Spettacoli, l’allarme della Siae: “Nel 2020 persi 4 miliardi di euro”

Il presidente Blandini: "Fortissime ripercussioni su tutto il settore". Il ministro Franceschini: "Sappiamo che strada prendere per ripartire"
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ROMA – “Il 2020 è stato un anno orribile e per ora lo è anche il 2021. Nel 2020 la spesa del pubblico per gli spettacoli è diminuita del 69,4%, gli ingressi e quindi la biglietteria del 72,7% e la spesa ai botteghini è calata del 77,3%. Complessivamente, il dato della spesa complessiva del pubblico è devastante, perché è sceso dai 5 miliardi circa in tutta la filiera dello spettacolo e dell’intrattenimento a poco più di un miliardo, quindi il 76% in meno. Tutti i settori hanno sofferto. Sono numeri che parlano da soli. Mancano all’appello circa 4 miliardi di euro e questo ha avuto ripercussioni fortissime su tutta l’industria culturale”. Lo ha detto il direttore generale della Siae, Gaetano Blandini, in occasione della presentazione del nuovo Annuario Siae dello Spettacolo 2020 a cui ha preso parte anche il ministro della Cultura, Dario Franceschini.

SETTORE CONCERTI IL PIÙ COLPITO

I dati dell’Annuario dello Spettacolo Siae confermano il prezzo altissimo pagato alla pandemia nel 2020 dall’intera filiera – dagli autori ed editori agli artisti, dai produttori ai distributori e ai promoter, dai gestori di locali ai tecnici e alle maestranze – mentre il pubblico è stato privato di svago e arricchimento culturale. Il settore dei concerti è stato quello che in assoluto ha sofferto più di tutti le norme anti Covid, facendo registrare le peggiori performance per gli ingressi (-82,88%) e per la spesa al botteghino (-89,13%) nel 2020, anno che sarà senza dubbio ricordato dagli operatori del settore per la totale assenza dei grandi concerti live estivi. Invece il comparto che ha sofferto relativamente meno degli altri è stato quello delle attrazioni dello spettacolo viaggiante, che ha potuto contare sulle parziali riaperture estive, che coincidono storicamente con il periodo di maggiori ingressi e incassi per queste attività: il numero di spettacoli è diminuito del 42,27%, mentre la spesa del pubblico è scesa del 64,04%. Neanche l’attività cinematografica è riuscita a contenere le perdite: gli ingressi si sono ridotti del 70,98%, le presenze sono diminuite dell’82,18%, la spesa al botteghino ha registrato un calo del 71,62% e la spesa del pubblico ha perso il 73,21%.

TRACOLLO DEL TEATRO, PRECIPITANO LIRICA E BALLETTO

La brusca interruzione della stagione 2019-2020, con la dichiarazione del primo lockdown generale dell’8 marzo 2020 e la mancata ripartenza della nuova stagione 2020-2021 per effetto della seconda ondata epidemica, spiega l’Annuario Siae condotto insieme ai ricercatori del gruppo Ask dell’Università Bocconi di Milano, ha compromesso del tutto lo svolgimento dell’attività teatrale: il numero degli spettacoli è diminuito del 64,81% e gli ingressi si sono ridotti del 70,41%. Stessa sorte per entrambi gli indicatori economici: -77,78% per la spesa al botteghino e -76,47% per la spesa del pubblico. Particolarmente colpiti la lirica, con un tracollo della spesa al botteghino dell’85,35% e del numero di ingressi dell’81,20%, e il balletto, con una perdita dell’80,02% degli ingressi.

MALE LO SPORT, BENE LA MOSTRA SU RAFFAELLO AL QUIRINALE

La crisi provocata dalla pandemia ha travolto anche lo sport che, a partire da marzo 2020, con gli ingressi si sono ridotti del 77% mentre la spesa al botteghino è diminuita dell’84%. In negativo anche i dati dell’attività di ballo: complessivamente -71,36% per il numero degli spettacoli, -72,53% per le presenze e -73,94% per la spesa del pubblico. In linea con gli altri comparti è stata la perdita registrata dal settore delle fiere e delle mostre culturali, i cui ingressi sono diminuiti rispettivamente dell’83% (con una perdita di circa 10 milioni di visitatori) e del 72%. La mostra che ha esercitato il maggior richiamo, pur potendosi ritagliare uno spazio ristretto a cavallo tra i due lockdown e dovendo fare i conti con gli ingressi contingentati a prenotazione obbligatoria, è stata quella dedicata a Raffaello in occasione del cinquecentesimo anno dalla sua morte, presso le Scuderie del Quirinale a Roma, che ha registrato oltre 134mila visitatori.

L’IMPORTANZA DELLO STREAMING TRA PRESENTE E FUTURO

Novità di questa edizione dell’Annuario dello Spettacolo Siae è la presenza del macroaggregato degli eventi trasmessi in streaming su piattaforme digitali a pagamento. Nel 2020 sono stati censiti 8.396 eventi. La scommessa, per gli esercenti teatrali e gli organizzatori di concerti, è dunque quella di riuscire a integrare l’offerta e sviluppare una genuina strategia multicanale. “È fondamentale immaginare un futuro anche per lo spettacolo: se c’è un momento in cui si può elaborare un piano industriale per la cultura è questo – ha detto il direttore generale della Siae Gaetano Blandini – Lo spettacolo dal vivo ritornerà e non c’è motivo che non ritorni. È irrealistico però pensare che la pandemia sia destinata a non lasciare traccia: bisogna prestare attenzione ai cambiamenti in atto e cercare di cogliere tutte le opportunità offerte da questa nuova situazione per garantire la sostenibilità economica del settore“. In questo momento, ha aggiunto il presidente della Siae Giulio Rapetti Mogol, “è necessaria una visione sistemica e un’idea di sviluppo condivisa per attivare una vera ripartenza con un’attenzione particolare ai lavoratori creativi e alle loro esigenze economiche”.

FRANCESCHINI: “È STATO UN URAGANO, MA SAPPIAMO COME RIPARTIRE”

“I numeri della Siae danno il segno dell’uragano che si è abbattuto sul mondo dello spettacolo. Tutti i settori sono stati colpiti, ma qui c’è una peculiarità in più che ha giustificato una dose di interventi aggiuntivi che ci hanno consentito di aiutare il settore ad attraversare il deserto. Questi aiuti continueranno anche in presenza delle riaperture parziali. Ma da questa crisi è nata l’opportunità di avere un censimento preciso dei lavoratori dello spettacolo e adesso abbiamo una mappa molto chiara dell’entità del fenomeno. La crisi ci ha consentito di avere un quadro definitivo di problemi ed emergenze che affronteremo”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo alla presentazione del nuovo Annuario Siae dello Spettacolo 2020. “Aggiungo anche una nota di ottimismo: anche coloro che normalmente non consumano cultura, vedendo le città vuote ne hanno capito il valore e oggi c’è una consapevolezza diversa. Questo – ha spiegato Franceschini – ha costruito una nuova centralità, come dimostrano le risorse messe per il settore nel Pnrr. Questa nuova centralità ci consentirà di dedicare più attenzione al presente, al contemporaneo, alla creatività di oggi. L’Italia è piena di creatività e dobbiamo assolutamente intervenire su questo. Questo faremo e questa crisi ci ha segnato anche la strada che dobbiamo prendere”.

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