Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Un problema al cuore ferma la carriera di Aguero: “Devo smettere di giocare”

kun aguero instagram
Dopo oltre 400 gol e 21 titoli in carriera, l'attaccante argentino del Barcellona si ritira a causa dell'aritmia cardiaca riscontrata a ottobre
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

(Foto dal profilo Instagram di Sergio Aguero)

ROMA – “È un momento molto duro. Vi comunico che ho deciso di smettere di giocare a calcio per il problema che ho scoperto un mese fa. Sono nelle mani dei medici. Sono molto felice per la mia carriera. Gioco a calcio da quando avevo cinque anni”. Tra le lacrime Sergio Aguero dice addio al calcio giocato, in una conferenza stampa al Camp Nou di Barcellona. L’argentino deve fermarsi a causa di un’aritmia incompatibile con l’attività agonistica. A 33 anni e dopo quasi due decenni da professionista, il Kun ha segnato oltre 400 gol e ha vinto 21 titoli in carriera, con Independiente, Atletico Madrid, Manchester City, Barcellona e nazionale argentina. In questa stagione, la sua prima a Barcellona, era sceso in campo solo cinque volte per 165 minuti totali, prima del suo stop. L’ultima partita giocata risale al 30 ottobre, contro l’Alaves.

“Ho sempre sognato di giocare a calcio da quando avevo cinque anni – dice commosso Aguero nella conferenza stampa di addio al calcio – il mio sogno era giocare in Prima Divisione, non avrei mai pensato di arrivare in Europa. Grazie all’Independiente, mi sono allenato lì, all’Atletico che ha scommesso su di me quando avevo 18 anni, alla gente del City, che sa cosa provo per loro, ho lasciato il meglio lì e mi hanno trattato molto bene, e alle persone del Barça, Joan che mi hanno contattato. Sono arrivato in un grande club e mi hanno trattato molto bene. E alla nazionale argentina, che è la cosa che amo di più“.


Il Kun ha aggiunto: “Lascio a testa alta. Non so ancora cosa succederà nel futuro, ma so di avere al fianco gente che mi vuole bene. Grazie anche ai giornalisti, ai tifosi di tutti i club in cui ho giocato. Porterò dentro ricordi molto belli, anche dell’ultimo periodo. Le cose succedono per una ragione. Grazie al club che mi ha accolto benissimo, a chi è oggi qui che mi è sempre stato vicino. Alla mia famiglia, alla mia nazionale. Credo di aver preso la decisione giusta, ho cercato di fare il possibile per aiutare i miei compagni a vincere. Grazie ancora a chi mi ha aiutato a crescere negli anni”.

“Ora mi sento bene – ha assicurato Aguero – La prima settimana è stata davvero dura. Quando ho fatto il primo test fisico in clinica i medici mi hanno detto che c’era una grande possibilità di non poter più giocare a calcio, ho dovuto mentalizzare, non è stato facile. Quando mi hanno detto che lo stop era definitivo, mi ci sono voluti ancora un po’ di giorni per elaborarlo. Adesso sto bene ma sì, è stato difficile. Vuoi continuare a vincere sempre più cose, ma sono molto felice per i titoli che ho vinto, penso di aver fatto tutto il meglio per me e per il club, perché dico sempre che alla fine il giocatore fa parte di una squadra e tutto quello che ho fatto è stato aiutare la squadra e il club. Mi è successo 33 anni e non prima, meno male che mi è successo ora e non prima“.


L’attaccante argentino ha ricordato anche i momenti della sua carriera a cui è più legato: “Un gol molto bello all’Independiente, è stato un momento molto bello della mia carriera, contro il Racing. Non ho niente contro il Racing ma a 17 anni è stato il primo gol più bello che ho fatto. E poi anche con l’Atletico in Europa League è stato un momento molto felice. E al City, come tutti sanno, quel gol contro il QPR, il mio primo in Premier e il primo per il City da anni. E l’ultimo momento in Coppa America, ho giocato poco ma ho accompagnato i ragazzi. L’ultimo gol l’ho fatto a Madrid. Non male come ultimo gol, no?”.


Aguero ha concluso: “Per quello che mi è successo è positivo perché sono qui a raccontarlo. Ora cercherò di essere felice fuori dal calcio e godermi tutti i momenti che i calciatori sanno che si perdono negli anni. Non è facile essere un calciatore: allenarsi, giocare, viaggiare ogni giorno. I giocatori vanno molto rispettati. Continuerò ad essere legato al calcio e potrò godermi di più la vita”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»