Conte: “Il grande sconfitto è Salvini, ha perso referendum su di lui. Citofono? Indegno”

Per il premier Conte le elezioni in Emilia-Romagna e Calabria sono una grande sconfitta per Salvini: "I cittadini hanno inteso il voto come un referendum su di lui"
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ROMA – Matteo Salvini è il “grande sconfitto di questa competizione perchè i cittadini hanno inteso il voto come un referendum su di lui“. Lo dice il premier Giuseppe Conte, spiegando che Salvini aveva inteso il voto delle regionali “contro o pro il governo nazionale”.

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“CITOFONO SALVINI INDEGNO E INACCETTABILE”

Andare in giro a citofonare “additando” cittadini di essere colpevoli di reati come ha fatto Salvini è “indegno. Ricorda pratiche oscure del passato che non possiamo accettare. È un ‘dagli all’untore’. Sono scorciatoie mediatiche spettacolari che non possiamo accettare” in politica“, ha detto il premier Conte.

In questa campagna elettorale “si è manifestata una nuova modalità ‘spettacolo’ di fare politica, forse Salvini voleva venire anche a Palazzo Chigi a citofonare”, ha continuato Conte. “Non possiamo accettare questi comportamenti in una società civile, tantomeno da chi per 15 mesi ha fatto il ministro dell’Interno, da chi aveva allora una grande responsabilità di perseguire quei reati di cui oggi si lamenta”. E, ha insistito il premier, “ancora oggi ha una grande responsabilità da leader dell’opposizione, queste sono scorciatoie mediatiche spettacolari che non possiamo accettare”, ha concluso il premier Giuseppe Conte.

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“M5S NON HA BRILLATO, MA NON SIAMO INGENEROSI”

“Il Movimento 5 stelle non ha conseguito dei risultati brillanti, questo è vero. Consideriamo che il leader si è dimesso proprio durante la campagna elettorale e ora c’è un reggente. Il Movimento poi non ha mai avuto una solida struttura territoriale e proprio in Emilia Romagna c’è stata incertezza se presentarsi, quindi non dobbiamo essere ingenerosi quando parliamo della performance del M5s”, ha detto ancora Conte.

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“PRESTO CONFRONTO CON PARTITI, BASTA BANDIERINE”

“Non vedo l’ora nei prossimi giorni di confrontarmi con le forze politiche per rilanciare l’azione di governo, definire un chiaro cronoprogramma e definire nel dettaglio l’agenda fino al 2023. Non dobbiamo più indulgere in smarcamenti e rivendicazione di spazi politici. Non possiamo più permetterci di piantare bandierine, la gente ci chiede buone pratiche di governo“, ha detto il premier Giuseppe Conte, parlando fuori Palazzo Chigi. “Nel 2023 verremo giudicati tutti per quel che abbiamo fatto, non per cosa abbiamo promesso”, ha concluso.

“ORA COSTRUIRE AMPIO FRONTE CONTRO LE DESTRE”

Serve “un ampio fronte – chiamatelo come volete riformista, progressista – che sia alternativo alle destre, dove possono trovarsi a proprio agio, pur con diverse sensibilità, tutte le forzi di governo per condurre politiche alternative”, afferma Conte. “Io sono un costruttore per definizione e mi auguro che questo progetto possa definirsi sempre più andando avanti nel tempo, anche in virtù di un maggior affiatamento e coesione tra le forze di governo. Noi dobbiamo lavorare per contrastare queste destre“, ha concluso.

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27 Gennaio 2020
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