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Comunali Napoli, Clemente: “Centri per bambini in ogni quartiere della città”

Alessandro_Ciambrone_ASILO
Nel piano infanzia anagrafe del rischio, adozione sociale, educazione all'antiviolenza
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ROMA – Anagrafe del rischio, adozione sociale, servizi sociali di prossimità, asili nido, educazione all’eguaglianza e all’antiviolenza. Questi alcuni dei punti centrali del Piano infanzia per Napoli che la candidata sindaca Alessandra Clemente ha presentato in mattinata nella sede di FareLab, suo comitato elettorale. Contestualmente alla presentazione, dalle 11 alle 13, il pittore Alessandro Ciambrone ha tenuto un laboratorio di arte per bambine e bambini che hanno partecipato alla creazione di un’opera collettiva-performance su Napoli. Ciambrone ha tracciato le linee del profilo iconico di Napoli e i bambini lo hanno riempito di colori, creando proprio quella Napule mille culture cantata da Pino Daniele. Alla Napoli materica ha fatto da corredo il patrimonio immateriale della città: sono state scritte sul muro dello spazio bambini le frasi più belle scritte da poeti, scrittori, artisti napoletani e internazionali come Totò, Massimo Troisi, Stendhal, Andy Warhol.

Alla base del Piano di Clemente c’è la considerazione che è “compito dello Stato e nella fattispecie di un sindaco, mettere in campo tutte le risorse necessarie affinché i bambini e le bambine abbiano gli stessi diritti, risorse e opportunità fin alla nascita”, ritenendo il rilievo scientifico per cui i primi anni di vita dei bambini sono basilari per il loro sviluppo e che non tutti i bambini nascono in famiglie in grado di assicurare loro il nutrimento culturale e affettivo necessario. L’obiettivo del Piano è “complesso”, ma fondamentale da realizzare in una città come Napoli dove una famiglia su quattro è povera, c’é un’altissima disoccupazione femminile e le disparità di genere sono ancora molto accentuate. Occuparsi dei bambini e delle bambine significa prendersi cura contemporaneamente dei genitori e della società intera di oggi e di domani. Il Piano dell’Infanzia all’interno del programma di governo della città di Alessandra Clemente prevede la presa in carico dei bambini e delle bambine ancor prima della nascita con l’anagrafe del rischio per famiglie già attenzionate dai servizi sociali così che possano essere accompagnate e sostenute nel ruolo genitoriale da equipe di esperti composte da sociologi, psicologi, assistenti sociali che vanno assolutamente incrementati grazie ad un piano assunzioni comunale. L’adozione sociale quotidiana prevede invece che famiglie o singoli con o senza figli accuratamente selezionati possano mettere a disposizione il loro tempo e le loro risorse per far vivere a bambini e bambine di altre famiglie con meno opportunità esperienze ludiche, culturali, sportive che possano influenzare in modo positivo il loro sviluppo.

Queste innovazioni si inseriscono in un quadro generale di implementazione dei servizi sociali già esistenti come la possibilità di posto in un nido e poi in una scuola dell’infanzia nel proprio quartiere e agendo a monte con l’anagrafe del rischio spiegando ai genitori l’importanza di iscrivere i figli alla scuola dell’ infanzia. Ed ancora, vanno moltiplicate ludoteche ed educative territoriali. Lo sport deve essere un diritto come lo studio pertanto vanno istituite cedole per lo sport come per i libri da distribuire alle famiglie a basso reddito. Lo stesso dicasi per la musica, il teatro, la danza, l’arte e qualsiasi disciplina verso cui i piccoli mostrino una propensione particolare.
Parallelamente all’analisi delle esigenze di spazi da dedicare ai servizi per l’infanzia quartiere per quartiere verranno presi in esame l’elenco dei beni comunali e confiscati e verrà valutato quali abbiano le caratteristiche adatte per essere destinati a servizi e progetti per i bambini e i ragazzi. Vanno inoltre considerati una serie di servizi dedicati alle famiglie per facilitare la gestione dei figli e per permettere alle madri di lavorare: un servizio suppletivo di presa in carico/ludoteca nei casi emergenziali di chiusura delle scuole per allerte meteo o disinfestazioni, nonché il servizio di bus scolastico con sistema di cedole da destinare alle famiglie a basso reddito. Altro punto centrale del programma è l’educazione dai primi anni di vita ai sentimenti, al rispetto delle diversità, all’equità di genere, all’antiviolenza, all’antirazzismo. Parallelamente, nel Piano si ritiene necessario essere a fianco ai genitori con disagi sociali ed economici favorendo la loro formazione e il loro inserimento lavorativo nonché alle madri vittime di violenza per sostenerle nel percorso di fuoriuscita dalla violenza contestualmente alla presa in carico dei figli vittime di violenza assistita. Tra i servizi proposti, centri antiviolenza, centri di informazione e formazione, servizi all’infanzia che “vanno aperti in tutti i quartieri affinché la città dei 15 minuti diventi una realtà concreta”.

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