sara’ il 7 maggio e ce ne sara’ un’altra il primo ottobre e basta andare sul nostro sito per avere tutte le informazioni necessarie. Sono due i programmi: uno Erasmus Plus, diventato un programma piu’ ampio non solo universitario. Il Corpo europeo di solidarieta’, un programma molto centrato sul volontariato rivolto ad associazioni ma anche a piccoli gruppi di 5 ragazzi che presentano un’idea di solidarieta’ sul territorio e possono accedere al finanziamento di sette-ottomila euro”.

Per questi progetti l’Ang sta realizzando dei veri e propri corsi: “Noi spieghiamo concretamente come si accede alla piattaforma- dice De Maio– come si costruisce un budget e come si sviluppa un’idea”. Per l’Ang e’ fondamentale “partire dal basso, dare voci a tutti i ragazzi che senza aspettare stanno facendo solidarieta’ europea, come protagonisti della prossima ripartenza”.

Pensare ai giovani chiusi in casa, dar loro sostegno e spingerli a mettersi in gioco partecipando ai bandi europei a loro riservati. Domenico De Maio, direttore generale dell’Agenzia nazionale per i giovani, ente governativo vigilato dalla Presidenza del Consiglio e dalla Commissione europea, gestisce progetti importanti come Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarieta’.

L’Ang, spiega De Maio “e’ riuscita fin da subito a mettere in campo procedure per mantenere operativa la struttura, e per questo ringrazio tutte le parti sociali, la struttura sta lavorando 100% in smart working”.

In particolare sul Corpo europeo di solidarieta’, che prevede la partecipazione di volontari sia italiani verso l’estero sia stranieri in Italia in una prima fase abbiamo gestito piu’ di quattrocento comunicazioni in un tempo anche molto contingentato, tante casistiche, e siamo riusciti a far entrare tutti i volontari legati a progetti che finanziamo noi. Pero’ mi piace anche raccontare di un numero importante di volontari che hanno deciso di rimanere sia in Italia, sia italiani che sono rimasti all’estero per continuare i loro progetti sul territorio di solidarieta’. Abbiamo circa 200 ragazzi stranieri, in questo momento, provenienti da tanti paesi d’Europa che stanno sostenendo le comunita’ italiane”.

L’Agenzia nazionale per i giovani spinge anche sul fronte dei bandi europei, gestendo in rete tutte le fasi di un possibile progetto: “Stiamo sviluppando anche dei moduli di formazione per i volontari stranieri, palestre di progettazione su come si accede ai nostri programmi, e registriamo una grande partecipazione”. L’invito e’ di andare sul sito dell’Ang https://www.agenziagiovani.it/ per scoprire tutti i progetti in scadenza e le modalita’ per partecipare.

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Inquinamento, l’ozono sull’Artico si sta esaurendo: mai valori così bassi dal 2011, torna ‘buco’ https://www.dire.it/08-04-2020/444674-inquinamento-lozono-sullartico-si-sta-esaurendo-mai-valori-cosi-bassi-dal-2011-torna-buco/ Wed, 08 Apr 2020 06:50:18 +0000 https://www.dire.it/?p=444674 artico

A dare l'allarme è il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams). che avverte: l'ultima diminuzione così forte è stata durante la primavera boreale 2011

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A dare l'allarme è il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams). che avverte: l'ultima diminuzione così forte è stata durante la primavera boreale 2011
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ROMA – Mai così poco ozono nell’Artico dal 2011. Talmente basso da formare un ‘buco’ nello strato che protegge la Terra dai raggi ultravioletti nocivi provenienti dal sole. E il valore si abbasserà ancora di più nel 2021. A raccontare cosa sta succedendo nell’Artico è il servizio Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams), spiegando che le colonne di ozono su gran parte dell’Artico hanno raggiunto valori bassi da record, e causato appunto la formazione di un ‘buco’ nello strato che protegge la Terra dai raggi ultravioletti nocivi provenienti dal sole. Cosa assai rara, per quella zona. Mentre il buco nell’ozono nell’Antartico si forma ogni anno durante la primavera australe, infatti, nell’Artico questo evento è molto raro, tanto che l’ultima volta che si è verificata una diminuzione di ozono chimico così forte sull’Artico è stata durante la primavera boreale 2011. E gli scienziati del Cams, alla luce di quanto accaduto, prevedono che l’esaurimento dell’ozono nell’Artico nel 2020 sarà ancora più forte.

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L’OZONO FORMA UNO SCUDO PER LA TERRA

Il monitoraggio del buco dell’ozono è importante poiché lo strato di ozono stratosferico funge da scudo, proteggendo tutta la vita sulla Terra da radiazioni ultraviolette potenzialmente dannose. Cams ha seguito da vicino l’insolita attività nello strato di ozono che si sta verificando in gran parte dell’Artico questa primavera e i suoi risultati mostrano che la maggior parte dell’ozono nello strato tra 80 e 50 ettopascal (hPa), a circa 18 chilometri di altitudine, è stata esaurita.

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Mentre ogni anno si sviluppa un buco nell’ozono sull’Antartico durante la primavera australe, i buchi di ozono nell’Artico sono rari, poiché le condizioni necessarie per una tale riduzione dell’ozono non si trovano normalmente nell’emisfero settentrionale. La stratosfera artica di solito è meno isolata rispetto alla sua controparte antartica, perché la presenza di masse terrestri e catene montuose ad alte latitudini nell’emisfero settentrionale disturba gli schemi meteorologici, rendendo il vortice polare più debole e perturbato.

“Le nostre previsioni suggeriscono che le temperature hanno iniziato ad aumentare nel vortice polare“, commenta Vincent-Henri Peuch, direttore del servizio di monitoraggio dell’atmosfera di Copernicus. “Ciò significa che la diminuzione dell’ozono rallenterà e alla fine si fermerà- dice Peuch- poiché l’aria polare si mescolerà con aria ricca di ozono da latitudini più basse. Cams continuerà a monitorare l’evoluzione del buco nell’ozono artico nelle prossime settimane. È molto importante mantenere gli sforzi internazionali per monitorare nel tempo gli eventi del buco dell’ozono e lo strato di ozono”.

COME SI FORMA IL BUCO?

Come si forma il ‘buco’? Le sostanze contenenti cloro e bromo si accumulano nel vortice polare dove rimangono chimicamente inattive nell’oscurità. Le temperature nel vortice possono scendere al di sotto di -78 gradi Celsius e possono formarsi cristalli di ghiaccio nelle nuvole stratosferiche polari, che svolgono un ruolo importante nelle reazioni chimiche. Mentre il sole sorge sopra il polo, l’energia del sole rilascia cloro chimicamente attivo e atomi di bromo nel vortice che distruggono rapidamente le molecole di ozono, causando la formazione del buco. Cams sta contribuendo agli sforzi internazionali per preservare lo strato di ozono monitorando e fornendo continuamente dati di alta qualità sul suo stato attuale, come riportare il più piccolo buco nell’ozono antartico in 35 anni lo scorso novembre. Le misurazioni dai satelliti sono combinate con i modelli computerizzati dell’atmosfera in modo simile alle previsioni meteorologiche.

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VIDEO | Coronavirus, Talamo: “No alla sospensione della trasparenza” https://www.dire.it/07-04-2020/444332-video-coronavirus-talamo-no-alla-sospensione-della-trasparenza/ Tue, 07 Apr 2020 13:05:16 +0000 https://www.dire.it/?p=444332

Intervista a Sergio Talamo, giornalista e docente di comunicazione trasparenza, coordinatore della speciale Commissione che per il ministero della Pubblica amministrazione si sta occupando della riforma della comunicazione pubblica

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Intervista a Sergio Talamo, giornalista e docente di comunicazione trasparenza, coordinatore della speciale Commissione che per il ministero della Pubblica amministrazione si sta occupando della riforma della comunicazione pubblica
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ROMA – La battaglia contro l’epidemia coronavirus non può portare alla sospensione della trasparenza e dell’accesso agli atti pubblici. Si parla di privacy, di tracciabilità dei dati dei cittadini per mappare i loro spostamenti, ma ci sono altri aspetti non meno importanti. Sergio Talamo, giornalista e docente di comunicazione trasparenza, coordina la speciale Commissione che per il ministero della Pubblica amministrazione si sta occupando della riforma della comunicazione pubblica.

Nel decreto ‘Cura Italia’ è stata introdotta una norma che sospende la trasparenza? “Dal 2016 l’Italia si è dotata del cosiddetto Foia, Freedom of information Act, che in pratica è la possibilità di accedere ad ogni atto e documento dell’amministrazione, un passo avanti importante rispetto al passato. A questo punto, in un momento in cui la domanda di informazione e sui controlli è molto forte, suscita qualche perplessità questa norma del ‘Cura Italia’ che stabilisce che le amministrazioni possono rispondere alle richieste di cittadini e giornalisti soltanto in casi di indifferibilità e urgenza. Ma questo della trasparenza totale è aspetto fondante del governo aperto, serve sia alla stampa per controllare le attività della pubblica amministrazione, sia al cittadino per svolgere un controllo anche di qualità sullo svolgimento dei servizi”.

Per Talamo la comunicazione è fatta anche di “interazione con il cittadino e del resto il governo ripete sempre che è necessario fare squadra, essere uniti… ecco, uniti significa anche essere tutti sulla stessa trincea del controllo dei servizi e dell’esercizio dei diritti”.
Come si può superare il rischio? “Come ha fatto la Funzione pubblica in un comunicato, dove ha spiegato che vanno differiti i termini dell’accesso documentale per un interesse specifico: ad esempio, ho fatto un concorso e voglio sapere quali sono gli atti che mi hanno escluso; ora, visto che i concorsi sono sospesi può anche essere sospeso l’accesso a questi atti. Ma se voglio sapere che cosa c’è dietro un appalto aggiudicato sarebbe importante essere avere una risposta nei termini previsti dalla legge“. Per questo, chiude sul punto Talamo “il suggerimento che mi sento di dare anche a nome dell’associazione Pa Social che comprende una rete estremamente ampia di comunicatori, di giornalisti che sono in prima linea in questi giorni nel rapporto con i cittadini, sarebbe quello di esercitare questa limitazione ai soli casi in cui l’accesso preveda un ricorso al cartaceo, non dove è possibile invece utilizzare il digitale, in perfetta coerenza con le circolari sullo smart working della ministra Fabiana Dadone”.

“TRASPARENZA PER BATTERE LE FAKE NEWS”

“L’altra faccia della medaglia della lotta alle fake news è proprio la massima applicazione della trasparenza, la massima apertura alle domande dei cittadini” dice Sergio Talamo.

C’è ancora molto da fare, spiega, perché la trasparenza è stata interpretata “più come un adempimento, fornitura di dati un po’ astratta che quasi non tiene in considerazione la domanda effettiva del richiedente. In questi anni poi la richiesta di trasparenza è stata anche un po’ troppo sbilanciata solo sull’anticorruzione, sui profili dubbi e opachi degli affidamenti delle gare. Invece la trasparenza è soprattutto uno strumento che noi cittadini abbiamo interesse a usare per avere un rapporto diretto con l’amministrazione pubblica.

Anche nella Commissione per la riforma della comunicazione pubblica che riguarda i social, nel momento in cui il cittadino comunica attraverso i social e dall’altra parte c’è un comunicatore, un giornalista che interagisce anche in tempo reale viene meno anche la formalità della trasparenza prevista dalle procedure, perché in pratica faccio una domanda e ottengo subito una risposta”.

 

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