Sicilia – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Fri, 03 Jul 2020 10:39:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Ponte stretto, Musumeci a Provenzano: “L’opera è essenziale” https://www.dire.it/03-07-2020/480953-ponte-stretto-musumeci-a-provenzano-lopera-e-essenziale/ Fri, 03 Jul 2020 10:24:35 +0000 https://www.dire.it/?p=480953 ponte-stretto-progetto-2011

Il governatore Musumeci si esprime contro quanto detto da Provenzano, per il quale il ponte sullo stretto non è una priorità rispetto all'Alta velocità

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Il governatore Musumeci si esprime contro quanto detto da Provenzano, per il quale il ponte sullo stretto non è una priorità rispetto all'Alta velocità
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ROMA – Secondo il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano “non è necessario” attendere il ponte sullo stretto di Messina per avere l’alta velocità tra le grandi città siciliane, ma il governatore dell’Isola Nello Musumeci dissente dall’opinione espressa ieri dall’esponente del governo Conte nel corso di un webinar della Cisl Sicilia: “Non sono d’accordo con Provenzano – ha spiegato a margine della presentazione del biglietto integrato giornaliero bus-tram-treno che entrerà in vigore da domani a Palermo -. Noi non abbiamo bisogno di alta velocità all’interno di un’Isola dove per entrare ci vuole un’ora e un quarto con il treno“.

“A noi servono ferrovie veloci e strade sicure”, ha aggiunto Musumeci secondo cui il Ponte “è essenziale”. Il governatore ha poi aggiunto: “Da Trapani a Gela ci vogliono sette-otto ore e dal momento che a seguire c’è Comiso, che ha un aeroporto, se noi acceleriamo la tratta ferroviaria che da Trapani porta nella zona di Gela e del Comisano avremo reso un grande servizio. Lo stesso se completiamo l’autostrada che dal Trapanese si congiunge con la Catania-Siracusa-Modica-Gela”.

Questa la ricetta di Musumeci per la velocizzazione dei trasporti: “Abbiamo bisogno di una maggiore accessibilità in Sicilia, quindi il Ponte è essenziale, e abbiamo anche bisogno di accelerare la mobilità all’interno dell’Isola. In entrambi i casi la competenza non è della Regione ma dello Stato, le opere sono già previste e sono nella legge obiettivo del 2002 ma sono rimaste lì, soltanto titoli”.

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Scossa di magnitudo 3.7 a largo di Siracusa https://www.dire.it/02-07-2020/480819-scossa-di-magnitudo-3-7-a-largo-di-siracusa/ Thu, 02 Jul 2020 16:52:52 +0000 https://www.dire.it/?p=480819

Epicentro a una profondità di 14 chilomentri. Molta gente a Siracusa è scesa in strada per la paura

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Epicentro a una profondità di 14 chilomentri. Molta gente a Siracusa è scesa in strada per la paura
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PALERMO – Scossa di terremoto magnitudo 3.7 al largo di Siracusa. Il sisma, registrato dalle apparecchiature dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha avuto origine a una profondità di 14 chilometri alle 17:28.

Dalle prime informazioni sembra che non ci siano stati danni ma molta gente a Siracusa è scesa in strada per la paura.

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Migranti, Mediterranea: “Otto dei 43 sbarcati positivi al Covid-19” https://www.dire.it/02-07-2020/480552-migranti-mediterranea-8-dei-43-sbarcati-positivi-al-covid-19/ Thu, 02 Jul 2020 10:30:52 +0000 https://www.dire.it/?p=480552 mare jonio mediterranea

Equipaggio della Mare Jonio in quarantena nel porto di Augusta

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Equipaggio della Mare Jonio in quarantena nel porto di Augusta
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ROMA -“Siamo stati informati dalle autorità sanitarie che 8 dei 43 tamponi laringofaringei effettuati ieri pomeriggio sulle persone sbarcate ad Augusta da nave Mare Jonio sono risultati positivi al Covid-19. La pandemia non fa purtroppo distinzione e non conosce i confini e si è evidentemente propagata anche nel continente africano ed in Libia in modo massiccio. Questo impone un intervento umanitario di soccorso che preveda l’evacuazione dai campi di prigionia libici dove le condizioni igenico-sanitari disastrose rischiano di trasformare quei luoghi in un focolaio senza precedenti”. Lo afferma Mediterranea Saving Humans in una nota.

“D’altro canto- spiegano- un’emergenza non esclude l’altra: senza navi da soccorso in mare le persone muoiono a migliaia nel Mediterraneo centrale. In assenza di soccorsi da parte dei governi le navi della società civile non possono fermarsi, adesso meno che mai. Far morire le persone in mare non può essere un metodo di prevenzione e contenimento del virus. È un discorso inaccettabile. E anche quando i profughi miracolosamente riescono ad arrivare fino alla terraferma in autonomia la sicurezza sanitaria è comunque meno garantita rispetto a quanto le nostre navi riescono a fare. Le persone che abbiamo salvato sono in quarantena e non rappresentano un rischio per la popolazione siciliana, le procedure adottate da Mare Jonio sono le più avanzate per il contenimento del Covid-19, procedure che permettono di identificare i positivi immediatamente senza rischi di propagazione dell’epidemia. L’equipaggio di nave Mare Jonio è adesso all’ancora nel porto di Augusta, già in quarantena. Gli uomini e le donne che sono salpati con Mare Jonio lo hanno fatto, con coraggio, a tutela della vita e della salute, in mare come in terra. L’equipaggio si atterrà scupolosamente a tutte le misure le autorità sanitarie riterranno opportune. Oggi più che mai Mediterranea fa suo il monito di Papa Francesco. Nessuno si salva da solo, dalla morte in mare così come dalla pandemia”.

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Migranti, Ocean Viking soccorre 16 persone al largo di Lampedusa https://www.dire.it/01-07-2020/480072-migranti-ocean-viking-soccorre-16-persone-al-largo-di-lampedusa/ Wed, 01 Jul 2020 08:20:13 +0000 https://www.dire.it/?p=480072 ocean viking

Sull'isola continuano gli sbarchi

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Sull'isola continuano gli sbarchi
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PALERMO – Sedici persone son state salvate nella notte dalla nave Ocean Viking di Sos Mediterranee: si trovavano su una barca in vetroresina in difficoltà a 40 miglia nautiche a sud di Lampedusa. Il salvataggio, secondo quanto reso noto dall’organizzazione umanitaria, è avvenuto sotto la direzione del Centro di coordinamento di salvataggio maltese. Al momento sono 180 le persone a bordo della Ocean Viking, mentre a Lampedusa gli sbarchi delle ultime ore hanno portato sull’isola oltre cento migranti che si aggiungono alle altre persone ospitate nel centro di contrada Imbriacola.

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Piste tattili per non vedenti a Erice, Samonà blocca i lavori https://www.dire.it/30-06-2020/479967-piste-tattili-per-non-vedenti-a-erice-samona-blocca-i-lavori/ Tue, 30 Jun 2020 17:00:21 +0000 https://www.dire.it/?p=479967

Il problema è legato all'impatto architettonico nel borgo medioevale

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Il problema è legato all'impatto architettonico nel borgo medioevale
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PALERMO – I percorsi tattili per non vedenti a Erice, la cui posa in opera nel centro storico era stata avviata nei giorni scorsi scatenando diverse polemiche per l’intervento invasivo sulle strade del borgo medievale trapanese, sono stati rimossi e si sta provvedendo al ripristino del basolato originario. Ne dà notizia l’assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana, Alberto Samonà.
“Ho dato immediate disposizioni agli uffici – dice – di verificare la fondatezza delle proteste che mi sono state consegnate da cittadini e consiglieri comunali di Erice e di intervenire a salvaguardia del prezioso gioiello medievale. Il Soprintendente di Trapani, intervenuto tempestivamente nel cantiere, ha riscontrato la difformità delle opere rispetto al progetto autorizzato nel 2015 e ha bloccato i lavori disponendo la rimozione del camminamento in pietra bianca e il ripristino del selciato che dovrà essere riportato alle condizioni originarie. Non è in discussione – dice Samonà – la necessità di effettuare interventi a tutela dei cittadini con deficit visivi, ma delle modalità e delle tecniche usate per realizzare l’opera. È indubbio che in contesti soggetti a tutela ogni intervento deve essere valutato soprattutto sotto il profilo dell’impatto architettonico”.

Le opere, realizzate dall’amministrazione comunale di Erice, riguardano la posa in opera di percorsi tattili per non vedenti e ipovedenti, della larghezza di 40-50 centimetri, realizzati in pietra bianca che utilizzano superfici dotate di rilievi con un codice informativo facilmente rilevabile attraverso la pressione del piede. Il percorso in fase di realizzazione era stato creato anche come percorso di emergenza per il raggiungimento di luoghi di riunione in caso di calamità naturali.

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Voli cancellati e rimborsi negati, centinaia di casi https://www.dire.it/30-06-2020/479723-voli-cancellati-e-rimborsi-negati-centinaia-di-casi/ Tue, 30 Jun 2020 10:36:53 +0000 https://www.dire.it/?p=479723 aeroporto_voli

A segnalare il caso è l'europarlamentare siciliano Ignazio Corrao, che me chiede conto alla Commissione europea: ci sono sia voli annullati in emergenza Covid, sia dopo la ripartenza del 3 giugno

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A segnalare il caso è l'europarlamentare siciliano Ignazio Corrao, che me chiede conto alla Commissione europea: ci sono sia voli annullati in emergenza Covid, sia dopo la ripartenza del 3 giugno
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PALERMO – “Continuo a ricevere centinaia di segnalazioni di viaggiatori letteralmente beffati dalle compagnie aeree. In queste settimane è diventata una pratica sistematica da parte dei vettori infatti accettare la prenotazione dei voli e quindi i pagamenti e comunicare poche ore dopo la cancellazione del volo. Bruxelles faccia chiarezza e tuteli i viaggiatori”. A dirlo è l’europarlamentare siciliano Ignazio Corrao, che ha depositato una interrogazione alla Commissione europea in cui denuncia “le pratiche scorrette e illegittime praticate da qualche mese dalle compagnie aeree che hanno lasciato a terra migliaia di passeggeri”.

“Dal 3 giugno 2020 – spiega Corrao – i passeggeri stanno subendo il danno e anche la beffa. Intanto, siamo di fronte al perdurare del mancato rimborso del prezzo del biglietto cancellato causa Covid da parte dei vettori aerei, in aperta violazione del regolamento comunitario CE 261/2004, cui si aggiungono ulteriori condotte illegittime dal 3 giugno, data cioè di riapertura dei voli. Le compagnie aeree infatti consentono di prenotare i voli sui propri siti e tramite le agenzie, salvo poi cancellarli dopo qualche giorno e in alcuni casi, addirittura, dopo qualche ora adottando come giustificazione causa Covid“.

Per Corrao “si tratta di condotte che meritano approfondita istruttoria e che non sono certamente legate alla pandemia ma a strategie commerciali e probabilmente a escamotage per fare liquidità. Se queste ipotesi dovessero trovare riscontro si tratterebbe di una vera e propria pratica scorretta lesiva dei diritti dei passeggeri – conclude -. Chiarito che la sola offerta del voucher non rimborsabile è contraria alla normativa europea, serve una presa di posizione immediata della Commissione europea per tutelare i viaggiatori anche da questa ennesima furbata commerciale”.

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VIDEO | Estorsioni ai commercianti, blitz contro il clan di San Mauro Castelverde: 11 fermi https://www.dire.it/30-06-2020/479628-video-estorsioni-ai-commercianti-blitz-contro-clan-farinella-11-fermi/ Tue, 30 Jun 2020 07:21:41 +0000 https://www.dire.it/?p=479628 carabinieri

Misure eseguite in Sicilia, Lombardia e Veneto. Ordini dal boss in carcere

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Misure eseguite in Sicilia, Lombardia e Veneto. Ordini dal boss in carcere
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ROMA – Dalle prime ore della mattina i carabinieri del Comando provinciale di Palermo stanno eseguendo un fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 11 persone. I fermi sono scattati in Sicilia, Lombardia e Veneto. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, corruzione, atti persecutori, furto aggravato e danneggiamento.

Le indagini, seguite da un pool di magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, hanno evidenziato gli assetti e le dinamiche criminali del mandamento mafioso di San Mauro Castelverde, che, all’indomani dell’operazione ‘Black Cat‘ dell’aprile 2015, “ha serrato le fila – spiegano i carabinieri – e ha continuato ad operare sul territorio imponendo il proprio potere” con la stessa capacità intimidatoria. In questo quadro si inseriscono le numerosissime estorsioni ai danni dei commercianti locali documentate dai militari, così come l’organizzazione di una “efficientissima” rete di comunicazione necessaria agli storici capimafia detenuti per mantenere il comando “e continuare a strangolare imprese e società civile”.

Le indagini hanno portato alla luce il ruolo ricoperto da Giuseppe Farinella, figlio di Domenico Farinella, boss all’epoca detenuto in regime di alta sicurezza a Voghera. Per i carabinieri del Comando provinciale di Palermo, che hanno portato a termine il blitz ‘Alastra’, un sistema di controllo “basato sui rapporti di consanguineità” che ha così permesso al capomafia detenuto “di mantenere il controllo del mandamento”. Nonostante la giovane età, il rampollo dei Farinella avrebbe avuto il compito di “coordinare” gli altri componenti del clan che operavano sul territorio, “cooperando” con Gioacchino Spinnato di Tusa (Messina), “ben radicato – evidenziano gli investigatori – in Cosa nostra, che ha gestito i contatti con gli uomini d’onore degli altri mandamenti, fra i quali Filippo Salvatore Bisconti, già capo del mandamento mafioso di Belmonte Mezzagno e ora collaboratore di giustizia.

I NOMI DEGLI 11 FERMATI

Questo l’elenco dei fermati nel blitz ‘Alastra’, che ha consentito di smantellare il mandamento mafioso di San Mauro Castelverde, in provincia di Palermo: Domenico Farinella, 60 anni; Gioacchino Spinnato, 68 anni; Giuseppe Farinella, 27 anni; Giuseppe Scialabba, 35 anni; Francesco Rizzuto, 51 anni; Mario Venturella, 57 anni; Antonio Alberti, 46 anni; Rosolino Anzalone, 57 anni; Vincenzo Cintura, 47 anni; Pietro Ippolito, 60 anni; Giuseppe Antonio Di Maggio, 66 anni.

BLITZ ‘ALASTRA’, GLI INVESTIGATORI: “PIZZO FONTE PRIMARIA PER I CLAN”

Le indagini, seguite da un pool di magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, hanno evidenziato gli assetti e le dinamiche criminali del mandamento mafioso di San Mauro Castelverde, che, all’indomani dell’operazione ‘Black Cat’ dell’aprile 2015, “ha serrato le fila – spiegano i carabinieri – e ha continuato ad operare sul territorio imponendo il proprio potere” con la stessa capacità intimidatoria. In questo quadro si inseriscono le numerosissime estorsioni ai danni dei commercianti locali documentate dai militari, così come l’organizzazione di una “efficientissima” rete di comunicazione necessaria agli storici capimafia detenuti per mantenere il comando “e continuare a strangolare imprese e società civile”. Le indagini hanno portato alla luce il ruolo ricoperto da Giuseppe Farinella, figlio di Domenico Farinella, boss all’epoca detenuto in regime di alta sicurezza a Voghera. Per i carabinieri del Comando provinciale di Palermo, che hanno portato a termine il blitz ‘Alastra’, un sistema di controllo “basato sui rapporti di consanguineità” che ha così permesso al capomafia detenuto “di mantenere il controllo del mandamento”.

Nonostante la giovane età, il rampollo dei Farinella avrebbe avuto il compito di “coordinare” gli altri componenti del clan che operavano sul territorio, “cooperando” con Gioacchino Spinnato di Tusa (Messina), “ben radicato – evidenziano gli investigatori – in Cosa nostra, che ha gestito i contatti con gli uomini d’onore degli altri mandamenti, fra i quali Filippo Salvatore Bisconti, già capo del mandamento mafioso di Belmonte Mezzagno e ora collaboratore di giustizia.

GENERALE GUARINO: “BENE GLI IMPRENDITORI CHE DENUNCIANO”

Con l’operazione ‘Alastra’ i carabinieri del Comando provinciale di Palermo hanno colpito “una delle compagini mafiose più potenti e storiche” della provincia di Palermo, quella di San Mauro Castelverde. Lo afferma il generale Arturo Guarino, comandante provinciale dei carabinieri, commentando l’operazione antimafia condotta dai militari con il coordinamento della Dda di Palermo. “Un gruppo famigliare che utilizzava la notorietà del proprio nome criminale per imporre pizzo ed estorsioni e vessare la vita di una comunità”, ha aggiunto. Guarino ha poi sottolineato che in questa occasione, come in altre, “alcuni imprenditori si sono rivolti direttamente ai carabinieri per segnalare il pizzo: questa – ha sottolineato – è la risposta giusta, rivolgersi alle forze dell’ordine e alla magistratura per affermare il diritto ed eliminare la piaga della mafia da una terra così bella come la Sicilia”.

 

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In Sicilia altri due nidi di tartaruga custoditi da volontari del Wwf https://www.dire.it/28-06-2020/479370-in-sicilia-altri-due-nidi-di-tartaruga-custoditi-da-volontari-del-wwf/ Sun, 28 Jun 2020 11:54:42 +0000 https://www.dire.it/?p=479370

Dall'inizio della stagione sono già dodici i nidi gestiti nell'isola

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Dall'inizio della stagione sono già dodici i nidi gestiti nell'isola
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ROMA – Sale a 12 il numero di nidi di Caretta caretta gestiti dal WWF in Sicilia. “Lieta scoperta lo scorso venerdì sera (26 giugno) per Lisa Zocco- si legge in una nota- che sulla spiaggia di Marina di Modica ha notato l’escursione a terra di una tartaruga marina e ha immediatamente avvisato Antonietta Iacono, la quale ha segnalato la cosa al gruppo di volontari che con lei aveva accompagnato i nidi di Sampieri e Modica nell’estate 2019, fino alla schiusa di metà ottobre”. Giunta sul posto la biologa marina Oleana Prato, volontaria WWF e operatrice Eroturtles (il progetto Life dell’Unione Europea di cui è titolare il WWF) ha verificato la presenza delle uova e avviato la messa in sicurezza dell’area.
Il WWF ringrazia anche gli operai della forestale e la ripartizione faunistica di Ragusa “per la messa in sicurezza del nido, instancabili e sempre presenti in tutta la Provincia. Per la provincia di Ragusa si tratta del quinto nido della stagione”.

Nel frattempo sabato è arrivato anche il secondo nido della costa tirrenica e in particolar modo della costa nord Occidentale, località Trappeto in provincia di Palermo. La deposizione appare quasi incredibile in quanto le uova sono state deposte in una piccola caletta. Dimensioni simili a quella di Alcamo marina, tanto che gli esperti ipotizzano che possa trattarsi della stessa tartaruga. Anche qui sono intervenuti i volontari WWF che hanno provveduto a mettere in sicurezza il nido. Un grazie ai residenti Giuseppe D’Asaro e Viviana Satta per la loro preziosa collaborazione.

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Strage di Ustica, sono passati 40 anni. Mattarella: “Ferita profonda, i Paesi alleati aprano a verità” https://www.dire.it/27-06-2020/479236-strage-di-ustica-sono-passati-40-anni-mattarella-ferita-profonda-i-paesi-alleati-aprano-a-verita/ Sat, 27 Jun 2020 09:32:27 +0000 https://www.dire.it/?p=479236 ustica

A Bologna per la commemorazione anche Roberto Fico: "Chi sa, parli. A breve novità importanti, passi avanti sulla desecretazione"

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A Bologna per la commemorazione anche Roberto Fico: "Chi sa, parli. A breve novità importanti, passi avanti sulla desecretazione"
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ROMA – La strage avvenuta nel cielo di Ustica la sera del 27 giugno 1980 “è impressa nella memoria della Repubblica con caratteri che non si potranno cancellare. Nella ricorrenza dei quarant’anni, sentiamo ancora più forte il legame di solidarietà con i familiari delle ottantuno vittime e ci uniamo nel ricordo di chi allora perse la vita, con una ferita profonda nella nostra comunità nazionale”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aggiunge: “La condivisione di tanto dolore è stata ed è anche motivo di testimonianza e di impegno civile. Il quadro delle responsabilità e le circostanze che provocarono l’immane tragedia tuttora non risulta ancora ricomposto in modo pieno e unitario. Tuttavia molta strada è stata percorsa dopo che reticenze e opacità erano state frapposte al bisogno di verità, incomprimibile per una democrazia e uno Stato di diritto. La Repubblica e la tenacia e professionalità di uomini dello Stato hanno consentito di diradare nebbie; e ciò è stato possibile grazie anche alla determinazione e alla passione civile delle famiglie delle vittime e di quanti le hanno sostenute nelle istituzioni e nella società”.

Per Mattarella “non può e non deve cessare l’impegno a cercare quel che ancora non appare definito nelle vicende di quella sera drammatica. Trovare risposte risolutive, giungere a una loro ricostruzione piena e univoca richiede l’impegno delle istituzioni e l’aperta collaborazione di Paesi alleati con i quali condividiamo comuni valori. Il dovere della ricerca della verità è fondamentale per la Repubblica”.

LEGGI ANCHE: Strage di Ustica, Bonfietti: “La voce del pilota conferma che il DC9 fu abbattuto”

MEROLA: “FU ATTO DI GUERRA, GOVERNO PRESSI PAESI ‘AMICI'”

Da Bologna, nel giorno del quarantesimo anniversario, si chiede con forza al governo un intervento sui paesi ‘amici’ per ottenere la verità su quello che accadde nei cieli di Ustica il 27 giugno del 1980. “Adesso in questo 2020, chiediamo al nostro governo: aiuti questa comunità a identificare gli aerei attorno al DC9. Diamo un’identità e delle bandiere a tutto ciò che era in volo la notte del 27 giugno“, scandisce il sindaco Virginio Merola, dando ormai come acclarata la ricostruzione fatta dal giudice Rosario Priore, secondo la cui sentenza il Dc9 fu abbattuto durante un’azione militare nei cieli tra forze Nato e caccia libici.

“È una questione di dignità nazionale, come ha più volte detto Daria Bonfietti. I magistrati romani non possono lavorare senza che il governo ottenga da paesi amici e alleati di contribuire fattivamente a risolvere la questione della nazionalità di quegli aerei”, ribadisce Merola.
“È stato un atto di guerra in tempo di pace. Questa è stata la strage di Ustica e per questo motivo questa comunità, i parenti e tutti i cittadini di Bologna, non vi lasceranno in pace e non avranno pace fino a che non ci sarà la verità completa”, assicura il sindaco durante la cerimonia di ricordo che si è svolta questa mattina a Palazzo D’Accursio e alla quale ha partecipato il presidente della Camera Roberto Fico. “Ho letto in questi giorni che come tutti gli anni, nell’avvicinarsi a questa data, ritorna la parola mistero. Su Ustica non c’è nessun mistero. Da quando il giudice Priore ha emesso la sua sentenza quello che è accaduto quella notte è chiaro. Oggi per chiudere il cerchio c’è un unico modo: mettere a disposizione della magistratura, della procura di Roma, che ha riaperto le indagini dopo che il presidente Cossiga ha accusato i francesi, ogni documentazione sulla strage”, conclude.

FICO: “CHI SA PARLI, NON C’E’ RAGIONE DI STATO CHE TENGA”

“Chiedo a chi sa di parlare fino in fondo. Perché non può morire con questo segreto in pancia”. Anche perchè “dopo 40 anni non c’è ragione di Stato che tenga”. A dirlo è il presidente della Camera, Roberto Fico, oggi a Bologna per la commemorazione della strage di Ustica nel 40esimo anniversario. Fico si riferisce a “pezzi di Stato che sanno. E mi chiedo anche se non sia arrivato il momento di parlare anche da parte di qualcuno all’interno dei nostri servizi segreti”, manda a dire il presidente della Camera. Fico insiste e garantisce il suo impegno per arrivare a fare piena luce su Ustica. Anche “quando sono andato in Francia, per incontrare il presidente del Parlamento francese- ricorda- il primo punto che ho posto è stato Ustica. Noi vogliamo una risposta vera e non formale alle rogatorie, per questo voglio un lavoro diplomatico molto più forte”.

A breve su Ustica “ci saranno novità importanti”, perchè anche il Senato e il Governo “faranno passi avanti” sulla desecretazione degli atti, assicura. Fico garantisce il suo “massimo impegno” e assicura che “andremo avanti finchè l’ultimo atto non sarà desecretato. In questi due anni ho chiesto tante procedure di interpello”, rivendica il presidente, che hanno portato alla digitalizzazione di diversi atti e “finalmente ad avere un portale unico delle commissioni d’inchiesta, dove i documenti oggi sono più leggibili e chiari per tutti. Andremo avanti- assicura Fico- e a breve anche il Senato farà grandi passi avanti”. Non solo. “Anche il Governo procederà, ho avuto un incontro molto importante due giorni fa e si è impegnato a farlo. Ora dovremo coordinarci”.

CONTE: “IMPEGNO GOVERNO E ISTITUZIONI PER VERITÀ NON CONOSCA SOSTE”

“La strage di Ustica, che 40 anni fa costò la vita a 81 persone, è una delle ferite più profonde nella storia del nostro Paese. L’impegno del Governo e delle istituzioni nella ricerca della verità non deve conoscere soste. La memoria da sola non basta: le vittime e i loro familiari meritano giustizia”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo scrive su Facebook.

“La volontà dell’esecutivo di fare chiarezza su quanto accadde nel cielo di Ustica la sera del 27 giugno 1980 non sarà un impegno isolato- prosegue Conte- È nostra intenzione far luce anche su tutte le altre pagine buie che hanno segnato la storia della nostra Repubblica e su cui continuano ad aleggiare troppi misteri insoluti”.
Conclude il presidente del consiglio: “non devono esserci più veli a coprire le pagine più tragiche della nostra storia nazionale”.

“Ho confermato al viceministro dell’Interno Vito Crimi l’incarico di seguire i lavori del Comitato consultivo sulle attività di versamento all’Archivio centrale dello Stato e agli Archivi di Stato della documentazione in possesso delle amministrazioni dello Stato. Sto lavorando a una nuova direttiva che consenta di allargare il perimetro di queste ricerche e che venga incontro alle esigenze manifestate dalle associazioni dei familiari delle vittime durante i lavori del Comitato nel corso del 2019″, aggiunge Conte.

Il Comitato, “costituito in attuazione della direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 aprile 2014, è composto dai rappresentanti delle amministrazioni interessate ai versamenti documentali, nonché dai rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo”, precisa il presidente del Consiglio.

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Stromboli, Ingv studia un possibile sistema di allerta precoce https://www.dire.it/26-06-2020/478853-stromboli-ingv-studia-un-possibile-sistema-di-allerta-precoce/ Fri, 26 Jun 2020 10:43:43 +0000 https://www.dire.it/?p=478853 stromboli

Studiando i dati dell'eruzione dell'estate 2019, i vulcanologi hanno individuato alcuni movimenti anomali nelle settimane precedenti

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Studiando i dati dell'eruzione dell'estate 2019, i vulcanologi hanno individuato alcuni movimenti anomali nelle settimane precedenti
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PALERMO – Un gruppo di ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e dell’Observatorio geofisico central dell’Instituto geografico nacional (Ifn) di Spagna ha studiato a posteriori i dati sismici ed i segnali registrati da un dilatometro da pozzo installato sull’isola di Stromboli, alle Eolie. Dai risultati della ricerca ‘Geophysical precursors of the July – August 2019 paroxysmal eruptive phase and their im plications for Stromboli volcano (Italy) monitoring’, appena pubblicata su Scientific Reports, si sono evidenziate delle variazioni del sistema vulcanico a partire da circa un mese prima dell’evento del 3 luglio 2019.

Esplosioni dal cratere dello Stromboli, incendi e paura. Morto un escursionista

“Nell’analisi dei dati del dilatometro, applicando un opportuno algoritmo per il riconoscimento di transienti nelle serie temporali, i ricercatori hanno evidenziato – si legge in una nota dell’Ingv – una variazione del segnale 10 minuti prima del parossismo del 3 luglio e 7,5 minuti prima del parossismo del 28 agosto 2019″.

“Il condotto del vulcano Stromboli è occupato nella parte più superficiale da magma povero in gas e ricco in cristalli, nella parte più profonda, invece, da magma ricco in gas ma povero in cristalli – spiega Giovanni Macedonio, fisico dell’Osservatorio vesuviano dell’Ingv e coautore della ricerca -. Durante le normali esplosioni stromboliane viene espulso il magma superficiale, di colore nero, mentre il magma più profondo riempie il condotto in risalita”.

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“Il magma ricco in gas e povero in cristalli viene emesso durante i parossismi – continua la vulcanologa dell’Osservatorio etneo dell’Ingv Sonia Calvari, coautrice dello studio -. Questo è il motivo per cui è generalmente riconosciuto che le esplosioni parossistiche sono innescate dalla rapida risalita di questo magma da una zona situata a 5-10 chilometri di profondità. La sua rapida ascesa provoca inflazione e oscillazione del condotto superiore”.

Flora Giudicepietro, vulcanologa dell’Osservatorio vesuviano dell’Ingv e primo autore della ricerca conclude: “I nuovi parametri calcolati dai dati sismici registrati dalle nostre reti di monitoraggio potranno, in futuro, aiutare ad evidenziare fasi di attività sismica anomala che possono precedere di settimane l’attività parossistica. Inoltre, l’algoritmo applicato per l’analisi dei dati dilatometrici può contribuire a realizzare un sistema di allerta precoce in grado di dare un preavviso nel breve termine prima di un’esplosione parossistica”.

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VIDEO | Assenteismo al Comune di Piazza Armerina, sospesi 13 ‘furbetti del cartellino’ https://www.dire.it/26-06-2020/478830-assenteismo-al-comune-di-piazza-armerina-sospesi-13-furbetti-del-cartellino/ Fri, 26 Jun 2020 10:14:31 +0000 https://www.dire.it/?p=478830

Molti dipendenti si allontanavano dal luogo di lavoro per sbrigare faccende personali. Comportamenti messi in atto soprattutto il giovedì, giornata del mercatino settimanale

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Molti dipendenti si allontanavano dal luogo di lavoro per sbrigare faccende personali. Comportamenti messi in atto soprattutto il giovedì, giornata del mercatino settimanale
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PALERMO – Il gip del tribunale di Enna ha sospeso dal servizio per sei mesi 13 tra impiegati del Comune di Piazza Armerina e personale inquadrato nei cantieri di servizio con l’accusa di truffa aggravata, peculato e irregolare attestazione delle prestazioni lavorative. L’indagine e’ stata condotta dalla guardia di finanza con il coordinamento della procura di Enna. I destinatari della misura sono complessivamente 18: per altri cinque indagati, infatti, e’ scattato l’obbligo di firma. Le indagini, durate diversi mesi, hanno messo in luce “un sistematico e diffuso meccanismo in virtu’ del quale un elevato numero di dipendenti del Comune di Piazza Armerina, pur risultando in servizio, anche attraverso colleghi compiacenti che provvedevano, per loro conto, ad effettuare la registrazione in modo artificioso ed illegale, in realta’ – spiega la guardia di finanza – si allontanava dal luogo di lavoro per finalita’ private e senza un adeguato titolo giustificativo”. Comportamenti che sarebbero stati messi in atto soprattutto il giovedi’, giornata del mercatino settimanale a Piazza Armerina: “Molti dipendenti si allontanavano dal luogo di lavoro per sbrigare faccende personali e senza registrare la propria assenza. Sotto la lente d’ingrandimento della guardia di finanza sono finiti 54 dei 164 dipendenti comunali e 14 persone impiegate nei cantieri di servizio.  In un caso le fiamme gialle hanno scoperto che la presenza in servizio di una dipendente del Comune veniva attestata grazie a un altra persona che registrava, per conto della donna, la sua presenza in servizio utilizzando il suo badge personale. Specifiche ipotesi di reato riguardano, invece, i dipendenti in servizio presso l’Utc che, senza alcuna ragione, utilizzavano le auto del Comune per scopi privati. Le indagini sono andate avanti attraverso le telecamere installate presso le varie sedi comunali e, successivamente, con gli accertamenti sugli ordini di servizio e sulle registrazioni delle presenze, oltre che con specifici pedinamenti. 
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Appalti truccati al Consorzio autostrade siciliane, 3 misure cautelari https://www.dire.it/26-06-2020/478718-appalti-truccati-al-consorzio-autostrade-siciliane-3-misure-cautelari/ Fri, 26 Jun 2020 08:08:54 +0000 https://www.dire.it/?p=478718 consorzio_autostrade_siciliane

Arrestato un funzionario dell'ente

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Arrestato un funzionario dell'ente
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PALERMO – Corruzione, falsità ideologiche, turbativa d’asta, truffe e altri reati emergono da un’indagine coordinata dalla procura di Messina, diretta da Maurizio De Lucia, e condotta dalla Dia peloritana riguardo a importanti appalti attinenti la sicurezza della rete viaria di competenza del Consorzio autostrade siciliane (Cas). L’inchiesta, denominata ‘Fuori dal tunnel‘, si è conclusa oggi con l’esecuzione – da parte della Dia di Messina con la collaborazione del Centro operativo di Milano – di tre misure cautelari personali nei confronti di due funzionari dell’ente e di un imprenditore milanese. Si tratta degli ingegneri e funzionari del Cas Angelo Puccio, 60 anni, consigliere comunale di Castelbuono (Palermo), finito ai domiciliari, e Alfonso Schepisi, 68 anni, destinatario della sospensione dai pubblici uffici. Per Fabrizio Notari, 62enne imprenditore milanese, rappresentante legale della ‘Notari Luigi Spa’, è scattato il divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione. I tre sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di corruzione, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico in concorso, turbativa d’asta, tentata truffa aggravata in concorso, induzione indebita a dare o promettere utilità e corruzione. Reati che sarebbero stati compiti assieme ad altri cinque imprenditori indagati.

LE INDAGINI

A finire sotto la lente di ingrandimento dei magistrati e degli investigatori sono stati alcuni dei principali appalti per i lavori effettuati negli ultimi anni lungo le autostrade di competenza del Cas: la A/20 Messina-Palermo e la A/18 Messina-Catania. Un asse viario che, come ha fatto rilevare il gip nell’ordinanza applicativa delle misure cautelari, è “già drammaticamente e notoriamente afflitto da gravi carenze strutturali” e lungo il quale frequenti sono stati gli incidenti, anche mortali. Emblematico il caso degli appalti per i lavori di messa in sicurezza delle gallerie ‘Tindari’ e ‘Capo d’Orlando’, lungo la Messina-Palermo: lavori dall’importo complessivo a base d’asta di circa 25 milioni di euro, aggiudicati nel 2015 all’Ati ‘Luigi Notari Spa – Costruzioni Bruno Teodoro Spa’. Alle dipendenze della prima ditta lavoravano familiari e persone vicine al direttore dei lavori e al Rup: assunzioni ritenute dagli investigatori “funzionali all’aggiudicazione dell’appalto stesso”.

In questa occasione, infatti, per quanto l’offerta dell’Ati fosse stata considerata dalla Commissione di gara “anormalmente bassa”, Puccia, in qualità di Rup, sulla base di una relazione presentata da Schepisi, attestò che “l’offerta presentata dall’AtI Notari-Bruno” fosse “attendibile ed affidabile” e che “le giustificazioni documentate” fossero “sufficienti ad escludere l’incongruità dell’offerta”. “Gravi irregolarità” emergerebbero anche nella realizzazione di un importante sistema di sicurezza delle gallerie, ritenuto dalla normativa vigente indispensabile per garantire l’incolumità degli utenti: Schepisi, “con l’avallo di Puccia”, avrebbe predisposto la documentazione “finalizzata a percepire indebitamente gli incentivi previsti dal Consorzio per i progettisti, pari a 47.000 euro, non conseguendoli solo per cause non dipendenti dalla propria volontà, consistiti in irregolarità formali”.

Episodi “altrettanto emblematici e tali da pregiudicare in modo grave la sicurezza dell’autostrada”, secondo la Dia di Messina, si sono registrati in tempi più recenti nell’ambito dei lavori di ripristino dell’asfalto drenante del viadotto ‘Calamo’, lungo la A/20. Rilevate, infine, “condotte delittuose” nel corso dei lavori finalizzati alla riapertura della galleria ‘Sant’Alessio’, lungo l’autostrada A/18: un’opera in cui Puccia aveva il ruolo di direttore dei lavori. In questo caso “piuttosto che preoccuparsi della corretta realizzazione delle opere sfruttava, in maniera insistente – è la tesi degli inquirenti – il proprio ruolo per propiziare… l’assunzione di un suo uomo di fiducia presso i cantieri del subappaltatore”.

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Nuovi sbarchi di migranti a Lampedusa, Musumeci: “Servono altre navi-quarantena” https://www.dire.it/25-06-2020/478429-nuovi-sbarchi-migranti-lampedusa-musumeci-servono-navi-quarantena/ Thu, 25 Jun 2020 14:39:20 +0000 https://www.dire.it/?p=478429 Nello Musumeci

In mattinata il traghetto che fa la spola tra Lampedusa e Porto Empedocle ha trasportato sulla terraferma 117 migranti che da settimane erano ospiti nell'hotspot dell'Isola

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Nello Musumeci
In mattinata il traghetto che fa la spola tra Lampedusa e Porto Empedocle ha trasportato sulla terraferma 117 migranti che da settimane erano ospiti nell'hotspot dell'Isola
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PALERMO – Continuano gli sbarchi di migranti sull’isola di Lampedusa. Tra ieri sera e stamane sono arrivati sull’isola un centinaio di persone. In mattinata il traghetto che fa la spola tra Lampedusa e Porto Empedocle ha trasportato sulla terraferma 117 migranti che da settimane erano ospiti nell’hotspot dell’Isola.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, 28 migranti positivi su ‘nave-quarantena’ in Sicilia

“Malgrado i continui arrivi in Sicilia, il governo centrale si ostina a non dotarsi di ulteriori navi, come da noi richiesto, per ospitare i migranti per la quarantena obbligatoria – dice il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci -. Emerge, quindi, che la volontà di Roma é quella di destinare centinaia di queste persone nei malsani e insicuri hotspot dell’Isola. Con l’aggravante che eventuali soggetti positivi sarebbero difficili da gestire senza contagiare tutti gli altri. Se così fosse – prosegue il governatore – sarebbe un intollerabile atto di cinismo da parte del governo nazionale, destinato a compromettere la promettente ripresa turistica pur di risparmiare sul costo della locazione delle navi. Faccio appello al presidente del Consiglio e a tutti i parlamentari nazionali eletti in Sicilia per scongiurare una batosta economica che sarebbe peggiore di quella determinata dall’epidemia”.

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La denuncia di Mareamico Agrigento: “La collina del Caos a rischio crolli” https://www.dire.it/25-06-2020/478387-la-denuncia-di-mareamico-agrigento-la-collina-del-caos-a-rischio-crolli/ Thu, 25 Jun 2020 14:00:03 +0000 https://www.dire.it/?p=478387 collina del caos agrigento

L'associazione ambientalista dopo un sopralluogo parla anche di "una vistosa fuoriuscita di liquami" sversati in mare

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L'associazione ambientalista dopo un sopralluogo parla anche di "una vistosa fuoriuscita di liquami" sversati in mare
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PALERMO – “La collina del Caos ad Agrigento sta venendo giù, per colpa dell’azione combinata del mare che erode la base e per colpa dell’evidente dissesto idrogeologico a monte”. L’allarme é lanciato dall’associazione ambientalista Mareamico Agrigento che, dopo avere effettuato un sopralluogo, parla di “una vistosa fuoriuscita di liquami da un canale di drenaggio che, oltre essere causa di crolli, arriva nel mare inquinandolo”.

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VIDEO | Trapani, sequestro da un milione e mezzo a un trafficante di uomini https://www.dire.it/25-06-2020/478146-video-trapani-sequestro-da-un-milione-e-mezzo-a-un-trafficante-di-uomini/ Thu, 25 Jun 2020 07:24:23 +0000 https://www.dire.it/?p=478146

Si tratta di un tunisino di 40 anni. Il viaggio costava ai migranti anche tremila euro

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Si tratta di un tunisino di 40 anni. Il viaggio costava ai migranti anche tremila euro
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PALERMO – Beni del valore di 1,5 milioni di euro sono stati sequestrati dagli uomini del Comando provinciale della guardia di finanza di Palermo, in collaborazione con i colleghi di Trapani, a Fadhel Moncer, cittadino tunisino di 40 anni che nel 2019 fu raggiunto da un fermo emesso dalla Dda del capoluogo siciliano nell’ambito dell’indagine ‘Barbanera‘ contro il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e il contrabbando di sigarette tra il nord-Africa e Sicilia occidentale. Il provvedimento, che riguarda aziende, immobili e disponibilità finanziarie, è stato disposto dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Trapani. Moncer sarebbe stato a capo dell’organizzazione dedita al traffico di uomini e sigarette e secondo la guardia di finanza “ha dimostrato di disporre di una solida e radicata struttura organizzativa e di adeguate risorse umane e materiali”.

Per ogni viaggio i migranti arrivavano a pagare anche tremila euro. Dagli accertamenti economico-patrimoniali disposti dalla procura di Palermo ed eseguiti dal Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza è emersa “una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati da Moncer. Questi i beni sequestrati: un immobile, due aziende e terreni a Marsala e Mazara del Vallo, oltre che un’auto e disponibilità finanziarie. Una delle due imprese sottoposte a sequestro opera nel settore agro-alimentare, mediante la coltivazione in serra di prodotti stagionali, su terreni estesi per circa due ettari.

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Migranti, Sea Watch: “Preparati al Covid, non possiamo non soccorrere” https://www.dire.it/24-06-2020/478005-migranti-sea-watch-covid/ Wed, 24 Jun 2020 14:41:44 +0000 https://www.dire.it/?p=478005

"Il soccorso attraverso navi organizzate costituisce una garanzia di sicurezza rispetto agli arrivi incontrollati"

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"Il soccorso attraverso navi organizzate costituisce una garanzia di sicurezza rispetto agli arrivi incontrollati"
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PALERMO – “Sappiamo di operare in un contesto pandemico e ci siamo preparati per sviluppare le procedure sanitarie. Non possiamo sottrarci al dovere che dovrebbe essere dei governi di soccorrere le persone e portarle in salvo“. Lo si legge in un tweet di Sea Watch Italy dopo la notizia della positivita’ di 28 migranti che erano stati tratti in salvo dalla Ong e che sono stati poi trasferiti a bordo del traghetto Moby Zaza’, fermo in rada a Porto Empedocle.

Le dichiarazioni sono di Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch, che aggiunge: “Il soccorso attraverso navi organizzate con personale medico e procedure idonee al passaggio di consegne alle autorita’ costituisce una garanzia di sicurezza rispetto agli arrivi incontrollati. Questa situazione e’ stata finora gestita con la massima cautela e collaborazione da parte dell’equipaggio e delle autorita’”.

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SEA WATCH: CHIESTO IL TAMPONE PER L’EQUIPAGGIO

“L’allerta e’ partita dopo che un caso asintomatico segnalato dal personale medico di bordo alle autorita’ prima dello sbarco, per via della sua storia clinica recente, e trasferito a Caltanissetta per accertamenti, e’ risultato positivo al tampone. Pur non avendo ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalle autorita’ sanitarie, oggi abbiamo chiesto un secondo tampone per il nostro equipaggio, che gia’ si era sottoposto ai test prima della partenza, con esito negativo“. Lo si legge in un comunicato diffuso da Sea Watch Italy riguardo ai 28 migranti risultati positivi al Covid-19 e che facevano parte delle 211 persone soccorse dalla Ong e poi trasferite sulla Moby Zaza’.

Il nostro personale medico ha messo in atto il protocollo di monitoraggio costante dell’insorgere di potenziale sintomatologia nelle persone presenti a bordo, con relativa trasmissione dei dati alle autorita’ competenti – si legge nella nota -. Il provvedimento di quarantena ci e’ stato notificato ieri. Inizialmente ci siamo chiesti il motivo dell’imposizione della misura di quarantena, e non di isolamento precauzionale, in attesa di avere ulteriori informazioni sullo stato di salute dei naufraghi, dal momento che il nostro equipaggio, come previsto dal protocollo di sicurezza interno sul contenimento del rischio contagio, non sarebbe comunque sceso dalla nave”.

Lamong poi prosegue: “Sea-Watch ha osservato con rigore un protocollo medico di prevenzione Covid-19 a bordo, prima, durante e dopo i soccorsi, i cui parametri sono stati resi pubblici e consultabili. Le persone soccorse, tuttavia, hanno trascorso ore, talvolta giorni, ammassate in imbarcazioni fatiscenti. Quasi tutte provengono da periodi di confinamento o detenzione in massa in condizioni disumane in Libia, dove, secondo un comunicato diffuso da International rescue committee, i contagi di Covid-19 sono raddoppiati nelle ultime due settimane a causa del conflitto in corso, le cui ripercussioni sono particolarmente tragiche soprattutto su rifugiati e persone detenute”.

La Ong tedesca annuncia di avere informato “le autorita’ dello Stato di bandiera” rispetto alla situazione e chiede “il supporto del governo tedesco in solidarieta’ con l’Italia”.

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Ustica, Fico sabato a Bologna per il 40esimo anniversario della strage https://www.dire.it/24-06-2020/477837-ustica-fico-sabato-a-bologna-per-il-40esimo-anniversario-della-strage/ Wed, 24 Jun 2020 12:28:48 +0000 https://www.dire.it/?p=477837 Roberto Fico

Il presidente della Camera incontrerà i parenti delle vittime e aprirà il convegno al Museo per la memoria. Il sindaco Merola: "Arrivare a piena verità giudiziaria"

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Il presidente della Camera incontrerà i parenti delle vittime e aprirà il convegno al Museo per la memoria. Il sindaco Merola: "Arrivare a piena verità giudiziaria"
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BOLOGNA –  Il presidente della Camera, Roberto Fico, sabato sarà a Bologna per partecipare alle commemorazioni del 40esimo anniversario della strage di Ustica. Lo annuncia il sindaco del capoluogo emiliano, Virginio Merola, presentando le iniziative in programma insieme alla presidente dell’associazione dei parenti delle vittime, Daria Bonfietti. “Ringraziano il presidente Fico che sarà con noi sabato”, sottolinea Merola in conferenza stampa. Fico, in particolare, parteciperà all’incontro con i familiari delle vittime che si terrà sabato alle 10 nella sala del Consiglio comunale. Oltre a Merola e Bonfietti, ci saranno anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e l’assessore comunale di Palermo Paolo Petralia Camassa delegato dal sindaco Leoluca Orlando.

LEGGI ANCHE: FOTO | Ustica, studenti Accademia Bologna ripuliscono (gratis) il relitto del Dc9

L’incontro si potrà seguire in streaming sul canale YouTube del Comune e verrà trasmesso in diretta da Rainews e dalle emittenti televisive locali Ètv e Trc Bologna. Dopo l’incontro istituzionale a Palazzo D’Accursio, ci si trasferirà al Museo per la memoria di Ustica dove Fico aprirà il convegno “Cosa avremmo saputo noi di Ustica senza la stampa?”, organizzato dall’Associazione dei parenti delle vittime in collaborazione con la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi). Il convegno verrà trasmesso in diretta streaming sul sito della Camera. “Il 2020 è sicuramente un anno importante per questa città e per il nostro Paese, un anno in cui l’esercizio della memoria coltivato in questi 40 anni assume ancora più rilievo”, sottolinea Merola, ricordando che cade il 40esimo anniversario sia della strage di Ustica che di quella alla stazione del 2 agosto.

LEGGI ANCHE: Strage di Ustica, dopo 39 anni la delusione delle vittime: “Governo senza risposte”

Bologna ha dimostrato con i fatti che “coltivare la memoria significa assumere un impegno civico nel presente”, aggiunge Merola, perchè “continua la battaglia per la ricerca della verità”. Aggiunge il sindaco: “Non abbiamo mai fatto confusione sulla verità giudiziaria e storica, sappiamo quello che successe nei cieli di Ustica“, cioè “sappiamo che è avvenuto un atto di guerra in tempo di pace, quindi chiediamo ancora una volta che sia data la possibilità di individuare gli aerei che volavano attorno al Dc9″. Perchè “se è stato un atto di guerra, questa comunità non vi lascerà in pace, abbiamo bisogno– dichiara Merola- di arrivare a una piena verità giudiziaria suffragata dalla qualità della ricerca storica che è stata prodotta”. Sabato, intanto, sarà il momento del ricordo e questo “lo faremo nonostante il Covid, in sicurezza, perchè come sempre saremo al fianco dell’associazione dei familiari. Questa è la storia della nostra città”.

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VIDEO | Rapina da 46mila euro a una guardia giurata, tre arresti a Palermo https://www.dire.it/24-06-2020/477697-video-rapina-da-46mila-euro-a-una-guardia-giurata-tre-arresti-a-palermo/ Wed, 24 Jun 2020 09:26:50 +0000 https://www.dire.it/?p=477697 rapina palermo

Attesero l'uscita della guardia giurata da un punto vendita Ferdico per poi sottrargli la borsa e l'arma in dotazione custodita nella fondina

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Attesero l'uscita della guardia giurata da un punto vendita Ferdico per poi sottrargli la borsa e l'arma in dotazione custodita nella fondina
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Attesero l’uscita della guardia giurata da un punto vendita Ferdico per poi sottrargli la borsa e l’arma in dotazione custodita nella fondinaPALERMO – Tre arresti della polizia a Palermo per la rapina a una guardia giurata impegnata nel servizio di prelievo del denaro da un punto vendita Ferdico, avvenuta il 3 dicembre 2018. In tre, con il volto parzialmente coperto, attesero l’uscita della guardia giurata per bloccarla e sottrargli la borsa con 46.460 euro, oltre che l’arma in dotazione custodita nella fondina. In arresto sono finiti Vincenzo Patti, Giuseppe Aliotta e Sergio Giannone. Decisive le telecamere di videosorveglianza che hanno fornito agli investigatori della sezione Reati contro il patrimonio della squadra mobile “elementi utilissimi” dal momento che e’ stato immortalato il passaggio di un’auto e di una moto Honda SH nelle vicinanze di due punti vendita Ferdico in cui la guardia giurata si era recata per effettuare i prelievi degli incassi. Gli accertamenti sulla targa di uno dei mezzi hanno consentito agli investigatori di risalire all’identita’ di uno dei presunti autori. Attraverso l’acquisizione dei tabulati telefonici e alcune intercettazioni e’ arrivata la conferma degli indizi raccolti e l’individuazione degli altri due presunti complici.
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Coronavirus, 28 migranti positivi su ‘nave-quarantena’ in Sicilia https://www.dire.it/24-06-2020/477670-coronavirus-28-migranti-positivi-su-nave-quarantena/ Wed, 24 Jun 2020 08:26:46 +0000 https://www.dire.it/?p=477670 Moby Zazà

Musumeci:"Evitato focolaio in Sicilia, ora Roma ci coinvolga nelle scelte"

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Musumeci:"Evitato focolaio in Sicilia, ora Roma ci coinvolga nelle scelte"
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PALERMO – “Ventotto migranti positivi al Covid-19. Sono sulla nave in rada a Porto Empedocle, soluzione che con caparbieta’ abbiamo preteso il 12 aprile scorso dal governo centrale per evitare che si sviluppassero focolai sul territorio dell’Isola, senza poterli circoscrivere e controllare. Oggi si capisce meglio quella nostra richiesta”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

La nave e’ la Moby Zaza’, indicata dal governo nazionale per la quarantena dei migranti sbarcati sulle coste siciliane. “E chi ha vaneggiato accusandoci quasi di razzismo, oggi si rendera’ conto che avevamo ragione – aggiunge -. Nelle prossime ore andranno adottati provvedimenti sanitari importanti al principio della precauzione. Voglio sperare che a nessuno venga in mente di non coinvolgere la Regione nelle scelte che dovranno essere assunte”.

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VIDEO | Incontri in gommone, i boss scarcerati si erano riorganizzati: 10 arresti a Palermo https://www.dire.it/23-06-2020/477163-video-incontri-in-gommone-i-boss-scarcerati-si-erano-riorganizzati-10-arresti-a-palermo/ Tue, 23 Jun 2020 06:59:12 +0000 https://www.dire.it/?p=477163 gommoni_palermo_boss

Quello colpito è uno dei mandamenti più potenti della mafia palermitana: quello di Tommaso Natale-San Lorenzo

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Quello colpito è uno dei mandamenti più potenti della mafia palermitana: quello di Tommaso Natale-San Lorenzo
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PALERMO – Un colpo a uno dei mandamenti più potenti della mafia palermitana: quello di Tommaso Natale-San Lorenzo. Blitz all’alba dei carabinieri del Comando provinciale che hanno portato a termine dieci arresti, di cui nove in carcere e uno ai domiciliari, su disposizione del gip del tribunale. I dieci sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione mafiosa, estorsioni aggravate, furto aggravato e violazione delle prescrizioni imposte dalle misure preventive.

Ricostruiti dagli inquirenti sette casi di estorsione, tentata o consumata, di cui due denunciati dalle vittime. Gli arresti di oggi, chiesti dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo che ha denominato il blitz ‘Teneo’, nascono da una seconda fase di indagine del Nucleo investigativo dei carabinieri di Palermo sul mandamento mafioso nella zona occidentale di Palermo e che era partita con l’operazione ‘Talea’ del 2017.

RIVALITÀ TRA BOSS: LA ‘RIORGANIZZAZIONE’ DI CAPORRIMO E SERIO

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, ha documentato le dinamiche dell’organizzazione che ruotavano intorno alla figura di Francesco Paolo Liga, considerato il reggente del mandamento anche alla luce dei precedenti blitz ‘Oscar’ (2011), ‘Apocalisse’ (2014) e ‘Talea’. Una reggenza che, tuttavia, sarebbe stata caratterizzata da una scarsa efficacia e vissuta, quindi, negativamente da molti affiliati che avrebbero iniziato a puntare le proprie fiches su Giulio Caporrimo, scarcerato nel 2017, e Nunzio Serio: “L’hai sentita la buona notizia? È uscito Giulio, è uscito“, è una delle frasi ascoltate in quei giorni dagli investigatori. “In effetti, gli equilibri mafiosi si spostavano immediatamente – osservano dal Comando provinciale dei carabinieri – in favore di Caporrimo e Serio con un evidentemente ridimensionamento di Liga, senza che venisse comunque esautorato”.

I NOMI DEI DIECI ARRESTATI

Il blitz antimafia ‘Teneo’, portato a termine dai carabinieri del Comando provinciale di Palermo, ha portato in cella sette persone mentre ad altri altri due indagati, Francesco Paolo Liga e Nunzio Serio, di 56 e 43 anni, l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata direttamente in carcere, dove si trovano per altri reati. Questi i nomi degli altri sette: Vincenzo Billeci, 51 anni; Andrea Bruno, 52 anni; Giulio Caporrimo, 51 anni; Francesco Di Noto, 31 anni; Andra Gioè, 52 anni; Baldassare Migliore, 53 anni; Vincenzo Taormina, 48 anni. Ai domiciliari è finito Giuseppe Enea, di 30 anni.

GLI INCONTRI IN GOMMONE

Nel settembre 2017 un nuovo provvedimento restrittivo per Caporrimo portò le redini del mandamento a Serio, a sua volta arrestato nel maggio 2018 quando le microspie dei carabinieri vennero a conoscenza della prima riunione della ricostituita commissione provinciale di Cosa nostra dall’arresto di Totò Riina. L’indagine ha monitorato diversi incontri tra Caporrimo e Serio, avvenuti in qualche occasione anche al largo delle coste palermitane e sui rispettivi gommoni. Le microspie hanno registrato anche uno spaccato pittoresco della vicenda con Caporrimo che lamentava uno scadimento sempre maggiore dei costumi del luogo per la presenza delle moto d’acqua che scorrazzavano nei pressi dei bagnanti di Sferracavallo.

Il capomafia raccontava di essere intervenuto personalmente nei confronti di alcuni utilizzatori delle moto d’acqua, originari dei quartieri di Brancaccio e di Pagliarelli, i quali, riconoscendolo, avevano tenuto un comportamento remissivo, tanto da essersi di seguito spostati sulla zona di Mondello, dall’altro lato della riserva di Capo Gallo, perché a Sferracavallo “c’era lo zio in porto“.

LE ESTORSIONI ALLE IMPRESE EDILI

L’indagine ha poi portato alla luce le estorsioni operate dal clan soprattutto nei confronti delle aziende edili: in due circostanze le vittime hanno denunciato aiutando quindi gli investigatori. “Caporrimo e Serio – dicono i carabinieri – si avvalevano per la gestione materiale ed esecutiva delle diverse attività illecite di diversi soggetti, tra cui Andrea Gioè, referente per il quartiere di Sferracavallo, Andrea Bruno, referente per il quartiere Marinella, Vincenzo Taormina, Vincenzo Billeci, Francesco Di Noto e Giuseppe Enea”.

COLONNELLO CARROZZO: “ESTORSIONI FONTE PER I CLAN”

L’indagine ‘Teneo’, che ha portato a dieci arresti nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo a Palermo, “copre un periodo di tempo che va dal febbraio al settembre 2017”, nel corso del quale Giulio Caporrimo, arrestato nel blitz, “ha avuto il tempo di riorganizzare il mandamento con particolare attenzione alle estorsioni nei confronti degli imprenditori edili, che da sempre sono una delle principali fonti di reddito di Cosa nostra per incrementare le casse del mandamento e assistere le famiglie dei detenuti”. Lo afferma il colonnello Mauro Carrozzo, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Palermo, in merito all’operazione antimafia di oggi nel capoluogo siciliano.

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VIDEO | Mafia, confiscati beni per 250 mila euro al cognato di Messina Denaro https://www.dire.it/23-06-2020/477153-mafia-confiscati-250-mila-euro-al-cognato-di-messina-denaro/ Tue, 23 Jun 2020 06:24:57 +0000 https://www.dire.it/?p=477153 dia direzione investigativa antimafia

Gaspare Como," il reggente" del clan a Castelvetrano, è il marito della sorella del boss

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Gaspare Como," il reggente" del clan a Castelvetrano, è il marito della sorella del boss
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PALERMO – Confisca di beni per 250mila euro nei confronti di Gaspare Como, commerciante di Castelvetrano e cognato del superlatitante Matteo Messina Denaro. A eseguire il provvedimento sono stati gli uomini della Dia di Trapani, coordinati dalla procura di Marsala. Como, considerato dagli inquirenti “il reggente” del clan a Castelvetrano, è il marito della sorella del boss, Bice Maria.

La confisca è stata disposta dal tribunale di Marsala al termine del procedimento penale che ha portato alla condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per trasferimento fraudolento di valori a carico di Como e per concorso nel medesimo reato a un anno e sei mesi a carico di Gianvito Paladino e Bice Maria Messina Denaro. La sentenza, integralmente confermata dalla Corte d’appello di Palermo, è divenuta definitiva a seguito della dichiarazione di inammissibilità, da parte della Corte di Cassazione, in merito al ricorso presentato dai condannati.

I beni sottoposti a confisca definitiva, già sequestrati dalla Dia nel 2013, sono un’attività commerciale di vendita d’abbigliamento, un locale di circa 200 metri quadrati a Castelvetrano e un’auto di grossa cilindrata. Secondo gli inquirenti Como aveva avviato “una fiorente attività commerciale e continuato a fare investimenti in beni mobili e immobili, nonché in aziende, intestando tutto a terze persone, nel tentativo di sottrarsi all’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali“.

La riconducibilità dei beni al cognato di Messina Denaro è stata dimostrata attraverso l’esame delle movimentazioni bancarie degli indagati e delle intercettazioni telefoniche sulle utenze delle aziende che venivano gestite da Como in maniera occulta.

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VIDEO | Simboli fallici sul Duomo e sulle auto, denunciato un uomo a Catania https://www.dire.it/22-06-2020/476812-video-simboli-fallici-sul-duomo-e-sulle-auto-denunciato-un-uomo-a-catania/ Mon, 22 Jun 2020 11:21:27 +0000 https://www.dire.it/?p=476812 simboli fallici catania

Si tratta di un senza fissa dimora di 45 anni, di nazionalità slovacca. Ad incastrarlo le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona

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Si tratta di un senza fissa dimora di 45 anni, di nazionalità slovacca. Ad incastrarlo le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona
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PALERMO – Aveva deturpato la porta d’ingresso della sacrestia del Duomo di Catania e numerose auto in sosta incidendo dei simboli fallici con un frammento di pietra lavica ed e’ stato individuato dai carabinieri che lo hanno denunciato. Si tratta di un senza fissa dimora di 45 anni, di nazionalita’ slovacca. I militari, dopo avere raccolto diverse denunce, tra cui quella del parroco della Cattedrale, hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona individuando il responsabile dei raid. L’uomo e’ stato bloccato mentre si preparava all’ennesimo tour della zona: nel suo zaino i militari hanno scoperto il frammento di pietra lavica usato per le incisioni.
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Incidente con parapendio a Palermo, muore un 49enne https://www.dire.it/22-06-2020/476739-incidente-con-parapendio-a-palermo-muore-un-49enne/ Mon, 22 Jun 2020 09:09:52 +0000 https://www.dire.it/?p=476739 parapendio

L'uomo, subito soccorso, e trasportato all'ospedale Santa Sofia di Palermo non ce l'ha fatta

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L'uomo, subito soccorso, e trasportato all'ospedale Santa Sofia di Palermo non ce l'ha fatta
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PALERMO – È morto dopo una notte all’ospedale Villa Sofia di Palermo il 49enne che ieri aveva avuto un incidente nel corso di un volo con un parapendio tra Trappeto e Balestrate. L’uomo, subito soccorso, era stato trasportato all’ospedale palermitano dove i medici hanno tentato di salvargli la vita. Sulla vicenda indagano i carabinieri. 

LEGGI ANCHE: VIDEO | Alex Zanardi, i medici: “Stabile, ma quadro neurologico resta grave. A giorni decideremo sulla sedazione”

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Nuovo raid vandalico all’Istituto Falcone dello Zen di Palermo https://www.dire.it/22-06-2020/476734-nuovo-raid-vandalico-allistituto-falcone-dello-zen-di-palermo/ Mon, 22 Jun 2020 09:00:16 +0000 https://www.dire.it/?p=476734 aula scuola banchi

L'ultimo episodio si era verificato una settimana fa. Azzolina: "Mi recherò a Palermo quanto prima, è evidente che questa scuola faccia paura ma lo Stato c'è"

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L'ultimo episodio si era verificato una settimana fa. Azzolina: "Mi recherò a Palermo quanto prima, è evidente che questa scuola faccia paura ma lo Stato c'è"
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PALERMO – Ancora un raid vandalico all’Istituto comprensivo Giovanni Falcone di Palermo, nel quartiere Zen, a una settimana di distanza dall’ultimo episodio. Questa mattina all’apertura dell’istituto docenti e personale della scuola hanno trovato le aule nuovamente a soqquadro.

“Dobbiamo ancora verificare se sia stato rubato del materiale”, afferma alla Dire la preside, Daniela Lo Verde. In settimana la giunta comunale, guidata dal sindaco Leoluca Orlando, aveva messo in atto un flash-mob di solidarieta’ verso gli istituti scolastici della citta’ che da tempo sono stati presi di mira con raid vandalici e furti.

LEGGI ANCHE: Furti e atti di vandalismo nelle scuole di Palermo e Napoli, Azzolina: “Atto gravissimo”

AZZOLINA PRESTO IN VISITA ALL’ISTITUTO FALCONE: “STATO C’É”

Dopo l’ennesimo atto vandalico ai danni della scuola ‘Falcone’ di Palermo, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha nuovamente contattato la dirigente scolastica, Daniela Lo Verde, per “portare la massima vicinanza ad una comunita’ scolastica duramente colpita in passato e anche in queste ultime settimane”. La ministra ha fatto anche sapere che sara’ presto a Palermo. “È evidente che questa scuola faccia paura. Ma lo Stato c’e’, sono in contatto con la Prefettura, dobbiamo proteggere quella scuola – spiega – Servono segnali chiari e immediati per chi pensa di poter attaccare un simbolo dell’educazione alla legalita’. La scuola ‘Falcone’ non si pieghera’ e il ministero le sara’ accanto. Ricompreremo subito tutto cio’ che e’ stato rubato o distrutto e io stessa mi rechero’ a Palermo quanto prima per portare questo messaggio con chiarezza”.

SINDACO DI PALERMO: “NON RIUSCIRANNO A MACCHIARE L’IMMAGINE DELLO ZEN”

“I gesti di alcuni criminali incivili in cerca di visibilita’ non riusciranno a macchiare l’immagine dello Zen e del suo percorso di crescita culturale, di cui la scuola e’ uno degli assi portanti”. Lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, commentando l’ennesimo atto vandalico avvenuto ai danni dell’Istituto comprensivo ‘Giovanni Falcone’, nel quartiere Zen. “Chi compie questi atti e’ un nemico dello Zen, dei suoi bambini, delle sue famiglie e come tale deve essere trattato da tutta la comunita’”, ha aggiunto Orlando.

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Nessuna arma né munizioni nei terreni del sindaco di Castellammare del Golfo https://www.dire.it/21-06-2020/476933-nessuna-arma-ne-munizioni-nei-terreni-del-sindaco-di-castellammare-del-golfo/ Sun, 21 Jun 2020 13:44:00 +0000 https://www.dire.it/?p=476933 Castellammare_del_Golfo

I due legali del primo cittadino, Giacomo Frazzitta e Roberta Tranchida, precisano che i terreni di Rizzo "non sono neppure stati oggetto di accertamenti di alcun genere"

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I due legali del primo cittadino, Giacomo Frazzitta e Roberta Tranchida, precisano che i terreni di Rizzo "non sono neppure stati oggetto di accertamenti di alcun genere"
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PALERMO – Il terreno di Castellammare del Golfo in cui i carabinieri hanno scoperto armi e munizioni era nella disponibilità di Francesco Domingo, arrestato nell’operazione ‘Cutrara’, e non del sindaco della cittadina trapanese Nicolò Rizzo, come erroneamente riportato dal titolo di un nostro articolo riguardante la vicenda. I due legali del sindaco di Castellammare del Golfo, Giacomo Frazzitta e Roberta Tranchida, precisano inoltre che i terreni di Rizzo “non sono neppure stati oggetto di accertamenti di alcun genere”. Si è trattato di uno spiacevole errore, riguardante appunto il titolo dell’articolo. Rispetto a quanto accaduto ci scusiamo con il sindaco di Castellammare del Golfo che, ribadiamo, nulla ha a che vedere con quella scoperta e, così come richiesto dai legali di Rizzo e come prevede anche il Testo unico dei doveri del giornalista, rettifichiamo la notizia errata.

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