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Laurea alla memoria a Giulia Cecchettin, il padre: “Meritato traguardo, ma non riesco ad essere felice”

Oggi la cerimonia nell'aula magna dell'Università di Padova. La ministra Bernini: "Ognuno ha la sua porzione di responsabilità".

Pubblicato:02-02-2024 13:20
Ultimo aggiornamento:03-02-2024 13:47
Canale: Scuola e Università
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ROMA – La pergamena di laurea, la corona d’alloro piena di fiocchetti rossi. C’era tutto ciò che serviva, oggi nell’aula magna dell’Università di Padova, per proclamare Giulia Cecchettin dottore in Ingegneria Biomedica. Mancava solo lei, Giulia, uccisa lo scorso novembre dall’ex fidanzato, pochi giorni prima di discutere la tesi di laurea già consegnata. A ritirare la laurea alla sua memoria, il padre di Giulia, Gino, insieme al fratello Davide e alla sorella Elena, che ha stretto e accarezzato, commossa, il diploma di laurea.

IL PADRE: “NON RIESCO AD ESSERE FELICE”

Oggi proviamo a festeggiare la laurea della nostra studentessa Giulia Cecchettin“, ha detto la rettrice Daniela Mapelli, ricordando poi l’impegno della giovane donna nello studio. Impegno che non è venuto meno neanche dopo la morte della madre, nel 2023, quando Giulia era riuscita a superare 11 esami per arrivare in tempo alla laurea. Ma per il padre, Gino Cecchettin, questo non può essere un giorno di festa. “Non riesco ad essere felice. Aveva immaginato quel giorno diversamente- dice dal palco- Giulia non vedeva l’ora di indossare la meritata corona d’alloro”.

“Non sai quante volte ti ho immaginata felice e sorridente come solo tu sapevi essere e gioire con noi per questo momento a cui tenevi tanto- dice ancora il padre- Non hai potuto assaporare di persona la felicità per il meritato traguardo, e penso sia un atto di riconoscenza dovuto per quanto hai dato alla famiglia, per quanto hai fatto per gli altri e per quanto ancora stai facendo per tutti”, spiega.

LA SORELLA: “HAI FATTO MOLTE COSE BELLE, MA AVRESTI POTUTO FARNE MOLTE ALTRE”

Gino ricorda poi la scelta della facoltà di ingegneria: “Volevi fare lettere, ma hai preferito una scelta che ti dava più opportunità di lavoro, e l’hai seguita fino in fondo con impegno. Ero fiducioso che avresti fatto grandi cose nella vita, ma non mi rendevo conto di che gigante tu fossi”. Anche la sorella Elena ha ricordato “le tante belle cose che hai fatto”, ma “non dobbiamo mai dimenticare quante cose avresti potuto fare se non ti fosse stata tolta la possibilità di farlo, perchè a nessun’altra donna venga tolta la possibilità di farlo”.

LA MINISTRA BERNINI: “OGNUNO DI NOI HA UNA PORZIONE DI RESPONSABILITA'”

Alla cerimonia anche la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha sottolineato come “ognuno di noi ha una porzione di responsabilità presente e futura, ognuno di noi deve fare qualcosa. L’indifferenza è un insulto a Giulia e a chi come lei ha visto la sua vita interrotta”. E ha poi salutato con favore l’idea di dedicare a Giulia delle borse di studio e un’aula universitaria, “Perchè per ogni traguardo raggiunto, per ogni ostacolo superato, ci sia un po’ di Giulia”.

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