Welfare – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Wed, 01 Jul 2020 16:42:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Spadafora: “Le Regioni facciano riprendere gli sport di contatto” https://www.dire.it/01-07-2020/480378-spadafora-le-regioni-facciano-riprendere-gli-sport-di-contatto/ Wed, 01 Jul 2020 16:42:40 +0000 https://www.dire.it/?p=480378

Il ministro auspica che le Regioni si assumano "una responsabilita' importante, cosi' come ho fatto io quando ho dato il mio ok"

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ROMA – “Finora in Abruzzo, Sicilia, Puglia, Liguria e Veneto gli sport di contatto sono gia’ ripresi, mentre in Lombardia ripartiranno il 10 luglio: mi auguro che tutte le altre Regioni seguano la stessa strada e diano a tutti nel piu’ breve tempo possibile l’opportunita’ di riprendere in sicurezza le attivita’“. Lo ha detto il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, nel corso di una diretta Facebook. Il ministro auspica che le Regioni si assumano “una responsabilita’ importante, cosi’ come ho fatto io quando ho dato il mio ok”.

Un via libera “che non e’ arrivato dal ministero della Salute– sottolinea- Io la mia parte l’ho fatta, mi spiace leggere che avrei scaricato la responsabilita’ su altri. Io ho lavorato per un protocollo da parte delle Regioni che e’ importante da rispettare; siamo per fortuna in democrazia e non essendo io un monarca non posso decidere in autonomia, tantomeno sulla parte sanitaria o sulle regioni, scavalcando il Governo nella sua interezza. Mi sono assunto le mie responsabilita’, gli altri devono fare altrettanto. Io ho espresso il mio parere favorevole”. 

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Cremona “simbolo di rinascita”: 15 bambini nati in 24 ore https://www.dire.it/30-06-2020/479651-cremona-simbolo-di-rinascita-15-bambini-nati-in-24-ore/ Tue, 30 Jun 2020 08:35:06 +0000 https://www.dire.it/?p=479651

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, posta la foto sui social: "Auguri alle mamme e ai papà"

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ROMA – In 24 ore sono nati 15 bambini all’Ospedale di Cremona, una delle città epicentro del Covid. “Auguri alle mamme e ai papà. Posso solo immaginare cosa sia stato vivere l’attesa dentro settimane di terribile emergenza. La vita riprende e questa foto è un simbolo della speranza di rinascita, parla più di tante parole”, scrive su Facebook il segretario del Pd, Nicola Zingaretti postando la foto dei neonati.

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Aggressione omofoba a Pescara: “Sei gay”, e lo picchiano a sangue https://www.dire.it/28-06-2020/479398-aggressione-omofoba-a-pescara-sei-gay-e-lo-picchiano-a-sangue/ Sun, 28 Jun 2020 15:11:29 +0000 https://www.dire.it/?p=479398

L'aggressione è avvenuta giovedì notte, proprio durante le celebrazioni del Pride

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ROMA – Era in compagnia del suo fidanzato quando è stato aggredito da sette persone “dal marcato accento locale”, tra cui una ragazza. Prima gli insulti omofobi, poi il litigio, infine la scarica di pugni che gli ha rotto la mascella e lo ha fatto finire in ospedale. E’ quello che è accaduto a un ragazzo di 25 anni, a Pescara. L’aggressione risale a giovedì notte, proprio mentre erano in corso le celebrazioni del Pride, dedicato ai diritti delle persone omosessuali.

A riportare la notizia è il quotidiano ‘Il Centro’, che ha raccolto anche i commenti della vittima: “Non perdono i miei aggressori, mi fanno solo tanta pena”.

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VIDEO | Migranti, Zampa: “Paura dei criminali, non di bimbi e donne” https://www.dire.it/26-06-2020/479126-video-migranti-zampa-paura-dei-criminali-non-di-bimbi-e-donne/ Fri, 26 Jun 2020 16:24:13 +0000 https://www.dire.it/?p=479126

Nel mondo gli sfollati sono 70 milioni. Arriva la guida dell'Oms contro violenza e infortuni

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Nel mondo gli sfollati sono 70 milioni. Arriva la guida dell'Oms contro violenza e infortuni
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ROMA – “Noi dobbiamo avere paura dei criminali e non delle bambine e delle donne che sono in migrazione e che chiedono di essere accolte in Europa. Non dobbiamo lasciare i migranti nell’illegalità e nell’irregolarità”. Lo dichiara alla Dire Sandra Zampa, sottosegretaria di Stato alla Salute, in occasione della conferenza stampa di presentazione della Guida tecnica dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulle ‘Strategie e gli interventi per la prevenzione e la risposta alla violenza e agli infortuni tra i rifugiati e i migranti’.

Sono oltre 70 milioni le persone sfollate in tutto il mondo a causa di persecuzioni, conflitti e violenza. Un dato che nel 2019 ha raggiunto il massimo dalla seconda guerra mondiale. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha riferito che i 49 Paesi della propria regione europea alla fine del 2018 hanno ospitato più di 6,47 milioni di rifugiati, oltre 1,24 milioni di richiedenti asilo, 2,71 milioni di sfollati interni e più di 0,5 milioni di apolidi.

Nel documento elaborato dall’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà (Inmp), in qualità di Centro collaboratore dell’Oms, vengono delineati i fenomeni della violenza e degli infortuni al momento della partenza, del viaggio e dell’arrivo. Inoltre, vengono fornite opzioni sulle politiche (non solo sanitarie) da intraprendere per prevenire e contrastare la violenza e gli infortuni in questi gruppi di popolazione.
“La guida- prosegue Zampa- consegna nelle mani dei governanti, dei parlamentari e di quanti mettono in campo politiche elementi di riflessione molto importanti. Sappiamo che ci sono target di particolare vulnerabilità tra i migranti, quali bambine e bambini, ragazze e ragazzi, e le donne. Tutti loro sono vittime di violenze, sessuali e non- continua la sottosegretaria alla Salute- le donne giovani vengono portate in Paesi dell’Occidente ai fini dello sfruttamento sessuale. Prendersi cura di queste persone- conclude Zampa- significa anche fornire alla società e al Paese che li accoglie elementi per colpire la criminalità internazionale organizzata”.

La Guida identifica cinque aree chiave prioritarie di intervento per rispondere in modo efficace e prevenire la violenza e gli infortuni in questi gruppi di popolazione:
1) Garantire un passaggio sicuro per la migrazione;
2) Affrontare le cause della violenza e degli infortuni nei paesi di transito e di destinazione;
3) Identificare le vittime e fornire assistenza e protezione;
4) Indagare e perseguire i colpevoli;
5) Rafforzare la base di conoscenza.
Nel corso della conferenza Gianfranco Costanzo, direttore sanitario dell’Inmp, ha presentato i temi della ‘Guida tecnica’, chiarendo in premessa che “il documento si riferisce alla descrizione del fenomeno nei 53 Stati membri della regione europea dell’Oms. Presenti anche Andrea Cavani, direttore del Coordinamento scientifico dell’Inmp; Santino Severoni, direttore del Programma globale sulla salute e sulla migrazione dell’Oms; Jozef Bartovic, referente per la regione europea dell’Oms, in collegamento da Copenaghen.

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Mediterranea: “95 migranti a rischio, le navi militari Ue intervengano” https://www.dire.it/26-06-2020/479017-mediterranea-95-migranti-a-rischio-le-navi-militari-ue-intervengano/ Fri, 26 Jun 2020 14:02:27 +0000 https://www.dire.it/?p=479017 mare jonio mediterranea

Mare Jonio si sta comunque muovendo in quella direzione

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mare jonio mediterranea
Mare Jonio si sta comunque muovendo in quella direzione
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ROMA – La Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans, attualmente in pattugliamento nel Mediterraneo centrale, ha ricevuto alle 12:22 di oggi un messaggio di SOS inviato da Watch The Med – Alarmphone a tutte le Autorità competenti per l’area, riguardante un gommone nero in difficoltà con a bordo circa 95 persone, di cui 8 bambini e 20 donne, una delle quali pare abbia partorito durante la navigazione. Risultano partiti alle 22:30 dalla località libica di Al Khoms. Si trovano 50 miglia a Est di Misurata, alla deriva col motore in avaria, a circa 80 miglia dalla nostra attuale posizione. Mare Jonio ha subito offerto disponibilità a intervenire e si sta dirigendo a tutta forza in quella direzione.

“Ma abbiamo anche individuato nell’area più vicina al gommone le navi militari dell’Operazione IRINI di Eunavformed, che là stanno operando, tra cui la fregata della Marina Militare italiana BERGAMINI. Abbiamo quindi scritto a MRCC Roma e al Quartier Generale di Eunavformed chiedendo che siano le navi militari europee a intervenire con urgenza per salvare la vita a queste 95 persone ed evitare che siano nuovamente deportate nell’inferno Libico da cui stanno cercando di fuggire. Lo chiediamo con forza al Governo Italiano e alle Istituzioni europee”, scrive Mediterranea Saving Humans sui canali social. Fonti, però, smentiscono questa possibilità.

“L’Operazione Irini non dispone di nessuna nave Bergamini”, chiariscono infatti fonti interne alla missione europea per il controllo dell’embargo sulle armi in Libia all’agenzia Dire, in relazione al post di Mediterranea, in cui la Ong sosteneva che accanto ad un gommone alla deriva si trovasse una nave della missione europea.
“La sola nave di cui dispone l’operazione è la greca Spetsai”, chiarisce in conclusione la stessa fonte.

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Cristiani perseguitati nel mondo? No, anche atei e umanisti https://www.dire.it/26-06-2020/478812-cristiani-perseguitati-nel-mondo-no-anche-atei-e-umanisti/ Fri, 26 Jun 2020 10:20:11 +0000 https://www.dire.it/?p=478812 religione_cristiani_cristianesimo_religioni

Uno studio condotto in otto Paesi raccoglie testimonianze di decine di persone finite nel mirino dei repressori perchè atei e umanisti

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Uno studio condotto in otto Paesi raccoglie testimonianze di decine di persone finite nel mirino dei repressori perchè atei e umanisti
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ROMA – I cristiani perseguitati nel mondo? Sì, forse, ma in caso non solo loro. A suggerirlo uno studio condotto in otto Paesi, dal Sudamerica all’Asia passando per l’Africa, secondo il quale nel mirino di bigotti e repressori ci sono anche (a volte soprattutto) atei e umanisti.

Nella ricerca, pubblicata in settimana, si citano arresti e incriminazioni per blasfemia, sottrazioni di minori su base giudiziaria e violenze di altro tipo. Menzionato il caso di Mubarak Bala, figlio di uno studioso islamico e presidente della Humanist Association of Nigeria, che rischierebbe una condanna a morte per aver criticato conservatorismo e pregiudizi giustificati con la fede. In evidenza anche la vicenda di Fauzia Ilyas, fondatrice di Atheist and Agnostic Alliance Pakistan, riparata in Olanda dopo essere scampata all’arresto e aver perso comunque l’affidamento del figlio a vantaggio dell’ex marito.

 

Lo studio è stato pubblicato dall’ong Humanists International. Rilevazioni e testimonianze di decine di persone sono state raccolte in Colombia, India, Indonesia, Malesia, Nigeria, Pakistan, Filippine e Sri Lanka. “Il rapporto fa luce su violenze mirate, abusi e discriminazioni sociali subite dagli umanisti in molti Paesi e apre un dibattito su come proteggerli al meglio nel mondo” ha sottolineato Gary McLelland, di Humanists International. “E’ evidente che tutte le leggi e le politiche che criminalizzano la ‘blasfemia’ dovrebbero essere respinte”.

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VIDEO | In Burkina Faso una nuova casa (e speranze) per i bambini malati di cancro https://www.dire.it/25-06-2020/478549-foto-in-burkina-faso-una-nuova-casa-e-speranze-per-i-bambini-malati-di-cancro/ Thu, 25 Jun 2020 17:12:52 +0000 https://www.dire.it/?p=478549

Nei due ospedali della capitale Ouagadougou al momento ci sono uno psicologo pediatra ogni mille bambini. Per il responsabile di Soleterre “con il sostegno del Cei le cose cambieranno”

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Nei due ospedali della capitale Ouagadougou al momento ci sono uno psicologo pediatra ogni mille bambini. Per il responsabile di Soleterre “con il sostegno del Cei le cose cambieranno”
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ROMA – La casa è stata appena acquistata e potrà accogliere tra i 12 e i 14 bambini, tutti accompagnati da un genitore. E a sostenere i minori, malati di cancro, saranno educatrici specializzate e psicologi pediatrici, formati grazie a un impegno che unisce il Burkina Faso all’Italia.

SOLETERRE E LA FORMAZIONE CEI

Con l’agenzia Dire ne parla Parfait Tiemtore, responsabile del Programma Salute di Soleterre, l’organizzazione non governativa che coordina il progetto. “In Africa di psicologi pediatrici ce ne sono molto pochi” la premessa: “Nei due ospedali della capitale Ouagadougou, lo Yalgado Ouedraogo e il Charles De Gaulle, per quasi mille bambini ce n’è solo uno”. Numeri che dovrebbero cambiare grazie a una nuova piattaforma di formazione, sostenuta dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), che coinvolge Soleterre non solo in Burkina Faso ma anche in Marocco, Costa d’Avorio e altri Paesi.

 

IMMAGINIAMO UN NOME CHE SAPPIA DI “RINASCITA”

Nell’immediato c’è la casa, con l’apertura prevista a settembre. “La gestiremo insieme con i partner del Gruppo franco-africano di oncologia pediatrica” dice Tiemtore, che spiega: “Le cure per il cancro durano cinque, sei o anche otto mesi, ma le famiglie che non hanno mezzi finanziari e non trovano un posto letto in ospedale sono costrette a tornarsene nelle aree rurali di origine, senza poter poi tornare ogni mese per controlli e follow up”.

La casa, allora, sarebbe un rifugio contro l’abbandono. “Servirà ad accoglierli e a sostenerli” sottolinea il responsabile di Soleterre. “Dopo l’acquisto, tramite la Fondation Lalla Salma della regina del Marocco, stiamo preparando l’arredamento e immaginando un nome che sappia di rinascita e speranza”.

INTANTO, ALLE PORTE DI OUAGADOUGOU

Un sentimento, questo, che in Burkina Faso può fare la differenza ancora più che altrove. Tiemtore ricorda che alle porte di Ouagadougou sono accampati ormai centinaia di migliaia di sfollati, costretti a lasciare i propri villaggi dalle incursioni e dalle violenze di gruppi armati in lotta contro il governo.

Il presidente Roch Marc Christian Kaboré ha ribadito che non intende negoziare con i “terroristi” e che l’esercito otterrà la “vittoria” sul campo. Secondo Tiemtore, però, bisogna considerare anche le ragioni sociali che stanno dietro al conflitto e alla capacità di reclutamento dei ribelli. “A combattere sono perlopiù giovani e giovanissimi, convinti dalla propaganda islamista soltanto perché non hanno né una casa, né un lavoro: è così che prendono le armi, in cambio di un po’ di soldi”.

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Lockdown e famiglie fragili, parte il ciclo di webinar Lumsa-Rete sociale https://www.dire.it/23-06-2020/477428-lockdown-e-famiglie-fragili-parte-il-ciclo-di-webinar-lumsa-rete-sociale/ Tue, 23 Jun 2020 12:42:36 +0000 https://www.dire.it/?p=477428 famiglia

"L'obiettivo generale- spiegano i promotori- è rivedere, alla luce delle nuove sfide individuate, le pratiche di intervento a tutela e cura delle famiglie tutte e delle più fragili in particolare"

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ROMA – Come hanno vissuto il lockdown le famiglie in condizioni strutturali e/o relazionali di fragilità, come la povertà economica, culturale o relazionale, o ancora i nuclei monogenitoriali, le situazioni di alta conflittualità e quelle con figli disabili? Venerdì 3 luglio, dalle 15 alle 17, se ne parlerà al primo dei tre incontri promossi dall’Università Lumsa e dall’Associazione ‘Rete sociale Aps’ nell’ambito del master in ‘Formazione dell’esperto nelle relazioni familiari. La tutela dei nuclei familiari fragili’. L’incontro del 3 luglio, che può essere seguito tramite la piattaforma Google Meet, punta su ‘Le nuove sfide del sistema famiglia: un’analisi giuridica, psicologica e sociale’. Proporrà un’analisi di tipo sistemico multidisciplinare che metterà in dialogo tra loro professionisti che operano da anni nell’ambito della tutela giuridica, del sostegno psicologico e del supporto sociale a favore delle famiglie.

“L’obiettivo generale- spiegano i promotori- è rivedere, alla luce delle nuove sfide individuate, le pratiche di intervento a tutela e cura delle famiglie tutte e delle più fragili in particolare”. Prenderanno, infatti, la parola Patrizia Bertini Malgarini, direttrice del dipartimento di Scienze Umane della Lumsa; Paolo Bruno, magistrato e consigliere per la giustizia e gli affari interni alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea a Bruxelles; Roberto Thomas, già magistrato minorile e docente universitario di Criminologia; Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO); Gianmario Gazzi e Annunziata Bartolomei, presidente e vicepresidente del Consiglio dell’Ordine nazionale degli assistenti sociali.

Gli altri due eventi si svolgeranno sabato 11 luglio sul tema ‘Vite sospese: l’esperienza del lockdown e l’apertura al futuro’, e venerdì 17 luglio sulla ‘Mediazione e CTU: il Covid-19 a processo’. Sono incontri pratico-operativi che rientrano nell’iniziativa ‘Tutto ciò che non si rigenera, degenera: la tutela e la cura delle famiglie fragili ai tempi del covid-19’.

I tre webinar partiranno proprio dalla disamina delle criticità emerse o amplificatesi in fase di lockdown in tutti i settori che si occupano della fragilità familiare, con un approfondimento degli aspetti giuridici, psicosociali e pedagogici, e intende presentare nuovi modelli comportamentali imposti dall’emergenza sanitaria globale. Esso si propone come spazio di conoscenza e di confronto multidisciplinare rivolto principalmente agli operatori del sistema tutela quali magistrati, avvocati, assistenti sociali, psicologi, pedagogisti e insegnanti. Si rivolge inoltre alle famiglie che intendano acquisire maggiore consapevolezza rispetto agli eventi vissuti e alle prospettive future. La partecipazione è gratuita ma l’iscrizione è obbligatoria inviando una mail all’indirizzo: d.barni@lumsa.it.

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Il ‘manifesto’ di Cathy La Torre: “Bologna riparta dai più deboli” https://www.dire.it/22-06-2020/476814-il-manifesto-di-cathy-la-torre-bologna-riparta-dai-piu-deboli/ Mon, 22 Jun 2020 11:00:49 +0000 https://www.dire.it/?p=476814

L'avvocata ed ex consigliera di Sel: "Perplessa dall'idea di città smart, troppi sono rimasti indietro"

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L'avvocata ed ex consigliera di Sel: "Perplessa dall'idea di città smart, troppi sono rimasti indietro"
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BOLOGNA – Colpita dal covid-19 Bologna si scopre forse meno ‘smart’ di quanto pensasse. Perché ci sono “tante persone in emergenza abitativa” o che “hanno perso i lavori precari con cui sopravvivevano”. Perché “migliaia di studenti rischiano di non tornare o non arrivare più”. E perché “tanti anziani vivono una solitudine che uccide più di qualsiasi virus”. Per questo Bologna deve ripartire “da coloro che erano stati lasciati indietro” e avendo “ben chiara un’idea di giustizia che metta al centro i più deboli”. A sostenerlo Cathy La Torre, avvocato dei diritti civili ed ex consigliera comunale di Sel, da qualche tempo nel novero dei possibili candidati sindaco alle prossime amministrative 2021, in quello che sembra essere a tutti gli effetti un ‘manifesto’ (dal retrogusto elettorale) per la “Bologna che vorrei”, di cui La Torre elenca i punti principali: “Socialità, ambiente, sviluppo, commercio, cura dei più deboli, mobilità, diritti, cultura”.

L’avvocato affida il suo pensiero al blog di informazione cittadina e metropolitana ‘Cantiere Bologna’. “Mi lascia spesso perplessa la retorica su Bologna ‘città Smart’- affonda il colpo La Torre- quando so che tante persone sono in emergenza abitativa o hanno perso i lavori precari con cui sopravvivevano. Quando migliaia di studenti rischiano di non tornare o non arrivare più. Quando tanti anziani vivono una solitudine che uccide più di qualsiasi virus”.

Per questo, “da semplice cittadina- ci tiene ad aggiungere La Torre- la Bologna che vorrei è una comunità che sappia riscoprire la forza dei legami e delle relazioni, che abbia ben chiara un’idea di giustizia, che metta al centro i più deboli. Perché non è vero che il covid ha impattato su tutti allo stesso modo e sarà prioritario ripartire da coloro che erano stati lasciati indietro nella loro solitudine esistenziale e povertà materiale anche prima della pandemia e che si sono ritrovati senza salvagenti proprio quando il diluvio ci sommergeva”. Una Bologna, in buona sostanza, che “sia anche un’opportunità per chiunque di un’opportunità abbia bisogno”. Il ragionamento di La Torre ruota appunto intorno agli effetti della pandemia, che ha “portato a galla una serie di vulnerabilità del nostro sistema città che fino a ieri erano colpevolmente nel cono d’ombra del dibattito quotidiano e che adesso la politica e la società non possono più fingere di non vedere”, come anziani, studenti, famiglie e commercianti. Non solo.  Questa crisi, afferma La Torre, sta dando l’opportunità di “vedere e affrontare senza più rinvii tutte le fragilità del modello città, degli ospedali, delle nostre abitazioni, del tessuto produttivo, del nostro modo quotidiano di lavorare e di muoverci”. Diventa quindi “essenziale prendere atto di questi cambiamenti, misurare la temperatura della città post-covid per calibrare una ‘terapia’ che tenga conto prima di tutto di chi ha maggiormente sofferto”. La Torre vuole quindi una città “che riflette su come avere un’influenza positiva sul mondo, oltre che sui suoi cittadini, e per farlo deve prima aver compreso quali sono le ferite da rimarginare”.

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Paulescu: “Io, ex rifugiata finita nel limbo della burocrazia” https://www.dire.it/20-06-2020/476387-paulescu-io-ex-rifugiata-finita-nel-limbo-della-burocrazia/ Sat, 20 Jun 2020 15:12:56 +0000 https://www.dire.it/?p=476387

L'attivista: "Anni per cittadinanza italiana, governo sia coraggioso"

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L'attivista: "Anni per cittadinanza italiana, governo sia coraggioso"
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ROMA – “Ho impiegato otto anni per ottenere la cittadinanza italiana, che mi hanno infine riconosciuto a gennaio 2019. Da allora pero’, per problemi tecnico-burocratici, non mi sono stati rilasciati i documenti quindi non posso fare viaggi all’estero o votare. I miei vecchi documenti pero’ non sono piu’ validi, percio’ sono finita in un limbo e la cosa peggiore e’ che sembra che per l’Italia io non esista”.

Diana Paulescu, ex rifugiata di 30 anni giunta nel nostro Paese dalla Romania a nove mesi, racconta la sua vicenda all’agenzia Dire, e ci tiene a chiarire subito: “Il mio non e’ un caso isolato. La maggior parte delle persone che fanno richiesta della cittadinanza devono affrontare lunghe attese, pratiche burocratiche costose e complesse e imprevisti che spesso sono causati da leggi che invece di semplificare, complicano le procedure”. Per invocare la riforma della legge sul diritto di cittadinanza, Paulescu ha aderito al Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane (Conngi), che la scorsa settimana ha organizzato ‘Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano’.

La quarta edizione del festival, a causa dell’emergenza Covid-19, si e’ svolta online ed e’ stata seguita da 9.000 persone, segnale che il tema e’ quanto mai attuale. Tra i relatori, anche nomi della politica come la senatrice di +Europa Emma Bonino o la deputata Pd Marilena Fabbri, da cui sono arrivati “messaggi di incoraggiamento” dice Paulescu, che osserva: “Associazioni come Conngi continuano a chiedere il dialogo con le istituzioni e mettono a disposizione i propri professionisti per trovare soluzioni. Abbiamo fatto la nostra parte, ora tocca al governo fare un passo coraggioso”.

Le trafile burocratiche, ribadisce Paulescu, sono “sfibranti per tutti”, ma il suo caso presenta una particolarita’: il fatto di essere originaria di un Paese dell’Unione europea. La Romania e’ membro dal 2007, ma tra 1989 e il 1990 e’ stata attraversata da una rivoluzione, con la caduta del governo di Nicolae Ceausescu. La burocrazia pero’ non tiene conto della storia e cosi’, continua Paulescu, “il sistema e’ andato in tilt dal momento che la Romania non figura nella lista dei Paesi da cui provengono i rifugiati”. Cio’ ha comportato, per Paulescu e i genitori, il rinnovo annuale del permesso di soggiorno anche dopo l’ingresso di Bucarest nell’Ue, nonostante non sarebbe necessario per i cittadini comunitari. Un “cortocircuito burocratico” rispetto al quale “gli uffici hanno reagito decidendo di non rilasciarci piu’ il rinnovo, piuttosto che risolvere il problema. E questo – denuncia Paulescu – nonostante ogni volta ci venisse richiesto di pagare per le pratiche”.

Tra gli effetti di questa situazione, l‘impossibilita’ per la famiglia Paulescu di fare viaggi all’estero. A 21 anni la donna ha deciso di avviare l’iter per la cittadinanza: “La sola richiesta e’ costata 650 euro. Ci sono stati poi tanti documenti da raccogliere, marche da bollo da pagare, funzionari sgarbati e appuntamenti fissati a distanza di mesi, anche un anno, col rischio che certi documenti nel frattempo scadessero e dovessero essere ripagati”. Dopo 18 mesi dal giuramento pero’, la donna non ha ancora i documenti. “Questo e’ successo – denuncia Paulescu – perche’ un giudice non ha capito che, essendo rifugiata, non posso tornare in Romania per prendere l’atto di nascita“. La madre invece si e’ vista rigettare la richiesta perche’, spiega Paulescu, “la lista d’attesa per sostenere l’esame di idoneita’ della lingua italiana era troppo lunga e gli enti abilitati per erogare il servizio sono solo tre”. In occasione dalla Giornata internazionale del rifugiato, che si celebra oggi, sabato 20 giugno, Paulescu conclude: “E’ chiaro quanto sia urgente una riforma che ci semplifichi la vita e riconosca i nostri diritti, ma il primo passo deve essere l’abrogazione dei decreti sicurezza, che hanno raddoppia

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VIDEO |Sport senza frontiere e l’emergenza Covid19: “Ora si torna allo sport” https://www.dire.it/19-06-2020/476185-video-sport-senza-frontiere-e-lemergenza-covid19-ora-si-torna-allo-sport/ Fri, 19 Jun 2020 17:06:39 +0000 https://www.dire.it/?p=476185

Ora che il lockdown è finito inizia anche per i bambini una nuova fase, un ritorno alla vita: #backtosport è la nuova fase di Sport Senza Frontiere

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Ora che il lockdown è finito inizia anche per i bambini una nuova fase, un ritorno alla vita: #backtosport è la nuova fase di Sport Senza Frontiere
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ROMA – Fin dai primissimi giorni di lockdown a causa dell’emergenza Covid-19, Sport Senza Frontiere ha avviato una serie di attività di supporto #dallapartedeibambini che prevedevano : azioni di informazione a scopo preventivo sul tema COVID-19, approvvigionamento di beni di prima necessità, rinforzo e relazione per il benessere psicofisico. iIn questi video, in pochi minuti, il racconto di una vicinanza reinventata ma quotidiana ai bambini e le famiglie di contesti disagiati che la Onlus segue regolarmente.
Ora che il lockdown è finito e lentamente alcune attività stanno riprendendo, anche quelle sportive, inizia anche per i bambini una nuova fase, un ritorno alla vita: #backtosport è la nuova fase di Sport Senza Frontiere, un primo passo di ritrovata libertà

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VIDEO | Imprese, Cimmino (Yamamay): “Di fantamiliardi annunciati erogato forse solo il 4-5%” https://www.dire.it/18-06-2020/475647-video-imprese-cimmino-yamamay-di-fantamiliardi-annunciati-erogato-forse-solo-il-4-5/ Thu, 18 Jun 2020 16:10:42 +0000 https://www.dire.it/?p=475647

Lo spiega alla agenzia Dire Gianluigi Cimmino, ceo di Pianoforte Holding che controlla i marchi Carpisa e Yamamay

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Lo spiega alla agenzia Dire Gianluigi Cimmino, ceo di Pianoforte Holding che controlla i marchi Carpisa e Yamamay
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NAPOLI – Le misure “sia del primo che del secondo decreto, che é ancora in iter parlamentare sommerso da vari emendamenti, per le imprese non sono state soddisfacenti. La posizione e’ emersa anche dall’intervento di Bonomi ai famigerati Stati generali”. Lo spiega alla Dire Gianluigi Cimmino, ceo di Pianoforte Holding che controlla i marchi Carpisa e Yamamay.

“A oggi – prosegue – l’87% dei decreti non é arrivato al cittadino. Di tutti i fantamiliardi annunciati forse il 4-5% é stato effettivamente erogato e di questi alle imprese e’ arrivata una misura ancora più insignificante. Tutti gli interventi sono concentrati su sussistenza e redditi di emergenza, si tratta di una politica di assistenzialismo che era importante nelle prime settimane ma su cui non si costruisce nulla per il futuro. Quando finiranno i soldi di questa proroga di cassa integrazione avremo milioni di disoccupati perché i soldi alle imprese non sono arrivati e quindi non sono in grado di confermare i livelli di occupazione pre Covid. In sostanza – rimarca – abbiamo avuto una serie di interventi a pioggia, clientelari perché sollecitati da una serie di categorie, che li ha resi dispersivi e, soprattutto, non guidati da una visione”.

Sulla questione del rinvio delle scadenze fiscali per Cimmino sarebbe dovuto essere “più deciso, perché non sono 60 giorni a cambiare lo stato delle cose. È chiaro, poi, che non deve essere un rinvio generalizzato, bisogna evitare che diventi una situazione gestita allo stesso modo per tutti e bisogna evitare che si speculi perché lo Stato ha bisogno di entrate. Esistono, però, evidenze che vanno prese in considerazione”. Il lockdown per tutte le aziende ha voluto dire, sottolinea Cimmino, “aver annullato almeno il 30% del fatturato. Il dato più preoccupante, però, quello relativo alle perdite in questa falsa ripartenza e quello che si perderà nei prossimi mesi quando il problema disoccupazione esploderà, il conflitto sociale sarà difficilmente gestibile“.

La somma dei due fattori “provocherà un ulteriore crollo dei consumi”. “Noi – precisa – abbiamo avuto ed abbiamo 1.670 persone in cassa integrazione, quella in deroga non é arrivata, abbiamo anticipato la quattordicesima, anticipiamo le ore che cerchiamo di fare extra cassa per mantenere l’operatività in azienda. Se consideriamo che sono oltre tre mesi e dalle ultime statistiche sono almeno un milione i lavoratori in attesa di questa cassa in deroga, si capisce che sia una cosa davvero imbarazzante”.

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VIDEO | Migranti, Soumahoro: “Mi incateno a Villa Pamphili per gli invisibili”. Con lui le sardine https://www.dire.it/16-06-2020/474213-video-migranti-soumahoro-mi-incateno-a-villa-pamphili-per-gli-invisibili/ Tue, 16 Jun 2020 09:53:19 +0000 https://www.dire.it/?p=474213 soumahoro_protesta

La proposta dell'attivista sindacale e sociale Aboubakar Soumahoro fuori dalla villa dove si stanno svolgendo gli Stati generali

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La proposta dell'attivista sindacale e sociale Aboubakar Soumahoro fuori dalla villa dove si stanno svolgendo gli Stati generali
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ROMA – “Oggi inizio lo sciopero della fame e mi incateno qui a Villa Pamphili (entrata via Aurelia Antica, 183), dove si stanno tenendo gli Stati Generali, finché il governo non ascolterà il grido di dolore di noi invisibili e di tutti gli esclusi”. Così l’attivista sindacale e sociale Aboubakar Soumahoro in un post su Facebook.

In un video, Soumahoro spiega: “Rimarrò qui finché il governo non ci darà risposte chiare su tre punti: primo, la riforma della filiera agricola, con l’adozione della patente del cibo per garantire cibo eticamente sano alle persone e liberare contadini, agricoltori e braccianti dallo strapotere del giogo dei giganti del cibo che favoriscono lo sfruttamento e il capolarato. Secondo, varare di un Piano nazionale emergenza Lavoro, per assorbire le persone e tutelare quelli che rischiano di perdere il posto di lavoro per questa crisi sanitaria. Terzo, il cambio delle politiche migratorie, attraverso la regolarizzazione degli invisibili, con rilascio di un permesso di soggiorno di emergenza sanitaria convertibile in attività lavorativa”.

Soumahoro esorta poi il governo a “cancellare gli accordi con la Libia, i Decreti sicurezza con una riforma radicale delle politiche di accoglienza”. L’attivista invoca poi “la cittadinanza per i bambini cresciuti o nati in Italia e abolizione della Bossi-Fini”. Per Soumahoro “è una questione di civiltà: non lasciateci soli in questa battaglia, ma portateci la vostra solidarietà, le vostre sofferenze e i vostri sogni”. Il post si conclude con l’hashtag #nonsonoinvisibile.

LE SARDINE A FIANCO DI SOUMAHORO

“Con Aboubakar Soumahoro per gli invisibili”. Cosi’ sul profilo facebook delle Sardine che hanno raggiunto l’attivista sindacale che si è incatenato fuori la villa dove si stanno svolgendo gli Stati generali. A raggiungere Soumahoro è stata Jasmine Cristallo, portavoce del movimento delle Sardine.

“Riforma della filiera agricola. Varo di un Piano Nazionale Emergenza Lavoro. Cambio delle politiche migratorie. Abolizione dei decreti sicurezza. Come sardine- spiegano- aderiamo sia nella sostanza che nello stile alla sfida lanciata da Aboubakar. Una proposta umile, intelligente e rivoluzionaria. Aggregare le battaglie, farsene carico senza interessi elettorali, arrivare alla radice dei problemi: questo è l’inizio di quella grande ‘coalizione’, dialogo e speranza che noi auspichiamo da mesi e che tanta gente auspica da anni. Torniamo a dialogare, torniamo umani, torniamo a fare politica tutti insieme. Se non siamo capaci di aggregarci intorno a un simbolo, aggreghiamoci intorno a un’idea. Gli invisibili saranno visibili, non con le parole ma con i fatti”.

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Istat: “Nel 2019 diminuiscono le famiglie in povertà assoluta: sono 1,7 milioni. 3 milioni in quella relativa” https://www.dire.it/16-06-2020/474145-istat-nel-2019-le-famiglie-in-poverta-assoluta-sono-17-milioni-3-milioni-in-quella-relativa-nel-2019/ Tue, 16 Jun 2020 08:27:23 +0000 https://www.dire.it/?p=474145

In totale si tratta di 13,4 milioni di individui

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In totale si tratta di 13,4 milioni di individui
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ROMA – Sono quasi 1,7 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta con una incidenza pari al 6,4% (7,0% nel 2018), per un numero complessivo di quasi 4,6 milioni di individui (7,7% del totale, 8,4% nel 2018). Lo rileva l’Istat nel rapporto sulla povertà anno 2019. Dopo quattro anni di aumento, si riducono per la prima volta il numero e la quota di famiglie in povertà assoluta pur rimanendo su livelli molto superiori a quelli precedenti la crisi del 2008-2009. Stabile il numero di famiglie in condizioni di povertà relativa: nel 2019 sono poco meno di 3 milioni (11,4%) cui corrispondono 8,8 milioni di persone (14,7% del totale).

ISTAT: “OLTRE 1,1 MILIONI DI MINORI IN POVERTÀ ASSOLUTA”

Nel 2019, la povertà assoluta in Italia colpisce 1 milione 137mila minori (11,4% rispetto al 7,7% degli individui a livello nazionale; 12,6% nel 2018). L’incidenza varia dal 7,2% del Centro al 14,8% del Mezzogiorno. Rispetto al 2018 le condizioni dei minori migliorano sia a livello nazionale sia al Centro (da 10,1% a 7,2%). Disaggregando per età, l’incidenza si conferma più elevata nelle classi 7-13 anni (12,9%) e 4-6 anni (11,7%) rispetto alle classi 0-3 anni (9,7%) e 14-17 anni (10,5%), quest’ultima in particolare miglioramento rispetto all’anno precedente (12,9%). Le famiglie con minori in povertà assoluta sono oltre 619mila, con un’incidenza del 9,7% (oltre tre punti più alta del valore medio di 6,4%). La maggiore criticità per le famiglie con minori emerge anche in termini di intensità della povertà, con un valore pari al 23,0% contro il 20,3% del dato generale. Oltre a essere più spesso povere, le famiglie con minori sono anche in condizioni di disagio più marcato. Nel sottoinsieme delle famiglie povere, le coppie con due figli sono le più diffuse, sebbene siano presenti in misura minore rispetto al totale delle famiglie con minori (38,1% contro 39,5%); seguono le coppie con tre o più figli (21,1% rispetto al 12,3%) e le coppie con un figlio (14,9% contro 29,7%); le famiglie monogenitore e le famiglie in cui convivono più nuclei familiari rappresentano, rispettivamente, l’11,9% delle famiglie povere (11,0% sul totale delle famiglie con minori) e il 14,0% (7,5% sul totale delle famiglie con minori). L’incidenza della povertà tra le famiglie con minori è fortemente variabile a seconda della condizione lavorativa e della posizione nella professione della persona di riferimento: 7,1% nelle famiglie in cui la persona di riferimento è occupata e 21,6% se non occupata.

ISTAT: “IN AFFITTO QUASI LA METÀ DELLE FAMIGLIE POVERE”

L’incidenza di povertà assoluta in Italia varia anche a seconda del titolo di godimento dell’abitazione in cui si vive, e la situazione è particolarmente critica per chi vive in affitto. Le oltre 726mila famiglie povere in affitto rappresentano il 43,4% di tutte le famiglie povere, a fronte di una quota di famiglie in affitto del 18,4% sul totale delle famiglie residenti. Le famiglie affittuarie nel Mezzogiorno sono in povertà assoluta nel 18,9% dei casi a fronte del 14,4% nel Nord e dell’11,9% nel Centro. Tuttavia, tra le famiglie povere nel Centro e nel Nord quelle affittuarie sono quasi la metà del totale mentre nel Mezzogiorno sono il 36,1% e ciò in parte si spiega per una minore presenza di affittuari tra le famiglie residenti.

ISTAT: “STRANIERI IN POVERTÀ ASSOLUTA SONO QUASI 1,4 MLN”

Gli individui stranieri in povertà assoluta sono quasi un milione e 400mila, con una incidenza pari al 26,9%, contro il 5,9% dei cittadini italiani. Le famiglie in povertà assoluta sono composte nel 69,6% dei casi da famiglie di soli italiani (1 milione e 164mila) e per il restante 30,4% da famiglie con stranieri (circa 510mila), pur rappresentando solo l’8,9% del totale delle famiglie. L’incidenza di povertà assoluta è pari al 22,0% (25,1% nel 2018) per le famiglie con almeno uno straniero (24,4% per le famiglie composte esclusivamente da stranieri) e al 4,9% per le famiglie di soli italiani. La criticità per le famiglie con stranieri è più sentita nei piccoli comuni (25,0% contro 28,3% per le famiglie composte solo da stranieri). Le famiglie in povertà con stranieri dove sono presenti minori mostrano valori pari al 27,0% (282mila), quelle di soli stranieri sono invece il 31,2%, ossia un valore cinque volte superiore a quello delle famiglie di soli italiani con minori (6,3%). Nel Mezzogiorno la stessa incidenza sale al 36,8% per le famiglie con stranieri dove sono presenti minori, contro il 10,6% delle famiglie di soli italiani con minori. Nelle famiglie di soli stranieri in cui la persona di riferimento è in cerca di occupazione, l’incidenza è pari al 33,3% (per un totale di 42mila famiglie); se la persona di riferimento è occupata, la condizione di povertà riguarda quasi una famiglia su quattro (23,1%).

ISTAT: “POVERTÀ ASSOLUTA SI RIDUCE IN AREE METROPOLITANE, MEZZOGIORNO E CENTRO”

Nel 2019, si stimano quasi 1,7 milioni di famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 6,4%), per un totale di quasi 4,6 milioni di individui (7,7%), in significativo calo rispetto al 2018 quando l’incidenza era pari, rispettivamente, al 7,0% e all’8,4%. In particolare, nel Mezzogiorno la povertà familiare scende dal 10,0% all’8,6% e quella individuale dall’11,4% al 10,1%. Anche nel Centro la povertà degli individui residenti registra una riduzione significativa, dal 6,6% del 2018 al 5,6%. La diminuzione della povertà assoluta si deve in gran parte al miglioramento, nel 2019, dei livelli di spesa delle famiglie meno abbienti (in una situazione di stasi dei consumi a livello nazionale1). L’andamento positivo si è verificato in concomitanza dell’introduzione del Reddito di cittadinanza (che ha sostituito il Reddito di inclusione) e ha interessato, nella seconda parte del 2019, oltre un milione di famiglie in difficoltà. L’intensità della povertà, cioè quanto la spesa mensile delle famiglie povere è in media sotto la linea di povertà in termini percentuali (“quanto poveri sono i poveri”) è pari al 20,3% (19,4% nel 2018) con valori che vanno da un minimo del 18,1% nel Centro a un massimo del 21,6% al Sud. L’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta nel Mezzogiorno (8,5% nel Sud e 8,7% nelle Isole) rispetto alle altre ripartizioni (5,8% nel Nord-ovest, 6,0% nel Nord-est e 4,5% nel Centro). Per questa ragione, anche se le famiglie del Nord sono di più rispetto a quelle del Mezzogiorno (rispettivamente 47,8% e 31,7% del totale), il numero di famiglie povere nelle due ripartizioni è sostanzialmente uguale: 43,4% al Nord e 42,2% nel Mezzogiorno. Nel Centro si trova il restante 14,4% (rispetto al 20,5% delle famiglie residenti in questa ripartizione).

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Usa, Corte: “Vietato licenziare qualcuno perchè gay o trans” https://www.dire.it/15-06-2020/473976-usa-corte-vietato-licenziare-qualcuno-perche-gay-o-trans/ Mon, 15 Jun 2020 15:31:01 +0000 https://www.dire.it/?p=473976 corte suprema_gay

La notizia è stata diffusa dalla Cnn, che ne ha parlato come di una "sconfitta del presidente Donald Trump"

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La notizia è stata diffusa dalla Cnn, che ne ha parlato come di una "sconfitta del presidente Donald Trump"
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ROMA – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito oggi che nessuna persona può essere licenziata perchè gay o transgender. Secondo l’emittente Cnn, che ha diffuso la notizia in evidenza anche sul suo sito web, la decisione rappresenta “una svolta perché estende tutele a milioni di lavoratori in tutto il Paese”.

Sempre stando alla ricostruzione della rete tv, “la scelta dei giudici costituisce una sconfitta per l’amministrazione di Donald Trump“, che aveva sostenuto che il Titolo VII del Civil Rights Act “non si estendesse a questioni di identità di genere e orientamento sessuale”.

La decisione è stata presa a maggioranza, sei a tre, con il presidente della Corte John Roberts e il giudice conservatore Neil Gorsuch che hanno votato con i giudici di nomina democratica.

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Povertà, a Rimini donati 390 chili di cozze, vongole e piadina https://www.dire.it/13-06-2020/473311-poverta-a-rimini-donati-390-chili-di-vongole-e-piadina/ Sat, 13 Jun 2020 15:01:34 +0000 https://www.dire.it/?p=473311 piadina vongole

A Rimini proseguono le donazioni alimentari nei confronti dei più bisognosi

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A Rimini proseguono le donazioni alimentari nei confronti dei più bisognosi
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RIMINI – Cozze, vongole e piadina. A Rimini proseguono le donazioni alimentari nei confronti dei più bisognosi e oggi la Protezione civile ha ricevuto ben 390 chili tra cozze e vongole, oltre che 50 confezioni di piada. In particolare, si tratta di 90 chili di vongole da parte del consorzio Pesca Vongole di Rimini e 300 chili di cozze dal consorzio Miticoltori dell’Emilia-Romagna e Coop.

Le confezioni di piada igp invece arrivano dalla Piada D’oro di Saludecio. I beni alimentari contribuiscono al lavoro delle cucine Santo Spirito, Caritas, Papa Giovanni XXIII e parrocchia di Miramare, che servono persone bisognose e famiglie in temporanea difficoltà. Accanto a questo impegno, scrive il Comune di Rimini in una nota, continua anche la consegna diretta di pacchi alimentari destinati ad alcune famiglie in particolari difficoltà, che proseguirà nei prossimi giorni.

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Trenitalia vara una nuova app anti-assembramento in carrozza https://www.dire.it/12-06-2020/473104-trenitalia-vara-una-nuova-app-anti-assembramento-in-carrozza/ Fri, 12 Jun 2020 17:20:45 +0000 https://www.dire.it/?p=473104 app trasporti

Dal 22 giugno a bordo dei treni Fs, si potrà segnalare la salita al controllore e monitorare con algoritmo le presenze degli altri passeggeri

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Dal 22 giugno a bordo dei treni Fs, si potrà segnalare la salita al controllore e monitorare con algoritmo le presenze degli altri passeggeri
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ROMA – Sapere in anticipo se il treno è affollato e comunicare al controllore di essere a bordo senza entrare in contatto con lui. Tutto attraverso lo smartphone. Prova così Trenitalia, con una nuova app che sarà disponibile dal prossimo 22 giugno, a garantire ai passeggeri i viaggi in sicurezza nella prima estate dell’era post-covid.

COVID, L’APP PER IL “SELF CHECK-IN”

La nuova app, spiegano le Ferrovie, permette prima di tutto di fare il “self check-in”. In questo modo il viaggiatore potrà comunicare al capotreno la propria presenza a bordo, senza alcun contatto. Il servizio sarà disponibile prima su Frecce e InterCity, ma “a breve” dovrebbe arrivare anche per i regionali.

Sempre attraverso l’app si potrà poi conoscere il numero dei posti disponibili a bordo dei treni regionali e l’andamento delle presenze, grazie a un algoritmo che indicherà con tre diversi colori (rosso, giallo, verde) l’affollamento o meno sul convoglio, fino a bloccare gli acquisti quando il treno sarà sold out.

Si tratta di una “nuova funzione a tutela della salute delle persone nella Fase 3 dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e non solo – spiegano le Fs – per aiutare le persone a scegliere il proprio treno regionale sul quale viaggiare”. Con la nuova app sarà possibile anche acquistare il biglietto e ricevere aggiornamenti in tempo reale sullo stato del treno.

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Migranti, dal festival Sabir appello per la scuola: “Sia inclusiva” https://www.dire.it/12-06-2020/472939-migranti-dal-festival-sabir-appello-per-la-scuola-sia-inclusiva/ Fri, 12 Jun 2020 14:24:31 +0000 https://www.dire.it/?p=472939 bambini mondo solidarietà migranti amicizia

Fari puntati sulla scuola durante il panel 'Istruzione pubblica e giovani di origine straniera' organizzato nell'ambito del Sabir Festival

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Fari puntati sulla scuola durante il panel 'Istruzione pubblica e giovani di origine straniera' organizzato nell'ambito del Sabir Festival
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ROMA – “Si parla tanto di ripresa economica ma si dimentica che è proprio investendo nella scuola che l’economia trae beneficio. Per questo l’Italia deve fare un salto di qualità normativo per i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia): vanno garantite risorse economiche permanenti e bisogna porre fine a criticità quali gli organici ridotti e mancanza di sedi. Solo così si darà una risposta concreta per l’integrazione dei tanti migranti, minori e non, residenti in Italia“. A dirlo è Alessandro Rapezzi, segretario della Federazione lavoratori della conoscenza (Flc) della Cgil, intervenuto al panel ‘Istruzione pubblica e giovani di origine straniera’ organizzato nell’ambito del Sabir Festival.

Il webinar si è concentrato proprio sul ruolo strategico giocato da Cpia nel favorire l’inclusione dei migranti stranieri non accompagnati (Msna) – oltre 5.000 in Italia – e dei neomaggiorenni, nonché sulle sfide che il settore ha incontrato nel periodo dell’emergenza Covid. Rapezzi ha insistito “sull’importanza sociale e di motivazione” dei numerosi studenti stranieri presenti nei Cpia, che spesso lasciano i propri paesi proprio “con l’obiettivo di studiare”. I Cpia però, come molte realtà legate dell’integrazione dei migranti, ha subito i tagli imposti dai due Decreti Salvini.

 

Per il segretario Flc Cgil, bisogna infine “lavorare per l’equipollenza dei titoli di studio stranieri“, data l’alta presenza di studenti già formati nei Paesi di origine. Nel corso del webinar anche Anna Bucca di Arci Sicilia, docente presso il Cpia di Palermo, ha sollecitato le istituzioni affinché ai Cpia sia data la possibilità di rilasciare certificati di competenza in lingua italiana superiori al livello A2, “al momento disponibili solo presso costosi corsi non gratuti in università e presso la società Dante Aligheri”.

A testimoniare le sinergie positive che legano i Cpia e il mondo della scuola al terzo settore sono stati Franco Lorenzoni e Sarah Martelli. Lorenzoni è maestro elementare e membro di Saltamuri, piattaforma che riunisce decine di enti, associazioni e ong “fondata nel 2018 per rispondere, attraverso l’educazione come strumento di integrazione, a quell’ondata di discorsi d’odio e atti razzisti a cui assistiamo nel nostro Paese”.

Martelli ha invece illustrato l’esperienza in Italia di Upshift, programma dell’Unicef già realizzato in 12 Paesi, che punta a dotare di competenze trasversali in ottica imprenditoriale i giovani migranti e neomaggiorenni. “Abbiamo formato 470 studenti – ha detto Martelli – da cui sono nate 22 idee”.

L’emergenza Covid-19 ha obbligato ad impiegare la Didattica a distanza (Dad) anche nei Cpia e per i beneficiari di Upshift, ai quali sono state offerte due app specifiche per seguire i corsi di italiano e le altre attività. Un’esperienza, ha concluso Martelli, “da cui abbiamo capito che, soprattutto per gli adolescenti tra i 14 e i 17 anni, l’insegnamento virtuale è difficoltoso, soprattutto se non hanno sufficienti competenze linguistiche e digitali”.

L’incontro si è concluso con l’intervento del sottosegretario all’Istruzione Giuseppe De Cristofaro. “Spero che i prossimi Stati generali dell’economia considerino il sistema scolastico un pilastro della nostra società” ha detto il dirigente. “Vorrei che una cifra equivalente al 10 per cento del Recovery Fund che ci dara’ l’Unione Europea fosse investito nell’istruzione, la ricerca e il contrasto alla dispersione scolastica, compresi i Cpia che contribuiscono a rafforzare quell’idea secondo cui la scuola è un luogo aperto, che integra e favorisce l’inclusione”.

Quanto all’abrogazione dei decreti Salvini, per De Cristofaro “è necessaria” così come è importante “rilanciare la riforma dello ius soli”. De Cristofaro ha concluso: “Non basta che la politica si ‘inginocchi’, come abbiamo visto fare all’indomani dell’uccisione di George Floyd: dalla politica devono arrivare risposte“.

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Mascherine chirurgiche e bambini: la Società italiana di pediatria sfata 5 ‘falsi’ miti https://www.dire.it/12-06-2020/472873-mascherine-chirurgiche-e-bambini-la-societa-italiana-di-pediatria-sfata-5-falsi-miti/ Fri, 12 Jun 2020 12:07:36 +0000 https://www.dire.it/?p=472873 mascherine bambini

Alcalosi, ipossia, alterazione della flora intestinale. Sono solo alcuni dei 'falsi' rischi associati all'uso delle mascherine per la salute dei bambini

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Alcalosi, ipossia, alterazione della flora intestinale. Sono solo alcuni dei 'falsi' rischi associati all'uso delle mascherine per la salute dei bambini
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ROMA – Alcalosi, ipossia, alterazione della flora intestinale. Sono solo alcuni dei ‘falsi’ rischi associati all’uso delle mascherine per la salute dei bambini. Per fare chiarezza, in aiuto delle famiglie, la Societa’ italiana di pediatria (Sip) sfata in un video i cinque falsi miti che circolano in questo momento: 

1 – L’uso prolungato della mascherina nei bambini porta ad alcalosi? “Falso- assicura la Sip- la quantita’ della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica e’ pressoche’ impercettibile”. 

2 – L’uso prolungato della mascherina nei bambini porta ad ipossia? “Falso- continua la Sip- i bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per piu’ ore al giorno non rischiano la carenza di ossigeno, ne’ la morte per ipossia”. 

3 – La mascherina chirurgica puo’ indebolire il sistema immunitario nei bambini? La risposta e’ ancora una volta “falso. La mascherina chirurgica previene il diffondersi delle infezioni e va portata dai bambini per evitare la trasmissione del coronavirus tra soggetti asintomatici”.

4 – La mascherina chirurgica puo’ causare un’alterazione della flora intestinale nei bambini? “Non e’ vero- aggiunge la Sip – non ci sono evidenze scientifiche in letteratura che documentino che un corretto utilizzo della mascherina possa comportare un’alterazione della flora batterica e/o disbiosi intestinale. 

5 – La mascherina chirurgica e’ obbligatoria per tutti i bambini? “Falso- conclude la Sip- ci sono bambini che sono esentati dall’uso della mascherina: quelli sotto i 6 anni di eta’ e quelli affetti da disabilita’ non compatibile con un uso prolungato mascherina”. 

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‘Io sono l’altro’ di Niccolò Fabi vince il premio Amnesty https://www.dire.it/12-06-2020/472775-io-sono-laltro-di-niccolo-fabi-vince-il-premio-amnesty/ Fri, 12 Jun 2020 10:24:32 +0000 https://www.dire.it/?p=472775 niccolò-fabi

Il cantante ha vinto il premio 2020 nella sezione big: il suo è stato giudicato il migliore brano sui diritti umani

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Il cantante ha vinto il premio 2020 nella sezione big: il suo è stato giudicato il migliore brano sui diritti umani
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ROMA – ‘Io sono l’altro’ di Niccolò Fabi ha vinto l’edizione 2020 del Premio Amnesty International Italia nella sezione big, sezione creata nel 2003 da Amnesty International Italia e dall’associazione culturale Voci per la Libertà per premiare il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell’anno precedente da un personaggio di spicco della musica italiana.

La canzone è all’interno del disco ‘Tradizione e tradimento’, pubblicato a ottobre 2019 e anticipato proprio da ‘Io sono l’altro’. La premiazione avverrà il 2 agosto durante la serata finale della 23a edizione di ‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty‘, che si terrà dal 31 luglio al 2 agosto a Rosolina Mare (Rovigo) con vari ospiti musicali, che saranno annunciati prossimamente, e con le semifinali e finali della sezione emergenti del Premio Amnesty. Il bando di concorso di questa sezione si è chiuso da pochi giorni. Ora l’organizzazione ha iniziato le selezioni per individuare gli otto brani che si contenderanno il premio a Rosolina Mare.

Riguardo alla canzone vincitrice, Niccolò Fabi ha spiegato che “l’altro che mi interessa non è necessariamente il diverso, nella accezione più iconografica e scontata della diversità etnica sociale o religiosa. Ho provato a parlare semplicemente dell’altro e della sua importanza. Di ogni altro che è il potenziale responsabile della nostra salvezza come della nostra infelicità, così come reciprocamente noi lo siamo della sua. Sono particolarmente orgoglioso che Amnesty International e Voci per la libertà abbiano riconosciuto come riuscito il mio tentativo, premiando questa canzone”. 

Emanuele Russo, presidente di Amnesty International Italia, ha affermato: “In un momento drammatico come quello che stiamo vivendo non potevamo non premiare ‘Io sono l’altro’ di Niccolò Fabi, una riflessione sull’importanza dell’empatia, sull’altro, sul ‘diverso’. ‘Io sono l’altro’ è un testo profondo che esalta la musica per merito della sua intensità, che racconta di un tempo in cui si tende a preferire egoismo e chiusura rispetto alla comprensione e alla conoscenza dell’altro. Racchiude in sé tutte le campagne che Amnesty International porta avanti da quasi 60 anni. Senza comprensione, empatia e rispetto reciproco non si potrà mai mettere fine alla catena di violazioni dei diritti umani a cui assistiamo, ogni giorno. ‘Io sono l’altro’, frutto della vena poetica e dell’impegno civile di Niccolò Fabi, sarà un prezioso alleato nelle nostre campagne in difesa dei diritti umani”.

In lizza per il Premio c’erano anche Brunori Sas con ‘Al di là dell’amore’, Levante con ‘Andrà tutto bene’, Fiorella Mannoia con ‘Il peso del coraggio’, Motta con ‘Dov’è l’Italia’, Willie Peyote con ‘Mostro’, Daniele Silvestri con ‘Qualcosa cambia’, Tre allegri ragazzi morti con Pierpaolo Capovilla con ‘Lavorare per il male’, Margherita Vicario con ‘Mandela’ e The Zen Circus con ‘L’amore è una dittatura’. Il premio viene assegnato da una nutrita giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, addetti ai lavori, referenti di Amnesty International e di Voci per la Libertà.

‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty’ si inserisce nella più amplia programmazione di ‘Arte per la Libertà – La barca dei diritti’, il festival della creatività per i diritti umani nato dall’unione di Voci per la Libertà e Deltarte, un’anima più musicale e una più legata all’arte contemporanea.

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Ecco il Family Act, dal congedo di paternità all’assegno universale https://www.dire.it/12-06-2020/472629-ecco-il-family-act-dal-congedo-di-paternita-assegno-universale/ Fri, 12 Jun 2020 07:16:30 +0000 https://www.dire.it/?p=472629 bonetti_elena

Approvato ieri sera dal cdm il 'Family Act', pacchetto di norme in sostegno della famiglia

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Approvato ieri sera dal cdm il 'Family Act', pacchetto di norme in sostegno della famiglia
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ROMA – Una figlia o un figlio sono ‘un valore e debbono essere considerati un arricchimento sia per la famiglia in cui nascono, sia, soprattutto, per la societa’ che li accoglie e che condivide con i genitori l’oneroso compito di accudirli e proteggerli sin dalla nascita’. E’ questo il principio ispiratore del Family Act, il pacchetto di norme in sostegno della famiglia approvato ieri sera dal consiglio dei ministri.

Il disegno di legge e’ collegato alla legge di bilancio 2020, e’ composto da 8 articoli e all’articolo 1 sono previsti i principi ed i criteri direttivi cardine di tutta la riforma che sara’ attuata con i decreti delegati.

Articolo 1 – Principi e criteri direttivi della riforma

Si dispone che il Governo, nell’adozione di tutti i decreti attuativi della riforma, preveda che le misure siano applicate in modo universale ai nuclei familiari con figli, secondo criteri di progressivita’ basati sull’applicazione di indicatori della situazione economica equivalente. Ai fini della determinazione dell’importo dell’assegno si dovra’ tener conto del numero dei figli.

Articolo 2 – L’assegno universale

Contiene la delega al Governo ad adottare, entro il 30 novembre 2020, un decreto legislativo per l’istituzione dell’assegno universale ed il riordino di tutte le misure di sostegno economico per i figli a carico. Nell’esercizio della delega, il governo deve rispettare ulteriori principi e criteri enunciati in questa disposizione. Tra questi, innanzitutto, il principio dell’universalita’, in virtu’ del quale l’assegno e’ attribuito indistintamente in una quota base a tutti nuclei familiari con uno o piu’ figli, cui viene aggiunta una quota variabile determinata per scaglioni dall’indicatore ISEE.

Nella determinazione dell’importo dell’assegno si tiene conto anche dell’eta’ dei figli a carico. L’assegno e’ mensile e verra’ corrisposto dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del diciottesimo anno di eta’ di ciascun figlio, ad eccezione della figlia o del figlio disabile per il quale non sussistono limiti di eta’, tramite una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione. Nel caso di figli successivi al primo, l’assegno subira’ una maggiorazione del venti per cento, cosi’ anche nel caso di figlia o figlio disabile. L’importo dell’assegno universale non concorre alla formazione del reddito imponibile, ne’ ai fini delle prestazioni a sostegno del reddito.

Infine e’ prevista una clausola di salvaguardia per cui e’ riconosciuta una integrazione compensativa dell’importo dell’assegno diretta ad assicurare che lo stesso non risulti in ogni caso inferiore a quello in godimento al nucleo familiare prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della delega.

Articolo 3 – Riordino misure sostegno economico per i figli a carico

Contiene la delega al Governo all’adozione, previa intesa in Conferenza Unificata, di uno o piu’ decreti legislativi per l’istituzione ed il riordino delle misure di sostegno economico per i figli a carico. Le misure di sostegno alle famiglie, che i decreti legislativi dovranno attuare, riguardano innanzitutto interventi di sostegno, con contributi che possono coprire anche l’intero ammontare delle rette degli asili nido, dei micronidi, delle sezioni primavera e delle scuole dell’infanzia, ovvero eventuali forme di supporto presso la propria abitazione in favore delle bambine e dei bambini al di sotto dei sei anni.

Si prevede, inoltre, che nei decreti delegati siano individuate misure di sostegno per le famiglie sia per le spese sostenute per i minori affetti da patologie fisiche, ivi compresa la diagnosi di disturbo dell’apprendimento, sia per le spese documentabili per l’acquisto di libri scolastici per ciascun figlio, frequentante la scuola secondaria di primo e secondo grado, e per le spese sostenute relativamente alle gite scolastiche, all’iscrizione o abbonamento ad associazioni sportive e i corsi di lingua, arte e musica. Ulteriore criterio di delega e’ che siano previste agevolazioni per forme di sostegno al welfare aggiuntivo legate alla contrattazione di secondo livello.

Articolo 4 – Congedi parentali

Contiene la delega al Governo all’adozione di uno o piu’ decreti legislativi aventi ad oggetto il riordino e l’armonizzazione della disciplina dei congedi parentali e del congedo di paternita’. La riforma in oggetto recepisce, in anticipo, quanto previsto dalla Direttiva UE 2019/1158 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019 sull’equilibrio tra attivita’ professionale e vita familiare. La Direttiva ha l’obiettivo di riformare l’accesso agli istituti volti a conciliare i tempi di vita e di lavoro tenendo conto degli sviluppi della societa’ europea degli ultimi decenni attraverso una revisione di alcuni istituti quali il congedo parentale e il congedo di paternita’. La delega prevede un periodo di almeno 10 giorni di durata del congedo di paternita’ obbligatorio nei primi mesi di nascita della figlia o del figlio.

Al comma 2, e’ contenuta la disciplina del congedo parentale e sono previste le seguenti misure: un permesso retribuito, di almeno 5 ore nell’arco di un anno scolastico per i colloqui con i professori dei figli; l’introduzione di modalita’ flessibili nella gestione di congedi, compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro e nell’ambito della relativa competenza, con le forme stabilite dalla contrattazione collettiva applicata al settore; una durata minima di 2 mesi di congedo non cedibile all’altro genitore.

Al comma 3 e’ contenuta la disciplina del congedo di paternita’ che deve essere previsto a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore e previo congruo periodo di preavviso al datore di lavoro, in base a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva del settore, siglata dai sindacati comparativamente piu’ rappresentativi sul piano nazionale. In sede di attuazione, si dovranno prevedere misure specifiche per un’estensione della disciplina sui congedi parentali anche ai lavoratori autonomi, tenendo conto della specificita’ delle singole professioni.

Articolo 5 – Incentivi al lavoro femminile

Contiene la delega al Governo all’adozione di uno o piu’ decreti legislativi aventi ad oggetto il riordino ed il rafforzamento delle misure volte ad incentivare il lavoro femminile. Il governo dovra’ adottare decreti legislativi. Dovra’ essere prevista la detraibilita’ o la deducibilita’ di una percentuale delle spese sostenute per gli addetti ai servizi domestici o assistenza di familiari con deficit di autonomia, assunti con contratto di lavoro subordinato, tenendo conto dell’applicazione di indici della situazione economica equivalente delle famiglie.

Sono, altresi’, previste misure che attuino una modulazione graduale della retribuzione del lavoratore, nei giorni di astensione per malattia del figlio nonche’ misure premiali per datori di lavoro che realizzino politiche atte a promuovere una piena armonizzazione tra vita privata e lavoro, quali, ad esempio, lavoro flessibile, smart working, telelavoro e, con priorita’ per le lavoratrici madri fino alla maggiore eta’ del figlio.

Ulteriore criterio di delega prevede che sia riconosciuta priorita’ nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalita’ agile, ai genitori di figli con eta’ inferiore a 14anni, secondo le modalita’ previste dai contratti collettivi nazionali, sottoscritti dai sindacati comparativamente piu’ rappresentativi sul piano nazionale.

E’, infine, prevista una quota di riserva della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per l’avvio delle nuove imprese start up femminili e l’accompagnamento per i primi due anni.

Articolo 6 – Educazione e formazione dei figli

Contiene la delega al Governo all’adozione di uno o piu’ decreti legislativi per il riordino e il rafforzamento delle misure volte a sostenere la famiglia nella formazione dei figli, affinche’ acquisiscano autonomia finanziaria.

A tal fine, il governo dovra’ prevedere detrazioni fiscali delle spese documentabili sostenute per acquistare libri universitari per ciascuna figlia o figlio maggiorenne a carico, qualora non goda di altre forme di sostegno per l’acquisto dei testi universitari. Saranno inoltre previste detrazioni fiscali delle spese documentabili relative al contratto di affitto di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti ad un corso universitario ed agevolazioni fiscali per l’affitto della prima casa per le giovani coppie, di cui almeno uno dei due non abbia superato 30 anni al momento della presentazione della domanda.

L’ Articolo 7 disciplina il procedimento per l’adozione dei decreti legislativi.

L’articolo 8 prevede le risorse a copertura dell’attuazione delle disposizioni del presente disegno di legge delega. In particolare, la copertura e’ a valere sulle risorse del Fondo ‘Assegno universale e servizi alla famiglia’, di cui all’articolo 1, comma 339, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 ( legge di bilancio 2020), dalla modifica di misure a sostegno delle famiglie e della genitorialita’ attualmente vigenti, nonche’ da quelle rivenienti dall’abrogazione o dalla modifica di altre misure.

Al secondo comma si prevede che qualora uno o piu’ decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, questi sono emanati solo successivamente o contestualmente all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.

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Scuola, Aifi Lombardia premia la prevenzione anche a distanza https://www.dire.it/11-06-2020/472366-scuola-aifi-lombardia-premia-la-prevenzione-anche-a-distanza/ Thu, 11 Jun 2020 14:30:28 +0000 https://www.dire.it/?p=472366

La pandemia non ha fermato il progetto di AIFI Lombardia, 'La schiena va a scuola. Prime regole per rispettarla'

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ROMA – La pandemia non ha fermato il progetto di AIFI Lombardia, ‘La schiena va a scuola. Prime regole per rispettarla‘. Anzi, il programma di prevenzione per il benessere della schiena, rivolto alle prime classi di scuola secondaria di primo grado lombarde, e’ arrivato a compimento, per il quinto anno consecutivo, proprio stamattina.

L’associazione italiana fisioterapisti ha chiamato a raccolta i suoi volontari e le scuole aderenti per un incontro di restituzione che ha sostituito l’annuale evento di premiazione. Come ha spiegato Alberto Culot, referente del progetto per AIFI, infatti, “anziche’ nominare un vincitore, quest’anno abbiamo voluto donare un kit sportivo a tutte le classi che hanno partecipato sin da settembre e premiare, dunque, l’ottima risposta dei ragazzi, nonostante le difficolta’ del periodo”. 

“La nostra associazione crede particolarmente in questo progetto- commenta Roberta Pirani, vicepresidente di AIFI Lombardia- perche’ esprime una delle peculiarita’ del fisioterapista, che e’ anche un ambito poco riconosciutogli, ovvero quello della prevenzione. Il fisioterapista e’ l’esperto del movimento, percio’ vogliamo affiancare la scuola, i ragazzi e i docenti nel promuovere il movimento sano, che e’ vita e lo e’ stato ancora di piu’ in questo particolare momento di quarantena”. 

AIFI, a 61 anni dalla sua fondazione, e’ da poco divenuta associazione tecnico-scientifica, “risultato che ci stimola per migliorare ed estendere questo progetto”, conclude Pirani.

Dieci istituti comprensivi, 38 classi, 7 fisioterapisti professionisti. Questi i numeri di un impegno corale che, in quest’ultima edizione, ha consegnato con forza un chiaro messaggio alle scuole: conosciamo il movimento, studiamo com’e’ fatta la nostra schiena, impariamo a muoverci per muoverci meglio. E’ questa l’opinione unanime degli studenti e dei docenti intervenuti stamane, chi in video chi in diretta, durante il collegamento. Agnese, ad esempio, alunna dell’istituto comprensivo ‘Cardinal Ferrari’ di Cantu’, nel comasco, ha confidato di “avere preso molti appunti” ma soprattutto di avere “continuato a ripetere gli esercizi imparati”. Soddisfatto il fisioterapista che ha seguito la scuola, Flavio Cova: “Muoversi e’ importante perche’ aiuta le funzioni di stabilita’ e movimento della colonna e del corpo, soprattutto in questo periodo in cui molti ragazzi hanno perso opportunita’ di fare sport” ha ricordato. “E’ il terzo anno per noi- e’ intervenuta la dirigente suor Iolanda Pistani- vediamo proprio che a distanza di tempo i ragazzi ricordano e ne parlano a casa sapendo coinvolgere le famiglie”. 

“Anche nella lontananza ho sentito l’entusiasmo dei ragazzi nel prendersi a cuore il benessere della schiena” ha confermato la docente Anna Rossini. Medesime impressioni sono quelle raccolte da Linda Cappo, la “super fisio”- prendendo in prestito il linguaggio del progetto- che ha seguito gli istituti di Milano ‘Massa’ e ‘via Linneo’, insieme alla docente Enrica Molinari: “Io ho trovato tanti ragazzi che sono rimasti in movimento, ognuno come ha potuto, insieme alla famiglia, chi faceva le scale di casa, chi gli allenamenti coi genitori. Questo era esattamente il nostro messaggio: teniamoci in movimento nella vita di tutti i giorni“. 

Ci sono poi scuole come l’IC di ‘Castelleone’, nel cremonese, che durante la quarantena hanno tradotto il progetto nelle ore di educazione motoria a distanza; e’ il caso del professor Marco Dati che ha sviluppato gli stimoli ricevuti dalla fisioterapista Monica Bandirali “indicando moduli di esercizi e quiz. Sono convinto che sia passato piu’ che mai il concetto che non bisogna essere inattivi” ha poi aggiunto. D’accordo anche Elena Davelli, altra formatrice di AIFI, e Massimo Pe, docente dell’istituto comprensivo ‘Zammanchi’ di Manerbio, nel bresciano, che ha notato “grande interesse per la conoscenza di cio’ che e’ alla base del movimento. Per molti ragazzi scoprire come fosse fatta la schiena e’ stata un’illuminazione. Questo e’ il fondamento della prevenzione”. Le produzioni e le opinioni dei ragazzi sono stati raccolte in due video disponibili sul sito di AIFI Lombardia.

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Aissa, Wong e gli altri: “Siamo in politica per rappresentare tutti” https://www.dire.it/11-06-2020/472047-aissa-wong-e-altri-siamo-in-politica-per-bene-allitalia/ Thu, 11 Jun 2020 07:36:12 +0000 https://www.dire.it/?p=472047

Nel panel Conngi voci di consiglieri e assessori di origine straniera

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Nel panel Conngi voci di consiglieri e assessori di origine straniera
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ROMA – “Il livello di democrazia di un Paese si misura dal modo in cui le sue minoranze sono rappresentate, che si tratti di orientamento di genere, religioso o delle persone con background migratorio. La nostra Costituzione riconosce i diritti di queste persone, ma bisogna avviare e rafforzare un processo di inclusione non solo a livello politico, ma anche educativo, artistico, economico-finanziario, sportivo, medico”.

Ne e’ convinta Marwa Mahmoud, consigliera comunale di Reggio Emilia, una delle relatrici intervenute al panel online “‘Eletti’ con Background migratorio”, secondo appuntamento di “Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano”, organizzato dal Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane (Conngi).

A porre l’accento sul ruolo della scuola nei processi di inclusione e’ Basma Aissa, 30 anni, che da 27 vive in Italia.
Aissa e’ un’educatrice che si occupa di disabilita’ e disagio sociale e ora e’ anche consigliera comunale di Castelfranco Emilia: “La scuola e’ il luogo per eccellenza dello scambio” che alimenta “la cittadinanza attivita’” perche’ “e’ tra i banchi che bambini e bambine condividono quel pezzetto di cultura che portano con se’ naturalmente, e si arrichiscono”.

Secondo la consigliera emiliana e’ poi importante “non cadere nei cliche’: noi consiglieri, assessori o presidenti con background migratorio non rappresentiamo solo una comunita’, anzi- evidenzia l’educatrice- la novita’ arriva nel momento in cui rappresentiamo tutti, proponendo modelli positivi che possano contrastare e rimodellare i ruoli stereotipati, i linguaggi d’odio. Sta a noi accettare questa sfida”.

“Non e’ facile ricoprire un incarcio istituzionale: sai che devi fare ancora meglio per non deludere le aspettative” ammette Diye Ndiaye, assessora al Comune toscano di Scandicci. Ma proprio il fatto di avere radici straniere “permette di avere una visione piu’ ampia delle questioni e dei problemi e questo davvero consente di rappresentare i cittadini”.

A chiamare in causa il tema della cittadinanza e il ruolo dell’Unione europea e’ Othmane Yassine, 29enne consigliere comunale Fermignano, nelle Marche: “La cittadinanza europea passa per quella italiana quindi e’ un problema nel problema. In altri Stati europei il processo per ottenerla e’ piu’ rapido, a Bruxelles sanno che in Italia manca una legge di riforma”.

Yassine evidenzia che ormai nel nostro Paese non ci sono solo immigrati arrivati da adulti, “ma seconde generazioni. Tanti giovani soffrono per la mancanza di un riconoscimento e quindi di diritti”. Nel proprio Comune, il consigliere spiega: “ci stiamo concentrando sull’insegnamento dell’italiano per favorire l’integrazione”. Un meccanismo che non deve pero’ “confondersi con l’assimilazione culturale, quando cioe’ si spinge la persona ad abbandonare la propria cultura”.

George Claudiu Stanasel e’ vicepresidente del Consiglio comunale di Prato: “Ho ancora la cittadinanza romena, e questo pesa” ammette il politico, che possiede anche un’azienda “che da’ lavoro a famiglie italiane, romene e di altre origini”. Stanasel e’ convinto che sia “giusto contribuire alla crescita di questo Paese, perche’ ci ha offerto un percorso di vita che forse nelle nostre nazioni d’origine non avremmo potuto intraprendere. Per me quindi, fare politica vuol dire dare qualcosa in piu’ alla comunita’ in cui vivo”.

Marco Wong, 57 anni, anche lui consigliere comunale a Prato chiude con ironia il panel Conngi: “Adamo ed Eva sono i primi migranti della storia: lasciarono il paradiso per venire sulla Terra”. L’ingegnere evidenzia l’importanza di non escludere le persone di origine straniera dalla societa’: “Da bambino non parlavo cinese, l’ho dovuto imparare da adulto. Ho ottenuto la cittadinanza a 19 anni quindi e’ forte in me il ricordo delle lunghe attese per rinnovare il permesso di soggiornare nel Paese in cui ero nato e cresciuto”.

Quarant’anni fa, continua Wong, “vivevano quella situazione poche migliaia di persone, adesso pero’ sono milioni. Bisogna che la legge cambi”. Il consigliere conclude sottolineando che le varie esperienze vissute lo hanno spinto a “portare investimenti e tecnologia in Cina e creare ponti con l’Italia, e questo percorso mi ha portato a candidarmi per rappresentare anche la grande comunita’ di cinesi a Prato”.

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VIDEO | Autismo, IdO: “Valorizzare disegno, in bimbi c’è espressività” https://www.dire.it/10-06-2020/471887-autismo-ido-valorizzare-disegno-in-bimbi-ce-espressivita/ Wed, 10 Jun 2020 16:26:26 +0000 https://www.dire.it/?p=471887 disegni bambini_covid

"Anche la maggior forma di disagio e' un'espressione": dice Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell'Istituto di Ortofonologia (IdO)

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"Anche la maggior forma di disagio e' un'espressione": dice Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell'Istituto di Ortofonologia (IdO)
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ROMA – “È impossibile non esprimersi, cosi’ come e’ impossibile non comunicare, perche’ anche la maggior forma di disagio e’ un’espressione. La stereotipia o l’interesse sensoriale sono espressioni”. Esordisce cosi’ Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), nella diretta Facebook su ‘Espressivita’ e processi evolutivi nello spettro autistico‘, assieme a Paolo Pace, responsabile dell’Unita’ operativa di Neuropsichiatria infantile dell’Asp di Castelvetrano. Nei disturbi dello spettro autistico, infatti, la psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva sottolinea che il bambino, “per la sua difficolta’ di ordine neuroevolutivo, ha dei particolari deficit nei processi di imitazione e sintonizzazione. Sul piano espressivo e’ in grado di apprendere ma non ‘colora’– precisa- perche’ non e’ in grado di imitare e di sintonizzarsi con l’altro, non riesce a rendere variegato il suo repertorio espressivo”. La chiave per lo sviluppo della capacita’ espressiva deve passare, dunque, a detta degli esperti, dalla logica del ‘tasto unico’. 

“Luigi XIV soleva dire ‘lo Stato sono io’- ricorda Pace- E mutuando questa espressione possiamo dire ‘Noi siamo il nostro corpo’ e ancora, dandogli una connotazione musicale, possiamo dire: ‘Noi siamo il nostro pianoforte’, uno strumento che si compone di 88 tasti. Ottantotto tasti che rappresentano anzitutto la nostra genetica- continua- Nel mondo saremo 8 miliardi e togliendo i gemelli omozigoti non c’e’ una mappa genetica uguale a un’altra. Questa e’ la misura di quanta unicita’ compone ciascuno di noi. Tutti i nostri tasti sono diversi dagli altri, e si apre cosi’ un orizzonte che ambisce a intercettare quell’unicita’, quel tasto unico”. Ecco che tra i tasti unici, per quanto riguarda le manifestazioni emotive ed espressive iniziali, “ci sono quelle non verbali che hanno a che fare con la dimensione affettivo-corporea, e poi emozionale. Quelle manifestazioni- illustra Di Renzo- sono anche possibili comunicazioni. Si pensi al pianto del bambino, che e’ una prima modalita’ espressiva che riguarda il cambiamento di un equilibrio emostatico, per cui, pero’, e’ necessario che vi sia qualcuno in grado di decodificare il messaggio”. Lo stesso accade anche “per la postura, che esprime qualcosa ma sempre a patto che ci sia qualcuno che la sappia decifrare”. 

E si torna cosi’ al focus principale, alla “metafora del tasto unico- ricorda Di Renzo- di quell’unica nota e di quell’individualita’ che fa parte del patrimonio di ciascuno, ma spesso non viene adeguatamente letta”. Percio’ l’ascolto e la decodifica delle espressioni dei ragazzi con disturbi dello spettro autistico, potrebbero addirittura avere “un’analogia con la biologia. In ambito biologico, infatti- illustra il neuropsichiatra infantile- i grassi saturi fanno piu’ male dei grassi insaturi”. Ecco, cosi’ anche “in ambito terapeutico, perche’ se si va a saturare un intervento si rischia di fare molto male al bambino. Pensiamo alla nascita del linguaggio e della parola che prevede tappe evolutive da cui non si scappa e che bisogna rispettare: il gesto, l’imitazione ‘percepita’ o ‘per essere’ e l’immagine”. Da queste non si puo’ fuggire e con “il fenomeno della saturazione” il bambino puo’ non essere “rispettato in queste fasi, nella sua comunicazione naturale, ecologica ed evolutiva- ribadisce Pace- perche’ si vuole immancabilmente ottenere una performance da lui, e la si ottiene anche subito, ma con effetti rebound”, riflette il neuropsichiatra infantile. Occorre comprendere e “sapere che esistono modalita’ espressive lungo tutto l’arco dello sviluppo– gli fa eco Di Renzo- Non possiamo chiedere a un bambino di pochi mesi quello che potremmo chiedere a uno di 6 o 7 anni”. La saturazione, difatti, genera “tutta una serie di agiti parossistici, figli di sovrastrutture imposte al minore”. E in questo senso la valorizzare dell’arte, “che e’ un’attivita’ completamente umana, e’ davvero importante”

. Basti pensare all’esempio terapico sperimentato dall’IdO con un gruppo di bimbi autistici “di 4-5 anni”, che sono stati avviati al disegno. “Le loro produzioni- ricorda la psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva- erano per lo piu’ scarabocchi, ma questo non deve essere inteso come termine negativo”. Quegli scarabocchi, “quei disegni, sono stati esposti ed alle mamme e’ stato chiesto di riconoscerli. Si e’ attivata un’esperienza fortissima e decisiva per il rapporto madre-figli– commenta ancora Di Renzo- Tutte le mamme sono riuscite a riconoscere quei segnali, da un qualunque elemento. Sembravano soltanto scarabocchi, ma in realta’ quella era la venuta al mondo della traccia, che a differenza del suono, lascia un segno. Le madri hanno riconosciuto il tasto unico“, chiosa. 

L’arte, il disegno, assume dunque un valore crescente “dal punto di vista cognitivo. Perche’ se le fasi vengono adeguatamente esplorate, e ai bambini viene data la possibilita’ di esprimerle, questo porta un vantaggio cognitivo enorme e l’espressivita’ vera diventa un meccanismo cognitivo di primo ordine”. Nella scuola dell’infanzia, “spesso, il disegno invece viene un po’ tarpato. L’ansia che domina e’: ‘Il bambino deve subito scrivere’- aggiunge Pace- Ma il disegno viene prima della scrittura e ci consente di far evolvere il bambino senza fargli pressione. La pressione, difatti, e’ piu’ un soddisfacimento del bisogno dell’adulto che di quello del bambino- conclude il neuropsichiatra- La realta’ e’ che per essere ‘evolutivi’ bisogna avere molta pazienza“.

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Tokyo senza soldi dopo il Covid19, le Olimpiadi 2021 potrebbero essere molto ridotte https://www.dire.it/10-06-2020/471378-tokyo-senza-soldi-dopo-il-covid19-le-olimpiadi-2021-potrebbero-essere-molto-ridotte/ Wed, 10 Jun 2020 07:11:30 +0000 https://www.dire.it/?p=471378 olimpiadi

La crisi finanziaria lasciata dall'emergenza coronavirus potrebbe portare a una "riduzione drastica delle dimensioni dell’evento”

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La crisi finanziaria lasciata dall'emergenza coronavirus potrebbe portare a una "riduzione drastica delle dimensioni dell’evento”
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TOKYO – Secondo quanto dichiarato dalla governatrice di Tokyo Yuriko Koike, nel pieno della campagna elettorale per il rinnovo del suo mandato, la precaria situazione finanziaria in cui si trova la capitale a causa del coronavirus potrebbe portare “ad una semplificazione del formato delle Olimpiadi di Tokyo previste per la prossima estate e ad una riduzione drastica delle dimensioni dell’evento”. Le voci di spesa per le misure attuate per contrastare il virus hanno superato finora i 1.000 miliardi di yen (8.2 miliardi di euro) e la città ha iniziato ad attingere al suo fondo di emergenza per le spese correnti.

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) sosterrà una spesa massima di circa 70 miliardi di yen, per cui la parte restante dei costi dovrà essere sostenuta dalla città ospitante che, oltre ai problemi finanziari immediati e le prospettive di un crollo del gettito fiscale nei prossimi mesi, dovrà fare i conti anche con un evento che, date le condizioni particolari del momento, potrebbe anche non generare quegli impulsi positivi sull’economia che avevano spinto Tokyo a candidarsi per ospitare il massimo evento sportivo al mondo.

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