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Report del Consiglio Grande e Generale, seduta del 26 aprile – pomeriggio

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La seduta odierna riparte, come previsto dall’ordine del giorno, con l’apertura del comma 23, relativo alla prosecuzione dell’esame del Pdl di modifica della Legge sull’editoria. Poichè il dibattito sul provvedimento si è concluso nella precedente sessione consiliare, in cui è stata approvata anche la procedura d’urgenza sul testo, viene avviato l’esame dell’articolato.
E’ in primis respinta la richiesta avanzata da Libera con emendamento su articolo 2 comma C per ricomprendere nella normativa anche i “blog”. “Se vogliamo che la trasparenza e la deontologia siano al primo posto, non possiamo pensare di fare figli e figliastri- manda a dire Matteo Ciacci- quindi di fare verifiche su qualcuno e non su altri, una buona legge sull’editoria deve regolamentare in modo preciso ogni testata e, nello specifico, introduciamo nella definizione ‘testata giornalistica on line’ sia il sito strutturato che il blog, per non dimenticarci nessuno e ricomprendere tutti gli organi di informazione”. Il Segretario di Stato con delega all’Informazione, Teodoro Lonfernini, replica che l’inclusione del blog sia implicita, “nel momento in cui abbiamo precisato che parliamo di informazione realizzata unicamente su supporto informatico”, perciò “lascerei la formulazione così come formulata”. Pertanto l’emendamento viene respinto.
All’Articolo 2 (Modifica dell’articolo 6 della Legge n.211/2014 “Autorità Garante per l’Informazione”) sono respinti diversi emendamenti proposti dai gruppi di opposizione, 4 per Libera, tra cui la proposta che il presidente dell’Autorità Garante sia votato dal Consiglio grande e generale su proposta della Consulta dell’informazione, e uno di Libera perché sia prevista una modifica di composizione dell’Autority, da 5 a 6 membri, e perché il presidente sia scelto all’interno dei componenti della commissione e non dal segretario di Stato.
Nel corso del confronto sugli emendamenti gli interventi toccano il tema della qualità dell’informazione sammarinese e l’opposizione torna a chiedere di comprendere nella normativa i ‘blog’. Rossano Fabbri, Mis, rileva come il numero delle testate e la loro qualità si sia notevolmente ridotto: “Attraversiamo il periodo più brutto dell’informazione sammarinese, ci sono pochi editori, con interessi di parte e sulle nostre notizie assistiamo a interpretazioni diametralmente opposte, tant’è che, a volte, ci si chiede se viviamo nello stesso Paese e lei stesso, Segretario- manda a dire- non ha permesso agli organi deputati al controllo di lavorare”. Replica Matteo Rossi, Npr: “Credo che il livello del nostro giornalismo, citato dal collega Fabbri, sia basso non tanto per un problema amministrativo o che dipenda da una legge e da questo parlamento- il livello si è abbassato perchè si sono introdotte forme di informazione meno costose e meno professionali. Al di là del lessico, ritengo che quello che deve incidere principalmente è il concetto dell’attività prevalente che consente a una testata on line giornalistica o a un blog di avere un ritorno economico, il blog può infatti raccogliere sponsor, in definitiva ritengo giusta la definizione usata dalla norma”. William Casali, Pdcs, spiega l’esclusione del blog nel testo: “Se inserito in questo contesto, porterebbe a un effetto opposto, perché il blog si è evoluto spingendosi anche sui social, meglio per la norma rimanere generici, ricorrendo al termine di ‘supporto informatico’, è più corretto”. Luca Boschi, Libera, ribadisce le intenzioni del suo gruppo: “Noi vorremmo che tutte le testate rispettino le indicazioni della sua legge, Segretario, sulla trasparenza della proprietà etc, se lei ci dice che rientrano tutte, va bene, ma ci piacerebbe facesse questa specificazione”. Eva Guidi, Libera torna sulla questione della nomina del presidente dell’authority: “Se si facesse su indicazione della Consulta dell’informazione sarebbe molto importante, ricordo come in sede di discussione dell’attuale legge fosse un punto molto dibattuto, considerando la possibilità di ingerenza politica”. Gian Nicola Berti, Npr, ricorda come il presidente debba avere specifiche competenze in materie di informazione: “Il problema è proprio in chi dice che vuole estendere tali competenze dei giornalisti a chi lavora nei blog- osserva- e del resto tmancano certi requisiti anche nei giornali di casa nostra”. Matteo Ciacci, Libera, ribadisce il punto di vista del suo gruppo: “La deontologia professionale è roba seria e chi scrive deve scrivere cose affidabili- puntualizza- per questo noi prevediamo che tutte le attività che fanno informazione in modo continuativo debbano rispondere a questa normativa, inclusi Tribuna politica web, Titanpost, Libertas…tutte devono rientrare in queste norme.
Risponde a tutti il Segretario di Stato Lonfernini: “La volontà è di creare le condizioni per riuscire ad alzare il livello nel settore dell’informazione e dell’editoria e di chi comunica attraverso tutti gli strumenti disponibili. Non entro nel merito di dire se nel nostro paese abbiamo raggiunto il punto più basso della storia di informazione, dico semplicemente che dobbiamo riuscire a portarlo ad un livello sicuramente ‘altro’, ma in termini numerici sbaglia il consigliere Fabbri, noi abbiamo tre testate sammarinesi, più due italiani che dedicano quotidianamente una pagina a San Marino, abbiamo acquisito poi nel tempo un numero di soggetti informatici e on line che svolgono informazione. Con le regole riscritte forse quel gradino in più riusciamo a raggiungerlo. Sui vostri emendamenti: non è la Consulta che indica il presidente, perché ha mere funzioni di ‘consulto’ e monitoraggio, potremmo convenire piuttosto che non è più la Segreteria che lo deve indicare, magari il Consiglio, ma non è questo il momento”. Maria Catia Savoretti, Rf, si rammarica per l’orientamento contrario sulla nomina del presidente: “Avremmo evitato una nomina politica”.
Segue l’esame di una serie di emendamenti presentati da Repubblica Futura, da 2 bis a 2 decies, tra cui la richiesta di introdurre il riconoscimento della personalità giuridica per la Consulta e quella per dotare di maggiori risorse economiche sia la Consula che l’Autorità. Tra tutti, viene accolto l’emendamento aggiuntivo articolo 2 Decies di RF che modifica l’articolo 33 della legge n.211 /2014 relativo ai contributi all’editoria. In dettaglio l’emendamento alza la percentuale dal 7 al 10% relativa ai contributi pubblici erogati rispetto al costo del prodotto editoriale, fino a un massimo di 10 mila euro per ogni testata. Per Savoretti: “L’emendamento è importante, anche se si parla di una percentuale del 3% in più rispetto alla precedente- spiega il consigliere Rf- ma rappresenta un segnale per venire incontro a chi svolge questa attività, in un momento di difficoltà particolare come questo”. La proposta che mira a dare un maggior sostentamento al settore trova l’adesione dei gruppi di maggioranza, Rete e Pdcs. Infine, anche il Sds Lonfernini la ritiene accoglibile: “Dà la possibilità, anche se con piccole punte percentuali, di migliorare i contributi statali, soprattutto quando la carta stampata ha subìto tante limitazioni, come il non essere nei bar e nei locali frequentati, cosa che ha portato alla riduzione di vendite”.
Altro dibattito si sviluppa all’Articolo 3 “Modifica dell’articolo 27 della Legge n.211/2014, Pubblicazioni periodiche” dove sia Rf che Libera presentano emendamenti abrogativi, in particolare riferiti alla prima versione del Pdl. Giovanni Maria Zonzini, Rete, chiarisce la modifica intervenuta rispetto alla versione originale: “La legge nella sostanza resta com’era prima- spiega- ma si aggiunge la questione che una testata periodica- anche per correttezza deontologica- può essere, su sua richiesta, considerata giornalistica dall’Autorità garante. Non è un privilegio perché è vero che potrà avere finanziamenti, ma si deve sottoporre a controlli sul proprio operato”. Eva Guidi, Libera, riconosce che “è stato fatto un passo in avanti, rispetto alla previsione di una decisione discrezionale da parte della Segreteria di Stato, ma si poteva fare qualche approfondimento in più”. Savoretti, Rf, sottolinea come nella prima formulazione “l’articolo gridava vendetta, il potere attribuito alla Segreteria di Stato è stato eliminato, ma restiamo titubanti, il potere ora è stato attribuito all’Autorità garante e non sono indicati in maniera definita gli elementi su cui l’autorità potrà classificare la pubblicazione periodica, c’è stato lo sforzo da parte del governo, ma ribadiamo l’abrogazione dell’articolo che poteva essere formulato diversamente”. Il Sds Lonfernini difende l’articolo così come proposto: “E’ lontana da me la volontà di mettere la politica nel mezzo- puntualizza- vi siete fermati a puntualizzare una circostanza già implicita nella norma vigente, ma se si è avuto tempo e possibilità di migliorarla, dove sta il problema? Tutti insieme abbiamo migliorato il testo”. Respinti infine i due emendamenti abrogativi di Libera ed Rf.

Viene quindi presentato l’emendamento della maggioranza Articolo 3 bis che modifica l’Art.36 della legge sull’editoria “Trasparenza dei finanziamenti a qualunque titolo”. In dettaglio: “A scopo di trasparenza verso lettori e fruitori dei servizi di informazione, tutti gli organi di informazione anche online, che costituisca attività professionale o imprenditoriale prevalente, sono tenuti entro il mese di aprile di ogni anno 1) a trasmettere all’Autorità i dati relativi al nominativo di coloro che persone fisiche e giuridiche hanno partecipazioni nell’impresa editrice, 2) al nominativo di chiunque, persona fisica o giuridica, abbia contribuito a finanziare la testata giornalistica, indicando l’importo erogato. 3) Il bilancio dell’editore della testata giornalistica. I soggetti che omettono di adempiere quanto prescritto incorrono in una sanzione pecuniaria amministrativa pari a 10 mila euro”.
Zonzini di Rete spiega che “viene introdotta una sanzione per chi non sarà trasparente sulla proprietà, è questa la novità, è diritto dei lettori sapere chi legittimamente si fa carico del finananziamento dell’organo di informazione”. Anche per Emanuele Santi, Rete, la trasparenza è prioritaria: “I sammarinesi che vanno in edicola devono sapere chi influenza la politica editoriale di tal giornale”. Matteo Ciacci, Libera, si dice pienamente d’accordo sulla necessità di rivelare i finanziatori delle testate, ma torna sull’esclusione dei blog: “Se riguarda tutte le testate on line lo voteremo anche noi”. Ribadisce il concetto Zanotti, Libera: “Noi avremmo fatto un passo ulteriore, assoggettare tutti quanti a regole deontologiche stabilite solo per una parte dell’informazione”. Zonzini di Rete alla fine apre alla proposta di Libera di aggiungere nel testo anche la specifica relativa ai blog. L’emendamento di maggioranza, a sua volta integrato dalla richiesta di Libera, viene così approvato.
Concluso l’esame dell’articolato, seguono le dichiarazioni di voto. Libera e Rf annunciano l’astensione. Il Pdl viena approvato a maggioranza con voto palese.
Segue la nomina del presidente dell’Autorità per l’Informazione, il nome proposto dal Segretario di Stato- Sonia Tura, ex caporedattore centrale di San Marino Rtv- viene approvato dall’Aula.
I lavori proseguono con la riapertura del comma Comunicazioni e la risposta a interpellanze e interrogazioni. Seguono poi alcune sostituzioni e nomine, quindi la ratifica di una serie di accordi internazionali. I lavori si interrompono al comma 19, il Consiglio riprenderà in seduta notturna.
Di seguito un estratto delle dichiarazioni di voto al comma 23 “Prosecuzione esame del progetto di legge “Modifiche alla Legge 5 dicembre 2014 n.211 – Legge in materia di editoria e di professione degli operatori dell’informazione” (presentato dalla Segreteria di Stato con delega all’Informazione.

Oscar Mina, Pdcs
Per ribadire pieno sostegno a questo Pdl che modifica la Legge sull’informazione 211/2014 che, come ha precisato il Segretario, aveva necessità di una regolamentazione che riguardasse tutta la materia, in particolare l’editoria, di dare ulteriori garanzie a cittadini, istituzioni, imprese…per assicurare quindi uno sviluppo chiaro e regolamentato anche attraverso modalità sanzionatorie necessarie. Lo voteremo favorevolmente.
Matteo Rossi, Npr
Per annuciare che anche Npr voterà a favore del Pdl. Il mondo dell’informazione ed editoria è soggetto a tanti cambiamenti che vanno di pari passo allo sviluppo di aspetti tecnologici e comunicativi. Quando si è fatta la prima legge già fu un passo in avanti innovativo, con questa proposta che rappresenta la prima parte di una riforma più organica si sono comunque fatti passi in avanti a tutela dell’informazioni del Paese. Riteniamo l’articolo qualificante della legge sia quello in cui introduciamo sanzioni per chi non osserva i suoi dettami. La politica credo abbia fatto un ottimo esercizio,dobbiamo essere consapevoli che l’informazione è un elemento cardine della nostra società.
Giovanni Maria Zonzini, Rete
Ribadisco anche io, a nome del gruppo Rete, l’appoggio a questa legge che riteniamo equilibrata e altamente migliorativa di quella in vigore, auspichiamo con questo intervento si arrivi a un maggior funzionamento sia degli organismi di controllo dell’editoria, sia a una maggiore trasparenza degli organi di stampa. E’ legittimo, e anzi necessario, che soggetti privati finanzino i giornali, però è doveroso che chi legge sappia cosa legge e sappia chi è che permette a quel giornale o blog di sopravvivere. È ineludibile e siamo l’ultimo paese del primo mondo che non garantiva fino ad oggi questo diritto. Pieno appoggio quindi di Rete a questa legge e mi auguro questi interventi trovino ampia condivisione in Aula anche tra le forze di opposizione.
Eva Guidi, Libera
Non riusciamo a non rammaricarci per un mancato confronto su una materia così importante quale è la libertà di informazione. Poteva esserci anche occasione di approfondimento con l’opposizione che è stata del tutto ignorata su una materia che non è prerogativa solo della maggioranza. Ci è dispiaciuto che non si sia fatto un approfondimento con l’opposizione. Riteniamo che questo passaggio si sarebbe potuto fare, se non fosse stato seguito il criterio di urgenza che non abbiamo in alcun modo capito come si potesse giustificare, in particolare in questo momento, su questa materia. Sorvoliamo sulla prima stesura che ci aveva visto contrari sull articolo 27 che portata a una ingerenza molto forte. Sicuramente la nuova formulazione è un passo avanti. Riteniamo però che forse si sarebbe potuto fare di più. Come Libera e Rf abbiamo chiesto di lasciare la nomina del presidente dell’Autorità alla Consulta, priorio su quel punto c’era stato anche un richiamo del commissario del Consiglio d’Europa che aveva considerato un problema la nomina politica dei membri dell’autorità. Si poteva fare di più anche per quel che concerne il supporto organizzativo di questa commissione, è stato fatto un piccolo intervento economico che abbiamo sostenuto, si poteva dare sostegno maggiore alle parti tecniche dell’organismo per l’impegno che è chiamata a rispondere. Abbiamo votato favorevolmente l’articolo sulla trasparenza, principio importantisismo, come per noi o è quello della pluralità dell’informazione, per cui riteniamo importante sostenere le testate nell’ambito delle regole date. Pur avendo considerato un passo avanti l’importante modifica dell’articolo 36 e la cancellazione della prima formuazione dell’articolo 27, riteniamo in definitiva che si potesse avere un approccio più organico. Sulla parte deontologica, si potevano affrontare tutte le sfumature esistenti nel mondo delle testate giornalistiche- blog e testate on line- su questo punto si poteva intervenire in modo più organico. Per questo Libera, pur avendo votato a favore di alcuni articoli del Pdl, si asterrà.
Gaetano Troina, Dml
Esprimiamo soddisfazione per il Pdl così come emendato, lo consideriamo completo per le necessità di modifica che erano impellenti, volto a garantire maggior equilibrio e trasparenza in un ambito rilevante della vita pubblica del paese che è l’editoria. Auspichiamo i nostri cittadini possano beneficiare di maggiore trasparenza e innovazione della materia. Per conto di Dml esprimo voto favorevole al pdl come emendato.
Maria Catia Savoretti, Rf
Per rimarcare la nostra posizione al pdl che, come abbiamo più volte ribadito, è stato presentato in maniera troppo frettolosa. Invece di sottoporlo alla procedura d’urgenza si poteva avere più tempo per esaminarlo in maniera più approfondita. D’altra parte, come ho già detto, ci siamo trovati nella seduta consiliare scorsa questo pdl depositato con procedura d’urgenza, che non era specificata in quanto motivazioni. Così non c’è stato un minimo confronto e dialogo con le forze di opposizione con cui si sarebbe potuto fin da subito valutare insieme la strada migliore da intraprendere. Il governo ha presentato successivamente una serie di emendamenti che hanno stravolto il progetto iniziale. Anche noi abbiamo presentato una serie di emendamenti per migliorare questa legge che si sarebbe potuta fare in maniera più approfondita. Rf, per tutto l’iter avuto, intende astenersi.

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