Sanità – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Sat, 04 Jul 2020 15:30:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Coronavirus, 223 nuovi casi da ieri e 15 decessi https://www.dire.it/03-07-2020/481184-coronavirus-223-nuovi-casi-da-ieri-e-15-decessi/ Fri, 03 Jul 2020 16:18:43 +0000 https://www.dire.it/?p=481184

In 14 regioni italiane non si sono registrati decessi per coronavirus nelle ultime ventiquattro ore. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano emesso dal ministero della Salute

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In 14 regioni italiane non si sono registrati decessi per coronavirus nelle ultime ventiquattro ore. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano emesso dal ministero della Salute
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ROMA – In 14 regioni italiane non si sono registrati decessi per coronavirus nelle ultime ventiquattro ore. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano emesso dal ministero della Salute. Si tratta di Valle d’Aosta, Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Delle 15 vittime registrate, invece, quattro si trovano in Lombardia e Piemonte, tre in Toscana, due in Emilia Romagna, una in Lazio e Veneto.

Sono 223 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore.

Sono, inoltre, 384 i pazienti colpiti da coronavirus guariti e 79 i pazienti in terapia intensiva (3 meno di ieri).

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Network Donne leader in Sanità promuove ‘Manifesto’ contro le disuguaglianze di genere https://www.dire.it/03-07-2020/481149-network-donne-leader-in-sanita-promuove-manifesto-contro-le-disuguaglianze-di-genere/ Fri, 03 Jul 2020 15:42:51 +0000 https://www.dire.it/?p=481149

Il Manifesto è pubblicato sul sito del network www.donneleaderinsanita.it. L’obiettivo è quello di raggiungere quante più firme possibili e consegnarlo al Presidente della Repubblica

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ROMA – Un Manifesto per promuovere il talento al femminile in ruoli di Top e Middle Management pubblico e privato in Sanità. È l’iniziativa lanciata dal network “Donne Leader in Sanità, nato lo scorso 11 febbraio, con lo scopo di promuovere la leadership al femminile nel settore sanitario e di favorire il superamento delle disuguaglianze di genere.

 

L’obiettivo del MANIFESTO PER UN MAGGIORE EQUILIBRIO DI GENERE IN SANITÀ”, rivolto alle aziende e alle istituzioni, è quello di modificare le policy ed istituirne di nuove al fine di promuovere il raggiungimento di almeno il 40% delle donne nei ruoli di top e middle management delle organizzazioni sanitarie pubbliche e private nei prossimi 5 anni.

 

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, nel mondo 7 operatori sanitari su 10 sono donne, ma di queste meno di 3 su 10 occupa una posizione di leadership. La parità di genere e il riconoscimento dell’emancipazione femminile sono obiettivi condivisi dall’ONU, che ha inserito il superamento del gender gap tra gli obiettivi fondamentali dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, e dalla Legge Golfo-Mosca (L. 120/2011). Una legge che nonostante sia riuscita ad aumentare del 30% la rappresentanza femminile nei vertici delle società pubbliche quotate, non è stata ancora in grado, da sola, di creare un “circolo virtuoso” in cui le donne leader sostengano a loro volta la carriera di altre colleghe.

 

Il Manifesto si propone così come un ulteriore strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica sul talento e la leadership delle donne, che rappresenterebbero una vera ricchezza non solo per le aziende, ma anche per la collettività: secondo alcune stime di Banca d’Italia, se il nostro Paese avesse gli stessi livelli di occupazione femminile di altri paesi europei il PIL della nazione aumenterebbe del 7%3.

 

Ad oggi sono 41 i primi firmatari del Manifesto pubblicato sul sito www.donneledaerinsanita.it (vedi elenco primi firmatari). Donne e uomini leader in ambito sanitario. Lo scopo è quello di raggiungere quante più firme possibili e consegnare il Manifesto al Presidente della Repubblica, il prossimo 11 febbraio 2021, in occasione della Giornata internazionale delle donne nella Scienza.

 

“La sottoscrizione di questo Manifesto da parte di leader, uomini e donne, rappresenta un primo passo verso un impegno concreto nell’istituzione di nuove azioni che promuovano il talento femminile e le pari opportunità di carriera – dichiarano le promotrici del Network, Guia Lanciani, Customer Service & Supply Chain Director, Medtronic Italia,  Marica Orlandi, Responsabile Media Relation Medtronic Italia, Patrizia Ravaioli, Senior Advisor key2people, Commissario Ente Strumentale alla Croce Rossa Italiana e Paola Testori Coggi, Già Direttore Generale Salute e Consumatori della Commissione Europea – Soprattutto in un momento di emergenza sanitaria come questo, dove le donne sono state in prima linea – come medici, infermiere, farmaciste e caregiver – nella lotta al virus, ma sono state quasi completamente escluse dai tavoli istituzionali, almeno nella prima fase della pandemia”.

 

“Il Manifesto – continuano le promotrici dell’iniziativa – vuol essere infatti di ispirazione per i vertici aziendali e istituzionali affinché sostengano e incoraggino le donne a ricoprire ruoli sempre più rilevanti, specialmente nel settore sanitario dove la presenza di donne è preponderante. L’obiettivo del 40% di donne leader in 5 anni è sfidante ma raggiungibile, a condizione che ci sia impegno comune e condiviso da parte di aziende e istituzioni”.

Storicamente in ambito sanitario l’affermazione delle donne è sempre stata molto complessa, per molti anni le differenze di genere non hanno permesso loro di entrare nelle sale operatorie e di far parte del board dei decisori (ancora oggi solo il 16% dei direttori generali di struttura è di genere femminile).

 

Con il Manifesto il Network Donne Leader in Sanità lancia anche il suo nuovo sito web (www.donneleaderinsanita.it) in cui verranno pubblicate idee e iniziative per dar vita e concretizzare ambiziosi obiettivi. Sono previsti eventi, webinar, iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica, allargare il network e promuovere le capacità, il potenziale e il talento delle donne leader.

 

I PRIMI FIRMATARI DEL MANIFESTO

 

  1. Adriana Bonifacino, Professore Aggregato in Oncologia Medica presso l’Università Sapienza, Responsabile della Unità di Diagnosi e terapia in Senologia presso l’A.O.U.Sant’Andrea di Roma
  2. Elena Bottinelli, Amministratore Delegato IRCCS Ospedale San Raffaele e IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi
  3. Roberto Cairoli, Direttore della Struttura complessa di Ematologia dell’Ospedale Niguarda, Milano  
  4. Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, autore di “Le donne erediteranno la terra”
  5. Roberto Chiesa, Professore Ordinario di Chirurgia Vascolare, Direttore Unità Operativa di Chirurgia Vascolare, Istituto Scientifico San Raffaele 
  6. Celeste Condorelli, Amministratrice Delegata Gemelli Molise
  7. Federica Dal Toso, HR Director UCB Pharma Italia
  8. Marina D’Artibale, Senior Advisor Eurogroup Consulting, Docente Luiss
  9. Silvia De Dominicis, Amministratore Delegato Johnson&Johnson Medical Spa
  10. Amelia Filippelli, Professore ordinario di Farmacologia, Delegato alle Pari Opportunità Università degli Studi di Salerno 
  11. Sabrina Florio, Presidente So.SE.Pharm, Presidente Anima per il sociale nei valori d’impresa
  12. Isabella Frigerio, Chirurgo Generale, Chirurgia del Pancreas-Ospedale Pederzoli, Co-founder Women in surgery,  
  13. Francesco Garbagnati, già Direttore Unità Trattamenti intralesionali, Reparto Radiologia Diagnostica, Istituto Nazionale dei Tumori
  14. Giovanna Maria Gatti, chirurga senologa, psicoterapeuta e scrittrice
  15. Giovanna Gigliotti, Amministratore Delegato Unisalute, Direttore Tecnico Danni e sinistri UnipolSai Assicurazioni
  16. Guia Lanciani, Customer Service & Supply Chain Director, Medtronic
  17. Concetta Liberatore, Dirigente Medico UF Cure Palliative, Azienda USL Toscana Sud Est, P.O. Nottola, Montepulciano 
  18. Eliana Liotta, scrittrice, giornalista e divulgatrice scientifica  
  19. Nicoletta Luppi, Senior Vice-President e Managing Director MSD Italia
  20. Gianna Martinengo, Presidente Didael KTS, Ideatrice e Presidente di Women&Technologies
  21. Maria Cristina Messa, Professore Ordinario di Diagnostica per Immagini, Università Milano-Bicocca, Presidente Fondazione Tecnomed, Università Milano-Bicocca
  22. Chiara Moroni, Direttore BU Innovative Medicines, Bristol-Myers Squibb
  23. Maria Luisa Nolli, Founder e CEO NCNbio, Board Member of Assobiotec and Europabio
  24. Marica Orlandi, Responsabile Media Relations, Medtronic 
  25. Amelia Parente, HR Communications & Transformation Director Roche
  26. Michele Perrino, Regional Vice-President Italy Medtronic
  27. Micaela Piccoli, Direttore Struttura Complessa di Chirurgia Generale, d’Urgenza e Nuove tecnologie, Ospedale Civile di Baggiovara, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena
  28. Patrizia Presbitero, Cardiologo interventista, Senior Consultant Humanitas Research Hospital 
  29. Patrizia Ravaioli, Senior Advisor key2people, Commissario Ente Strumentale alla Croce Rossa Italiana, Associazione Fuori Quota
  30. Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Presidente World Federation of Public Health Associations, Board President of EU Mission for Cancer   
  31. Oliviero Rinaldi, Direttore Sanitario Istituto Nazionale dei Tumori
  32. Michele Rubbini, Direttore Programma di Chirurgia Colonproctologia, AUSL, Università di Ferrara  
  33. Barbara Saba, Direttore Generale Fondazione J&J, Head of Pricing & Data Analytics Johnson&Johnson
  34. Massimo Scaccabarozzi, Presidente e A. D. Janssen Italia, Presidente Farmindustria
  35. Giovanni Scambia, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università Cattolica Sacro Cuore e Direttore del Polo Scienze della salute della donna e del bambino, Fondazione Gemelli 
  36. Giovanna Scroccaro, Presidente Comitato Prezzi e Rimborso AIFA, Direttore Farmaci, dispositivi medici e protesica, Regione Veneto  
  37. Maurizio Simmaco, Professore Ordinario di Biologia Molecolare – Università Sapienza Roma, Direttore UOC Laboratorio Analisi – Biochimica Clinica dell’azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea di Roma.  
  38. Rosanna Tarricone, Associate Dean della SDA Bocconi School of Management, Divisione Government, Health e Non Profit
  39. Paola Testori Coggi, già Direttore Generale Salute e Consumatori – Commissione Europea, Special Advisor Cluster Tecnologico Scienze della Vita – ALISEI
  40. Maurizio Vecchi, Direttore dell’UO Gastroenterologia ed Endoscopia, Ospedale Policlinico Milano, Professore Ordinario di Gastroenterologia, Università degli Studi di Milano,
  41. Sara Vinciguerra, Government Affairs Lead, Roche
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VIDEO | Coronavirus, Sileri: “R0 fluttua, non si guardino i dati gionalieri” https://www.dire.it/03-07-2020/481120-coronavirus-sileri-r0-fluttua-non-si-guardino-i-dati-gionalieri/ Fri, 03 Jul 2020 14:42:16 +0000 https://www.dire.it/?p=481120

Lo afferma il viceministro alla Salute, oggi all'istituto di Microbiologia di Padova per incontrare il virologo Andrea Crisanti

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VENEZIA – “Non andrei a guardare i dati giornalieri, perche’ fluttuano“. Lo afferma il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, oggi all’istituto di Microbiologia di Padova per incontrare il virologo Andrea Crisanti. 

“Vedere R0 che si modifica perche’ e’ stata trovata catena di contagi in un focolaio preciso, e’ un focolaio”, aggiunge Sileri commentando il balzo dell’Ro veneto da 0,41 a 1,63. 

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“Noi siamo qui per spegnerli i focolai, che significa fare tamponi, individuare i positivi, che non sono i casi. Questo andrebbe cambiato come termine, perche’ un caso e’ uno che presenta una malattia, mentre un positivo scoperto durante uno screening e che sta bene e’ solo un positivo“. In questo contesto, “trovare tanti positivi significa avere trovato una catena di contagio in un focolaio circoscritto. È una zona rossa, che puo’ essere una Rsa che viene chiusa, tre palazzine che vengono isolate, puo’ essere anche un paese intero se necessario. Pero’ e’ quella situazione locale, non tutta l’Italia“, spiega Sileri.

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“Dobbiamo abituarci a mascherina, distanza, lavaggio delle mani, precauzioni. E se uno ha dei sintomi si chiuda e chiami il suo medico di base subito. Significa convivere con un virus che e’ tra di noi“. È quindi necessario “abituarci a focolai e a queste variazioni che giornalmente purtroppo vengono comunicate, dico purtroppo perche’ fa sembrare che ci sia chissa’ quale aumento”. Ma sara’ “il monitoraggio che stiamo facendo che dira’ nel tempo se queste progressive battaglie le stiamo vincendo tutte, come finora sembra stia accadendo da qualche settimana a questa parte”, conclude il vice ministro. 

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Ifo: “Farmaci oncologici a domicilio, prosegue il nostro impegno” https://www.dire.it/03-07-2020/481067-ifo-farmaci-oncologici-a-domicilio-prosegue-il-nostro-impegno/ Fri, 03 Jul 2020 13:23:01 +0000 https://www.dire.it/?p=481067

La Dire ha approfondito con Antonia La Malfa, direttrice della farmacia dell'Ifo, come si svolge il servizio di consegna

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ROMA – Nel momento piu’ delicato dell’emergenza sanitaria da Covid-19 le cure e i farmaci sono arrivati direttamente a casa dei pazienti oncologici, immunodepressi e con malattia rara. E’ sulla base di questi obiettivi che e’ nata infatti ‘La forza dei piu’ fragili‘, la campagna di crowdfunding promossa dall’IFO e sostenuta dall’agenzia di stampa Dire per una presa in carico totale del paziente e in piena sicurezza, garantendo una assistenza di qualita’ anche a distanza. 

La Dire ha approfondito con Antonia La Malfa, direttrice della farmacia dell’Ifo, come si svolge il servizio di consegna dei farmaci oncologici a domicilio, molto apprezzato dai cittadini e che ha tanto arricchito i farmacisti sotto il profilo emotivo.

– All’interno della campagna di crowdfunding sostenuta anche dall’agenzia Dire e’ presente il servizio di farmaci a domicilio, essenziale nelle fasi piu’ critiche della pandemia ma importante anche oggi che il virus ha frenato la sua corsa. Come e’ strutturato e quali sono i vantaggi per il paziente?

“Nel momento in cui il Covid ha assunto la dimensione della pandemia abbiamo riflettuto internamente su come aiutare i nostri pazienti piu’ fragili e immunodepressi. Molti di loro utilizzano terapie orali e vengono nella nostra farmacia mensilmente, per cui abbiamo pensato questa volta di andare noi da loro. Per fare cio’ era necessario comunque che il medico individuasse la tipologia del paziente che poteva utilizzare il farmaco e seguire la terapia senza che lo specialista lo avesse visto. Una volta ricevute le prescrizioni del medico per il proseguo della terapia, ci siamo attivati e abbiamo confezionato dei pacchetti, per i vari pazienti in attesa di terapia, all’interno dei quali erano contenuti sia il farmaco che le istruzioni d’uso. Abbiamo anche acquistato un programma informatico che traccia i percorsi stradali piu’ rapidi per risparmiare il tempo durante le consegne. Non abbiamo optato per un servizio esterno tramite corriere, bensi’ sono stati i nostri stessi farmacisti a effettuare le consegne vista la particolarita’ del farmaco. Un progetto faticoso ma molto arricchente in termini di esperienza personale. Abbiamo ricevuto apprezzamenti e bigliettini di ringraziamento perche’ il paziente si e’ sentito veramente al centro. Fino ad oggi abbiamo consegnato oltre 400 terapie e continueremo a farlo nonostante stia crescendo la necessita’ sia del medico che del paziente di incontrarsi fisicamente”. 

– In che modo si e’ sviluppato il servizio di telemedicina durante il periodo del lockdown e come sta continuando per i follow up? 

“Prima e’ partito con un teleconsulto. In piu’ il medico si e’ avvalso di una mail dedicata cui i pazienti potevano inoltrare i referti delle analisi ematiche. Uno step fondamentale per poter proseguire la terapia, perche’ 48 ore prima della somministrazione dei farmaci il medico deve controllare i valori delle analisi. Quindi anche noi come farmacia ospedaliera abbiamo avuto solo due giorni per organizzarci con tutte le consegne, di volta in volta”. 

– Insomma un primo bilancio molto positivo. Questa modalita’ di erogazione delle cure potra’ proseguire, secondo lei, oltre l’emergenza Coronavirus, almeno in casi selezionati?

“A mio avviso si’. A volte succede che alcuni pazienti non possano recarsi in ospedale e inviano allora i parenti. In questo caso allora e’ meglio che la consegna venga effettuata da noi farmacisti a domicilio. L’importante e’ che la farmacia sappia due giorni prima a chi consegnare il farmaco e secondo quale tempistica. Il paziente, come dicevo, e’ sempre al centro del nostro lavoro per cui se ritiene di ricevere a casa il farmaco non abbiamo alcun problema a recarci noi da lui”. 

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Operazione al cuore sotto ipnosi: ecco come https://www.dire.it/03-07-2020/480944-operazione-al-cuore-sotto-ipnosi-ecco-come/ Fri, 03 Jul 2020 09:50:03 +0000 https://www.dire.it/?p=480944

Spiega tutto Sandra Nonini, specialista di anestesia e rianimazione al cardiocenter del Niguarda

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Spiega tutto Sandra Nonini, specialista di anestesia e rianimazione al cardiocenter del Niguarda
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ROMA – Al Cardiocenter di Niguarda, che è sostenuto dalla fondazione De Gasperis, si opera con l’ipnosi. L’ultimo intervento di cardiochirurgia effettuato con questa tecnica è stato una sostituzione valvolare per via percutanea a una donna di 82 anni. La ragione per cui si ricorre all’ipnosi è che per realizzare questo intervento mini-invasivo è necessario somministrare dei farmaci sedativi che provocano l’immobilità, ma si può ottenere lo stesso risultato con l’ipnosi, in combinazione con una piccolissima dose di anestetico locale. La dottoressa Sandra Nonini, specialista di anestesia e rianimazione, spiega che “dal punto di vista dell’efficacia le condizioni sono due. Prima di tutto occorre che il paziente avverta il bisogno di ricorrere a questa tecnica o la curiosità di sperimentarla; in altre parole, deve ‘crederci’. Posta questa premessa, grazie al supporto dell’ipnologo il paziente viene accompagnato per tutta la durata della procedura. Dal punto di vista delle regole, inoltre, la prima e ovvia condizione è che il paziente abbia dato il suo consenso. Tra l’altro, lo richiama esplicitamente il nuovo protocollo per l’uso dell’ipnosi come terapia analgesica aggiuntiva nella cardiologia interventistica, presentato a gennaio a Milano. E, sia chiaro, il ricorso all’ipnosi non è praticabile per tutte le tipologie di procedure. Certo non negli interventi a cuore aperto o che implicano l’apertura del torace, dello sterno o dell’addome. Mentre va benissimo quando si interviene per via percutanea, come nel caso di impianti e sostituzioni di defibrillatori, pacemaker, valvole aortiche…”. 

La dottoressa aggiunge che “il paziente in ipnosi mantiene il controllo di sé e percepisce ciò che accade nell’ambiente circostante; nel frattempo, riesce a sfruttare abilità che il suo cervello già possiede, ma che da sveglio non è in grado di utilizzare, per innalzare la soglia del dolore, tenere l’ansia sotto controllo e mantenere l’immobilità. Inoltre, un minore ricorso a farmaci sedativi implica tempi di ‘smaltimento’ e di ripresa più rapidi. Senza contare che l’ipnosi è utilissima nel caso di pazienti che per qualche ragione non possono essere sedati o anestetizzati, magari perché allergici a determinati principi farmacologici”.

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Disturbi alimentari, i pediatri: “Maggiore prevalenza tra i vegetariani” https://www.dire.it/02-07-2020/480793-disturbi-alimentari-i-pediatri-maggiore-prevalenza-tra-i-vegetariani/ Thu, 02 Jul 2020 16:36:36 +0000 https://www.dire.it/?p=480793

SIPPS, FIMP, FIMA e SIMP: "In gravidanza rischi di carenza di zinco, ferro e vitamina B12"

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SIPPS, FIMP, FIMA e SIMP: "In gravidanza rischi di carenza di zinco, ferro e vitamina B12"
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ROMA – “Non è possibile stabilire un nesso di causalità tra diete vegetariane e i disturbi della condotta alimentare (Dca). I dati della letteratura su pazienti in età pediatrica ed adolescenziale sono limitati a studi trasversali in cui i soggetti hanno già sviluppato il disturbo. I risultati sono però tutti coerenti nell’indicare una forte associazione, statisticamente significativa, tra vegetarianismo e Dca, nonché tra vegetarianismo ed altri disturbi come bassa autostima, ansia personale e sociale. In tutti gli studi la prevalenza di Dca è significativamente maggiore tra i vegetariani rispetto ai non vegetariani”. È quanto emerge dal position paper realizzato dalla Società italiana di Pediatria preventiva e sociale (Sipps), insieme alla Federazione italiana medici pediatri (Fimp), alla Società italiana di Medicina dell’adolescenza (Sima) e alla Società italiana di Medicina perinatale (Simp). Il documento vuole approfondire il tema delle diete vegetariane in relazione ai disturbi della condotta alimentare, sulla base della ricerca e della valutazione delle evidenze scientifiche a oggi disponibili, condotte secondo criteri metodologici validati.

Nel position paper viene raccomandata “l’opportunità di un monitoraggio in rapporto a segnali premonitori di Dca da parte dei professionisti, nei casi di pazienti di età pediatrica e adolescenziale che seguono una dieta vegetariana”.

Le quattro società scientifiche cercano di fare chiarezza anche sull’influenza delle diete vegetariane nello sviluppo del feto (parto prematuro, peso alla nascita, percentuale di abortività, sviluppo neuromotorio), evidenziando che “numerosi risultano gli studi di tipo osservazionale con i quali è stata indagata la qualità dei fattori di esposizione, i cosiddetti MDP. Non vi sono però studi metodologicamente robusti, o studi di intervento che associno gli MDP esclusivamente vegetariani al parto prematuro, al basso peso alla nascita, e alla percentuale di aborto. È tuttavia documentato che le donne vegetariane possono andare incontro a problemi di carenza di zinco, vitamina B12 e ferro, mentre da tali diete può risultare una maggiore assunzione di folati e magnesio. Pertanto, se le donne decidono di continuare a seguire tali abitudini alimentari anche durante la gravidanza- consigliano le società scientifiche- è necessario che vengano seguite da personale esperto e monitorate sia durante la gravidanza che durante il periodo dell’allattamento- concludono- per essere eventualmente supplementate con i nutrienti carenti”.

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VIDEO | Coronavirus, Palmisano (Assobiotec): “Da biotecnologia risposte alla pandemia” https://www.dire.it/02-07-2020/480673-coronavirus-palmisano-assobiotec-da-biotecnologia-risposte-alla-pandemia/ Thu, 02 Jul 2020 14:05:19 +0000 https://www.dire.it/?p=480673 medici

"Al tavolo al Mise chiederemo meno burocrazia, toglieteci i sassi dallo zaino"

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medici
"Al tavolo al Mise chiederemo meno burocrazia, toglieteci i sassi dallo zaino"
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ROMA – Il biotech significa tante cose: salute, agricoltura, ambiente e processi industriali con ricadute concrete nella ricerca e nell’innovazione tecnologica che rappresentano il motore per lo sviluppo economico e sostenibile del nostro Paese. L’epidemia di Coronavirus inoltre ha avuto il merito di far capire agli italiani quanto il progresso, la ricerca e le competenze siano essenziali non solo per la crescita culturale di un paese ma fondamentali per salvare la vita delle persone. L’agenzia di stampa Dire ha raggiunto Riccardo Palmisano, Presidente di Assobiotec Federchimica per ragionare su quanto il settore oggi si ponga come leva per la trasformazione e l’innovazione del Bel Paese.

Il Biotech come spinta per la ripartenza per il Paese: qual è il ruolo delle biotecnologie oggi e in particolare quello di Assobiotec in questo panorama?

“Nella fase di emergenza la biotecnologia ha fornito una serie di risposte che il Paese e il mondo si aspettava applicati in diversi ambiti dal sequenziamento del genoma del virus all’individuazione dei mezzi diagnostici, dal test sierologico per i pazienti contagiati alla ricerca di un vaccino che oggi, viste le notizie dall’Italia e dal mondo fa ben sperare. Insomma la risposta a queste domande è sicuramente biotecnologica. Il ruolo di Assobiotec è quello di rappresentare l’insieme delle industrie biotecnologiche che lavorano in Italia non solo nell’area salute ma anche dell’agroalimentare e dell’ambiente perché questa pandemia ci ha insegnato che non dobbiamo solo pensare solo alla salute della popolazione ma anche a quella del pianeta”.

– La pandemia ha influito sul far comprendere a stakeholder, istituzioni e grande pubblico il ruolo chiave che svolgono le biotecnologie in Italia. Se arriveranno fondi come impiegarli al meglio nel settore dell’innovazione e della ricerca?

“Pensiamo che questa pandemia, che tutti avremmo voluto evitare abbia dato anche qualche effetto colleterale positivo come togliere quell’area anti-scientifica e anti- innovazione che spesso permea il nostro Paese. Gli scienziati, non solo i virologi e clinici oggi sono diventati degli influencer quando prima li conosceva solo una ristretta cerchia di addetti ai lavori. Queste ingenti risorse mai viste prima allora potremmo indirizzarle lungo tutto il viaggio che parte dal ‘bancone del laboratorio fino al letto del paziente’. Bisogna sicuramente investire in tutte quelle aree ad alto ritorno d’investimento considerando che il biotec è considerata dagli analisti l’area su cui investire di più nei paesi industrializzati”.

– Parteciperete al tavolo della salute indetto dal Mise, su quali tematiche solleverete l’attenzione?

“Il Mise ha indetto un tavolo coinvolgendo gli stakeholder tra cui Assobiotec. Sono state identificate delle verticali e che sono la ricerca, la sburocratizzazione e il piano industriale. Noi lavoreremo esattamente seguendo le loro indicazioni e ampliando il progetto nel senso della ricerca-sviluppo-innovazione. L’innovazione non riguarda solo il prodotto ma anche il processo e la produzione. Noi non chiediamo soldi a pioggia o aiuti di Stato ma chiediamo di semplificarci la vita. Un grandissimo immunologo italiano, scalatore e amante della montagna diceva ‘toglieteci i sassi dallo zaino’. In Italia siamo bravi ma appesantiti da una burocrazia che prescrive norme più restrittive rispetto agli altri paesi oppure ha delle interpretazioni di norme europee più restrittive degli altri e che ci rendono meno competitivi. Serve una semplificazione mirata nei vari ambiti e noi indicheremo precisamente dove agire per essere più appetibili rispetto ai nostri concorrenti, e non penso agli stati Uniti o il Giappone, ma certamente i principali Paesi Europei, la Svizzera, Israele, che oggi sanno attirare più capitale e più impresa rispetto all’Italia, tutto questo necessita di un piano industriale.. Questo perché non siamo accademici ma industriali e pensiamo all’aumento del Pil, del gettito fiscale e dell’occupazione qualificata”.

– Assobiotec ha organizzato un percorso costituito da 4 tavoli tecnici, altrettante dirette live social e un grande evento conclusivo il 9 novembre 2020. Di che cosa si tratta e quali sono gli obiettivi?

“Si tratta di una iniziativa che si protrarrà durante tutto l’arco dell’anno 2020 con quattro appuntamenti. Siamo partiti con un primo incontro che restituisce una visione ad ombrello di quanto le biotecnologie concorrano al rilancio del Paese. Seguiranno un tavolo di lavoro sulle Scienze della vita, che non vuol dire solo terapie ma anche diagnostica e prevenzione. L’altra puntata verterà sulla bioeconomia e il Green Deal europeo. Dopo la pausa estiva ci riuniremo nuovamente per condividere e validare i contenuti emersi durante i lavori  per poi arrivare all’ultimo appuntamento di novembre a presentare un vero e proprio documento di posizione da dare ai decisori politici per inserire la biotecnologia, in tutte le sue aree di applicazione, tra gli elementi chiave per un piano di sviluppo dell’Italia. In questo percorso non volevamo essere autoreferenziali per questo abbiamo coinvolto e coinvolgeremo nelle future tappe diversi stakeholder del mondo biotech e rappresentanti istituzionali per fare insieme un percorso condiviso”.

 

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Coronavirus e endometriosi, tra dubbi e falsi miti: boom accessi alla community web https://www.dire.it/02-07-2020/480602-coronavirus-e-endometriosi-tra-dubbi-e-falsi-miti-boom-accessi-community-web/ Thu, 02 Jul 2020 12:22:49 +0000 https://www.dire.it/?p=480602

In Italia sono 3 milioni le donne affette da endometriosi, ma la
cifra è sottostimata

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In Italia sono 3 milioni le donne affette da endometriosi, ma la cifra è sottostimata
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ROMA – Le donne con endometriosi sono più a rischio delle altre di contrarre il Covid-19? Chi, invece, ha avuto il virus può continuare a usare la pillola? E poi, come fare a tornare in azienda o ad entrare in qualsiasi negozio se terapie ormonali o infiammazioni associate alla patologia portano per lunghi periodi la temperatura corporea sopra i 37.5 gradi? Sono tanti i dubbi e gli interrogativi ricorrenti tra le donne affette dalla patologia, o che temono solo di averla, nel post lockdown. E così per trovare risposte immediate e sfatare falsi miti si impennano gli accessi sul web: la Community creata dalla Fondazione italiana endometriosi, che oggi conta quasi 25 mila membri, ha registrato un totale di 4 mila iscrizioni e 463.170 interazioni tra like, commenti e post dall’inizio dell’epidemia, per richieste di chiarimenti, consigli medici, supporto, o semplicemente per un momento di sfogo. 

COS’E’ L’ENDOMETRIOSI

“L’endometriosi è la presenza di endometrio al di fuori della cavità uterina, normalmente nella pelvi- spiega Pietro Giulio Signorile, presidente della Fondazione italiana Endometriosi- In Italia sono 3 milioni le donne affette da endometriosi, ma la cifra è sottostimata. La malattia comincia a crescere dopo il menarca e già in adolescenza iniziano i primi disturbi, mentre tra i 20 e i 35 anni insorgono i maggiori sintomi. L’impatto fisico, emotivo e relazionale è molto forte, per questo nell’ambito dell’attività di ricerca, supporto e informazione svolta dalla Fondazione abbiamo creato un nuovo strumento di assistenza. La Community, nata a gennaio 2018, ad oggi è la più grande community per la malattia del mondo, con quasi 25 mila iscritti. E’ uno spazio virtuale in cui le donne con endometriosi possono confrontarsi tra loro, sfogarsi, sciogliere i propri dubbi. Le linee guida vengono date dalla Fondazione, quindi si può contare su un’informazione corretta”. 

L’ENDOMETRIOSI COMMUNITY

Partecipare è semplice: basta richiedere l’iscrizione al Gruppo Facebook Endometriosi-Community (https://www.facebook.com/groups/endometriosi), attendere l’approvazione, e leggere il regolamento prima di pubblicare un post. Lo scambio di informazioni avviene tra le stesse donne mentre la Fondazione italiana endometriosi interviene con articoli, dirette video riservate ai membri e in determinati casi risponde ai commenti.

LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU’ FREQUENTI

L’endometriosi non è una malattia autoimmune, le donne possono stare tranquille- spiega Signorile- Le possibilità di contagio sono le stesse mentre gli effetti sono mitigati perché la risposta immunitaria è meno forte. In caso di febbre sarà necessario farsi fare un certificato dal proprio medico, che dovrà prima verificarne l’origine sospendendo la terapia per un periodo. Mentre per chi non ha potuto consultare il nutrizionista la Fondazione mette a disposizione sul proprio sito web alcuni consigli di alimentazione; in caso di sintomi sospetti sul sito internet della Fondazione è disponibile anche l’autotest endometriosi, utile per indirizzare la diagnosi, e decidere per un eventuale controllo da uno specialista”.

“La Fondazione Italiana Endometriosi, tramite il suo laboratorio, sviluppa ricerca sulla malattia con progetti finalizzati alla scoperta di test di diagnostica precoce, terapie e ricerca degli effetti degli endocrine disruptors (sostanze chimiche inquinanti) sulla endometriosi- prosegue il presidente- La Fondazione si è resa partecipe della scoperta, ormai affermata dalla comunità scientifica internazionale, sull’origine della malattia (congenita), sino al 2009 sconosciuta, ha dimostrato per la prima volta in uno studio il legame tra endometriosi e riserva ovarica che spesso risulta diminuita, determinando problemi di infertilità o di menopausa precoce. L’obiettivo è aiutare e sostenere le donne, diffondere informazioni sull’endometriosi, seguire le pazienti nel loro percorso di cura, aiutare lo sviluppo degli studi e delle ricerche sul fenomeno e aumentare la conoscenza sulla malattia al fine di rendere l’endometriosi di pari dignità rispetto alle altre malattie sociali, per ridurre le differenze tra le malattie croniche e di genere”.

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VIDEO | Coronavirus, Speranza: “La comunità scientifica non esclude una seconda ondata” https://www.dire.it/02-07-2020/480464-coronavirus-speranza-la-comunita-scientifica-non-esclude-una-seconda-ondata/ Thu, 02 Jul 2020 08:12:12 +0000 https://www.dire.it/?p=480464 speranza

Lo dice ministro della Salute intervistato su Rai3 ad Agorà

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speranza

ROMA – “La comunita’ scientifica non la esclude, non e’ certa la seconda ondata, chiaramente noi ci auguriamo che non ci sia, ma la comunita’ scientifica dice che e’ possibile. Di fronte a un rischio possibile abbiamo bisogno di fare due cose. La prima e’ conservare atteggiamenti di prudenza e di cautela” attraverso “le tre regole fondamentali: utilizzo delle mascherine, evitare assembramenti, conservare le misure igieniche. La seconda, invece, riguarda le istituzioni e cioe’ continuare a rafforzare il servizio sanitario nazionale“. Lo dice ministro della Salute Roberto Speranza, intervistato su Rai3 ad Agora’.

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Coronavirus, una startup giapponese lavora a un vaccino utilizzando i bachi da seta https://www.dire.it/02-07-2020/480455-coronavirus-una-startup-giapponese-lavora-a-un-vaccino-utilizzando-i-bachi-da-seta/ Thu, 02 Jul 2020 07:28:21 +0000 https://www.dire.it/?p=480455

Secondo il team di ricercatori i risultati sono promettenti e sara' possibile iniziare le sperimentazioni cliniche entro il prossimo anno

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Secondo il team di ricercatori i risultati sono promettenti e sara' possibile iniziare le sperimentazioni cliniche entro il prossimo anno
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FUKUOKA – L’Universita’ del Kyushu e la startup Kaico Ltd., entrambe con sede a Fukuoka, nel sud del Giappone, hanno annunciato di aver sintetizzato con successo una proteina che potrebbe funzionare come vaccino contro il Covid-19 utilizzando i bachi da seta. Secondo il team di ricercatori i risultati sono promettenti e sara’ possibile iniziare le sperimentazioni cliniche entro il prossimo anno.

Gli scienziati, guidati dal noto esperto in genetica molecolare degli insetti Takahiro Kusakabe, sono riusciti a racchiudere il patrimonio genetico del Covid-19 in un virus che aggredisce unicamente gli insetti, iniettandolo nei bachi i quali hanno risposto producendo anticorpi alla malattia. 

Il prossimo passo sara’ la sperimentazione sui topi, prima di lavorare sull’uomo. Obiettivo della ricerca e’ quello di arrivare quanto prima a produrre un vaccino efficace a basso costo, che possa quindi essere reso disponibile anche nei paesi in via di sviluppo.

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VIDEO | Obesità, nutrizionista: il 50% dei bimbi obesi lo sarà anche da adulto https://www.dire.it/01-07-2020/480392-obesita-nutrizionista-il-50-dei-bimbi-obesi-lo-sara-anche-da-adulto/ Wed, 01 Jul 2020 17:10:47 +0000 https://www.dire.it/?p=480392 sipps bambini obesi

L'allarme di Sipps: "Due bambini su dieci (20%) in Italia sono in sovrappeso e uno su dieci (10%) è obeso"

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sipps bambini obesi
L'allarme di Sipps: "Due bambini su dieci (20%) in Italia sono in sovrappeso e uno su dieci (10%) è obeso"
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ROMA – “Due bambini su dieci (20%) in Italia sono in sovrappeso e uno su dieci (10%) è obeso, con una tendenza crescente dal Nord al Sud. La fascia d’età più colpita è quella dai 6 anni in su”, ma ad allarmare di più è che “il 50% dei bambini e degli adolescenti obesi sarà così anche in età adulta”. Lo dichiara alla Dire Lisa Mariotti, nutrizionista pediatrica del dipartimento di Medicina dell’Infanzia e dell’Età Evolutiva ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, nonché referente della Società Italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps).

La dottoressa elenca poi i dati e le patologie dei bambini obesi: “Un bambino su venti ha dei livelli alti di glicemia con una sindrome prediabete. Il 30% ha livelli alti di colesterolo e trigliceridi, quindi è esposto alla sindrome metabolica e anche a un’incidenza di arteriosclerosi. Sempre il 30% dei bambini obesi ha un primo danno a livello epatico con il fegato ingrossato. Il 10% mostra già dei lievi livelli di ipertensione arteriosa. Inoltre- prosegue la nutrizionista- i rischi per questi bambini sono: complicanze gastrointestinali, respiratorie, ortopediche e psicosociali”.

L’allarme riguarda soprattutto i Paesi del Sud Europa e in particolare: Italia, Spagna, Grecia e Malta. “Questi Stati- spiega Mariotti- hanno un’incidenza maggiore di sovrappeso e obesità in età pediatrica e c’è anche una maggiore prevalenza di obesità grave, che è un livello più avanzato dell’eccesso ponderale”. 

La nutrizionista fornisce alcuni consigli per prevenire l’obesità che partono dall’età concezionale: “Mantenere un corretto peso anche in gravidanza e non fumare; fornire l’allattamento al seno fino ai 6 mesi; calcolare bene l’alimentazione complementare; evitare i fast-food in età scolare e adolescenziale; ridurre l’esposizione ai cellulari, schermi e giochi sotto le due ore al giorno; aumentare l’attività fisica”.

I pasti sono cinque nell’arco della giornata: quelli principali, come la colazione, il pranzo e la cena, intervallati da una merenda e ognuno di questi deve avere “il giusto apporto di tutti i nutrienti. Per fare ciò- conclude- si può utilizzare, come gioco divertente per i bambini, il ‘Nutripiatto’ elaborato e proposto dalla Sipps: una rappresentazione grafica per evidenziare come strutturare un piatto ideale, con una buona percentuale di verdure, grassi, acqua, carboidrati e proteine”. Qui è possibile scaricare la guida della Sipps.

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Nasce in Italia la prima carta etica per la partecipazione dei pazienti ai trial clinici https://www.dire.it/01-07-2020/480172-nasce-in-italia-la-prima-carta-etica-per-la-partecipazione-dei-pazienti-ai-trial-clinici/ Wed, 01 Jul 2020 12:24:31 +0000 https://www.dire.it/?p=480172

Messa a punto dai ricercatori del Cnr, è stata promossa da Fondazione Roche e da 16 associazioni

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Messa a punto dai ricercatori del Cnr, è stata promossa da Fondazione Roche e da 16 associazioni
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ROMA – Portare il punto di vista di chi affronta la malattia nel cuore della sperimentazione per rendere le terapie sempre più misura di pazienti e favorire la comprensione e il dialogo tra gli stessi pazienti e i medici. Accelerare il percorso della ricerca clinica e far arrivare prima i farmaci al paziente. Sono alcuni degli obiettivi che si prefissa la prima Carta dei principi e dei valori per la partecipazione dei pazienti ai trial clinici, frutto della collaborazione tra un gruppo di ricercatori di bioetica e biodiritto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, coordinati da Cinzia Caporale, dal Comitato Nazionale di Bioetica, e da ‘Persone non solo Pazienti’, la piattaforma di dialogo promossa da Fondazione Roche insieme a 16 associazioni. La Carta, la prima del genere a livello europeo, è stata presentata oggi nel corso di una web press conference.

“Scopo dell’iniziativa- hanno spiegato gli esperti- è fornire delle coordinate a un’importante evoluzione della pratica clinica: la possibilità che i pazienti e le associazioni possano finalmente dire la loro ed essere ascoltati in tutte le fasi della sperimentazione“. Se scoprire nuovi farmaci resta compito dei ricercatori, oggi è sempre più valutato il contributo che possono dare al progresso della medicina e all’innovazione le persone che convivono con la malattia.

“Fondazione Roche sostiene la ricerca clinica indipendente, che ha l’obiettivo di trovare risposte urgenti e importanti per le malattie più difficili- ha commentato Mariapia Garavaglia, Presidente Fondazione Roche- in quest’ottica, il motore dell’iniziativa di ‘Persone non solo Pazienti’ è stata l’esigenza crescente che gli studi riflettano il più possibile la real-life, insieme alla necessità di accelerare le procedure e favorire lo svolgimento di trial di qualità in tempi minori”. La presenza delle associazioni di pazienti è dunque “una garanzia di partecipazione e controllo– ha spiegato Garavaglia- perché nessuno più dei pazienti può sentire l’urgenza e la fretta di bruciare le tappe nelle varie fasi della sperimentazione e d’altra parte attraverso la loro esperienza diretta della malattia i pazienti possono fornire indicazioni concrete a chi studia e ricerca. Questo strumento può aiutare i pazienti a essere protagonisti nel dialogo sia con i ricercatori che con i decisori politici”.

La Carta dei principi e dei valori vuole ancora agevolare il riconoscimento formale del ruolo delle associazioni di pazienti proponendosi come una bussola di orientamento etico per tutti gli attori coinvolti: gli sperimentatori, il personale sanitario, i pazienti e le loro associazioni, ma anche le istituzioni e gli ordini professionali in vista dell’elaborazione di norme deontologiche. “Questa Carta è per noi una prima proposta, un punto di partenza migliorabile con la partecipazione di istituzioni, comunità scientifica e di altre associazioni di pazienti- ha fatto sapere Cinzia Caporale del Comitato Nazionale di Bioetica- Fin da ora però riteniamo che la Carta abbia la forza per determinare un cambiamento, che speriamo possa attuarsi con progetti pilota. In questa ottica siamo a disposizione per avviare percorsi virtuosi con singole realtà: solo la misura della concreta applicazione potrà dirci come integrare ed eventualmente modificare la Carta, con l’obiettivo di farla diventare un riferimento nazionale. Questa Carta, nata da un lavoro collettivo, si potrà consolidare solo attraverso un lavoro congiunto con gli operatori della salute”.

Ma come si concretizza il coinvolgimento delle associazioni di pazienti in tutte le fasi dei trial clinici e quali sono i benefici? “La Carta delinea in primo luogo una serie di impegni reciproci tra sperimentatori e associazioni di pazienti- hanno spiegato ancora gli esperti- i primi dovrebbero riconoscere il ruolo e il contributo significativo dei pazienti e delle associazioni al progresso della medicina, promuovere l’autonomia dei pazienti e fornire alle associazioni informazioni e risultati preliminari in modo continuativo. Le associazioni, grazie alle loro competenze e all’esperienza maturate dai propri rappresentanti, dovrebbero essere accreditate da parte degli enti autorizzativi competenti, collaborare con gli sperimentatori in tutte le fasi previste dal protocollo sperimentale, rendere fruibili agli sperimentatori le informazioni ricevute e le esigenze espresse dai pazienti e dagli iscritti”. L’azione propedeutica per il coinvolgimento nei trial delle associazioni di pazienti è quindi riconoscerne formalmente il ruolo attraverso la definizione di requisiti di accreditamento validi per l’intero territorio nazionale e mutuamente riconosciuti nei Paesi Ue.

La Carta, in particolare, suggerisce di coinvolgere le associazioni di pazienti fin dalla fase di progettazione di nuovi studi e di elaborazione del disegno dei trial clinici. Il vantaggio fondamentale sarebbe quello di poter definire gli obiettivi delle sperimentazioni in modo più rispondente alle reali esigenze dei pazienti in termini di efficacia, sicurezza, funzionalità e sopravvivenza, favorendo un approccio personalizzato alle terapie farmacologiche. “Nella fase di arruolamento- hanno fatto sapere durante la web press conference- il coinvolgimento delle associazioni, oltre a permettere un arruolamento dei pazienti più rapido e affidabile, aiuta a superare possibili iniquità nell’accesso alla ricerca scientifica e ai trial clinici, che costituiscono per molte patologie l’unica prospettiva di miglioramento. Il coinvolgimento delle Associazioni nel disegno dei trial può ridurre il rischio che l’arruolamento dei pazienti avvenga in modo arbitrario, tramite il controllo dei criteri di inclusione/esclusione”.

Nello svolgimento del trial, le associazioni di pazienti possono segnalare aspetti determinanti per misurare l’impatto dei farmaci sui pazienti, quali i sintomi con un maggior impatto sulla qualità della vita, le modalità di somministrazione dei farmaci più adatte alla gestione ordinaria delle cure, la tollerabilità degli effetti collaterali, eventuali aspetti del percorso di cura non adeguatamente considerati. Infine, prima, durante e dopo il trial le associazioni di pazienti sono una risorsa insostituibile per trasferire ai pazienti le informazioni sui trial e chiarire i loro dubbi, favorire l’incontro tra il linguaggio del paziente e quello dei ricercatori, facilitare la comprensione del consenso informato e contribuire alla diffusione dei risultati della sperimentazione.

In definitiva, la partecipazione delle associazioni di pazienti ai trial clinici favorisce l’efficienza nello sviluppo dei farmaci e garantisce maggiore attenzione ai bisogni sanitari: ottimizza lo svolgimento dei trial, ne migliora la sostenibilità riducendo i costi organizzativi, promuove l’appropriatezza prescrittiva e favorisce un approccio personalizzato alle terapie farmacologiche. “Ci aspettiamo che la Carta non serva solo per accreditare le associazioni di pazienti verso i ricercatori, ma rivesta un significato più generale nella conoscenza e nell’apprezzamento della ricerca indipendente- ha concluso Garavaglia- da oggi intorno alla Carta si può sviluppare un confronto su temi eticamente rilevanti: le modalità di arruolamento nei trial, l’informazione da dare ai pazienti, la scelta delle priorità e degli obiettivi degli studi clinici, la comunicazione dei risultati”.

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VIDEO | Settanni (Naturopata): “Piccole pause e coccole, poi pensare agli altri” https://www.dire.it/01-07-2020/480169-video-settanni-naturopata-piccole-pause-e-coccole-poi-pensare-agli-altri/ Wed, 01 Jul 2020 11:29:19 +0000 https://www.dire.it/?p=480169 relax_natura_ragazza

"La cosa più importante e' avere cura prima di noi stessi"

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"La cosa più importante e' avere cura prima di noi stessi"
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ROMA – Il Coronavirus ha imposto una pausa forzata ai ritmi frenetici che contraddistinguono la vita di molte persone soprattutto donne che tra lavoro, casa, figli non riescono a ritagliarsi delle pause. Non per andare dal parrucchiere ma per ascoltare le esigenze del corpo e dello spirito. Questo stop ha avuto il merito di far riscoprire il valore della natura e della dimensione biologica della vita. Di questo è convinta anche Cristina Settanni, naturopata, esperta di essenze floreali australiane, giornalista ed autrice del libro ‘I fiori del bene’ edito da Mondadori che raggiunta dall’agenzia di stampa Dire ha svelato qualche consiglio per ricaricare le batterie senza necessariamente dover andare lontano da casa propria.

Pratiche facili da seguire e a costo zero.

– Un effetto della pandemia, complice i ritmi più lenti del lockdown, è la riconciliazione dell’uomo con la natura e il silenzio. Di cosa fare tesoro di questo periodo?

“In questo periodo assolutamente difficile la cosa positiva è stata fermarci e riflettere anche su come noi ci poniamo di fronte alla natura abbiamo visto che durante il periodo di lockdown la natura ne ha beneficiato moltissimo ed è esplosa nella sua energia. La cosa bella adesso, anche per ricaricarci energeticamente e ritornare in connessione con ciò che ci circonda, è averne rispetto. L’obiettivo è beneficiarne anche attraverso una partecipazione attiva alla natura nel senso che cerchiamo di non essere distratti da ciò che ci circonda. Ritorniamo ad osservare le belle giornate, il panorama circostante e quando è possibile stacchiamoci magari dal cellulare e assorbiamo tutta l’energia possibile”.

– L’amore per se stessi e l’importanza di ritagliarsi degli spazi personalissimi, soprattutto per le donne a cui è richiesto di essere multitasking, sono concetti importanti ma per nulla scontati e praticati nella vita di tutti i giorni. Lei cosa consiglia nelle sue consulenze e a chi ci segue?

“Bella domanda. La cosa più importante è avere cura di noi stessi anche prima di dare la nostra assistenza e supporto agli altri dobbiamo sempre ricordarci di noi stessi. Quindi la cosa importante quando non si può usufruire di un periodo lungo di vacanza, come quest’anno che in molti non riusciranno ad andare fuori, è quello di ritagliarsi piccole pause e coccole per noi stessi. Basta anche fare qualcosa che ci fa piacere e che ci rigenera. Tutte questi stratagemmi insieme possono aiutare moltissimo. In più circondarsi di situazione leggere e pensieri positivi può aiutare. Molto spesso siamo oberate da molte cose e perdiamo anche l’energia mentale. Dobbiamo recuperare l’energia con piccoli accorgimenti e ricordiamo che un no detto agli altri può essere un sì detto a noi che è molto benefico”.

Che ruolo gioca lo stile di vita e l’alimentazione per sentirci in forma e pieni di energia ora che è partita ufficialmente l’estate?

“Sono due fattori che giocano un ruolo fondamentale. Dobbiamo imparare ad ascoltare i bisogni del corpo che non sempre coincidono con quelli della mente. A volte la nostra mente vorrebbe fare delle cose, mangiare determinati cibi ma il corpo ha altre regole e bisogni. Ascoltare di più i nostri bisogni e seguire un’alimentazione corretta. In questo periodo siamo molto fortunati perché la natura ci offre cibi naturali molto sani, ricchi di vitamine, bioflavonoidi sostanze antiossidanti e ricchi di energia. Il mio consiglio è scegliere cibi freschi e di stagione. Quando siamo stanchi, ecco riposiamoci di più. Lo stile di vita comprende molte cose tra cui seguire qualche pratica, camminare, respirare e fare yoga. Insomma apportare qualche modifica alla nostra vita sempre frenetica introducendo nuove abitudini molto benefiche e facili da perseguire”.

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Sanità, Magi (Omceo): “Enpam ente solido, apriremo di più ai giovani” https://www.dire.it/01-07-2020/480138-sanita-magi-omceo-enpam-ente-solido-apriremo-di-piu-ai-giovani/ Wed, 01 Jul 2020 11:13:16 +0000 https://www.dire.it/?p=480138 medici

Il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, guiderà la Fondazione per il quinquennio 2020-2025

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Il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, guiderà la Fondazione per il quinquennio 2020-2025
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ROMA – Mantenere una gestione oculata dell’ente, aprire ai giovani il più possibile, ma anche battersi affinché il governo non tassi due volte i soldi della previdenza. Su queste direttrici si muoverà la Fondazione Enpam nei prossimi cinque anni. A spiegarlo, all’agenzia Dire, il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, scelto sabato scorso, dall’Assemblea nazionale dell’ente, tra i componenti del nuovo Cda che guiderà la Fondazione per il quinquennio 2020-2025. Alla presidenza è stato rieletto Alberto Oliveti.

“Il lavoro fatto dall’Enpam in questi anni ha portato a notevoli profitti- ha sottolineato Magi-. Il capitale è stato ben gestito e questo ha permesso di garantire non soltanto le attività di natura pensionistica-previdenziale, ma anche quelle assistenziali. In periodo di emergenza Covid, abbiamo sostenuto tanti colleghi in difficoltà riuscendo a risolvere problematiche al posto del governo, che per alcune categorie di medici non ha previsto nulla. Adesso è importante continuare con una gestione oculata per garantire la stabilità dell’ente. Oggi siamo in grado di erogare pensioni per cinquant’anni anche se non entrasse un contributo”.

Il presidente dell’Omceo Roma ha poi sottolineato che tra gli obiettivi dei prossimi anni “c’è quello di aprire ai giovani e aiutarli il più possibile. Dobbiamo dare continuità a quanto fatto finora ma anche avere uno slancio maggiore. Ricordo che oggi possono iscriversi all’Enpam anche gli studenti del quinto e sesto anno di Medicina”. Sullo sfondo, però, resta un vulnus con il governo.

Chiediamo come ente che i soldi della previdenza non vengano tassati due volte. Siamo l’unico Paese in Europa in cui questo accade- ha concluso Magi- L’Iva per noi è un costo, non una detrazione. Vogliamo adeguarci agli altri Paesi, non continuare a vivere con questa particolarità”.

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Sip: “Un genitore su tre ha rinviato le vaccinazioni dei figli durante l’emergenza Covid-19” https://www.dire.it/01-07-2020/480125-sip-un-genitore-su-tre-ha-rinviato-le-vaccinazioni-dei-figli-durante-lemergenza-covid-19/ Wed, 01 Jul 2020 10:48:30 +0000 https://www.dire.it/?p=480125 vaccini

Al sud incidenza sale al 40%. Sondaggio su 1.500 soggetti con Pazienti.It

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Al sud incidenza sale al 40%. Sondaggio su 1.500 soggetti con Pazienti.It
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ROMA – Un genitore su tre ha rinviato le vaccinazioni dei propri figli durante l’emergenza sanitaria da Covid-19. È quanto emerge da un sondaggio condotto dalla Società italiana di pediatria (Sip) in collaborazione con Pazienti.it, il portale di salute seguito da più di 2 milioni di utenti al mese. Nello specifico, alla domanda “in queste settimane hai rimandato le vaccinazioni di tuo figlio?”, il 66% del campione di 1.500 intervistati ha risposto no, mentre il 34% ha risposto sì. Ben 1 su 3 appunto.
Il sondaggio, condotto nel periodo compreso tra il 28 aprile e l’8 giugno, ha riguardato la fascia d’età 0-11 anni coinvolgendo le famiglie attraverso i canali social (Facebook, Twitter, Instagram) di Pazienti.it, della Sip e grazie alla collaborazione di alcuni media partner del portale, oltre che con l’invio di due direct email marketing. Obiettivo dell’indagine è stato quello di comprendere le reali dimensioni del rinvio delle sedute vaccinali nei bambini e negli adolescenti durante l’emergenza sanitaria, un fenomeno sul quale la stessa Società scientifica nelle scorse settimane aveva lanciato l’allarme.

NON SOLO PAURA, PESANO ANCHE LE SCELTE ORGANIZZATIVE 

Dalle risposte del sottocampione (34%) che ha posticipato le vaccinazioni è venuto fuori che la ragione del rinvio non è stata solo la paura del contagio, ma hanno giocato un ruolo importante anche le scelte organizzative dei centri vaccinali durante la pandemia. Infatti, il 42% del sottocampione ha dichiarato che è stato il centro vaccinale a posticipare l’appuntamento e il 13% che il centro era addirittura chiuso. Il restante 44% ha scelto in autonomia di rinviare le vaccinazioni “per ragioni di sicurezza”.
Nonostante la pandemia abbia colpito in misura maggiore le regioni del Nord, mettendo a dura prova la tenuta dei sistemi sanitari, il posticipo delle sedute vaccinali ha riguardato in maggior misura percentuale il Sud. Nel sottocampione esaminato, infatti, risulta del 40% la percentuale di coloro che nel Sud hanno risposto di aver rinviato le vaccinazioni, contro il 34% del Nord e il 26% del Centro.

INFORMAZIONE CARENTE

Anche la scarsa informazione riguardo alla sicurezza del percorso vaccinale sembra aver giocato un ruolo nella scelta di rinviare le sedute. Infatti, secondo l’indagine Sip-PAzienti.it, “sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il ministero della Salute abbiano stilato dettagliate Linea Guida per limitare il rischio di trasmissione di SARSCoV-2 durante la vaccinazione (tra queste il rispetto del distanziamento in sala d’attesa, insieme ad altre specifiche informazioni inerenti le misure di controllo e diffusione del SarsCov2), ben il 46% degli intervistati ha dichiarato di non avere ricevuto le nuove raccomandazioni per la sicurezza”.

RISENTONO DEL POSTICIPO ANCHE I VACCINI OBBLIGATORI 

Così, tra paure del contagio, scarsa informazione e chiusure dei centri vaccinali – non sempre dettate da oggettive ragioni come la carenza di personale sanitario trasferito nei reparti Covid-19 e nelle attività territoriali – quasi tutte le vaccinazioni pediatriche sono state interessate dal rinvio, soprattutto quelle nella fascia 0-2 anni: da quelle obbligatorie come l’esavalente (Difterite-tetano-pertosse acellulare, Polio, Hib, Epatite B) e l’MPRV (morbillo, parotite rosolia e varicella), a quelle raccomandate come il meningococco B e lo pneumococco.

DOMANI PEDIATRI SIP RISPONDONO AI DUBBI DEI GENITORI 

A conclusione di questa indagine, domani alle 12, si terrà sulla pagina Facebook di Pazienti.it, e in contemporanea sulla pagina Facebook della Sip, una diretta Facebook che vedrà la partecipazione di Elena Bozzola, segretario nazionale della Sip, e di Rocco Russo, per rispondere alle domande più frequenti dei genitori sui vaccini raccolte in queste settimane.

PAROLA AGLI ESPERTI 

“La pandemia Covid-19 ha messo a dura prova i Servizi sanitari mondiali con drammatiche ripercussioni sull’assistenza medica”, ha commentato Rocco Russo, responsabile del tavolo tecnico vaccinazioni della Sip. “Non bisogna, però, dimenticare il valore delle vaccinazioni a tutela della salute pubblica. Il calo delle coperture vaccinali del ciclo primario, oltre a creare sacche di soggetti suscettibili di malattie prevenibili con vaccino (con conseguente aumentato rischio di morbilità e mortalità), rischia di creare un effetto imbuto- spiega l’esperto- che può allungare ulteriormente i tempi di recupero delle stesse sedute vaccinali, con conseguente maggiore esposizione a rischi di possibili contagi. È importante non abbassare la guardia nei confronti delle malattie infettive prevenibili con vaccino- termina Russo- mettendo in atto efficaci strategie di comunicazione finalizzate a dissipare le preoccupazioni, migliorare i legami con la comunità e ristabilire la domanda di vaccinazione da parte dell’intera comunità”. Secondo Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria, “si deve recuperare il patrimonio culturale e professionale dei dipartimenti di Prevenzione disperso negli anni”. Inoltre, consiglia Villani, occorre “tornare ad avere Centri vaccinali in ambienti curati e specificamente concepiti, con adeguate risorse umane e professionali (medici, infermieri, assistenti sanitari, amministrativi) e in grado di operare in sicurezza in ogni situazione epidemiologica. Le vaccinazioni sono un cardine fondamentale del Sistema sanitario nazionale e meritano la massima attenzione”.

Conclude Claudia Uccelli, ceo di Pazienti.it: “Questo difficile periodo di pandemia ha ulteriormente confermato quanto sia indispensabile il lavoro costante di sensibilizzazione e quanto siano preziosi gli innovativi canali di divulgazione digitale. Da sempre, l’impegno di Pazienti.it è quello di veicolare messaggi di prevenzione che arrivino a tutti, anche grazie al lavoro di squadra e al supporto di realtà autorevoli e punti di riferimento nel panorama sanitario, come la Società italiana di pediatria”.

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“Serve l’infermiere scolastico”, la proposta di Nursing up https://www.dire.it/01-07-2020/480102-serve-linfermiere-scolastico-la-proposta-di-nursing-up/ Wed, 01 Jul 2020 09:36:40 +0000 https://www.dire.it/?p=480102

"L’infermiere scolastico non è certo una novità assoluta. All’estero è presente da tempo"

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"L’infermiere scolastico non è certo una novità assoluta. All’estero è presente da tempo"
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ROMA -“Hanno combattuto sul campo, contro un nemico dalla forza sconosciuta, invisibile e subdolo, per difendere la salute pubblica. Lo hanno fatto mettendo a rischio la loro stessa incolumità. Sono entrati più che mai, con merito, nel cuore dei cittadini, che ne apprezzano le doti professionali e umane, comprendono il dramma che hanno vissuto con la recente pandemia e, come conferma una recente inchiesta del Censis, ammirano il loro lavoro al punto da consigliare di intraprenderlo alle future generazioni. Sono gli infermieri italiani, sempre più simbolo di una società civile che intravede in loro quell’impegno, quella concretezza, quella competenza e professionalità che li rendono destinatari dell’ammirazione e del riconoscimento sociale. Dal Nursing Up, sindacato infermieri italiani, arriva una proposta lungimirante per il Governo: aprire le porte delle scuole agli infermieri, accanto ai bambini, accanto agli studenti, come una figura strutturata, con un ruolo specifico, non solo di supporto sanitario ma anche come figura di educatori per le nuove generazioni, per i cittadini del domani”, scrive lo stesso sindacato, in una nota.

“Siamo sempre pronti a nuove battaglie- esordisce il presidente Antonio De Palma- non ci fermiamo mai, e allora alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo, riteniamo che già da settembre qualcuno dovrebbe preoccuparsi di introdurre, gradualmente, nelle scuole primarie e secondarie, la figura dell’infermiere. L’infermiere scolastico non è certo una novità assoluta. All’estero è presente da tempo, ci sono molti paesi che hanno nel corpo docente un infermiere professionista. Non ci dimentichiamo che i nostri hanno tanto di laurea, non hanno nulla da invidiare a tanti colleghi europei, e il loro livello culturale, oltre che le loro conoscenze in materia sanitaria, li metterebbero nella condizione di svolgere funzione docente e supportare gli istituti nelle attività di educazione sanitaria e prevenzione a 360 gradi”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, Nursing Up: “Vogliamo la verità su contagi e decessi infermieri”

“E’ più che coerente- continua De Palma- che accanto all’infermiere di famiglia venga implementata e sostenuta quella dell’infermiere scolastico, da impiegare nelle attività educative destinate ai giovani. E’ qui, nelle scuole, ‘teatro’ non solo di apprendimento ma di crescita sociale, che sarebbe opportuno introdurre una figura chiave come quella dell’infermiere, e lo si potrebbe fare già da settembre, sia per supportare gli studenti nella loro ripresa delle attività, dopo mesi di isolamento, seguendoli passo per passo in un percorso di formazione e conoscenza di tutte le regole di contrasto al diffondersi delle principali tipologie di malattie contagiose e diffusive, sia per fornire una vera propria formazione in educazione sanitaria, quella che manca negli istituti scolastici, quella che è fondamento per diventare cittadini informati e responsabili. Mi riferisco alle norme basilari di pronto soccorso, alla civica responsabilità sociale che ognuno di noi ha nel tutelare la propria salute e quella collettiva, cose che si dovrebbero apprendere dai primi anni di vita. Mi immagino una Italia dove finalmente l’infermiere, al pari del medico, insegni ai ragazzi la ‘cultura della salute’. Da tempo chiediamo ai Governi che si sono susseguiti nel tempo, di modificare le regole e i contenuti dei programmi di studio e i criteri di reclutamento del corpo decente nelle scuole di ogni ordine e grado, e che ancora oggi, incomprensibilmente, non colgono l’opportunità di impiegare gli infermieri con laurea di primo livello in ruoli di insegnamento confacenti rispetto alle loro conoscenze. Penso poi ai bambini in difficoltà, ai portatori di handicap, agli studenti con patologie croniche: avere il supporto di un infermiere anche in ambito scolastico, vorrebbe dire tutelare e difendere il loro diritto allo studio”, conclude De Palma.

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VIDEO | ‘Ripartiamo in sicurezza’, a Roma test sierologici gratuiti per gli avvocati https://www.dire.it/01-07-2020/480083-ripartiamo-in-sicurezza-a-roma-test-sierologici-gratuiti-per-gli-avvocati/ Wed, 01 Jul 2020 08:54:29 +0000 https://www.dire.it/?p=480083 test_sierologici_avvocati_roma (1)

Sileri e Galletti presentano l'iniziativa, tre camper in piazza per screening

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Sileri e Galletti presentano l'iniziativa, tre camper in piazza per screening
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ROMA – Test sierologici gratuiti per tutti gli avvocati di Roma in occasione della ripresa a pieno regime dell’attività giudiziaria. Si chiama ‘Ripartiamo in sicurezza‘ ed è l’iniziativa di screening anti-Covid per gli iscritti all’Ordine degli avvocati della Capitale organizzata insieme a Cassa Forense e al policlinico Agostino Gemelli e presentata stamattina a piazza Cavour proprio di fronte al Palazzaccio, sede della Corte di Cassazione. A inaugurare i tre camper – uno a piazza Cavour, uno a piazzale Clodio e uno a via Lepanto – che monitoreranno la salute dei legali romani da oggi al 17 luglio sono stati, tra gli altri, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, Antonino Galletti e il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri.

“Sono orgoglioso di presentare questa iniziativa, si tratta di un progetto pilota di tutti gli ordini italiani che parte da Roma con l’intenzione di condividere questa esperienza anche al di fuori dell’avvocatura, e la presenza del viceministro ci rafforza”, ha detto Galletti parlando dal palco allestito per l’occasione. “Il nostro obiettivo è salvaguardare la salute degli oltre 26mila avvocati e mille praticanti iscritti al nostro Ordine per ripartire in sicurezza, e iniziamo da oggi non a caso perché riparte l’attività giudiziaria nella sua interezza- ha proseguito il presidente- Forniremo i dati statistici ed epidemiologici dei test anche al sistema sanitario regionale e a quello nazionale, tutto senza oneri per l’Erario grazie allo sforzo di Cassa Forense. Un’iniziativa che già prima di partire sta avendo successo, visto che per i primi quattro giorni i posti nei nostri tre camper sono tutti prenotati: proseguiremo con lo screening a tappeto fino al 17 luglio, poi ricominceremo a settembre e a ottobre quando secondo gli esperti ci sarà una possibilità di recrudescenza del virus”. Per Sileri si tratta di “un’iniziativa molto importante non solo perché verranno fatti quasi 30mila test entro il 17 luglio, ma soprattutto perché questa iniziativa fa sistema e fa rete sul territorio, un elemento che forse è mancato all’inizio dell’epidemia”.

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Coronavirus, Sileri: “Basta terrore, non ci sarà seconda ondata violenta” https://www.dire.it/01-07-2020/480069-coronavirus-sileri-basta-terrore-non-ci-sara-seconda-ondata-violenta/ Wed, 01 Jul 2020 08:16:46 +0000 https://www.dire.it/?p=480069 Pierpaolo Sileri

Il viceministro della Salute: se il coronavirus "dovesse tornare controlleremo i focolai"

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Pierpaolo Sileri
Il viceministro della Salute: se il coronavirus "dovesse tornare controlleremo i focolai"
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ROMA – “Si parla di una nuova violenta ondata del virus a settembre-ottobre, ma io non credo che così sarà: se diamo un messaggio di paura non ripartiremo, dobbiamo ripartire consapevoli che il virus c’è e bisogna conviverci. Se continuiamo a creare terrore, l’Italia non riparte”. Lo ha detto il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo alla presentazione dell’iniziativa di screening in piazza Cavour organizzata dall’Ordine degli avvocati di Roma, con test sierologici gratuiti per tutti gli iscritti.

Per Sileri, se il coronavirus “dovesse tornare controlleremo i focolai, ma dobbiamo prepararci anche a questo: potranno esserci altre zone rosse ma a ottobre con l’esperienza avuta in questi mesi saremo in grado di fare quello che dobbiamo fare, non ci saranno più i mille morti al giorno che abbiamo visto” all’inizio dell’epidemia. “Siamo stati i primi in Europa a chiudere, alcuni studi dicono che con il lockdown abbiamo salvato 600mila persone. Poteva essere fatto di meglio? Sì, ma a partire da dieci anni fa, quando la sanità pubblica doveva essere rafforzata”, ha concluso il viceministro della Salute.

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VIDEO | Sanità, Morrone (San Gallicano): “Covid ha squarciato velo ipocrisia” https://www.dire.it/30-06-2020/479904-video-sanita-morrone-san-gallicano-covid-ha-squarciato-velo-ipocrisia/ Tue, 30 Jun 2020 15:47:01 +0000 https://www.dire.it/?p=479904 aldo morrone

Per il direttore scientifico San Gallicano di Roma servono più investimenti su contratti di lavoro, apparecchiature e innovazione

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aldo morrone
Per il direttore scientifico San Gallicano di Roma servono più investimenti su contratti di lavoro, apparecchiature e innovazione
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ROMA – Ricerca, competenza e innovazione sono le basi per una medicina sempre più moderna che metta davvero al centro il paziente. La pandemia ha messo alla prova il territorio e gli ospedali portando alla luce le crepe del nostro sistema socio-sanitario che, seppur a macchia di leopardo, ha retto anche grazie alla telemedicina che va potenziata nel futuro. A dare il suo punto di vista all’agenzia Dire su quello che si dovrebbe fare a partire da maggiori investimenti in sanità e di molti progetti attivi in tutte le parti del mondo è Aldo Morrone, direttore scientifico San Gallicano di Roma.

Una delle eredità del Coronavirus è sicuramente l’utilizzo delle telemedicina. Qual è il bilancio di questa esperienza al San Gallicano? Pensa che nel futuro questo tipo di assistenza verrà mantenuta e potenziata nel vostro Istituto?

“La telemedicina è una esperienza che il nostro Istituto ha già sperimentato dando vita ad una vera e propria rete degli ospedali italiani nel mondo. In particolare, abbiamo avviato delle collaborazioni nel continente africano, nel Medio Oriente e in America latina. La telemedicina è uno strumento per supportare le persone che hanno bisogno di una visita dermatologica, venereologica e oncologica attraverso internet. Lo abbiamo sperimentato anche nel periodo del lockdown per dare la possibilità alle persone di sottoporsi a visite mediche restando a casa e condividendo allo stesso tempo con noi la loro storia, i referti medici e i loro dubbi. L’applicazione è stata dunque piena, corretta e in linea con le direttive sulla tutela della privacy. Credo che passata l’emergenza, la telemedicina debba essere normata sul piano della rimborsabilità perchè queste prestazioni avvengono durante l’orario di servizio. Inoltre questa modalità è ottima soprattutto in chiave visite di controllo piuttosto che come prima visita”.

‘Disuguaglianze sociali e Covid-19’ è il titolo dello studio osservazionale da voi promosso sulla popolazione rom. Ce ne parla?

“Il Covid ha squarciato innanzitutto il velo dell’ipocrisia della nostra società, sia europea che mondiale, facendo emergere una serie di disuguaglianze incredibili. Non è vero che davanti alla malattia siamo tutti uguali: ci sono persone che soffrono molto di più e che hanno rischiato di morire a causa di queste disparità sia economiche che sociali. Per questo motivo abbiamo proposto al Comitato etico dello Spallanzani uno studio osservazionale per monitorare le persone più fragili, come quelle senza fissa dimora, gli immigrati irregolari e la popolazione rom, affinchè fosse condotto uno studio di sieroprevalenza per il Covid al fine di testare gli anticorpi e valutare l’eventuale presenza del virus nella saliva e realizzare il tampone, se positivi. Ci prendiamo cura di queste persone a 360° per cui è previsto anche un supporto psicologico, del mediatore culturale, dell’internista e dell’infettivologo per rimettere queste persone al centro del Ssn che era nato proprio per ridurre le disuguaglianze e offrire a tutti le stesse cure e pari dignità”. –

I vostri progetti sanitari sono molteplici, penso a quello in Africa o in Medio Oriente. Quali sono gli obiettivi?

“Abbiamo avviato molti progetti di collaborazione clinico-scientifica nelle aree di guerra in tutto il mondo e mi riferisco in particolar modo alla Siria, al Libano alla Giordania e al Medio Oriente tra i tantissimi altri. In concreto noi coinvolgiamo le università locali, le scuole per infermieri e tecnici per istruire il personale al fine di avere una visione reale delle malattie in quelle aree del mondo e non di limitarci a numeri inviati all’Oms che sappiamo rappresentare solo la punta dell’iceberg delle patologie presenti in queste aree del mondo. Vogliamo mettere in condizione questi Paesi di offrire il meglio delle loro professionalità e della scienza all’interno del loro territorio, delle università, delle scuole, e degli ospedali senza essere costretti a fuggire in Europa o negli Stati Uniti alla ricerca di un lavoro diverso. Il Covid ha ancora dimostrato che la salute è per tutti e che non può essere garantita solo per alcuni. Il virus è stata una opportunità per capire che la sanità è un investimento”.

Lei ha parlato di ricerca, che sottintende la formazione e maggiori investimenti nella sanità. Se potesse parlare direttamente con i nostri decisori politici che cosa chiederebbe in più per la sanità del futuro?

“Direi che occorre un progetto sistematico, strutturale, che investa sulle professionalità, contratti di lavoro stabili. Noi abbiamo troppi ricercatori precari che non possono dare il meglio della loro conoscenza e della loro capacità scientifica perchè i loro contratti sono umilianti. Ci vuole anche un intervento strutturale perché abbiamo bisogno di spazi, di tecnologie e di apparecchiature moderne che ci permettano, ad esempio nel caso del Covid-19, uno studio della presenza di Rna del virus nella saliva. Abbiamo poi bisogno di un piano nazionale legato alla ricerca scientifica a livello internazionale che contribuisca agli scambi tra professionisti. Serve, insomma, che lo Stato creda davvero che la ricerca sia una priorità su cui investire una quota rilevante del Pil e non soltanto quello che può avanzare da altri settori. In più serve il supporto dei mass media perchè è fondamentale che la popolazione comprenda che investire sulla salute è fondamentale e non corrisponde alla sola erogazione di una cura sanitaria ma è un complesso più ampio di realtà. Per questo non ci può essere salute dove non si va a scuola, non ci sono i servizi sociali, il lavoro o la casa. La collaborazione con i media serve ad eliminare inoltre tutte le fake news che circolano e indurre la popolazione ad atteggiamenti sani. Questo è cruciale anche nel contrasto al Covid insieme al lavaggio delle mani, al distanziamento fisico e all’investimento in un vaccino contro il virus. Lo studio di questo vaccino può essere fondamentale anche per lo studio di altri vaccini su altre malattie che colpiscono milioni di persone per i quali non è previsto un investimento preciso”.

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Arriva un software che predice il rischio Covid in luoghi affollati https://www.dire.it/30-06-2020/479790-arriva-un-software-predice-rischio-covid-in-luoghi-affollati/ Tue, 30 Jun 2020 13:25:11 +0000 https://www.dire.it/?p=479790 coronavirus_metro_milano

È uno dei progetti di ricerca anti-Covid a cui lavora Unimore: il sistema analizza i flussi video, localizza le persone nello spazio 3D, riconosce le mascherine e calcola distanze

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È uno dei progetti di ricerca anti-Covid a cui lavora Unimore: il sistema analizza i flussi video, localizza le persone nello spazio 3D, riconosce le mascherine e calcola distanze
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REGGIO EMILIA – Predire il livello di rischio di contagio del covid 19 luoghi pubblici e privati, attraverso il calcolo delle distanze interpersonali e la costruzione di mappe dinamiche dell’area monitorata. È l’obiettivo del progetto di ricerca “Inter-Homines” sviluppato all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinato dalla docente Rita Cucchiara del dipartimento di ingegneria (Dief) “Enzo Ferrari”.

Partita ad aprile e prevista in conclusione ad ottobre, l’iniziativa è una delle quattro targate “Unimore” finanziate dalla Regione, in questo caso con 119.000 euro, nell’ambito di un bando volto a trovare forme innovative di contrasto all’epidemia di coronavirus.

Il sistema Inter-Homines, nel dettaglio, valuta in tempo reale il rischio di contagio di un’area monitorata analizzando flussi video: è in grado di localizzare persone nello spazio 3D, riconoscere i dispositivi di protezione individuale, calcolare distanze interpersonali e predire livelli di rischio costruendo mappe dinamiche. Il modello è applicabile sia all’aperto che al chiuso, in aree ad affollamento variabile pubbliche e private. A “dare gambe” al sistema sono servizi di intelligenza artificiale e di “computer vision” applicabili a telecamere già installate o a telecamere a basso costo su Pc industriali, corredati da un aggiuntivo sistema dedicato e mobile per misurazioni temporanee. Il tutto, sottolineano dall’Università, nel pieno rispetto delle norme sulla privacy.

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Il sistema, infatti, non prevede alcuna registrazione di flussi video o di dati personali né in forma locale né in forma centralizzata, garantendo in questo modo una acquisizione di informazioni che tutela l’anonimato. Tra i parametri che vengono associati all’area monitorata ci sono nello specifico “un indice di rischio spazio-temporale”, un “livello dinamico di sicurezza”, una “mappa dinamica delle distanze interpersonali” e una mappa che indica dove e quante persone possono aggiungersi per rimanere in sicurezza. “Ciò che si vuole ottenere- spiega Rita Cucchiara di Unimore- è uno strumento affidabile di visione artificiale, a norma delle linee guida europee sulla privacy e sull’uso dell’intelligenza artificiale, per calcolare in tempo reale le distanze tra le persone con una ricostruzione 3D del distanziamento, segnalando anche in modo interattivo eventuali situazioni di rischio”.

Inoltre, “si vuole fornire un modello innovativo di calcolo dinamico del rischio del luogo monitorato anche di tipo predittivo, che potrà essere impiegato come strumento di monitoraggio da remoto, di prevenzione, pianificazione e supporto alla popolazione ed ai lavoratori, per attuare una frequentazione dei luoghi consapevole e legata all’effettivo rispetto delle misure vigenti”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, Lopalco: “Virus uguale, cambiata la circolazione”

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A Mondragone due bambini positivi al Covid, un altro sospetto https://www.dire.it/30-06-2020/479823-a-mondragone-due-bambini-positivi-al-covid-un-altro-sospetto/ Tue, 30 Jun 2020 13:19:17 +0000 https://www.dire.it/?p=479823 mascherine bambini

Parisi (presidente Sip Campania): "La situazione sia attentamente controllata"

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Parisi (presidente Sip Campania): "La situazione sia attentamente controllata"
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ROMA – “Nella zona rossa di Mondragone sono risultati positivi al Covid-19 due bambini della comunità bulgara che risiede nei palazzi ex Cirio. Un altro è in attesa del secondo tampone, è asintomatico ma in quarantena a casa“. Lo dichiara alla Dire Giuseppe Parisi, presidente della Società italiana di Pediatria (Sip) della Campania, che non nasconde preoccupazione per il focolaio nella sua regione.

E’ una situazione che va attentamente controllata– prosegue- perché venuta fuori solamente per caso, attraverso la positività di una donna bulgara che ha partorito all’ospedale di Sessa Aurunca. Il bambino non ha contratto il virus dalla madre e da quest’ultima si è risaliti alla comunità di Mondragone”.

Il presidente Sip Campania spiega anche che “i due positivi asintomatici in età pediatrica sono un bimbo di 10 mesi e una bambina di 8 anni. Entrambi- conclude- sono ricoverati nell’unità di crisi del Policlinico Federico II di Napoli”.

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Coronavirus, Lopalco: “Virus uguale, cambiata la circolazione” https://www.dire.it/29-06-2020/479469-coronavirus-lopalco-viru-uguale-cambiata-la-circolazione/ Mon, 29 Jun 2020 11:11:05 +0000 https://www.dire.it/?p=479469 coronavirus_mascherine_milano

L'epidemiologo Lopalco fa il punto sulla situazione: "Ci sono meno portatori in giro e quelli che abbiamo sono per lo più asintomatici"

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L'epidemiologo Lopalco fa il punto sulla situazione: "Ci sono meno portatori in giro e quelli che abbiamo sono per lo più asintomatici"
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BARI – “Il virus è fondamentalmente lo stesso. Se prendiamo una singola particella virale non è cambiata granché rispetto a qualche mese fa. Quello che è cambiato è la circolazione del virus che è a bassa intensità”. Lo ha detto Pierluigi Lopalco, epidemiologo e consulente della regione Puglia per l’epidemia, nel corso della trasmissione “Agorà estate”.

Ci sono meno portatori in giro e quelli che abbiamo sono per lo più asintomatici e hanno una carica virale più bassa – ha continuato – Questo non vuol dire che dobbiamo lasciarlo circolare liberamente perché se lo lasciamo circolare liberamente, riprende forza la sua circolazione e aumenta la carica virale che va in giro”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, l’infettivologo Bassetti: “Non ci sarà seconda ondata come a marzo”

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Coronavirus, 22 morti e e 174 nuovi casi nelle ultime 24 ore https://www.dire.it/28-06-2020/479406-coronavirus-22-morti-e-e-174-nuovi-casi-nelle-ultime-24-ore/ Sun, 28 Jun 2020 17:11:15 +0000 https://www.dire.it/?p=479406 coronavirus

La Lombardia resta la regione più colpita. Il numero delle vittime arriva a 34.738

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La Lombardia resta la regione più colpita. Il numero delle vittime arriva a 34.738
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ROMA – Sono 174 (di cui 97 in Lombardia) i nuovi contagi da coronavirus e 22 i morti rispetto a ieri, che portano il totale a 34.738. Lo rende noto il ministero della Salute.

A oggi il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus e’ di 240.310. Il numero totale di attualmente positivi e’ di 16.681, con una decrescita di 155 assistiti rispetto al 27 giugno. Tra gli attualmente positivi, 98 sono in cura presso le terapie intensive, con un incremento di 1 paziente rispetto al 27 giugno. 1.160 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 100 pazienti rispetto al 27 giugno. 15.423 persone sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 188.891, con un incremento di 307 persone rispetto al 27 giugno. Il numero di tamponi effettuati nelle ultime ventiquattro ore ammonta a 37.346, per un totale di 5.314.619.

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Coronavirus, in netto calo i contagi e i decessi https://www.dire.it/27-06-2020/479312-coronavirus-in-netto-calo-i-contagi-e-i-decessi/ Sat, 27 Jun 2020 16:54:42 +0000 https://www.dire.it/?p=479312

Il maggior numero di nuovi casi in Lombardia, 77 in più dal giorno precedente, segue l'Emilia Romagna con 44 nuovi casi

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Il maggior numero di nuovi casi in Lombardia, 77 in più dal giorno precedente, segue l'Emilia Romagna con 44 nuovi casi
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ROMA – In Italia oggi si registrano 175 nuovi casi di contagio da Coronavirus, un netto calo rispetto a ieri quando erano 259. Il totale dei casi sale così a 240.136.
I deceduti sono 8 in più, anche qui netto calo in 24 ore, ieri erano stati 30. Non se ne contava un numero così esiguo dal primo marzo scorso. Il totale delle morti sale a 34.716.

I dimessi sono 188.584, 16.836 gli attualmente positivi. Così i dati del ministero della Salute.

Il maggior numero di nuovi casi in Lombardia, 77 in più da ieri, segue l’Emilia Romagna con 44 nuovi casi.

A livello di Regioni, sono 2 le vittime in Lombardia, una in Lazio, 3 in Piemonte, una in Umbria e in Liguria. Nelle altre Regioni non sono stati registrati nuovi decessi.
I malati ricoverati in terapia intensiva per la prima volta sono scesi sotto la soglia di 100: oggi sono 97, rispetto a ieri 8 in meno. Non erano così pochi dalla fine dello scorso febbraio.

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A Fiumicino un altro ristorante chiuso per Coronavirus https://www.dire.it/27-06-2020/479255-a-fiumicino-un-altro-ristorante-chiuso-per-coronavirus/ Sat, 27 Jun 2020 11:17:56 +0000 https://www.dire.it/?p=479255

La Asl Roma 3 raccomanda a tutti i titolari di ristoranti di conservare i contatti degli avventori per facilitare le operazioni di contact tracing

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La Asl Roma 3 raccomanda a tutti i titolari di ristoranti di conservare i contatti degli avventori per facilitare le operazioni di contact tracing
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ROMA – La Asl Roma 3 ha disposto la chiusura di un secondo ristorante a Fiumicino “a causa della positività del titolare di entrambi i locali. Dei 400 tamponi eseguiti ieri al drive-in di Casal Bernocchi, 8 sono risultati positivi: 2 titolari del locale, 2 dipendenti e 4 conviventi del paziente del Bangladesh ricoverato ieri allo Spallanzani“. Lo comunica in una nota l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio.

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“Continua l’indagine epidemiologica e l’esecuzione dei tamponi drive-in a Casal Bernocchi- conclude la nota- Si raccomanda a tutti i titolari di ristoranti di conservare i contatti degli avventori per facilitare le operazioni di contact tracing qualora si rendessero necessarie ed evitare pesanti sanzioni. La Asl Roma 3 è in costante contatto con il sindaco di Fiumicino”.

IL SINDACO MONTINO: “CHI E’ STATO NEI LOCALI SI SOTTOPONGA A TAMPONE”

“La Asl RM3 ha comunicato che sui 400 tamponi eseguiti ieri al drive-in di Casal Bernocchi, 8 sono risultati positivi: 2 titolari del locale, 2 dipendenti e 4 conviventi del dipendente del locale ricoverato ieri allo Spallanzani. E’ importante sottolineare che, al momento, nessun cliente risulta positivo al tampone: gli unici tamponi positivi sono di dipendenti, titolari e conviventi del primo paziente“. Così su Facebook il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino.

“Poiché i titolari di Indispensa sono anche i gestori del chiosco Spuma sul lungomare della Salute anche il chiosco è stato chiuso in via precauzionale- spiega Montino- La Asl RM3 sta proseguendo i controlli e, dato il grande afflusso di persone, ha deciso di tenere aperto il drive-in di Casal Bernocchi fino alle 20 anche oggi, domani e per i giorni a seguire. Ricordo che chi fosse andato a Indispensa o a Spuma dal 21 giugno scorso deve recarsi al drive-in per essere sottoposto al tampone“.

“Se giunti a Casal Bernocchi vi trovaste davanti un numero consistente di macchine, com’è avvenuto ieri e tuttora sta succedendo, si può ritornare successivamente o domani- continua Montino- Nel frattempo, però (e comunque fino all’esito del tampone), è necessario rimanere isolati e non avere contatti con nessuno. Per lo stesso principio, bisogna andare al drive-in in auto, ma da soli o accompagnati esclusivamente da persone conviventi. Non andate insieme ad amici o persone che non vivono con voi perché si mettono a rischio anche loro”.

 “Infine rinnovo l’appello ai proprietari e gestori di locali, stabilimenti e tutte le strutture per cui la misura è stabilita dai decreti, di tenere in maniera scrupolosissima i registri dei clienti segnando nome, cognome e numero di telefono- prosegue Montino- L’elenco dei clienti è uno strumento fondamentale per risalire a tutte le persone entrate in contatto con chi dovesse risultare positivo. Questo permette di intervenire tempestivamente e circoscrivere i casi che emergono. Oltre al fatto che tenendo i registri si evita di incorrere in sanzioni anche pesanti”.

“In caso di comparsa dei sintomi compatibili con un quadro di Covid-19 (febbre, tosse, mialgia, difficoltà respiratoria, congiuntivite, diarrea, vomito, malessere generale) nel periodo di isolamento o nei 14 giorni successivi all’ultimo accesso al locale, allo scopo di contenere l’eventuale contagio, si raccomanda che la persona interessata chiami il medico curante e, se necessario, i numeri dedicati: 1500 (numero nazionale),800118800 (numero regionale), 3336107008 o 33336107007 o 3387916706 (numeri ASL Roma3) per avere indicazioni”, conclude Montino.

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