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Di Maio: “Zaki per noi è un ‘caso italiano’, tornerà dalla famiglia”

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Il ministro degli Esteri, in visita a Bologna, si prende l'impegno di riportare a casa lo studente egiziano. Emma Petitti lo incalza: "Ritiri l'ambasciatore italiano in Egitto"
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BOLOGNA – A Bologna, Luigi Di Maio si prende l’impegno di riportare Patrick Zaki alla sua famiglia. Il ministro degli Esteri ne ha parlato oggi durante la conferenza stampa al fianco di Stefano Bonaccini, nel corso della visita al Tecnopolo. “Patrick Zaki è un cittadino egiziano ma sentiamo e abbiamo a cuore come se fosse italiano il caso Zaki”, assicura Di Maio. “Lo stiamo seguendo con la massima attenzione ma vorrei precisare una cosa: lavorare in silenzio non significa non lavorare, significa arrivare all’obiettivo. Lo abbiamo fatto per i pescatori e ci siamo arrivati, lo abbiamo fatto per sette cittadini italiani che erano stati rapiti da cellule terroristiche e li abbiamo riportati a casa”. Ora “lo faremo per riportare dalla sua famiglia Patrick il prima possibile”.

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Di Maio sottolinea: la posizione del ministero e di tutto il Governo è che sui diritti umani non si arretra. Questo vale per la situazione di Patrick Zaki, vale per la verità su Giulio Regeni e vale per tutti i nostri connazionali che sono ad esempio in condizione di ingiusta detenzione”. Di Regeni si parlerà, su iniziativa dell’Italia, il 25 gennaio al Consiglio degli Affari esteri dell’Ue. “Lavoreremo ad una discussione che permetterà e darà l’occasione a tutti gli stati membri di prendere posizione su Giulio Regeni”, sottolinea ancora il ministro. Bonaccini accoglie quelle di Di Maio come “parole confortanti rispetto a quello che qui ci attendiamo sia per Giulio Regeni come per Patrick Zaki, che consideriamo un componente della nostra comunità”, visto che era studente all’Università di Bologna.

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PETITTI: “IL GOVERNO RITIRI L’AMBASCIATORE ITALIANO IN EGITTO”

“Servono azioni forti e coraggiose da parte dello Stato italiano che prevedano anche un ripensamento dei rapporti istituzionali e commerciali con l’Egitto, compreso il ritiro dell’Ambasciatore italiano in Egitto”. Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa in Emilia-Romagna invita il ministro degli Esteri ad agire concretamente per la scarcerazione dell’attivista egiziano, Patrick Zaki. “Noi, come Assemblea legislativa, ci siamo e siamo pronti ad aiutare come Istituzione e come comunità, in attesa di rivedere Zaki al più presto. Qui, in Emilia-Romagna, è a casa”, scrive Petitti nella lettera inviata a Di Maio in occasione della sua visita al Tecnopolo Cnr di Bologna.

Petitti non ha dubbi: “Dobbiamo assolutamente insistere perché possa tornare alla sua vita e tra i banchi dell’Ateneo bolognese, e per questo dobbiamo mettere in campo ogni sforzo possibile per chiedere, con maggiore incisività e pressione, la giustizia che tutti aspettiamo”. Come riporta la pagina Facebook ‘Patrick Libero’, proprio oggi, l’eurodeputata Soraya Rodriguez di Renew Europe (gruppo parlamentare di cui fa parte anche l’eurodeputato Nicola Danti di Italia Viva) ha portato il caso di Patrick Zaki all’attenzione del Parlamento europeo, chiedendone il suo immediato rilascio perché “potrebbe essere mio figlio. Questo dei finire. Non è accettabile”.

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Anche il Comune di Modena “si schieri a sostegno della campagna per la liberazione di Patrick Zaki”, chiedono i consiglieri comunali del Partito democratico, Tommaso Fasano e Irene Guadagnini, primi firmatari di un ordine del giorno presentato in Consiglio comunale a Modena, che ha raccolto le adesioni anche delle altre forze di maggioranza. Quest’estate, il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, aveva già firmato l’appello alla liberazione di Zaki lanciato dall’associazione InOltre in collaborazione con Amnesty International Italia. Ora il Pd modenese vuole che anche gli altri componenti della giunta lo firmino e chiedono, inoltre, “di affiggere, in un luogo visibile al pubblico, una copia del ritratto di Patrick Zaki; di dare il patrocino a iniziative pubbliche a sostegno della causa per la liberazione di Patrick Zaki e a sostegno dei diritti umani e della libertà di espressione in Egitto e in tutti gli Stati in cui questi vengono messi in discussione”.

Intanto, domani mattina a Imola, dalle 11 alle 12 è attesa una mobilitazione indetta dal Comitato pace e diritti, in solidarietà alla famiglia di Giulio Regeni e per mantenere viva l’attenzione sul caso Zaki.

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