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Migranti, EuroMed Rights: “Al vertice Ue-Turchia diritti assenti”

Intervista a Sara Prestianni, responsabile del Programma migrazione e asilo di EuroMed Rights, ong impegnata nel monitoraggio dei diritti umani

Pubblicato:10-03-2020 16:03
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 17:07

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ROMA – “Nei colloqui di ieri tra i leader europei e il presidente turco Erdogan non e’ stato mai affrontato il tema dei diritti umani, ne’ rispetto all’annosa situazione di sovraffollamoneto e stallo che vivono i profughi sulle isole greche, ne’ riguardo le violazioni dei diritti a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni al confine greco-turco. Ieri si e’ parlato solo dell’Accordo del 2016 e del budget da allocare alla Turchia per la gestione delle frontiere. Ma dal 18 marzo del 2016, quando Bruxelles e Ankara hanno siglato quell’accordo, la situazione per i migranti e’ cambiata, e in peggio, e migliaia di persone non possono continuare ad essere usate come moneta di scambio nelle relazioni tra Unione europea e Turchia, alla luce del conflitto siriano e al piu’ generale contesto geopolitico”. Lo ha dichiarato all’agenzia Dire Sara Prestianni, responsabile del Programma migrazione e asilo di EuroMed Rights, ong impegnata nel monitoraggio dei diritti umani nella regione euromediterranea, attiva dal 1997 anche nel promuovere il dialogo e la cooperazione tra gli attori delle due sponde.

Nella serata di ieri, il presidente turco Racep Tayyip Erdogan ha incontrato a Bruxelles la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio, Charles Michel. Il vertice si e’ reso necessario dopo la decisione di Ankara di aprire le frontiere europee ai profughi, venendo meno all’accordo da 3 miliardi di euro siglato con l’Ue nel 2016 che gli affidava il compito di bloccare l’avanzata dei profughi irregolari in area Schengen.

Da fine febbraio, migliaia di migranti e richiedenti asilo si sono diretti dalla Turchia verso il territorio greco, con denunce di violazioni gravi da parte della polizia di frontiera e della Guardia costiera ellenica, decisi a respingere i profughi verso il territorio turco. Atene dall’1 marzo ha anche dichiarato la sospensione per un mese del diritto d’asilo.


La Grecia sta negando dei diritti fondamentali– prosegue Prestianni- tra cui il diritto d’asilo, un impegno assunto tramite vari trattati internazionali. Anche i respingimenti sono violazioni di accordi siglati da Atene ma anche dagli stati membri Ue, per questo i leader europei ieri avrebbero dovuto cogliere l’occasione per sottolineare che i governi non possono agire in deroga a quegli impegni”.

A quattro anni dall’Accordo “che gia’ denunciavamo all’epoca” e con una situazione umanitaria “totalmente deteriorata”, Prestianni osserva che la Commissione “ha proposto di allocare 700 milioni di euro che pero’ saranno usati per rafforzare i rimpatri, il controllo delle frontiere e le attivita’ dell’Agenzia Frontex. Atene poi propone di portare da 12 a 40 chilometri la barriera lungo la frontiera. Ma un simile approccio securitario- ribadisce la responsabile- va ribaltato. Bisogna investire sui diritti fondamentali e nella capacita’ di accoglienza, sbloccando finalmente la situazione sulle isole dell’Egeo. Solo a Moira per esempio, il campo ospita un numero di persone che supera di nove volte la sua capacita’. A centinaia di persone e famiglie- ha concluso Prestianni- va finalmente permesso di muoversi”.

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