Kenya, missionario a Malindi: “Sotto shock, qui ci sono tanti cooperanti”

Padre Alejandro Umul Chopox, da anni missionario nella regione di Malindi, parla con l'agenzia 'Dire' dopo il sequestro di Silvia Costanza Romano
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ROMA – “E’ stato uno shock; nell’ultimo anno non si era verificato alcun episodio del genere e le aree dove Al Shabaab colpisce sono lontane anche 200 chilometri”: padre Alejandro Umul Chopox, da anni missionario nella regione di Malindi, parla con l’agenzia ‘Dire’ dopo il sequestro di Silvia Costanza Romano.

Secondo il religioso, collaboratore della Caritas locale, nella zona dove la volontaria è stata rapita non erano stati segnalati pericoli particolari e non erano per questo adottati protocolli di sicurezza rafforzati. “I cooperanti stranieri continuano a essere molti e lavorano in tutta la regione” sottolinea padre Alejandro. Che rispetto all’ipotesi, da verificare, di una responsabilità del gruppo islamista Al Shabaab, si limita a sottolineare: “Ha rivendicato agguati e attentati solo più a nord, nell’area costiera di Lamu, che si trova a circa 200 chilometri di distanza da qui, vicino al confine con la Somalia, oppure più all’interno, ad esempio a Garissa, dove nel 2015 durante il blitz nell’università furono uccisi 147 studenti”.

Romano, la volontaria rapita ieri, ha 23 anni. Originaria di Milano, era in Kenya per un progetto di cooperazione della onlus marchigiana Africa Milele. Il sequestro è avvenuto a Chakama, a circa 80 chilometri da Malindi, dove un commando di uomini armati avrebbe fatto irruzione in un mercato aprendo il fuoco e ferendo almeno cinque persone.

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