Giorni del giudizio: “Oggi tocca a Salvini, tra 6 giorni al governo Conte”

L'editoriale del direttore
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ROMA –Mosse e contromosse, lotta all’ultimo voto. Le elezioni regionali in Emilia-Romagna del 26 gennaio dettano legge. Il leader della Lega, Matteo Salvini, si sta giocando il suo futuro, perché se non passa nella roccaforte del Pd le elezioni anticipate, da lui fortemente richieste, si allontaneranno come si arresterà il suo sbarco a Palazzo Chigi. Per questo nelle prossime ore, e fino a venerdì notte quando scatterà il silenzio elettorale, se ne vedranno di tutti i colori. Senza esclusione di colpi. Stasera la Giunta immunità del Senato è chiamata a decidere se concedere, o meno, il via libera ai giudici che vogliono processare Salvini per sequestro di persona. Incredibile la situazione che si è creata: la maggioranza che sostiene il Governo, e che vuole accordare l’autorizzazione a procedere, molto probabilmente diserterà la riunione per protestare contro il colpo di mano del centrodestra che, con il voto della Presidente del Senato, non ha rinviato la riunione di oggi a dopo le regionali. Da parte sua il leader della Lega, spiazzando gli alleati del centrodestra, ha chiesto ai senatori leghisti della Giunta di votare sì. Se così sarà, dunque, il centrodestra si spaccherà perché Forza Italia e Fratelli d’Italia voteranno no.

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A Salvini serve anche potersi giocare il ruolo del martire, di chi si batte per salvare l’uomo qualunque dall’invasione degli immigrati. Perché la vittoria in Emilia-Romagna, stando ai dati, è nelle mani degli anziani, che risultano i più arrabbiati. Non quelli che vivono nelle grandi città, ‘ammortizzati’ dalla restante popolazione, ma quelli che in questi anni si sono ritrovati da soli nel loro paesello accumulando paura e rancore. La sfida, per il candidato del centrosinistra, sta qui: convincere la periferia che, tutto sommato, come si dice da quelle parti, ‘piuttosto che niente è meglio piuttosto’. Per quanto riguarda il M5S anche qui si aspettano le regionali per ri-fare i conti. Il Capo politico, Luigi Di Maio, resta nel mirino della pattuglia, sempre più ampia, di chi contesta i suoi pieni poteri. Tra i parlamentari del Movimento, che non vogliono assolutamente che il Governo Conte 2 entri in crisi e che si vada al voto, si spera che l’Emilia-Romagna, anche grazie all’intensa campagna in atto tra gli elettori ‘grillini’ per il voto disgiunto, alla fine rimanga del centrosinistra. Scongiurando la valanga che, in caso di vittoria leghista, inevitabilmente travolgerebbe l’alleanza che regge il Conte 2.

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20 Gennaio 2020
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