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Tokyo 2020, la 4×100 e l’abitudine a vincere: l’oro che (non) ti aspetti

staffetta italia 4x100 tokyo 2020
È la più grande Olimpiade di sempre, quella in cui l'Italia vince tutti i giorni e spesso è oro. Con il record di medaglie e la sensazione che tutto sia possibile
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Dalla nostra inviata Erika Primavera

TOKYO – La più grande Olimpiade di sempre. Il più grande spettacolo prima, durante e dopo il weekend: l’Italia vince tutti i giorni e spesso – molto spesso – è oro. L’azzurro di Tokyo è il più vincente della storia a cinque cerchi: la spedizione ha toccato quota 38, un Everest mai raggiunto prima, meglio di Roma 1960 e prima ancora di Los Angeles 1932, quando i podi erano stati 36. Ci si stropiccia gli occhi di fronte a tanto splendore, un’infilata di trionfi che farne indigestione è impossibile. All’oro non ci si abitua mai, eppure stasera la 4×100 maschile ha battuto un altro record.

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UN SOGNO CHE SI REALIZZA

Quando Lorenzo Patta, ventunenne di Oristano, è partito a tutta per compiere la missione di consegnare il testimone a Jacobs, abbiamo detto ‘ben fatto’. ‘Well done’ all’inglese, in omaggio ai rivali in corsia lì vicino che già si sentivano la vittoria addosso. E abbiamo cominciato a crederci, a pensare ‘perché no’. Due parole che solo fino a domenica scorsa ci avrebbero scatenato contro le risate di mezzo mondo. Poi il miracolo Marcell Jacobs, il ‘tempone’ in batteria, con quel record italiano buttato giù prima di essere polverizzato in gara, e il pensiero si è fatto stupendo.

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QUELL’ARIA MAGICA DI TOKYO

Ha ragione chi dice che nell’aria di Tokyo c’è qualcosa di magico, e non ha niente a che vedere con l’umidità appiccicosa delle giornate giapponesi, ma dipende da quello che siamo diventati: ottimisti, consapevoli, vincenti. È la legge di Murphy applicata al contrario: se qualcosa può andare bene, lo farà. Una regola che agisce sul nostro cervello e sulle nostre aspettative. La regola secondo cui se Desalu esce dalla curva e lancia Tortu, Tortu va a prendere l’oro. Di un centesimo ma that’s it. Ciao Gran Bretagna.

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LA FAVOLA BELLA DI PALMISANO E BUSÀ

Una regola che vale per Antonella Palmisano, quando va a stravincere la sua 20 km di marcia con il Tricolore già sulle spalle da almeno mille metri, che a un certo punto le cade pure e lì pensi che se si fosse fermata a raccoglierlo, avrebbe vinto lo stesso in solitudine. È la regola di Luigi Busà, che vince l’oro storico del karate proprio nella madrepatria Giappone, e alla telecamera che lo inquadra urla “Mamma ce l’ho fatta”.

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LE NOTTI MAGICHE DI UN’ESTATE ITALIANA

Lo chiamano effetto Tamberi-Jacobs, un ‘tappo’ di champagne che salta e fa un buco nel soffitto per guardare le stelle. Gimbo scherzando dice che ha lanciato una nuova moda e tutti all’improvviso vogliono indossare quel capo niente male, quello prezioso che però sta a pennello a tutti. Italia top model, a Tokyo continua a sfilare il Tricolore. È la nostra estate, quella delle ‘Notti magiche’ ripescate in un angolo della memoria per la Nazionale di Mancini che ha vinto gli Europei (lo sanno pure a Tokyo, quando la regia dell’Olimpico mette su il disco, che quella è la nostra canzone). Ci siamo abituati a vincere? Chissà, magari domani si tornerà spettatori dei successi altrui. Di sicuro, però, non vogliamo più perdere.

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