Conte compatta la maggioranza: “Dibattito inutile, dividerci ora sul Mes non ha senso”

Immediata la reazione positiva di Dario Franceschini e Alfonso Bonafede. Un messaggio anche a Salvini: "L'ultima parola spetta al Parlamento"
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ROMA – Dopo una giornata di polemiche, con lo scontro a distanza tra Pd e M5s e la richiesta di Salvini per un voto parlamentare, il premier Giuseppe Conte interviene per bloccare le liti nella maggioranza: “Sul Mes- scrive infatti in un lungo post facebook- sta lievitando un dibattito che rischia di dividere l’intera Italia secondo opposte tifoserie e rigide contrapposizioni”. Un dibattito “astratto e inutile” che rischia di “logorare” il governo e che potrà essere svolto con efficacia solo dopo che “saranno predisposte concretamente le condizioni del contratto”.

Un’intervento che ha messo d’accordo subito Pd e M5s che, tramite i capi delegazione nel governo Dario Franceschini e Alfonso Bonafede, hanno subito applaudito all’intervento del premier.

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“La mia posizione è stata molto chiara sin dall’inizio. Ad alcuni miei omologhi- continua- che, a fronte di questa emergenza, hanno pensato di affidare al Mes la risposta europea ho replicato: il Mes è un meccanismo inadeguato e anche insufficiente per reagire a questa sfida epocale. Ha un regolamento pensato per shock asimmetrici e per reagire a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi. Adesso, invece, siamo di fronte al più grave shock economico affrontato dal dopoguerra ad oggi, che compromette fortemente il tessuto socio-economico europeo. Occorre una risposta forte, unitaria, tempestiva”.

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“Insieme ad altri otto Paesi Membri- ricorda Conte- abbiamo lanciato una sfida ambiziosa all’Europa invitandola a introdurre nuovi strumenti per affrontare e superare al più presto questa crisi. In ogni caso alcuni di questi Paesi, che hanno condiviso questa nostra impostazione, sono dichiaratamente interessati anche al Mes, purché non abbia le rigide condizionalità applicate in altre circostanze, ma solo la condizione che l’utilizzo del finanziamento sia per far fronte alle spese sanitarie dirette e indirette”.

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Il dibattito in Italia è proprio su queste condizionalità. Alcuni- spiega il premier- sostengono che esiste il rischio che rimangano le tradizionali condizionalità macroeconomiche, altri ritengono che, pur se non previste nella prima fase, alcune condizionalità potrebbero essere inserite in un secondo tempo, altri ancora prevedono che si arriverà a cancellare tutte le condizionalità ad eccezione del vincolo di destinazione per le spese di cura e di prevenzione del contagio. All’ultima riunione dell’Eurogruppo è stato compiuto un deciso passo avanti perché nel paragrafo corrispondente è richiamata espressamente la sola condizione dell’utilizzo del finanziamento per le spese sanitarie e di prevenzione, dirette e indirette”.

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“Vorrei chiarire, però- sottolinea Conte- che discutere adesso se vi saranno o meno altre condizioni oltre a quelle delle spese sanitarie e valutare adesso se all’Italia converrà o meno attivare questa nuova linea di credito significa logorarsi in un dibattito meramente astratto e schematico. Bisognerà attendere prima di valutare se questa nuova linea di credito sarà collegata a meccanismi e procedure diversi da quelli originari. Se questo nuovo strumento finanziario presenterà caratteristiche effettivamente differenti dal Mes, per come finora utilizzato”.

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Se vi saranno condizionalità o meno lo giudicheremo alla fine, quando saranno concretamente elaborati il term sheet (contenente le principali caratteristiche del nuovo strumento), i terms of reference (che definiranno termini e condizioni della linea di credito) e, infine- continua Conte- il Financial Facility Agreement, le condizioni di contratto che verranno predisposte per erogare i singoli finanziamenti. Solo allora potremo valutare se questa nuova linea di credito pone condizioni, quali condizioni pone, e solo allora potremo discutere se quel regolamento è conforme al nostro interesse nazionale. E questa discussione dovrà avvenire in modo pubblico e trasparente, dinanzi al Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola”.

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“Prima di allora- aggiunge il premier- potremo disquisire per giorni e settimane, ma inutilmente. Per comprendere questo punto, basta tenere presente l’esperienza che molti cittadini fanno quando chiedono un finanziamento a una banca. Negli incontri preliminari, il funzionario illustra genericamente le condizioni del finanziamento, ma quelle che valgono sono le condizioni generali e le clausole inserite nel concreto contratto di finanziamento”.

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“Io, e qui parlo da Presidente del Consiglio e da avvocato, prima di dire se un finanziamento conviene o meno al mio Paese voglio prima battermi perché non abbia, in linea di principio, condizioni vessatorie di alcun tipo. Dopodiché- continua- voglio leggere e studiare con attenzione il regolamento contrattuale che condiziona l’erogazione delle somme. Solo allora mi sentirò sicuro di poter esprimere, agli occhi del Paese, una valutazione compiuta e avveduta”.

FRANCESCHINI: DA CONTE POSIZIONI RAGIONEVOLI E CONDIVISIBILI

“Mi paiono ragionevoli e condivisibili le parole del presidente Conte. Non e’ il tempo di posizioni pregiudiziali ma occorre sostenere la posizione italiana su mezzi e risorse della Ue per affrontare l’emergenza. Tra questi verificheremo se ci sara’ la conferma di uno strumento, Mes o come verra’ chiamato, senza condizionalita’ per affrontare la spesa sanitaria. Ora si puo’ utilmente chiudere questa discussione interna e aspettare le conclusioni del Consiglio Europeo”. Cosi’ il ministro per i Beni e le Attivita’ culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, capo delegazione Pd al governo.

BONAFEDE: FIDUCIA A CONTE, MAGGIORANZA SIA COMPATTA VERSO 23 APRILE

“Nei confronti del presidente del Consiglio c’e’ piena fiducia da parte del MoVimento 5 Stelle. Nel prossimo Consiglio europeo la maggioranza dovra’ adottare una linea compatta se vorra’ riuscire nella difficile trattativa in Europa. Il lavoro di squadra e’ stato e continuera’ ad essere fondamentale nell’affrontare l’emergenza Coronavirus”. Lo scrive su facebook Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia.

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15 Aprile 2020
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