Ospizi violenti in Emilia-Romagna, Regione: "Ai ripari con le white list"

Emilia Romagna

Ospizi violenti in Emilia-Romagna, Regione: “Ai ripari con le white list”

ROMA – “Abbiamo bisogno di garantire a famiglie, figli, mariti, mogli e nipoti che gli anziani che vengono assistiti e custoditi in questa regione, ovunque in questa regione, siano accuditi dignitosamente. Al livello che siamo stati capaci di garantire negli ultimi anni. È un impegno che ci prendiamo”. E ora spunta una white list anche per stroncare gli ospizi violenti, in Emilia-Romagna. Di fronte ai casi di violenze e maltrattamenti sugli anziani emersi a Correggio e nella casa famiglia ravennate di Sant’Alberto, anche se qualche mese fa gli stessi ‘orrori’ venivano segnalati in una struttura del forlivese, la Regione affila le armi che ha. È l’assessore alla Sanità Sergio Venturi a dare l’annuncio, a margine e nel corso dell’assemblea regionale di Federsolidarietà-Confcooperative Emilia-Romagna.

Dopo il clamore nazionale per gli abusi emersi, la linea urgente è quella di isolare chi sbaglia tenendo conto che i controlli, anche a sorpresa, hanno dei limiti, e comunque ci sono dei problemi di privacy da non scordare: “Nessuno di noi vorrebbe una telecamera puntata tutto il giorno sul nostro caro”, è l’esempio dell’assessore alla platea dei cooperatori riuniti al Savoia Hotel Regency. “In un momento molto delicato- spiega Venturi a margine dei lavori di Federsolidarietà- tutti dobbiamo essere attenti, e noi come istituzione per primi, a far sì che alcune piccole imprese, micro imprese che non fanno parte di questo consesso, non trovino il modo di infangare un intero settore di assistenza agli anziani”. E quindi: “Interverremo, per quanto possiamo, con linee di indirizzo, regolamenti e controlli ma anche con l’attuazione di un albo dove le imprese aderiranno volontariamente. Avremo una sorta di white list in cui i cittadini potranno vedere e capire le realtà che si sottopongono volontariamente ad una serie di controlli”.

Sembra già correre Venturi: “I requisiti li abbiamo già pronti, così come abbiamo una bozza su altri impegni che chiederemo alle imprese per entrare in white list. Dobbiamo trovare oggi l‘accordo con sindacati di categoria e confederali, poi saremo in grado di approvare una delibera in giunta entro qualche settimana. Dopo un passaggio in commissione, questione di pochi giorni”, spiega Venturi. In tutto questo precisa l’assessore della giunta Bonaccini: “Non possiamo intervenire più radicalmente. Sulle case famiglia basta una dichiarazione di inizio attività, non servono autorizzazioni particolari…”. Da qui, quindi, l’impegno della giunta sulle white list. Continua Venturi sui maltrattamenti recenti: “Basta uno di questi di gravi casi per mettere in discussione un intero sistema che finora ha dato prova di funzionare bene. Dobbiamo evitare che ci sia qualcuno che lo macchi”. In tutto questo, i sindacati chiedono controlli a sorpresa e regolamenti meno frammentati Comune per Comune. Interpellato sul punto, l’assessore distende: “Hanno ragione, in questi mesi abbiamo accumulato qualche ritardo ma non perché dobbiamo fare noi i controlli, tema che riguarda i Comuni”.

E comunque, assicura a tutti Venturi, “le cose che abbiamo scoperto in questo periodo si scoprono con i Carabinieri. Anche se uno fa un controllo senza dirlo non è che… bisogna avere certamente linee guida per regolamenti il più possibile uniformi”. Qui entra in campo anche Anci, l’associazione dei Comuni: C’è già un impegno con Anci, entro due anni, di andare in tutte le strutture di casa famiglia a controllare. Certo, sarebbe necessario un intervento anche nazionale e non solo regionale, per normare in modo più stringente. Qui non abbiamo a che fare con un’impresa di tre addetti che fa pulizia, qui si parla di assistere i più deboli: chi apre un’attività deve essere formato e deve dare garanzie. Vogliamo requisiti di accesso e di apertura di attività più stringenti”.

12 aprile 2018
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