Salvini: “Su Gregoretti Toninelli non ricorda”. L’ex ministro: “Falso”

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Oggi il leader della Lega nell'aula bunker del carcere di Catania per l'udienza preliminare insieme alll'ex ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli
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ROMA – “Abbiamo salvato vite e protetto il Paese, a differenza di quello che e’ accaduto dopo: dopo di me ci sono stati i morti annegati e i diritti negati. Arrivare in Italia e’ un diritto che richiede il rispetto di alcune regole, come in tutti gli atri paesi del mondo”. A dirlo e’ stato il leader della Lega, Matteo Salvini, giungendo all’aula bunker del carcere catanese di Bicocca per l’udienza preliminare sul caso Gregoretti. “Mi dispiace solo di impegnare tempo di giudici, avvocati e agenti in un’aula bunker che solitamente ospita processi di mafia – ha aggiunto Salvini – ma, come tutti i cittadini italiani, io sono rispettoso di quello che la giustizia mi chiede e sono qui per rispondere di quello che avevo promesso agli italiani di fare: combattere gli scafisti, il traffico di esseri umani e il business dell’immigrazione clandestina senza fare male a nessuno. Sono curioso di sentire cosa diranno in aula Toninelli, Trenta, Conte e Di Maio”.

Rivendico con orgoglio quello che ho e abbiamo fatto: a differenza degli altri non cambio idea sulla base delle convenienze. Per me coerenza e dignita’ sono due parole che hanno un valore”, dichiara Salvini, incontrando la stampa all’aeroporto di Catania dopo avere partecipato all’udienza preliminare che lo vede indagato per il caso Gregoretti. Nel corso dell’udienza l’ex ministro dell’Interno, che era accompagnato dal suo avvocato Giulia Bongiorno, ha reso delle dichiarazioni. “Le dichiarazioni in aula di Toninelli? Su due ore per un’ora e mezza ha detto che non si ricorda e che comunque non era responsabilita’ sua- ha risposto Salvini- Io mi assumo, con i colleghi che erano con me, totalmente e con orgoglio il successo delle politiche di contrasto all’immigrazione clandestina”.

BONGIORNO: “SALVINI ERA CON CONTE, TONINELLI, MOAVERO E DI MAIO

“Grande imbarazzo per Toninelli. Io ero in quel governo e ricordo benissimo cio’ che accadeva: i ministri competenti andavano a discutere con Conte e Salvini di queste vicende poco prima del Cdm e noi ministri non competenti su queste questioni aspettavamo per ore che loro decidessero”. Lo ha detto Giulia Bongiorno, legale di Matteo Salvini, a Catania, in conferenza stampa, dopo l’udienza preliminare sul caso Gregoretti. Bongiorno, che nel governo Conte Uno era ministra per la Pubblica amministrazione, ha ricordato: “Prendevano tutte le decisioni insieme. Erano un gruppetto, c’erano Toninelli, Moavero, il presidente Conte, Salvini e Di Maio – ha aggiunto Bongiorno -. Io che non facevo parte di quelle riunioni ricordo lucidamente che scrivevo a casa che avrei ‘fatto notte’ perche’ nella stanza accanto stavano decidendo chi fare sbarcare e chi noi. Io c’ero e so come inseguivano Salvini”. E infine: “Ho apprezzato l’allora ministro Trenta, che come me faceva parte dei ministri che non decidevano”.

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“Migranti, sulla Nave Gregoretti le autorità italiane violano ancora la legge”

TONINELLI: “HO RISPOSTO IN MANIERA CHIARA, BASTA FALSITÀ”

“Oggi nel corso della mia deposizione sul caso Gregoretti ho risposto in modo chiaro e puntuale a tutte le domande circostanziate che mi sono state poste, comprese quelle sul caso Open Arms. Ora basta con le notizie false che stanno circolando, altrimenti saro’ costretto ad adire le vie legali nei confronti delle testate giornalistiche e di chiunque altro continuera’ a diffonderle”. Lo dichiara il senatore Danilo Toninelli. “Esiste una legge approvata dall’organismo marittimo internazionale, e recepita nel Testo unico sull’immigrazione, che da’ al ministro dell’Interno la responsabilita’ delle richieste di asilo e dell’identificazione dei migranti a terra, mentre per il ministro dei Trasporti la responsabilita’ e’ sull’imbarcazione. Io ho risposto a tutte le domande che mi sono state fatte: in quell’aula sta avvenendo il tentativo di una persona di scaricare le responsabilita’ sugli altri. Salvini a parole diceva di difendere i confini italiani ma la legge dice che era lui il responsabile dei migranti su terra”, dichiara ancora Danilo Toninelli, a Catania, lasciando l’aula bunker del carcere Bicocca.

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