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Opposizioni all’attacco di Santanchè, Conte: “Aggressiva e brava a fare la vittima”. Calenda: “Valuti di lasciare”

"Spiegazioni inesistenti" e toni "aggressivi": l'opposizione attacca duramente la ministra Daniela Santanchè dopo l'intervento di lei oggi al Senato per chiarire le accuse sulle sue aziende

Pubblicato:05-07-2023 19:03
Ultimo aggiornamento:06-07-2023 18:14

santanchè
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ROMA – Tutti contri Daniela Santanchè, la ministra del Turismo che oggi è intervenuta al Senato con un’informativa di chiarimento a proposito delle vicende delle sue aziende travolte dalle notizie di irregolarità e maxi debiti col Fisco diffuse dall’inchiesta di Report. Se il Movimento 5 stelle, al termine dell’informativa, ha presentato una mozione di sfiducia, di fatto in molti nell’opposizione – dal Pd a +Europa – usano toni durissimi verso la ministra in quota Fratelli d’Italia. E c’è chi torna a chiedere le dimissioni.

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CONTE: “MINISTRA AGGRESSIVA E BRAVA A FARE LA VITTIMA”

“È bene chiarire che noi distinguiamo bene quella che è la responsabilità giuridica da quella politica. In Aula oggi non c’è stato un processo giudiziario ma è emerso un aspetto di responsabilità politica che ci ha spinto a formalizzare la mozione di sfiducia”. Così il leader M5S, Giuseppe Conte, durante una conferenza stampa al Senato a seguito dell’informativa della ministra al Turismo, Daniela Santanchè.


“Abbiamo visto una ministra sempre molto aggressiva in Aula che è stata bravissima a dipingersi come vittima. Ma la vittima non è lei, sono le persone qui presenti (dipendenti Ki group, ndr). Quello che è emerso da parte della ministra è un atteggiamento imprenditoriale padronale con una condotta altamente diseducativa che a nostro modo di vedere non le dovrebbero consentire di fare il ministro. Ricordiamo che Josefa Idem fu costretta a dimettersi per non aver pagato seimila euro di Imu”, ha concluso Conte.

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“ALTRE OPPOSIZIONI NERVOSE? PER NOI MOZIONE CRISTALLINA”

“Abbiamo parlato e avuto scambi con le altre opposizioni e preventivi scambi di valutazione. Abbiamo detto che sulla mozione di sfiducia ci saremmo riservati di decidere dopo l’informativa. Per noi il ministro non ha affrontato gli aspetti critici e abbiamo depositato la mozione di sfiducia”, dice Conte. “C’è nervosismo nelle altre forze politiche? Mi sembrerebbe strano, a noi questo punto appare cristallino”, chiude.

CONTE A MELONI: “CREA PROBLEMA DI AUTOREVOLEZZA INTERNAZIONALE”

“A Meloni già lo abbiamo detto che in Europa si va a testa alta, altrimenti non si viene ascoltati. Lei è particolarmente fragile sulle posizioni che porta in Europa, su tutti i dossier non sa che pesci prendere, vedi Mes, Pnrr e Patto stabilità e crescita. C’è incertezza su tutto ed è chiaro che così diventa difficile esprimere quella credibilità e autorevolezza internazionale di cui il Paese ha diritto“.
Così il presidente M5s Giuseppe Conte, in conferenza al Senato dopo la mozione di sfiducia al ministro del Turismo Daniela Santanchè presentata dai Cinquestelle.
“L’autorevolezza non te la regala nessuno, la prendi tu giorno per giorno. In Europa e all’estero l’autorevolezza passa anche per un ministro che non passa gli standard dell’etica pubblica. Con Siri valutai le carte e lo costrinsi alle dimissioni”, conclude.

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CALENDA: “SPIEGAZIONI INESISTENTI, VALUTI PASSO INDIETRO”

“C’è una profonda differenza tra essere garantisti e sostenere che comportamenti gravemente inappropriati di un membro di governo debbano essere considerati irrilevanti fino a eventuale sentenza passata in giudicato. In tutte le democrazia liberali i membri di governo rispondono politicamente dei loro comportamenti, indipendentemente dalle vicende giudiziarie. Non abbiamo chiesto le dimissioni della Santanchè fino ad oggi. Abbiamo chiesto spiegazioni. Le spiegazioni date sono parziali, inesistenti o omissive. Ricordo che in questo caso si parla di mancato pagamento del TFR, uso fraudolento della Cassa Integrazione, mancato pagamento di stipendi, mancata restituzione di fondi pubblici etc. Alla luce di quanto accaduto oggi in Senato, la Ministra dovrebbe seriamente valutare di fare un passo indietro“. Lo scrive su Twitter il leader di Azione Carlo Calenda.

RICCIARDI: “VENGA A RIFERIRE ANCHE A CAMERA, TROPPE OPACITÀ”

“Il gruppo Pd, con la mia prima firma, per primo ha depositato alla camera un’interrogazione in cui si chiedeva chiarezza su una vicenda a dir poco opaca che riguarda le istituzioni perché quando un ministro giura lo fa per rappresentare la Repubblica con disciplina e onore. Non i suoi interessi. La Ministra chiarisca non solo per tutelare sè stessa, ma per tutelare il governo e il Paese che questo esecutivo rappresenta. Vi chiediamo per l’ennesima volta che la Ministra venga a riferire alla Camera. Oggi non ha chiarito niente”. Così Toni Ricciardi, vice presidente del gruppo Pd, è intervenuto in aula.

MAGI: “CON VITTIMISMO HA DIMOSTRATO SUA INEGUATEZZA”

“Oggi in Senato Daniela Santanchè avrebbe almeno potuto risparmiarci questa manfrina vittimistica e avrebbe potuto cogliere l’occasione per spiegare agli italiani la reale situazione delle sue aziende e delle sue responsabilità. Per noi di +Europa resta tutta l’inadeguatezza politica di un ministro che è in pieno conflitto di interessi rispetto alla situazione della messa a gara delle concessioni balneari, che non è un dettaglio come il governo vorrebbe farci credere, ma si parla di milioni e milioni sottratti all’erario, di una barriera alla concorrenza e agli investimenti, nonché la protezione di una categoria a danno di tutti gli altri. Può anche non dimettersi la ministra Santanchè, ma il giudizio politico su di lei è definitivo e impietoso”. Lo scrive su Twitter il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

ALFIERI (PD): “DA MINISTRA SOLO SPAVALDERIA E TONI SPREZZANTI”

“Ho ascoltato Daniela Santanchè qui al Senato. Sono da sempre garantista e sono convinto che il Senato non sia e non debba essere mai un’aula di tribunale. I processi si fanno da un’altra parte. Allo stesso tempo, le contestazioni emerse ( alcune peraltro non nuove, visto che le perizie della procura di Milano sui conti di Visibilia sono del novembre scorso) sono molto gravi e dovrebbero spingere la stessa presidente del consiglio a valutare la permanenza della ministra al governo. Per l’imbarazzo che crea al governo stesso e per gli evidenti conflitti di interesse su utilizzo di risorse stanziate dai governi durante l’emergenza COVID. In ogni caso, ciò che colpisce di più non è soltanto la mancanza di risposte ai temi più controversi, ma la totale spavalderia con cui ha tenuto l’informativa e il tono sprezzante che ha riservato verso coloro che non la pensano come lei. Proprio la Santanchè che in passato, peraltro su casi molto meno gravi che hanno coinvolto esponenti dei governi precedenti, non si è mai premurata di aspettare le spiegazioni chiedendone subito le dimissioni. Quelle che dovrebbe dare lei subito se avesse un minimo di senso dello Stato. Serviva prudenza, purtroppo ha esibito soltanto arroganza!”. Lo scrive in un post su Facebook il sen. Alessandro Alfieri, componente della segreteria PD.

BONELLI: “SUA ARROGANZA È SCHIAFFO AGLI ITALIANI”

“L’intervento della ministra Santanchè è stato un concentrato di arroganza e strafottenza, che non ha risposto a tutti gli allarmi inquietanti sulla gestione delle sue società. È stato uno schiaffo all’Italia, che pretende dai rappresentanti del governo comportamenti moralmente indiscutibili. Non pagare i dipendenti, non pagare i fornitori e avere un debito di 2,7 milioni di euro con il fisco, chiedendo uno sconto allo Stato che rappresenta nel Governo, sono comportamenti indegni”.
Così, in una nota, il deputato e co-portavoce nazionale di Europa Verde, Angelo Bonelli, che prosegue: “Attaccare i giornalisti che svolgono il loro mestiere crea un clima inaccettabile, dando l’impressione di sentirsi al di sopra di ogni legittima critica. Oggi, l’arroganza di Santanchè conferma che non può ricoprire la carica di ministra ed è inquietante che la presidente Meloni difenda l’indifendibile. Avere Santanchè come ministra è un affronto all’Italia, pertanto chiediamo le sue immediate dimissioni. E ai ministri Giorgetti e Calderone chiediamo di venire subito in Parlamento per informarlo sulla volontà del governo di accogliere o meno la richiesta di sconto sul debito con lo Stato e quali provvedimenti intendano adottare nei confronti di una società che non ha pagato il TFR e ha permesso che fossero fatte lavorare persone in cassa integrazione a zero ore,” conclude Bonelli.

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