VIDEO | Lattanzio (M5s): “Comitato in Antimafia per tutelare i giornalisti”

Paolo Lattanzio, eletto in Puglia, è membro della commissione Antimafia e capogruppo in commissione Cultura alla Camera
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ROMA – “Analisi e indagine sui rischi e le minacce effettive, concretizzate o potenziali che i giornalisti ricevono per le loro inchieste sulla mafia e la criminalità organizzata. La Commissione Antimafia ha istituito un Comitato con l’obiettivo di tutelarli“. Così Paolo Lattanzio, deputato M5s eletto in Puglia, membro dell’Antimafia e capogruppo M5s in commissione Cultura alla Camera, intervistato dall’agenzia Dire.

 

Il neonato Comitato mira a “indagare approfonditamente i punti di connessione e contatto fra le imprese editoriali e le ingerenze mafiose, tanto dal punto di vista editoriale quanto da quello commerciale” perché anche queste aziende “conservano tutto l’appeal delle normali imprese che fanno ‘business'”, ha spiegato il deputato M5S.

Occorre ripartire “da una sfida molto difficile: la valorizzazione del lavoro dei giornalisti, di tutti gli addetti ai lavori, soprattutto di quanti fanno inchieste contro la criminalità organizzata“. Tenendo presente, ha continuato Lattanzio, “che si potrebbe aprire una parentesi sul precariato giornalistico e la stabilizzazione di tanti che prestano servizio come fossero giornalisti ma conservano in realtà altre qualifiche, il che comporta delle ricadute anche sulla sicurezza del loro lavoro”.

“Abbiamo l’obbligo morale, politico e istituzionale- ha concluso sul punto- di un monitoraggio costante verso questi giornalisti, non lasciarli soli, mettendoli nelle condizioni di potersi difendere e tutelare”.

ANTIMAFIA, ATTENZIONE A SCUOLE E CURVE NEGLI STADI

“Il punto chiave” per combattere una criminalità organizzata mutevole, che si evolve al passo con i tempi è ripartire dall’educazione dei più giovani. Perché “se perdiamo la battaglia con i giovani abbiamo perso la battaglia nazionale contro le mafie”, ragiona Lattanzio. Per il deputato M5S, infatti, la formazione giovanile sul tema delle mafie rimane “un tema a me molto caro perché vengo da quel mondo lì, quello dalle web radio antimafia fatte per strada”. Ma prima ancora di “poter andare nelle scuole e continuare a lavorare con i ragazzi, l’Antimafia ha la necessità di rinnovarsi, di aprirsi, di professionalizzarsi e di guardare a tutti quei soggetti che non rientrano tradizionalmente in quello che è stato il movimento antimafia fino ad oggi. Il caso Montante (ex presidente di Confindustria in Sicilia che si faceva passare per paladino antimafia e poi invece è stato arrestato per associazione a delinquere, ndr) lo dimostra in tutta la sua drammaticità: l’Antimafia rischia di arrivare impreparata a quelle che sono le sfide moderne”, ha continuato Lattanzio. Occorre essere “più presenti nelle scuole, nelle università, negli spazi di aggregazione sociale, nelle curve degli stadi, attraverso il rinnovamento dei linguaggi, dei messaggi, dei protagonisti del movimento antimafia”. Come Stato, dunque, urge prendersi un impegno affinché “tutti gli attori in campo dialoghino tra loro, con una dedizione costante e congiunta. A partire- ha continuato Lattanzio- dalla commissione Antimafia, che ha un ruolo fondamentale di pivot in questo campo, alla magistratura, il Parlamento, la società civile e le categorie imprenditoriali”. Ci sono “sicuramente gli strumenti a disposizione per seguire il cambiamento e l’evoluzione delle mafie ma dobbiamo fare uno sforzo maggiore per prevenire e anticipare queste evoluzioni- ha aggiunto- in modo da poterle contrastare in maniera ancora più energica ogni giorno”. Perchè “perdere questa battaglia “è un rischio che non dobbiamo correre e un lusso che non ci possiamo assolutamente permettere”, ha concluso il deputato M5S.

COMMISSIONE PUNTA SUI TERRITORI: PUGLIA, EMILIA-R. E ORA VENETO

La commissione Antimafia riparte dai territori “con una serie di missioni, già avviate in Puglia ed Emilia Romagna, imminente quella in Veneto”, ha detto Lattanzio, intervistato dall’agenzia Dire. Focus particolare al Nord, ha detto ancora Lattanzio “perché la mafia lì è sempre presente, soprattutto in questa fase, perché ha ingenti quantità di denaro e maggiori possibilità di affari”. Al contempo, però, proprio per seguire le orme del lavoro svolto in passato dall’Antimafia, “la commissione convocherà giornalisti, editori e quegli ordini professionali che hanno un ruolo fondamentale sia nella tutela che nella costruzione di un corpo sociale intermedio- ha continuato- indispensabile affinché ci sia un’informazione chiara, trasparente e libera”.

L’attenzione ai territori, dunque, attraverso la presenza diretta della Commissione Antimafia ma anche con l’audizione e il coinvolgimento dei giornalisti, in primis della stampa locale, “dove la prossimità al potere mafioso e paramafioso riduce la possibilità di potersi difendere e tutelare”. Sono questi i luoghi dove “il rischio di ingerenza è molto forte, non ci sono garanzie e i giornalisti sono più esposti ai rischi e hanno meno strumenti per difendersi tanto che a volte scatta il triste e colpevole chi me lo fa fare?” ha concluso sul punto il deputato M5S.

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16 Luglio 2019
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