Europa – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Fri, 03 Jul 2020 14:55:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 In Francia si dimette Philippe, il nuovo premier è Jean Castex https://www.dire.it/03-07-2020/480934-in-francia-si-dimette-il-premier-edouard-philippe/ Fri, 03 Jul 2020 09:26:16 +0000 https://www.dire.it/?p=480934

Castex, politico di destra, ha guidato l'uscita del Paese dal lockdown

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ROMA – E’ Jean Castex il nuovo primo ministro nominato dal presidente Emmanuel Macron dopo che stamani, l’Eliseo ha confermato che il premier Edouard Philippe ha rassegnato le proprie dimissioni, aprendo così la strada a un rimpasto di governo.

Il quotidiano ‘Le Figaro’, sceglie i termini “sarkozysta”, “squalo” e “Monsieur déconfinement” per definire Castex, l’uomo che ad aprile è stato incaricato di guidare la graduale uscita della Francia dal confinamento implementate per frenare l’epidemia di Covid-19 nel Paese.

Secondo la storica testata francese, Castex, 55 anni, presenta due vantaggi: è un uomo politico e insieme un grande conoscitore del sistema sanitario nazionale. Qualità che gli torneranno utili per collaborare al rilancio del Paese, così come nelle more del presidente Macron. Quest’ultimo infatti aveva anticipato alla stampa locale di volersi circondare di “una nuova squadra” per intraprendere “un nuovo cammino”.

Castex, politico di destra esperto di economia e diritto, è stato sindaco di Prades (nei Pirenei orientali) dal 2008. Quindi è stato vice-segretario generale della Presidenza della Repubblica tra il 2011 e il 2012, consigliere regionale della Linguadoca-Rossiglione dal 2010 al 2015 e consigliere dipartimentale dei Pirenei orientali dal 2015.

LE DIMISSIONI DI PHILIPPE

L’Eliseo ha annunciato che il premier francese Edouard Philippe ha rassegnato le sue dimissioni al presidente della Repubblica Emmanuel Macron. Si lavora a una nuova squadra di governo. Cambiamenti al governo erano stati preannuciati da Macron stamane, con un’intervista alla stampa pubblicata pochi giorni dopo le elezioni amministrative del fine-settimana. Il presidente aveva detto di volersi circondare di “una nuova squadra” per intraprendere “un nuovo cammino”.

“L’inizio del prossimo anno scolastico sara’ molto difficile e dovremo prepararci” la tesi di Macron, anche in riferimento alle conseguenza della pandemia di Covid-19. “Nuovo cammino – aveva aggiunto il presidente – significa nuovi obiettivi di indipendenza, ricostruzione, riconciliazione, nuovi metodi”. Alle amministrative il partito di Macron, la Republique En Marche, era uscito perlopiu’ sconfitto. Gli ecologisti avevano ottenuto il governo di Lione, Marsiglia, Bordeaux e altre citta’, mentre Anne Hidalgo aveva riconquistato Parigi. A superare il test era stato invece proprio Philippe, oggi dimissionario. Il primo ministro era stato eletto sindaco a Le Havre.

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Il re del Belgio si scusa con il Congo “per le ferite inferte durante il colonialismo” https://www.dire.it/30-06-2020/479741-il-re-del-belgio-si-scusa-con-il-congo-per-le-ferite-inferte-dal-colonialismo/ Tue, 30 Jun 2020 10:59:00 +0000 https://www.dire.it/?p=479741 colonialismo_congo_belgio

Filippo nel sessantesimo anniversario dell'indipendenza

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Filippo nel sessantesimo anniversario dell'indipendenza
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ROMA – “Rammarico” per gli “atti di violenza” e le “sofferenze” inflitte al popolo del Congo durante il periodo della dominazione coloniale è stato espresso, in una lettera ufficiale, dal re del Belgio Filippo. Il documento è stato inviato a Felix Tshisekedi, il presidente della Repubblica Democratica del Congo, in occasione del 60° anniversario dell’indipendenza del Paese africano. “Vorrei esprimere il mio più profondo rammarico per queste ferite del passato, il dolore per le quali è oggi riacutizzato dalla discriminazione ancora presente nelle nostre società” ha affermato re Filippo. Il sovrano è diventato così il primo monarca in Belgio a esprimere dispiacere per ciò che accadde durante la dominazione coloniale. L’occupazione del Congo cominciò attorno al 1880, al tempo di re Leopoldo II. Si calcola che durante la sua dominazione, considerata una delle più spietate dell’epoca coloniale, furono uccisi circa 10 milioni di africani. Tre settimane fa una statua di Leopoldo II è stata data alle fiamme da manifestanti anti-razzisti nella città belga di Anversa.

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Ue, ira Casellati: “Basta teatrino, o investimenti o la crisi dell’Italia è irreversibile” https://www.dire.it/28-06-2020/479338-ue-ira-casellati-basta-teatrino-o-investimenti-o-la-crisi-dellitalia-e-irreversibile/ Sun, 28 Jun 2020 09:23:46 +0000 https://www.dire.it/?p=479338 casellati

La presidente del Senato spera "che la Merkel, con la sensibilità di una donna, immagini una Europa solidale e inclusiva"

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La presidente del Senato spera "che la Merkel, con la sensibilità di una donna, immagini una Europa solidale e inclusiva"
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ROMA – “Non ci sono, malgrado gli annunci, scelte chiare e operative subito. È finito il momento del teatrino delle parole e degli annunci. Per essere credibili in Europa occorre prima fare e poi chiedere con forza e determinazione. Mentre si discute, ogni giorno decine di aziende chiudono e centinaia di persone perdono il lavoro. Le risorse vanno liberate ora. Servono investimenti e liquidità. Diversamente la crisi italiana sarà irreversibile. La sopravvivenza del sistema Europa dipende dalla tenuta del tessuto sociale ed economico di tutte le sue nazioni”. Il Presidente del Senato Elisabetta Casellati lo dice in un’intervista alla Stampa.

In tutto ciò “oggi le dichiarazioni della Merkel evidenziano che non c’è un cambio di paradigma della Germania per un’Europa protagonista vicina alle persone e capace di andare oltre gli egoismi nazionali e ogni tentazione sovranista- prosegue Casellati- Io però continuo a sperare che la Merkel, con la sensibilità di una donna, immagini una Europa solidale e inclusiva durante la sua guida nel semestre tedesco di presidenza dell’UE”.

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L’europarlamentare Piri: “Basta fondi al dittatore Orban” https://www.dire.it/23-06-2020/477505-leuroparlamentare-piri-basta-fondi-al-dittatore-orban/ Tue, 23 Jun 2020 14:35:46 +0000 https://www.dire.it/?p=477505 viktor orban

La parlamentare olandese ha sottolineato che "l'autoritarismo" di Budapest "si regge" sui finanziamenti di Bruxelles

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La parlamentare olandese ha sottolineato che "l'autoritarismo" di Budapest "si regge" sui finanziamenti di Bruxelles
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ROMA – “Ci opporremo a un nuovo bilancio Ue 2021-2027 che non stabilisca vincoli rigidi sul rispetto dello stato di diritto”. A dirlo la la deputata al Parlamento europeo olandese Kati Piri, esponente dell’Alleanza progressista di socialisti e democratici, in riferimento alla situazione politica dell’Ungheria e ai suoi rapporti con l’Unione Europea. La parlamentare è intervenuta nel corso di un dibattito con oltre 275 studenti da 39 Paesi europei, organizzato nell’ambito della seconda edizione della ID-Budapest European Agora (Bea). Nel corso dell’incontro, parte dell’inziativa presieduta dall’ex premier italiano Enrico Letta, Piri ha detto che l’Unione ha gli strumenti ma manca “della colonna vertebrale” per far rispettare dal governo di Orban regole più rigide per quanto riguarda il rispetto della libertà di espressione e di stampa. La parlamentare europea ha sottolineato che “l’autoritarismo” di Budapest “si regge” sui finanziamenti di Bruxelles. “E’ difficile spiegare a un contribuente olandese – ha aggiunto Piri – perché mandiamo così tanti soldi a un dittatore, tra i primi beneficiari di fondi europei”.

Al dibattito è intervenuta anche la vicesindaco della capitale ungherese Budapest, Kata Tutto. La politica dell’opposizione ha detto che il governo di Orban, nei giorni in cui la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha definito “illegali” le norme restrittive introdotte dall’esecutivo sulle ong che aiutano i migranti, sta recapitando a casa dei giovani ungheresi il testo di una consultazione nazionale sulla risposta alla crisi del Covid-19.

All’interno del questionario, ha detto la vicesindaca, è anche contenuta questa domanda: “Il miliardario americano di origini ungheresi George Soros vuole facilitare l’invasione di oltre un milione di migranti nel nostro Paese: sei d’accordo che l’Ungheria faccia di tutto per proteggere le sue leggi e i suoi confini?” Secondo Tutto, questo tipo di iniziative forniscono un esempio del clima politico del Paese, dove da anni il governo sta “lentamente cancellando ogni traccia di un sistema democratico basato sul principio del “check and balance”.

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Gentiloni: “L’Europa diventi una ‘superpotenza silenziosa’ ed eviti nuova guerra fredda tra Usa e Cina” https://www.dire.it/23-06-2020/477337-gentiloni-europa-superpotenza-guerra-fredda-usa-cina/ Tue, 23 Jun 2020 11:08:28 +0000 https://www.dire.it/?p=477337 gentiloni

Cosi' il commissario europeo per gli Affari economici, Paolo Gentiloni, intervenuto a un dibattito con oltre 275 studenti da 39 Paesi europei.

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Cosi' il commissario europeo per gli Affari economici, Paolo Gentiloni, intervenuto a un dibattito con oltre 275 studenti da 39 Paesi europei.
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ROMA – “I Paesi dell’Unione Europea devono accettare la sfida di creare una politica comune anche in fatto di difesa ed esteri. Solo compiendo questo ultimo passo possiamo essere quella superpotenza ‘silenziosa’ che puo’ evitare il verificarsi di dinamiche da Nuova guerra fredda tra Stati Uniti e Cina“. Cosi’ il commissario europeo per gli Affari economici, Paolo Gentiloni, intervenuto a un dibattito con oltre 275 studenti da 39 Paesi europei.

Durante l’incontro, all’indomani di un vertice Ue-Cina nel corso della ID-Budapest European Agora (Bea), l’ex primo ministro italiano ha detto che l’Europa deve accettare l’invito della presidente della Commissione Ursula van der Leyen a essere “piu’ geopolitica”.

“C’e’ bisogno del nostro impegno – ha detto Gentiloni – soprattutto in quei settori dove siamo gia’ forti, come i processi democratici, la lotta al climate change, il multilateralismo, ma anche il ‘free and fair trade’ e la cooperazione con l’Africa“.

Sollecitato dai ragazzi sulla fase post-pandemia che aspetta l’Europa, il commissario ha detto che non bisogna pensare a “una nuova normalita’” quanto piuttosto a “rischi da evitare e occasioni da cogliere”. Per l’ex premier, il pericolo maggiore e’ cedere a un modello di “capitalismo autoritario”.

“Con la crisi del Covid-19 – ha sottolineato Gentiloni – e’ emerso chiaramente che la soluzione sta in tutt’altre politiche: condivisione, cooperazione, non chiudere le frontiere ne’ affidarsi all’uomo forte”. Secondo il commissario, le occasioni sono molteplici, su tutte quelle di “creare politiche orientate alle sfide del futuro: New Green Deal e digitalizzazione“.

La Bea, giunta alla sua seconda edizione, e’ presieduta dall’ex presidente del Consiglio italiano Enrico Letta, ed e’ nata dalla partnership tra la Scuola di politiche (Sdp), l’Istituto Jacques Delors e l’Acade’mie Notre Europe di Parigi, il Delors Centre della Hertie School di Berlino e la Fondazione Bertelsmann.

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Le scuse di Eton allo scrittore nigeriano 50 anni dopo https://www.dire.it/23-06-2020/477277-le-scuse-di-eton-allo-scrittore-nigeriano-50-anni-dopo/ Tue, 23 Jun 2020 10:07:29 +0000 https://www.dire.it/?p=477277 Dillibe Onyeama

Scrisse un libro per denunciare gli episodi di razzismo di cui era stato vittima nel prestigioso college britannico e ne venne bandito

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Dillibe Onyeama
Scrisse un libro per denunciare gli episodi di razzismo di cui era stato vittima nel prestigioso college britannico e ne venne bandito
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Dillibe Onyeama_copertina libro ROMA – Scuse ufficiali e l’impegno a fare “molto di più” per combattere il razzismo: la promessa è del rettore di Eton, uno dei college più antichi del Regno Unito. Il destinatario è Dillibe Onyeama: scrittore nigeriano, è stato il primo studente nero a concludere i suoi studi nell’istituto. Diplomato nel 1969, tre anni più tardi scrisse un libro nel quale raccontava del razzismo e dei sistematici pregiudizi vissuti durante gli anni del liceo. Poco dopo ricevette una lettera: era bandito a vita dal visitare la sua ex scuola. Adesso però sono arrivate le scuse. Sentito dall’emittente britannica Bbc, il rettore Simon Henderson ha sottolineato che da allora l’istituto ha fatto “passi avanti” ma che va riconosciuto, “ora che in tanti alzano la loro voce contro il razzismo”, che c’è “ancora molto da fare”. Il riferimento è alla mobilitazione internazionale contro il pregiudizio razziale, innescata negli Stati Uniti a maggio dall’uccisione di George Floyd e ormai diffusa in tutto il mondo. Lo scrittore nigeriano ha commentato dicendo che le scuse “non erano necessarie”. Onyeama però ha anche sottolineato che le parole del rettore “evidenziano che il pregiudizio su base razziale disumanizza le vittime più di quanto facciano altre tipologie di pregiudizio”.

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Di Maio incontra il ministro degli esteri tedesco: “Dall’economia alla Libia, rilanciare l’Europa assieme” https://www.dire.it/22-06-2020/476952-di-maio-incontra-il-ministro-degli-esteri-tedesco-dalleconomia-alla-libia-rilanciare-leuropa-assieme/ Mon, 22 Jun 2020 14:16:39 +0000 https://www.dire.it/?p=476952

Il ministro degli esteri di Berlino Heiko Maas in visita a Roma, il 1 luglio parte il semestre tedesco di presidenza dell'Ue

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Il ministro degli esteri di Berlino Heiko Maas in visita a Roma, il 1 luglio parte il semestre tedesco di presidenza dell'Ue
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ROMA – “Il nostro semestre alla presidenza dell’Unione Europea sara’ all’insegna del motto ‘rilanciare l’Europa assieme’: anche se ci sono ancora molti colloqui da fare, rispetto alla ripartenza sappiamo che non esiste un ‘se’, ma solo un ‘come’. La pandemia puo’ darci la forza per superare anche delle linee di demarcazione precedenti al suo scoppio”. A dirlo il ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas, a margine di un incontro con il ministro degli Esteri italiano, Luigi di Maio.

Maas ha evidenziato che l’obiettivo e’ “non lasciare nessun Paese europeo indietro“. Secondo il ministro tedesco, alla luce degli ultimi colloqui, anche Austria e Paesi Bassi hanno mostrato “disponibilita’ al compromesso”.

MAAS (GERMANIA): MISSIONE IRINI SIMBOLO DI UE PIÙ INCISIVA

“La missione Irini- ha detto Maas– e’ un esempio dell’incisivita’ della politica estera europea, che cercheremo di rafforzare con il nostro semestre di presidenza. Per noi e’ un elemento importante, cosi’ come la sua indipendenza: dobbiamo affermare i nostri valori e i nostri interessi nello scenario mondiale, ma questo possiamo farlo solo come europei”. 

Maas e Di Maio si sono recati oggi in visita al quartier generale di Irini, la missione Ue per la Libia. “Per portare avanti la stabilita’ in Libia dobbiamo imporre l’embargo alle armi e far lavorare la missione nella sua forma piu’ efficace”.

DI MAIO: CON PRESIDENZA TEDESCA, DA RILANCIO ECONOMIA A LIBIA

La presidenza tedesca dell’Unione Europea potra’ fare affidamento sul “pieno supporto” e il “contributo” dell’Italia, rispetto a temi importanti per il nostro Paese: la questione degli aiuti, l’approvazione del nuovo bilancio 2021 – 2027, il rilancio dell’economia e anche lo scenario libico. A dirlo il ministro degli Esteri italiano, Luigi di Maio, a margine di un incontro avuto con l’omologo tedesco Heike Maas.

Nel corso della conferenza stampa, che si e’ tenuta oggi a Villa Madama, Di Maio ha sottolineato che “non si puo’ scendere a compromessi” su alcuni aspetti fodnamentali, come la tenuta del mercato europeo e la salvaguardia del “lavoro e del benessere” dei cittadini dell’Unione.

“E’ una responsabilita’ verso i nostri figli – ha detto Di Maio – che sono la prossima generazione di europei”. La presidente tedesca dell’Ue, semestrale, comincera’ il primo luglio.

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Paulescu: “Io, ex rifugiata finita nel limbo della burocrazia” https://www.dire.it/20-06-2020/476387-paulescu-io-ex-rifugiata-finita-nel-limbo-della-burocrazia/ Sat, 20 Jun 2020 15:12:56 +0000 https://www.dire.it/?p=476387

L'attivista: "Anni per cittadinanza italiana, governo sia coraggioso"

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L'attivista: "Anni per cittadinanza italiana, governo sia coraggioso"
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ROMA – “Ho impiegato otto anni per ottenere la cittadinanza italiana, che mi hanno infine riconosciuto a gennaio 2019. Da allora pero’, per problemi tecnico-burocratici, non mi sono stati rilasciati i documenti quindi non posso fare viaggi all’estero o votare. I miei vecchi documenti pero’ non sono piu’ validi, percio’ sono finita in un limbo e la cosa peggiore e’ che sembra che per l’Italia io non esista”.

Diana Paulescu, ex rifugiata di 30 anni giunta nel nostro Paese dalla Romania a nove mesi, racconta la sua vicenda all’agenzia Dire, e ci tiene a chiarire subito: “Il mio non e’ un caso isolato. La maggior parte delle persone che fanno richiesta della cittadinanza devono affrontare lunghe attese, pratiche burocratiche costose e complesse e imprevisti che spesso sono causati da leggi che invece di semplificare, complicano le procedure”. Per invocare la riforma della legge sul diritto di cittadinanza, Paulescu ha aderito al Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane (Conngi), che la scorsa settimana ha organizzato ‘Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano’.

La quarta edizione del festival, a causa dell’emergenza Covid-19, si e’ svolta online ed e’ stata seguita da 9.000 persone, segnale che il tema e’ quanto mai attuale. Tra i relatori, anche nomi della politica come la senatrice di +Europa Emma Bonino o la deputata Pd Marilena Fabbri, da cui sono arrivati “messaggi di incoraggiamento” dice Paulescu, che osserva: “Associazioni come Conngi continuano a chiedere il dialogo con le istituzioni e mettono a disposizione i propri professionisti per trovare soluzioni. Abbiamo fatto la nostra parte, ora tocca al governo fare un passo coraggioso”.

Le trafile burocratiche, ribadisce Paulescu, sono “sfibranti per tutti”, ma il suo caso presenta una particolarita’: il fatto di essere originaria di un Paese dell’Unione europea. La Romania e’ membro dal 2007, ma tra 1989 e il 1990 e’ stata attraversata da una rivoluzione, con la caduta del governo di Nicolae Ceausescu. La burocrazia pero’ non tiene conto della storia e cosi’, continua Paulescu, “il sistema e’ andato in tilt dal momento che la Romania non figura nella lista dei Paesi da cui provengono i rifugiati”. Cio’ ha comportato, per Paulescu e i genitori, il rinnovo annuale del permesso di soggiorno anche dopo l’ingresso di Bucarest nell’Ue, nonostante non sarebbe necessario per i cittadini comunitari. Un “cortocircuito burocratico” rispetto al quale “gli uffici hanno reagito decidendo di non rilasciarci piu’ il rinnovo, piuttosto che risolvere il problema. E questo – denuncia Paulescu – nonostante ogni volta ci venisse richiesto di pagare per le pratiche”.

Tra gli effetti di questa situazione, l‘impossibilita’ per la famiglia Paulescu di fare viaggi all’estero. A 21 anni la donna ha deciso di avviare l’iter per la cittadinanza: “La sola richiesta e’ costata 650 euro. Ci sono stati poi tanti documenti da raccogliere, marche da bollo da pagare, funzionari sgarbati e appuntamenti fissati a distanza di mesi, anche un anno, col rischio che certi documenti nel frattempo scadessero e dovessero essere ripagati”. Dopo 18 mesi dal giuramento pero’, la donna non ha ancora i documenti. “Questo e’ successo – denuncia Paulescu – perche’ un giudice non ha capito che, essendo rifugiata, non posso tornare in Romania per prendere l’atto di nascita“. La madre invece si e’ vista rigettare la richiesta perche’, spiega Paulescu, “la lista d’attesa per sostenere l’esame di idoneita’ della lingua italiana era troppo lunga e gli enti abilitati per erogare il servizio sono solo tre”. In occasione dalla Giornata internazionale del rifugiato, che si celebra oggi, sabato 20 giugno, Paulescu conclude: “E’ chiaro quanto sia urgente una riforma che ci semplifichi la vita e riconosca i nostri diritti, ma il primo passo deve essere l’abrogazione dei decreti sicurezza, che hanno raddoppia

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Giornata del rifugiato, Euromed Rights denuncia: “La Grecia ora li mette in strada” https://www.dire.it/19-06-2020/476104-giornata-del-rifugiato-euromed-rights-denuncia-la-grecia-ora-li-mette-in-strada/ Fri, 19 Jun 2020 15:34:25 +0000 https://www.dire.it/?p=476104 grecia_rifugiati

Per protestare contro questa situazione decine di famiglie si sono accampate in settimana a Piazza Vittoria, nel centro della capitale, creando tensioni con i residenti e con le forze dell'ordine

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Per protestare contro questa situazione decine di famiglie si sono accampate in settimana a Piazza Vittoria, nel centro della capitale, creando tensioni con i residenti e con le forze dell'ordine
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ROMA – “In Grecia e’ in atto una crisi silenziosa: si tratta degli 11.000 rifugiati che il governo ha estromesso dal sistema d’accoglienza solo 30 giorni dopo aver ottenuto l’asilo. Una scelta politica che paradossalmente cade alla vigilia della Giornata internazionale del rifugiato, che promuove l’integrazione, e non certo l’esclusione”. Ne e’ convinta Sara Prestianni, responsabile Migrazione e asilo della rete EuroMed Rights, che monitora la situazione dei diritti nel bacino del Mediterraneo.
L’agenzia Dire ha intervistato l’esperta dopo l’annuncio del governo di Atene di aver istituito un ufficio ad hoc per assicurare ai rifugiati i titoli di viaggio per i Paesi europei, a pochi giorni da una legge di riforma molto contestata.

“Con la National Protection Law – continua Prestianni – e’ stato drasticamente ridotto il limite per i rifugiati per lasciare i centri di accoglienza: da 6 mesi a 30 giorni. Si calcola che 11.000 persone siano coinvolte da questa riforma, ed e’ logico immaginare che col tempo aumenteranno”. Per protestare contro questa situazione decine di famiglie si sono accampate in settimana a Piazza Vittoria, nel centro della capitale, creando tensioni con i residenti e con le forze dell’ordine. Alla fine la polizia le ha sgomberate e condotte nei centri d’accoglienza.
Il governo greco ha motivato la riforma con la necessita’ di “svuotare” in fretta i centri per accogliere nuovi richiedenti asilo, denuncia Prestianni, “ma la verita’ e’ che queste persone vengono messe in mezzo alla strada”. Il governo di Atene ha garantito a chi lascia i centri di poter accedere al programma di assistenza Helios, gestito dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e finanziato dalla Commissione europea.

“In realta’ – avverte la responsabile di EuroMed Rights – queste persone vengono spinte in un circolo vizioso perche’ per accedere al programma, che garantisce tra le altre cose sostegno per l’accesso al lavoro e allo studio, e’ necessario dimostrare di possedere dei requisiti, tra cui la copia del contratto d’affitto. Ma se le famiglie non hanno redditi ne’ lavoro, chi mai potrebbe accordargli una locazione?” Il governo greco, “in modo propagandistico”, starebbe quindi adottando queste misure al solo scopo di dimostrare efficenza nella gestione del fenomeno. Ma per la ricercatrice non e’ credibile: “Prima di tutto, il piano per i permessi di viaggio punterebbe a dimostrare una certa rapidita’ nelle procedure burocratiche quando in realta’, per ottenere questo permesso servono 16 mesi”. Poi, con la National protection law, contina Prestianni, “il governo esclude i rifugiati dal circuito dell’accoglienza”. Ancora la responsabile: “Helios non basta: pur trattandosi di un programma necessario, costituisce l’unico meccanismo di integrazione dei rifugiati in Grecia e questo non va bene. Spetta allo Stato elaborare una strategia di lungo periodo, invece e’ chiaro che manchi e che Atene preferisca ‘appoggiarsi’ ad un programma gestito dalle organizzazioni internazionali”.

Secondo EuroMed Rights, “Atene continua a respingere e a negare i soccorsi ai migranti in mare”. Prestianni denuncia: “Nei campi profughi sovraffollati mancano i servizi essenziali, nei centri di detenzione sono tenuti anche i minori e si continuano a perseguire politiche di rimpatrio”.

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Ungheria, la Corte Ue contro Orban: “Norme su Ong non conformi al diritto europeo” https://www.dire.it/18-06-2020/475630-ungheria-la-corte-ue-contro-orban-norme-su-ong-non-conformi-al-diritto-europeo/ Thu, 18 Jun 2020 16:07:28 +0000 https://www.dire.it/?p=475630

"Si tratta di una sentenza importante che difende la liberta' di associazione delle organizzazioni della societa' civile nell'Unione europea"

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"Si tratta di una sentenza importante che difende la liberta' di associazione delle organizzazioni della societa' civile nell'Unione europea"
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ROMA – Le restrizioni ungheresi nei confronti del finanziamento delle ong da parte di soggetti con sede al di fuori del Paese non sono confermi al diritto dell’Unione Europea. A stabilirlo e’ la Grande sezione della Corte di giustizia europea in Lussemburgo, con una sentenza che accoglie un ricorso per inadempimento presentato dalla Commissione Ue.

La sentenza arriva dopo che i giudici europei avevano constatato che l’Ungheria aveva introdotto restrizioni discriminatorie e ingiustificate nei confronti sia delle organizzazioni in questione sia di coloro che concedono loro un sostegno. Per la Corte, le restrizioni contrastano con gli obblighi sulla libera circolazione dei capitali regolati dai Trattati dell’Unione Europea e con la Carta dei diritti fondamentali.

Secondo la legge ungherese, le ong devono registrarsi come tali davanti alle autorita’ ungheresi quando l’importo delle donazioni ricevute nel corso di uno specifico esercizio raggiunge o oltrepassa la somma di 500.000 fiorini (circa 1.500 euro), al fine di rendere trasparenti le organizzazioni civili che ricevono donazioni dall’estero. Per la Corte di Giustizia europea, Budapest non ha pero’ dimostrato per quale motivo una maggiore trasparenza del finanziamento associativo giustifichi le misure adottate.

“La Commissione europea prende nota della sentenza con cui la Corte di giustizia conferma che le restrizioni imposte dall’Ungheria sul finanziamento di ong dall’estero non sono compatibili con la legge europea” ha dichiarato un portavoce della Commissione. “Si tratta di una sentenza importante che difende la liberta’ di associazione delle organizzazioni della societa’ civile nell’Unione europea e riafferma le regole del mercato interno”.

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Bce: “Contrazione senza precedenti, Pil mondiale crollato del 4% più in fretta che nella Grande recessione” https://www.dire.it/18-06-2020/475358-bce-contrazione-senza-precedenti-pil-mondiale-crollato-del-4-piu-in-fretta-che-nella-grande-recessione/ Thu, 18 Jun 2020 11:17:01 +0000 https://www.dire.it/?p=475358 bce

Il bollettino economico. della Bce stima una diminuzione del Pil annuo dell’8,7 per cento nel 2020. Per il 2021 risalita del 5,2% e per il 2022 del 3,3%

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Il bollettino economico. della Bce stima una diminuzione del Pil annuo dell’8,7 per cento nel 2020. Per il 2021 risalita del 5,2% e per il 2022 del 3,3%
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ROMA – “Le nuove informazioni disponibili confermano che l’economia dell’area dell’euro sta subendo una contrazione senza precedenti“. Così la Bce nel bollettino economico. “L’attività economica- spiega la Bce- ha registrato un brusco calo per effetto della pandemia di coronavirus (Covid-19) e delle misure introdotte per il suo contenimento. Le notevoli perdite in termini di posti di lavoro e reddito e il livello di incertezza eccezionalmente elevato che circonda le prospettive economiche hanno determinato una flessione significativa della spesa per consumi e degli investimenti”.

“Sebbene i risultati delle indagini congiunturali e gli indicatori in tempo reale dell’attività economica abbiano mostrato alcuni segnali di ripresa in concomitanza con la graduale distensione delle misure di contenimento, il miglioramento è stato finora modesto rispetto alla rapidità con cui gli indicatori sono precipitati nei due mesi precedenti”.

CONTRAZIONE MONDIALE PIÙ RAPIDA E MAGGIORE DELLA ‘GRANDE RECESSIONE’

“Le proiezioni macroeconomiche formulate a giugno 2020 dagli esperti dell’Eurosistema segnalano, per quest’anno, una contrazione del Pil mondiale in termini reali (esclusa l’area dell’euro) pari al 4,0 per cento. Il ritmo di tale contrazione è più rapido e la sua entità maggiore rispetto a quanto osservato durante la Grande recessione. Dopo la forte riduzione segnata nei primi due trimestri, nel terzo trimestre del 2020 l’attività mondiale dovrebbe avviarsi verso la ripresa e crescere nel 2021 e nel 2022, rispettivamente, del 6,0 per cento e del 3,9 per cento”, osserva la Bce nel bollettino economico.

PIL EUROZONA -8,7% IN 2020, POI +5,2% NEL 2021 E +3,3% IN 2022

“Nello scenario di base delle proiezioni il Pil annuo in termini reali si ridurrebbe dell’8,7 per cento nel 2020, risalendo del 5,2 percento nel 2021 e del 3,3 nel 2022. Rispetto all’esercizio di marzo 2020 condotto dagli esperti della Bce, le prospettive per l’espansione del Pil in termini reali hanno subito una netta revisione al ribasso, pari a 9,5 punti percentuali per il 2020, e al rialzo per il 2021 e il 2022, rispettivamente di 3,9 e 1,9 punti percentuali”, sostiene la Bce nel bollettino economico.

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Prodi: “L’austerità fu un tragico errore, ma con il Covid è finita” https://www.dire.it/16-06-2020/474287-prodi-lausterita-fu-un-tragico-errore-ma-con-il-covid-e-finita/ Tue, 16 Jun 2020 11:45:51 +0000 https://www.dire.it/?p=474287 prodi

Così Romano Prodi durante un'audizione in videoconferenza davanti alla Commissione Politiche europee della Camera

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Così Romano Prodi durante un'audizione in videoconferenza davanti alla Commissione Politiche europee della Camera
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ROMA – “Per noi italiani la decisione tedesca di finirla con la teologia del pareggio in bilancio e’ forse non dico piu’ importante, ma e’ altrettanto importante, che la politica europea. Perche’ finalmente si corregge l’errore tragico che ha reso molto piu’ grave del dovuto la scorsa crisi che ha danneggiato fortissimamente l’Italia e che ha addirittura ha sfasciato l’economia Greca, parlo dell’Austerita’. E’ stata dichiarata la fine della politica dell’Austerita’“. Lo dice Romano Prodi durante un’audizione, in videoconferenza, davanti alla Commissione Politiche europee della Camera, parlando degli interventi contro la crisi economica provocata dalla pandemia da Covid-19.

NON OTTIMISTA MA AGENDO PRESTO MENO DANNI

“Nelle ultime settimane ci sono state previsioni da diluvio universale. Io non sono ottimista ma le misure di politica economica messe gia’ in atto nel mondo sono di una dimensione e di una natura tale che veramente non hanno precedenti. Per cui se facciamo presto possiamo fare in modo che la tragedia sia una tragedia limitata“prosegue Prodi.

“Non sono ottimista- aggiunge l’ex premier italiano ed ex presidente della Commissione Ue- ma cerco di esser meno tragico, nelle mie previsioni, rispetto a quello che in questi giorni viene passato sui media“.

C’È NUOVA ALLEANZA E POLITICHE NUOVE CONVENGONO ANCHE A GERMANIA

“Politicamente noi dobbiamo entrare nel gioco e fare in modo che il nuovo schieramento” europeo “sia stabile e non sottoposto ai muri franco-tedeschi“, aggiunge ancora Prodi.

Stiamo arrivando ai risultati che si stanno ottenendo nello stanziamento di risorse straordinarie per la pandemia, continua il professore, “perche’ c’e’ stato un rapporto stretto con la Spagna e in questo caso, nella politica economica, anche la Francia e’ stato alleato ed e’ stato importante per ottenere che la Germania aderisca a qualcosa di cui assolutamente non voleva sapere. I quattro virtuosi cosa faranno? Beh, insomma, sono 40 milioni contro 400 milioni… E quindi sono cambiati gli equilibri e noi dobbiamo essere forti e attivi nel fare in modo che questa alleanza, che permette una nuova politica europea, vada avanti“.

“Nulla e’ garantito, ma io sono abbastanza tranquillo che i rapporti di forza nuovi ci danno delle prospettive diverse e che sara’ cambiato sia il bilancio settennale che il Fondo perduto, che l’aiuto non condizionato sia una politica europea. Questo e’ avvenuto perche’ e’ anche interesse tedesco. La Germania va nei disastri solo se si rompe l’Europa, se si tiene all’interesse per la politica europea, perche’ il suo sistema produttivo, finalmente lo hanno capito, e’ indissolubilmente legato a quello europeo e il mercato e’ quello europeo“.

UNIONE FEDERALE? IL GRANDE OSTACOLO È FISCALE

Il grande ostacolo all’Unione federale e’ quello fiscale. È una roba che quando si tocca quello, ci sono interessi talmente forti in alcuni Paesi…Sono interessi che si fondono con legittimi interessi extra-europei”.

CANCELLAZIONE DEBITO? FONDI SIANO USATI, SENNÒ SAMBA SPECULAZIONE

La cancellazione del debito e’ un discorso prematuro ma quando si danno tutti gli aiuti a fondo perduto io penso proprio che questi vadano a diminuire il debito e sono funzionali a questo problema. Ed e’ molto importante sapere che arrivano” gli aiuti “altrimenti comincerebbe una samba di speculazione gia’ da domani anche senza che ci sia la cancellazione debito da parte della Bce. Piu’ la Bce si comporta da banca centrale e piu’ possiamo stare tranquilli sulla sostenibilta’ del debito”.

IL MEZZOGIORNO HA PERSO IL RITMO, SERVONO INTERVENTI

“Il Sud ha perso il ritmo. Noi dobbiamo fare alcuni interventi per rendere alcune aree all’avanguardia” al di a’ delle misure straordinarie. “Dobbiamo fare alcune azioni di accelerazioni nel Mezzogiorno non servono interventi sparsi”.

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Brexit, Londra non chiede proroghe: fuori dalla Ue il 31 dicembre https://www.dire.it/15-06-2020/474005-brexit-londra-non-chiede-proroghe-fuori-dalla-ue-il-31-dicembre/ Mon, 15 Jun 2020 15:55:26 +0000 https://www.dire.it/?p=474005 boris Johnson

Il Regno Unito ha deciso di non chiedere una proroga del periodo di transizione per l'uscita dall'Unione europea

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boris Johnson
Il Regno Unito ha deciso di non chiedere una proroga del periodo di transizione per l'uscita dall'Unione europea
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ROMA – Giorno importante per le trattative Ue-Regno Unito. Oggi il primo ministro inglese, Boris Johnson, ha incontrato in videoconferenza Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea e David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, per fare il punto sui progressi realizzati finora nella trattativa e concordare le prossime azioni da intraprendere per l’avanzamento dei negoziati. Come si legge in una nota del Parlamento europeo, le parti hanno preso atto della decisione del Regno Unito di non chiedere alcuna proroga del periodo di transizione che terminerà quindi il 31 dicembre 2020, cosi come stabilito nelle disposizioni dell’Accordo di recesso.

Le parti hanno inoltre accolto favorevolmente la notizia di un avanzamento costruttivo delle discussioni sotto la guida dei due capi negoziatori David Frost e Michel Barnier, permettendo di chiarire e comprendere ulteriormente quelle che sono le posizioni reciproche. Fino a questo momento, sono stati completati quattro cicli di negoziati e, nonostante le sfide poste dalla pandemia Covid-19, è stata possibile la circolazione dei testi. Infine, le parti hanno riaffermato la loro intenzione di lavorare sodo per la realizzazione di un rapporto che funzioni nell’interesse dei cittadini sia dell’Unione che del Regno Unito”.

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Mes, Della Vedova (Più Europa): “Ogni giorno che passa è danno all’Italia” https://www.dire.it/14-06-2020/473492-mes-della-vedova-ogni-giorno-che-passa-e-danno-allitalia/ Sun, 14 Jun 2020 11:50:26 +0000 https://www.dire.it/?p=473492 conte

Pressing su Conte dalle opposizioni: per Della Vedova ogni giorno è un danno per l'Italia, mentre Anna Maria Bernini incalza il premier a sciogliere la riserva

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Pressing su Conte dalle opposizioni: per Della Vedova ogni giorno è un danno per l'Italia, mentre Anna Maria Bernini incalza il premier a sciogliere la riserva
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ROMA – “Mettiamola così: Di Maio e Crimi per restare al potere voteranno tutto, figuriamoci se non voteranno il Mes. Ogni giorno che passa prima della richiesta del Mes è un danno all’Italia, di cui per primi Pd e Iv, che ancora hanno paura del M5S, portano la responsabilità”. Lo scrive su Twitter il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova.

BERNINI (FI): CONTE SCIOLGA RISERVA SU MES

“Dopo aver scomodato i vertici dell’Unione europea e della Bce per i suoi Stati Generali, Conte dovrebbe almeno chiarire se intende utilizzare o no i fondi del Mes. Anzi: sarebbe opportuno che lo facesse mercoledì in Parlamento. Anche perché non c’è certo bisogno di attendere gli input comunitari per sapere che servono investimenti strategici per migliorare il nostro sistema sanitario, garantire continuità nella prestazione dei servizi di assistenza o sostenere in modo più efficace il lavoro di medici e infermieri”. Lo scrive in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini, che conclude: “Come giustamente sostiene la federazione dei medici ospedalieri, Mes o non Mes, siamo all’ultima chiamata per recuperare il nostro servizio sanitario. Io non cambio idea: il Mes serve eccome”.

LEGGI ANCHE: Conte si appella alle opposizioni: “Dateci una mano con la destra in Ue”

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Coronavirus, Merkel e Macron: “Da Ue risposta caotica, ora si prepari a seconda ondata” https://www.dire.it/10-06-2020/471463-coronavirus-merkel-e-macron-da-ue-risposta-caotica-ora-si-prepari-a-seconda-ondata/ Wed, 10 Jun 2020 09:09:18 +0000 https://www.dire.it/?p=471463 merkel_macron

Merkel, Macron e altri quattro membri dell’Unione Europea scrivono una lettera a Ursula von Der Leyen

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Merkel, Macron e altri quattro membri dell’Unione Europea scrivono una lettera a Ursula von Der Leyen
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BRUXELLES – L’Europa si prepari a una prossima ondata della pandemia da coronavirus: l’appello è contenuto in una lettera inviata da Angela Merkel, cancelliera tedesca, Emmanuel Macron, presidente francese, ed altri quattro membri dell’Unione Europea a Ursula von Der Leyen, presidente della Commissione Ue.

“LA RISPOSTA DELL’UNIONE È STATA CAOTICA”

Nella lettera si afferma che la caotica risposta alla pandemia da coronavirus, nella quale sono morte oltre 180.000 persone, ha “sollevato domande” sulla preparazione dell’Unione europea e si sottolinea la necessità di un approccio comune europeo, soprattutto in vista di una possibile seconda ondata.

di Alessio Pisanò

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Giovani, dal panel Conngi l’appello al voto per i nuovi italiani https://www.dire.it/09-06-2020/471248-giovani-dal-panel-conngi-lappello-al-voto-per-i-nuovi-italiani/ Tue, 09 Jun 2020 18:30:18 +0000 https://www.dire.it/?p=471248 Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano

"Non riconoscere i diritti alle seconde generazioni crea asimmetrie di potere e diseguaglianze, che non fanno che alimentare il razzismo", denuncia il Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane

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Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano
"Non riconoscere i diritti alle seconde generazioni crea asimmetrie di potere e diseguaglianze, che non fanno che alimentare il razzismo", denuncia il Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane
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ROMA – “Negare il riconoscimento dei diritti alle seconde generazioni e alle persone con background migratorio sancisce asimmetrie di potere e diseguaglianze, che non fanno che alimentare il razzismo“, ossia quello stesso fenomeno “contro cui in questi giorni abbiamo visto manifestazioni in tante piazze italiane dopo l’uccisione negli Stati Uniti di George Floyd. Ma è giunta l’ora che anche l’Italia affronti i suoi nodi, a partire dai partiti politici, che al momento ignorano questo mondo e invece si dovrebbero interessare”. Lo ha dichiarato Camilla Bencini dell’ong Cospe, intervenendo al panel online ‘Il diritto di voto alle elezioni locali’, evento che ha inaugurato la quarta edizione di ‘Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano’, organizzato dal Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane (Conngi).

QUELL’8% DELLA POPOLAZIONE CHE PRODUCE IL 9% DEL PIL E NON VOTA

Il seminario è stato occasione per discutere con esperti del settore la mancanza di un diritto che coinvolge5.255.000 stranieri, pari all’8 per cento dell’intera popolazione, come riferiscono dati Istat di gennaio 2019″: lo ha sottolineato Yohan Saparamadu, di Conngi, aggiungendo che queste persone lo scorso anno “hanno prodotto 139 miliardi di euro, ossia il 9 per cento della ricchezza nazionale, stando a un rapporto della fondazione Leone Moressa. Eppure non possano votare”.

“NO TAXATION WITHOUT REPRESENTATION”

Francesca Biondi Dal Monte, docente di Diritto costituzionale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha ricordato che in Italia a tutti “viene chiesto di osservare i doveri fiscali. Ma come dice un antico detto anglosassone, ‘no taxation without representation’, non si può tassare un cittadino che non è rappresentato“.

Guardando alla Costituzione, continua la docente Biondi Dal Monte, “se la sovranità appartiene al popolo, bisogna estendere il voto a livello locale, nonché la possibilità di candidarsi, un diritto che andrebbe riconosciuto a prescindere dalla cittadinanza. Alcuni Stati ad esempio lo accordano dopo 3 o 5 anni di residenza permanente”.

I tempi lunghi per ottenere la cittadinanza per l’esperta “sono comunque un problema, ma si potrebbe promuovere anche grazie a rappresentanti politici con background migratorio”.

LE COMUNITÀ STRANIERE NON SONO “SPECIE PROTETTE”

L’avvocato Alì Listì Maman è tornato sul paragone tra l’Italia e gli altri Paesi europei, rispetto ai quali “siamo indietro. Tanti hanno già inserito in costituzione e nel proprio ordinamento la possibilità per i soggetti extra-comunitari regolarmente residenti di partecipare alla vita pubblica”.

Per Maman “il fatto che un cittadino partecipi alla vita economica ma poi resti escluso da quella pubblica, senza che possa scegliere i propri rappresentanti, è a dir poco anacronistico”. L’avvocato ha lanciato infine una critica alle Consulte: “Non abbiamo bisogno di tutelare le comunità straniere trattandole come ‘specie protette’. Le persone devono poter partecipare alla vita politica e al processo decisionale passando per la porta principale”.

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Sahara occidentale, la Spagna vieta la bandiera e i simboli dei Saharawi https://www.dire.it/09-06-2020/471207-sahara-occidentale-la-spagna-vieta-la-bandiera-e-i-simboli-dei-saharawi/ Tue, 09 Jun 2020 17:48:47 +0000 https://www.dire.it/?p=471207 bandiera Saharawi

La sentenza della Corte spagnola colpisce il Fronte Polisario in lotta con il Marocco, che considera il Sahara occidentale una propria regione

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La sentenza della Corte spagnola colpisce il Fronte Polisario in lotta con il Marocco, che considera il Sahara occidentale una propria regione
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ROMA – La Corte suprema della Spagna ha vietato su tutto il territorio nazionale l’uso della bandiera e di qualsiasi altro simbolo della Repubblica democratica araba dei Saharawi (Sadr), l’auto-proclamato Stato per cui si batte il Fronte Polisario.

Nella sentenza i giudici hanno sottolineato che esporre nei luoghi pubblici bandiere o altri simboli della Sadr o del Fronte Polisario “è incompatibile con il quadro legale e costituzionale” della Spagna e lede inoltre “il dovere di neutralità e obiettività” che caratterizza l’amministrazione spagnola.

 

LA SADR È RICONOSCIUTA DALLE NAZIONI UNITE

I dirigenti del Polisario hanno contestato subito la decisione, che secondo gli osservatori internazionali sancisce una presa di posizione di Madrid rispetto al movimento indipendentista che rivendica la creazione di uno Stato autonomo nel Sahara occidentale, tra il Marocco e la Mauritania.

In una nota, i membri del Fronte hanno ricordato le “responsabilità storiche, politiche, legali e morali” di Madrid nella questione, originata all’epoca del colonialismo spagnolo in Nord Africa. Hanno anche evidenziato che la Sadr costituisce uno dei 17 territori autonomi riconosciuti dalle Nazioni Unite.

UE ACCUSATA DI IGNORARE I DIRITTI DEI SAHARAWI

Già qualche giorno prima, il Polisario aveva accusato l’Unione Europea di ignorare i diritti dei saharawi e di sostenere invece per ragioni economiche il Marocco, che considera il Sahara occidentale una propria regione a tutti gli effetti.

Sulla decisione di Madrid è intervenuto anche il Partito comunista spagnolo (Pce) che ha fatto appello alle autorità spagnole affinché “forniscano protezione legale o di altro tipo agli abitanti del Sahara occidentale occupato dal Marocco e ai rifugiati saharawi nell’enclave algerina”. Il Partito, storicamente alleato del movimento indipendentista, ha inoltre incoraggiato il governo a riconoscere la Sadr e il Polisario come “gli unici legittimi rappresentanti del popolo saharawi”.

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Ue, Johansson: “Riaprire i confini nell’Unione per fine giugno” https://www.dire.it/05-06-2020/469407-ue-johansson-riaprire-i-confini-nellunione-per-fine-giugno/ Fri, 05 Jun 2020 08:12:31 +0000 https://www.dire.it/?p=469407 Ylva Johansson_aereo

La Commissaria europea in vista del vertice con i ministri interni

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La Commissaria europea in vista del vertice con i ministri interni
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ROMA –  Gli Stati membri dell’Unione Europea dovrebbero riaprire i confini con gli altri Paesi del blocco entro la fine di giugno: lo ha detto la commissaria Ue per gli Affari interni, Ylva Johansson, alla vigilia di un vertice dedicato al tema in programma oggi. “Credo – ha sottolineato la dirigente – che ci stiamo avvicinando a una situazione nella quale si dovrebbe porre fine a tutte le restrizioni e a tutti i controlli sui confini interni”. Di riaperture, con Johansson, discuteranno oggi i ministri degli Interni dei Paesi membri dell’Ue. La commissaria ha parlato in un’intervista con l’emittente Euronews. 

LEGGI ANCHE: Nuove regole per l’accesso in Grecia, voli vietati dal nord Italia. Zaia: “Allucinante”

 

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Il mea culpa della Svezia: “Avremmo dovuto fare meglio” https://www.dire.it/03-06-2020/468443-il-mea-culpa-della-svezia-avremmo-dovuto-fare-meglio/ Wed, 03 Jun 2020 11:27:51 +0000 https://www.dire.it/?p=468443 medici_coronavirus_tiny_imago

Nel Paese scandinavo non sono state applicate rigide misure contenitive durante la pandemia di Coronavirus, ma ci si è affidati al buon senso dei cittadini

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Nel Paese scandinavo non sono state applicate rigide misure contenitive durante la pandemia di Coronavirus, ma ci si è affidati al buon senso dei cittadini
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ROMA – “Avremmo potuto fare molto meglio”: a dirlo è Anders Tegnell, l’epidemiologo che ha coordinato la risposta del sistema sanitario della Svezia alla pandemia di Covid-19.

L’esperto ha detto a una emittente radiofonica locale che il governo di Stoccolma avrebbe dovuto fare di più per prevenire i quasi 4.500 decessi causati dal virus nel Paese, che ha anche riportato un tasso di letalità relativa di gran lunga superiore a quelli dei vicini scandinavi: Danimarca, Norvegia e Finlandia.
Le parole dell’epidemiologo si vanno ad aggiungere al crescendo di critiche provocato dalla gestione della crisi sanitaria da parte dell’esecutivo del primo ministro Stefan Lofven: la Svezia infatti è stato uno dei pochi Paesi europei a non applicare rigide misure restrittive per contenere la diffusione del virus e facendo piuttosto affidamento sul buonsenso del singolo cittadino e lasciando aperti bar, ristoranti e altri luoghi di ritrovo.

A suscitare particolare disapprovazione nei confronti del governo, secondo la stampa locale, anche il fatto che circa la metà delle vittime del virus nel Paese sono state persone anziane, ospitate in strutture di cura.
Il premier aveva annunciato nei giorni scorsi una prossima indagine sulla gestione della pandemia.

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Nuove regole per l’accesso in Grecia, voli vietati dal nord Italia. Zaia: “Allucinante” https://www.dire.it/31-05-2020/467394-la-grecia-ci-ripensa-ecco-le-nuove-regole-di-accesso-fino-al-1-luglio-voli-vietati-dal-nord-italia/ Sun, 31 May 2020 12:12:29 +0000 https://www.dire.it/?p=467394

Dopo le proteste, la Grecia riscrive le regole per l'accesso al paese: rimangono i divieti per Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto

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Dopo le proteste, la Grecia riscrive le regole per l'accesso al paese: rimangono i divieti per Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto
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ROMA – Dietrofront di Atene dopo le proteste seguite alla decisione di vietare l’ingresso nel paese ai turisti italiani. Sul sito dell’ambasciata greca in Italia, infatti, questa mattina è apparso un articolo dal titolo ‘La Grecia è di nuovo pronta ad accogliere il mondo’ che detta le nuove regole per l’accesso nel paese.

Fino al 1 luglio non sarà possibile accedere in aereo al paese se si proviene dalle aree più colpite dall’epidemia. Queste comprendono Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto. Nella lista c’è anche il Belgio, l’area di Parigi in Francia, buona parte dell’Olanda, Lisbona in Portogallo, fra le altre Madrid in Spagna, Stoccolma in Svezia e quasi tutto il Regno Unito. Tante le chiusure totali rispetto ad altri Paesi del resto del mondo fra i quali Bielorussia, Bangladesh, Cile, Indonesia, metà degli Stati Uniti e del Brasile.

Le nuove regole, però, scatenano l’ira del presidente del Veneto Luca Zaia: “La Grecia che mette al bando il Veneto mi pare allucinante. Mi chiedo cosa pensino i loro operatori, sono i nostri turisti che vanno lì”.

Ecco come funzionerà:

  • Fase 1- fino al 15 giugno:

Ι voli internazionali sono ammessi solo all’aeroporto di Atene. A tutti i visitatori all’ arrivo sarà effettuato un test  e dovranno trascorrere la notte in un albergo designato. Se il test è negativo, il passeggero si mette in  auto- quarantena per 7 giorni. Se il test è positivo, il passeggero viene messo in quarantena sotto controllo per 14 giorni.

  • Fase 2- dal 15 giugno al 30 giugno:

I voli internazionali sono ammessi negli aeroporti di Atene e Salonicco. Se il viaggio è stato effettuato da un aeroporto non presente nell’elenco delle aree colpite di EASA, I passeggeri sono soggetti a test casuali solo all’arrivo.

Se il viaggio è stato effettuato da uno degli aeroporti dell’elenco delle aree colpite di EASA, I passeggeri verranno sottoposti a test all’arrivo. È richiesto il soggiorno di una notte in un albergo designato. Se il test è negativo, il passeggero si mette in auto- quarantena per 7 giorni. Se il test è positivo, il passeggero viene messo in quarantena sotto controllo per 14 giorni.

  • Fase 3 – 1 luglio in poi

I voli internazionali sono ammessi in tutti gli aeroporti di Grecia. I visitatori sono soggetti a test casuali all’arrivo. Ulteriori restrizioni relative ad alcuni paesi saranno annunciate in un secondo momento.

Inoltre: Gli arrivi alle frontiere terrestri dall’Albania, dalla Macedonia del Nord e dalla Bulgaria saranno consentiti a partire dal 15 giugno. I visitatori saranno soggetti a test casuali all’arrivo.

Gli arrivi via mare saranno consentiti dal 1 ° luglio. I visitatori saranno soggetti a test casuali all’arrivo.

La Grecia in qualsiasi momento si riserva il diritto di modificare qualunque previsione sopra citata alla luce delle mutate circostanze.

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Coronavirus. La Grecia riapre a 29 paesi, ma non all’Italia https://www.dire.it/29-05-2020/466967-coronavirus-la-grecia-riapre-a-29-paesi-ma-non-allitalia/ Fri, 29 May 2020 13:42:53 +0000 https://www.dire.it/?p=466967

L'elenco sarà aggiornato il primo luglio, vietati gli ingressi fino a quella data

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ROMA – La Grecia ha annunciato l’elenco di 29 paesi da cui accettera’ i turisti quando i voli internazionali riprenderanno ad Atene e Salonicco il 15 giugno. Tra questi non c’e’ l’Italia.

I paesi sono Albania, Australia, Austria, Macedonia del Nord, Bulgaria, Germania, Danimarca, Svizzera, Estonia, Giappone, Israele, Cina, Croazia, Cipro, Lettonia, Libano, Lituania, Malta, Montenegro, Nuova Zelanda, Norvegia, Corea del Sud, Ungheria, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Finlandia. 

L’elenco, riportato dal sito del quotidiano Ekathimerini, e’ stato compilato dopo aver esaminato i dati epidemiologici di ciascun Paese e tenuto conto degli annunci dell’Agenzia dell’unione europea per la sicurezza aerea (Easa), nonche’ della raccomandazione del comitato per le malattie infettive.

I visitatori dei suddetti Paesi saranno soggetti a controlli in loco all’aeroporto. Per tutti gli altri Paesi, gli attuali divieti di viaggio della Grecia continueranno ad applicarsi, tuttavia l’elenco verra’ aggiornato e ampliato a partire dal 1° luglio.

Inoltre, le esclusioni attuali riguardano la provenienza del volo e non la nazionalita’ del viaggiatore. Le autorita’ greche monitoreranno lo sviluppo del virus e modificheranno di conseguenza le sue raccomandazioni.

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Ue, l’annuncio di Gentiloni: “Recovery Fund da 750 miliardi” https://www.dire.it/27-05-2020/465822-ue-lannuncio-di-gentiloni-recovery-fund-da-750-miliardi/ Wed, 27 May 2020 10:52:15 +0000 https://www.dire.it/?p=465822

Il premier Conte: "Alziamo la testa e guardiamo al futuro"

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ROMA – “La Commissione propone un Fondo di Recovery da 750 miliardi che si aggiunge agli strumenti comuni gia’ varati. Una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti”. Lo scrive su twitter Paolo Gentiloni, commissario Ue.

VON DER LEYEN: SCRIVERE NUOVO CAPITOLO PER EUROPA SOLIDARIETÀ

“Dobbiamo fare la cosa giusta. Settant’anni fa i padri fondatori hanno fatto il primo passo per creare un’Europa basata sulla pace e il benessere, mentre oggi dobbiamo scrivere un nuovo capitolo verso l’Europa della sostenibilita’. Lo dobbiamo alle prossime generazioni”. Cosi’ Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, in merito alla proposta della Commissione europea sul piano di ripresa.

Von der Leyen ha aggiunto: “Chi ha paura dei costi, deve tenere conto che in futuro questi costi saranno ancora piu’ alti. Con Next Generation Eu vogliamo creare un’Europa diversa, per uscire da questa crisi e facendoci ispirare dagli ideali che hanno fatto nascere l’Unione europea”.

Next Generation Eu permettera’ di ripartire verso un futuro piu’ verde e digitale, per questo il suo nome richiama ad una generazione consapevole e responsabile. Next Generation Eu aiutera’ le aziende in difficolta’ e l’investimento nelle tecnologie permettera’ alle filiere a diventare maggiormente resilienti, anche in vista di crisi future” ha poi spiegato la Von Der Leyen.

“Oltre ad essere solidali per superare la crisi immediata, vogliamo proporre questo patto per investire nel futuro” ha concluso la presidente della Commissione. “Questo strumento dovra’ permettere alle future generazioni di raccogliere i frutti seminati oggi“.

CONTE: È MOMENTO ALZARE LA TESTA E VOLGERE SGUARDO AL FUTURO

“Sono giorni importanti. Il piano di intervento europeo sta assumendo la sua fisionomia definitiva. Oggi la Commissione europea annuncera’ la sua proposta di Recovery Plan. L’Italia deve farsi trovare pronta all’appuntamento”. Lo scrive su facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Per Conte l’Italia “deve programmare la propria ripresa e utilizzare i fondi europei che verranno messi a disposizione varando un ‘piano strategico’ che ponga le basi di un nuovo patto tra le forze produttive e le forze sociali del nostro Paese. Questo e’ il momento per alzare la testa e volgere il nostro sguardo al futuro. Abbracciando questa prospettiva, con coraggio e visione, trasformeremo questa crisi in opportunita’. Ci sono alcune azioni fondamentali per recuperare il divario di crescita economica e produttivita’, nei confronti degli altri Paesi europei, che ci ha caratterizzato soprattutto negli ultimi vent’anni”.

AMENDOLA: RECOVERY PLAN È GRANDE PIANO PER ITALIA

“L’Italia ripartira’ con un Recovery Plan, un grande piano di rilancio. Come annunciato dal Presidente Giuseppe Conte, affronteremo la crisi investendo su semplificazione, sburocratizzazione, digitalizzazione della PA, apertura nuovi cantieri e Green Deal”. Cosi’ su Twitter Enzo Amendola, ministro per gli Affari europei, in merito alla proposta lanciata questa mattina dal Premier Conte, sull’utilizzo delle risorse europee da usare per affrontare la crisi legata al Covid-19.

CRIMI: COSI’ L’UNIONE E’ DAVVERO LA COMUNITA’ DI CUI ABBIAMO BISOGNO

Svolta dei Cinque Stelle sull’Europa: “Si sta dimostrando non solo un’unione, ma quella comunita’ che noi vogliamo e di cui tutti abbiamo bisogno. Non abbassiamo la guardia e andiamo avanti”. Cosi’ il capo reggente del Movimento Vito Crimi commenta il piano europeo di finanziamento della ripresa.

“Bene la proposta della Commissione Europea di un Recovery Fund da 750 miliardi. Auspichiamo che questo risultato venga confermato dall’Euro summit, dove il presidente Giuseppe Conte portera’ le linee di intervento per il rilancio dell’Italia, che condividiamo in modo convinto. Sulla necessita’ di una riforma fiscale- aggiunge Crimi- il MoVimento 5 Stelle la ritiene necessaria e siamo gia’ da tempo al lavoro per definire la proposta. Gli investimenti per la digitalizzazione e la transizione verde sono da sempre obiettivi che vogliamo realizzare. Possiamo davvero riprogettare un’Italia in chiave green e smart. Una cosa resta chiara: le uniche riforme possibili possono essere solo quelle dettate dai bisogni dei cittadini”.

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Ue, l’economista Gros: “Italia attenta, il Mes non è un regalo” https://www.dire.it/22-05-2020/464073-ue-leconomista-gros-italia-attenta-il-mes-non-e-un-regalo/ Fri, 22 May 2020 15:42:49 +0000 https://www.dire.it/?p=464073

Per Daniel Gros, presidente del Center for European Policy Studies (Ceps), il Mes non è uno strumento adatto per un paese in grado di finanziarsi sul mercato

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BRUXELLES – Il Meccanismo europeo di stabilita’ (Mes), economicamente parlando, “non e’ proprio un regalo come appare”. Cosi’, in un’intervista con l’agenzia Dire, Daniel Gros, presidente del Center for European Policy Studies (Ceps), uno dei principali think thank sulle politiche europee.

“Pur essendo un prestito a tassi bassissimi”, visto che e’ stata concordata una linea di credito speciale, si tratta di “un prestito senior”, il che vuol dire che “se l’Italia si dovesse trovare in difficolta’ a pagare il suo debito pubblico in generale, dovrebbe prima pagare quello contratto con il Mes e poi i restanti Btp“.

Secondo il presidente del Ceps, se l’Italia accedesse a questa linea di credito, i Btp ordinari “diventerebbero di serie B”, una situazione che ne farebbe diminuire il prezzo di rendita e, di conseguenza, aumentare il prezzo di emissione a causa di tassi d’interesse piu’ alti da pagare.

Per questo motivo, spiega Gros, “se sommiamo il guadagno del Mes in termini di bassi tassi di interesse al maggiore costo dei Btp si vedra’ che il guadagno netto per il Paese Italia sara’ praticamente nullo“.

Una situazione, secondo l’economista, alla quale si applica il teorema di Modigliani-Miller: “Se l’Italia riceve un prestito Mes di 100 miliardi e risparmia 2 miliardi all’anno, questo teorema ci dice che perderebbe in termini di costi maggiori sui Btp esattamente la stessa cifra di 2 miliardi“.

Per questo motivo, secondo il presidente del Ceps, un Paese che ha ancora possibilita’ di finanziarsi sul mercato non ha bisogno del Mes, visto che questo strumento “e’ stato creato per aiutare uno Stato quando non riesce piu’ ad accedere al mercato, ma questo non e’ il caso dell’Italia”. La quale, sottolinea Gros, “ha abbastanza risparmio per finanziare il proprio debito pubblico e deficit, ma questo puo’ accadere solo e se gli italiani hanno fiducia nel loro Stato”.

Il presidente del Ceps propone un paragone con il passato. “Nel 2018 alcune componenti del governo italiano chiedevano l’uscita dall’euro e quando poi quel governo emise dei buoni del tesoro pluriennali destinati al grande pubblico nessuno li compro'” ricorda Gros. “Oggi, invece, le cose sono diverse, perche’ c’e’ fiducia che l’Italia rimarra’ nell’euro“.

Una fiducia che non puo’ fare a meno della fiducia degli italiani nel proprio Paese. “Gli investitori stranieri non compreranno i Btp italiani se gli investitori italiani non comprano buoni del tesoro” dice Gros. “Ci vuole la giusta dose di fiducia, perche’ troppa induce all’imprudenza, troppo poca puo’ essere invece letale nell’economia”.

Diversa la situazione di Cipro, primo Paese interessato ad utilizzare questa line adi credito agevolata del Mes, perche’, diversamente che in Italia, a Nicosia “c’e’ molto debito estero e un sistema bancario un po’ debole”.

Diverso anche il discorso del Recovery Instrument, per il quale la Commissione europea presentera’ una proposta mercoledi’ 27 maggio. Secondo Gros, infatti, “questo strumento potrebbe essere molto utile, perche’ puo’ aggiungere qualcosa di importante agli sforzi nazionali”.

La vera innovazione di questo strumento e’ che non dovrebbe prevedere solo prestiti ma anche contributi a fondo perduto, e anche qualora si trattasse di prestiti “ci sarebbe una differenza sostanziale con il Mes” visto che quest’ultimo prevede “prestiti solo a breve termine, mentre un prestito su 50 anni a tasso quasi zero, come quello del Recovery Instrument, non e’ troppo diverso da un vero contributo a fondo perduto”.

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‘Siamo manichini pilotati’, il 26 giugno a Parigi la mostra sull’identità di Fae A. Djeraba https://www.dire.it/22-05-2020/463769-siamo-manichini-pilotati-il-26-giugno-a-parigi-la-mostra-sullidentita-di-fae-a-djeraba/ Fri, 22 May 2020 11:01:48 +0000 https://www.dire.it/?p=463769 mostra-manichini-parigi

Le foto, scattate con polaroid, sono tutte ambientate a Finale Ligure. Dopo la tappa francese, la mostra arriverà anche in Italia

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ROMA – “Stiamo diventando dei manichini pilotati, abbiamo le stesse reazioni e facciamo le stesse cose. In un mondo grande ci assomigliamo tutti e questo mi inquieta, perche’ la bellezza dell’essere unici sta proprio nella differenza. Osservo la societa’, il mondo intorno a me fatto di famiglie, amici, conoscenti, bambini, giovani e adulti, tutti immersi in un uso smodato e sfrenato dei social che ci sta appiattendo“. È dura la riflessione dell’artista franco-tunisina Fae’ A. Djeraba, che nel suo ultimo progetto ‘Gens virtuels Circus’ analizza quanto il web e i social stiano influenzando le nostre vite e la costruzione delle nostre identita’.

Ora piu’ che mai, dato che in piena pandemia da Covid-19 l’obbligo del distanziamento sociale ha rafforzato l’uso del canale digitale. La sua riflessione prende corpo in 80 sequenze, realizzate con una polaroid e suddivise in diversi capitoli: L’amicizia, il contatto, l’Olimpo, l’incontro, il teatro, il turbamento, la forza migrante, la seduzione, la simbiosi, il teatro e l’inversione. Infine, un autoritratto.

È un lavoro lungo un anno, che sbarchera’ il 26 giugno alle Galerie Memoire de l’Avenir Humanities, Arts and Society di Parigi (45-47 Rue Ramponeau) e sara’ aperto al pubblico fino al 5 settembre. Ma questo viaggio nell’identita’ collettiva non si limitera’ al vecchio continente, e dall’Italia (dove arrivera’ a fine dicembre nei Chiostri di Santa Caterina a Finale Ligure) passera’ agli Stati Uniti in date da ridefinire a causa dell’emergenza Coronavirus.

“Nelle fotografie tutti i modelli posano sempre con un manichino rosso, che e’ il vero ‘protagonista’ delle sequenze. Anche lui indossa la maschera”. In questo modo Djeraba mette bene in evidenza la “finzione in cui tutti viviamo. Un tempo guardavamo ed eravamo spettatori, oggi siamo tutti protagonisti della scena. Produciamo continuamente contenuti, siamo sempre presenti e con una grande sete di protagonismo. È evidente la voglia di essere online h24, al centro dell’attenzione e bisognosi di consenso. Trovo tutto questo molto pericoloso- sottolinea l’artista- e il mio manichino rosso diventa un lupo gigante che grida: ‘State attenti, non perdetevi”.

Perche’ il vero problema, da un punto di vista identitario, e’ che “se diventiamo tutti protagonisti non ci saranno piu’ spettatori. Allora da chi saremo veramente ascoltati?- chiede l’artista- Chi avra’ il tempo di riconoscerci, con chi potremo avviare un confronto autentico che possa aiutarci a riflettere su noi stessi?”.

Queste domande Djeraba le lascia aperte, forse proprio per scuotere le coscienze. “La solidarieta’ e l’abbondanza di comunicazioni che hanno invaso il web ci hanno certamente sostenuto durante la quarantena, ma non sostituiscono i rapporti sociali- ricorda- spostiamo lo sguardo verso le famiglie: in ogni stanza una televisione e per ogni persona un pc e/o uno smartphone. Ognuno resta isolato con il suo mezzo, davanti al suo schermo“.

Impossibile, quindi, non interrogarsi su come tutto questo stia trasformando l’identita’ individuale e collettiva. “Il web e’ un mondo di opportunita’ e possibilita’, ma e’ anche una giungla che ti modifica. Il riscontro dei like e dei follower crea un senso di disagio- sottolinea l’artista- perche’ si traduce in una dinamica trita-tutto se non fai parte di una comunita’. Non dobbiamo appiattirci e annullare le differenze, queste sono l’antidoto che ci salva dal diventare robot”.

Nelle opere di Djeraba ritorna il tema della maschera, che ci riporta alla mente quello delle ‘mascherine’: ormai le nostre migliori compagne in tempi di Pandemia. “La maschera allo stesso tempo nasconde e protegge chi c’e’ dietro. La maschera ci difende- continua l’artista- ma la difesa non deve diventare una barriera, una chiusura, che cela la paura della diversita’. Nel mio autoritratto la maschera e’ a meta’-racconta- me la sto togliendo per affermare chi sono. Mi chiedo qual e’ il senso della liberta’, oggi e’ difficile dirlo”.

In ogni caso il suo manichino rosso e’ una ‘femmina’ e indossa la maschera: “Certo, ci protegge ma Lei sa bene che il ‘toglierla’ sara’ il grande lavoro da fare“.

Djeraba, in netta opposizione con l’inondazione di immagini e selfie che ci sommerge nei social, ritorna a uno strumento piu’ antico. “Ho scelto di creare le mie opere con la polaroid, perche’ fino all’ultimo non sai mai cosa viene fuori. Dipende dal calore della pellicola, dalla luce e dall’inquadratura. C’e’ sempre quel mistero che non puoi controllare e che per me e’ fondamentale in questo lavoro”.

Nelle sue fotografie non c’e’ spazio all’improvvisazione, tutto e’ ben costruito come se fossero mini scene cinematografiche. “Sono minispot delle vite di ognuno di noi- sorride l’artista- tutte ambientate a Finale Ligure, ma in luoghi differenti: gli alberghi, il castello, il molo, la spiaggia, le gallerie e i vicoli della cittadina”.

Attenzione, pero’, il manichino rosso e’ sempre li’: “Un j’accuse anche contro la velocita’ dettata dal mercato, dalla globalizzazione e dalle nuove tecnologie che non ci lasciano piu’ il tempo di assimilare, ma che lasciano sempre piu’ persone indietro, dimenticate. Rigetto questa velocita’- conclude- perche’ esclude tutta una fascia di popolazione piu’ indigente“.

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L’Europa alza la voce contro Israele: “Stop all’annessione della Cisgiordania, pronti ad azione comune” https://www.dire.it/21-05-2020/463382-lue-alza-la-voce-contro-israele-stop-allannessione-della-cisgiordania-pronti-ad-azione-comune/ Thu, 21 May 2020 13:55:12 +0000 https://www.dire.it/?p=463382 Israele Foto di Rodolfo Quevenco da Pixabay

Appello degli ambasciatori europei a Tel Aviv: "No azioni unilaterali, sono contro il diritto internazionale"

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Israele Foto di Rodolfo Quevenco da Pixabay
Appello degli ambasciatori europei a Tel Aviv: "No azioni unilaterali, sono contro il diritto internazionale"
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ROMA – “Consigliamo vivamente ad Israele di non assumere decisioni unilaterali che possano condurre all’annessione di qualsiasi territorio palestinese occupato. Questo sarebbe contrario al diritto internazionale“. Cosi’ ha dichiarato Marc Pecteen, ambasciatore del Belgio, rivelgendosi al nuovo governo di unita’ nazionale che ha prestato giuramento in Israele.

L’ambasciatore del Belgio, insieme ai rappresentanti di Francia, Germania, Polonia ed Estonia, in qualita’ di membri permanenti e non del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno cercato cosi’ di dissuadere Israele dal portare a termine il piano di annessione della Cisgiordania, pilastro della campagna elettorale di Benjamin Netanyahu, che col leader Benny Gantz ora condivide la carica di primo ministro.

I membri europei del Consiglio di sicurezza si sono riuniti in videoconferenza ieri e in un messaggio hanno esortato il nuovo esecutivo a rispettare i confini tracciati dopo la guerra del 1967 e a riprendere i negoziati per attuare la cosiddetta “soluzione dei due Stati”, che soddisferebbe le istanze degli israeliani e del popolo palestinese.

Nonostante il piano di annessione della Cisgiordania riceva infatti l’appoggio degli degli Stati Uniti, il Consiglio di sicurezza sarebbe costretto a prendere provvedimenti qualora Israele dovesse annettere porzioni di territori palestinesi.

Sempre ieri il presidente dell’Autorita’ nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, ha annunciato che se il piano non sara’ abbandonato l’Anp interrompera’ la cooperazione con Israele sul piano della sicurezza.

Quanto all’Ue, il ministro degli Esteri francese Jean-Yves le Drian ha dichiarato che e’ sul tavolo “la discussione di un’azione comune europea” insieme a Italia, Germania e Spagna. Sono inoltre stati presi contatti con Egitto e Giordania, firmatari di accordi di pace con Israele, affinche’ facciano a loro modo pressione su Tel Aviv affinche’ metta da parte questo piano.

La parziale annessione della Cisgiordania sarebbe anche il caposaldo del cosiddetto “Accordo del secolo”, un nuovo piano proposto dal governo degli Stati Uniti che ha ricevuto il plauso di Israele ma non dell’Anp, tenuta fuori dalla sua definizione.

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