Caso Gregoretti, la Bongiorno cita Conte: “Salvini lo prenda come avvocato, è più autorevole di me”

La senatrice leghista ricorda le parole del premier che, sul caso Gregoretti, disse: "Bisogna ricollocare e poi consentire lo sbarco"
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ROMA – La senatrice della Lega Giulia Bongiorno, avvocato di fama, interviene in aula al Senato sul caso Gregoretti, rivestendo i panni di difensore di Matteo Salvini.

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La premessa e’ un richiamo ai colleghi senatori: “Noi non siamo azzeccagarbugli. Lo dico anche a Salvini: non si faccia provocare. Qui nessuno di noi puo’ scavalcare i giudici. Quello che non e’ chiaro e’ che da un lato c’e’ un ministro e sull’altro piatto della bilancia c’e’ il potere giudiziario. Ma la legge dice che quando ci sono questi due poteri, ci vuole un terzo giudice. In questo momento siamo noi senatori, i giudici. O capiamo questo o non abbiamo capito nulla. Dovete solo chiedervi se l’atto” compiuto da Salvini “e’ stato compiuto nell’interesse pubblico, non se corrisponde all’interesse politico del governo”.

Bongiorno aggiunge che “da tanti anni il parlamento sta scappando da tante responsabilita’: un po’ ci vergogniamo di essere parlamentari… Ad esempio sulle materia del fine vita, nessuno vuole legiferare. Stiamo svuotando di valore le nostre funzioni. Ed io ho paura della nostra paura”.

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Giulia Bongiorno si rivolge a Salvini: “Prenda un altro avvocato, piu’ autorevole di me. Un avvocato che ha detto: “Noi della presidenza del consiglio abbiamo lavorato perche’ bisogna ricollocare e poi consentire lo sbarco”. Ecco, in relazione alla Gregoretti, queste sono le parole del presidente del consiglio, avvocato Conte”, dice Bongiorno tra gli applausi del Senato.

Bongiorno conclude: “Aderiamo alla tesi del professore Conte sulla stretta connessione tra sbarchi e redistribuzione. Nessuno ha commesso un reato. Io credo che sia impossibile configurare un rallentamento allo sbarco come un sequestro di persona. Create questa nuova fattispecie incriminatrice, il rallentamento allo sbarco. E processate Salvini. Ma certamente non e’ sequestro di persona. In nome della separazione dei poteri- conclude Bongiorno rivolta ai senatori- non celebratene il requiem ma siate liberi coraggiosi e forti”.

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12 Febbraio 2020
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