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Cimurro in Vda, non solo volpi: malati anche tassi e faine

Ecco mappa dei casi, diffusi a macchia di leopardo in tutta regione

Pubblicato:26-11-2023 13:35
Ultimo aggiornamento:26-11-2023 13:36
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(DIRE – Notiziario Sanità e Politiche sociali) Aosta, 26 nov. – Non solo volpi. Ci sono anche altri piccoli carnivori selvatici, come tassi e faine, tra i casi di cimurro rilevati in Valle d’Aosta. I dati raccolti dalla struttura Igiene e sanità pubblica e veterinaria dell’assessorato regionale alla Sanità tra i mesi di settembre e novembre hanno rilevato in tutto 23 casi tra esemplari rinvenuti morti o soppressi perché deteriorati dai sintomi della malattia. La sezione di Aosta dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ha isolato il virus in tutti i casi di cimurro, o malattia di Carré. Tutti gli animali sono risultati negativi alla rabbia silvestre.
Nel dettaglio, il virus è stato individuato 23 selvatici: sono 17 esemplari di volpe, tre di tasso e tre di faina. I casi sono diffusi in tutta la media e alta Valle, nella Valtournenche e nella val d’Ayas. I comuni interessati – raggruppati qui in aree geografiche – sono Courmayeur; Cogne; Saint-Pierre; Allein, Doues, Ollomont, Valpelline e Roisan; Sarre, Aosta, Saint-Christophe, Pollein, Quart e Saint-Marcel; Châtillon, Saint-Vincent e Montjovet; Valtournenche, Antey-Saint-André e La Magdeleine; Ayas, Brusson e Challand-Saint-Victor. In tutti i comuni è stato rinvenuto il virus del cimurro in un solo caso. Sono esemplari adulti (otto volpi, tre tassi e tre faine), quattro volpi subadulte e cinque volpi giovani.
Il cimurro è una malattia che non colpisce l’uomo, ma solo i carnivori selvatici e domestici; si diffonde per contatto diretto o attraverso urina e feci o le ciotole e il cibo di cani infetti. L’unico modo per evitare al cane la malattia è la vaccinazione preventiva. Per questo, l’amministrazione regionale consiglia a tutti i proprietari di cani di controllare lo stato vaccinale del proprio animale e provvedere alla vaccinazione, a discrezione del veterinario curante, in modo da escludere la possibilità di contagio.
L’amministrazione regionale invita anche “chiunque notasse i sintomi descritti nei carnivori selvatici, che si avvicinano alle case con perdita dell’abituale senso di diffidenza” di segnalare i casi alla stazione forestale più vicina.

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