Coronavirus, due morti in Italia. Contagi in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte

I casi di Lombardia, Veneto e Piemonte dipendono dallo stesso 'paziente 1', il 38enne di Castiglione d'Adda
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ROMA – Due vittime in Italia (una in Lombardia e una in Veneto) e una diffusione del virus che ormai ha toccato cinque regioni: in Lombardia i contagi sono 46, in Veneto 12 e nel tardo pomeriggio è emerso che c’è un caso anche a Torino, dove è risultato positivo un uomo italiano di 40 anni che per lavoro ha avuto contatti con il ceppo lombardo. Al momento in corso il test su moglie e figli, di sette e otto anni. A Piacenza tre persone sono risultate positive al test: uno è l’infermiere piacentino che lavora al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno. È stato lui a effettuare il triage al 38enne di Castiglione d’Adda, identificato come ‘paziente 1’. L’infermiere, alla luce della situazione, si era messo volontariamente in isolamento in casa, dove vive solo. Positivi anche i tamponi su altre due persone ricoverate all’ospedale di Piacenza, entrambe residenti in Lombardia. Nel frattempo è emerso che il teorico ‘paziente zero’, ovvero il manager di ritorno dalla Cina con cui il 38enne si era visto a cena, non ha mai contratto il virus, nè presenta sintomi. Quindi potrebbe non essere lui il diffusore.

A Roma,intanto, due dei pazienti ricoverati allo Spallanzani sono risultati guariti dal virus: il loro si è negativizzato: uno è il turista cinese ricoverato per primo insieme alla moglie. Il secondo è il ricercatore rientrato da Wuhan e arrivato in ospedale dalla quarantena alla Cecchignola. In serata ci sarà un Consiglio dei ministri straordinario. il Friuli Venezia Giulia, nel frattempo, ha dichiarato lo stato di emergenza fino a luglio 2020, alla luce del focolaio nel “vicino Veneto”.

LE DUE VITTIME ITALIANE 

Ci sono due vittime italiane per il coronavirus. La prima è stata Adriano Trevisan, uno dei pazienti contagiati in Veneto: si tratta di un uomo di 77 anni di Monselice, che era ricoverato all’ospedale di Padova, in precedenza ricoverato all’ospedale Schiavonia di Monselice. La sua morte è avvenuta nella notte e il governatore Luca Zaia ha disposto lo svuotamento del nosocomio, dove era stato ricoverato anche un altro anziano risultato positivo a coronavirus.

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La seconda vittima del virus è una donna residente a Casalpusterlengo, in Lombardia: aveva 77 anni ed è stata in realtà la prima a morire in Italia, il giorno 20. La scoperta che fosse affetta da coronavirus è stata successiva alla morte. La donna, malata di polmonite, era passata nel pronto soccorso di Codogno nei giorni in cui c’era passato il 38enne di Castiglione d’Adda, il cosiddetto ‘paziente 1’, ora ricoverato a Codogno. La donna è morta in casa giovedì e il tampone risultato positivo al coronavirus è stato eseguito post mortem.

I CASI IN LOMBARDIA

Intanto, nella giornata di oggi il numero delle persone infettate in Lombardia è salito a 46. La maggior parte è riconducibile al focolaio originato dal ‘paziente 1’ di Castiglione d’Adda (contagiato da un manager italiano di rientro dalla Cina che non ha alcun sintomo, il misterioso ‘paziente zero’), che ha interessato la zona del lodigiano e fatto arrivare il virus anche a Piacenza. C’è però anche un uomo residente a Sesto San Giovanni (Milano), attualmente ricoverato all’Ospedale San Raffaele.

La diretta degli aggiornamenti della Regione Lombardia:

 

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I CASI IN VENETO

Ci sono altri sette casi di Coronavirus in Veneto. Lo conferma il governatore del Veneto Luca Zaia, in una pausa dalla riunione dell’unità di crisi, convocata a Marghera. I casi sono tutti a Vo Euganeo, spiega il governatore, e tra i contagiati ci sono “due familiari del signor Trevisan, la moglie e la figlia da quello che ci risulta”. Attualmente “stiamo continuando con le verifiche sui contatti più ravvicinati”, prosegue il governatore sottolineando la necessità di non cedere al panico, anche perché “stiamo parlando di un virus che ha una bassa letalità, e purtroppo ce l’ha nelle persone che già hanno una salute pregiudicata e hanno altre patologie”.

Il lavoro dell’unità di crisi continua, “a mezzogiorno ci collegheremo anche con il presidente del Consiglio, ho già sentito un paio di volte il ministro Speranza e il commissario Borelli abbiamo avuto una videoconferenza questa mattina di un’ora”, conclude Zaia annunciando che “usciremo a breve con tutte le linee guida per tutti i Comuni”.

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PRIMO CASO ACCERTATO IN PIEMONTE E 15 SOSPETTI

Confermato il primo caso accertato di Coronavirus in Piemonte. Si tratta di un uomo italiano di 40 anni, ricoverato attualmente in isolamento all’ospedale Amedeo di Savoia di Torino. A confermate la notizia è il governatore della regione Alberto Cirio che parla di “15 casi sospetti in tutto il Piemonte e, purtroppo, di un caso accertato”. Lo stato di salute dell’uomo entrato in contatto per motivi lavorativi con il ceppo di contagio della Lombardia al momento sembra essere buono.

“Abbiamo preso misure di sicurezza anche nei confronti dei famigliari dell’uomo e per il personale sanitario con cui ha avuto contatti- spiega l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi- non è un focolaio piemontese“.

Il Piemonte è la quinta regione italiana toccata da casi accertati di Coronavirus. “Abbiamo convocato l’unità di crisi” annuncia Cirio, in riunione insieme a sindaca Chiara Appendino, al prefetto Claudio Palomba e agli assessori Fabrizio Ricca e Icardi negli uffici della Protezione Civile.

TEST SU MOGLIE E FIGLI

Sotto osservazione la moglie e i due bambini di sette e otto anni dell’uomo ricoverato all’Amedeo di Savoia di Torino affetto da Coronavirus. “Il paziente ha manifestato i primi sintomi giovedì sera. Aveva una leggera tosse” spiega il Giovanni Di Perri, direttore della clinica di malattie infettive del centro epidemiologico. “Mercoledì l’uomo ha giocato a basket e perciò abbiamo consigliato a tutti i membri della squadra che sono entrati in contatto con lui di restare a casa”.

In queste ore in sanitari stanno raggiungendo i giocatori della squadra per eseguire i tamponi diagnostici che stabiliranno se è avvenuto o meno il contagio. “Il paziente era un po’ spaventano quando è arrivato in ospedale- racconta ancora Di Perri- ma il tasso di mortalità per un uomo della sua età è molto basso”.

IL FRIULI VENEZIA GIULIA DECRETA LO STATO DI EMERGENZA

Il vicegovernatore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, d’intesa con il governatore, ha siglato lo stato di emergenza fino al prossimo 31 luglio per fronteggiare il rischio sanitario da Coronavirus, anche in considerazione dei primi casi di contagio nel territorio italiano e in particolare nella vicina regione del Veneto ed in esito della riunione del Comitato operativo di Protezione civile avvenuta oggi.

Con il decreto dello stato di emergenza la Regione “potrà adottare una procedura più agile per l’acquisto di beni, servizi e forniture attraverso un affidamento diretto senza indagini di mercato sopra e sotto soglia comunitarie, per tutto ciò che è necessario per affrontare l’emergenza”, spiega la stessa amministrazione regionale. In prima battuta la misura è utile per disporre di risorse tali da consentire, ad esempio, di mettere a disposizione le strutture nel caso in cui si rendesse necessario adottare l’isolamento.

ARRIVATI DAL GIAPPONE I 19 ITALIANI, TRASFERITI A CECCHIGNOLA

Il velivolo dell’Aeronautica militare con i diciannove italiani provenienti dal Giappone è atterrato questa mattina alle 6.37 all’aeroporto di Pratica di Mare. I connazionali, dopo aver terminato le visite, saranno trasferiti presso il Centro Sportivo dell’Esercito alla Cecchignola.

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22 Febbraio 2020
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