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Marocco, Rizzi (Soleterre): “Prioritario è rintracciare i piccoli pazienti oncologici”

Presidente Ong da Marrakesh: "Molti vivono in villaggi terremotati"

Pubblicato:13-09-2023 13:56
Ultimo aggiornamento:13-09-2023 13:56

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ROMA – Il terremoto di magnitudo 6.8 che lo scorso 8 settembre ha colpito la catena montuosa dell’Atlante, in Marocco, non solo ha causato morti e sfollati, ma rischia di mettere in pericolo anche i piccoli pazienti oncologici. A dare l’allarme è Damiano Rizzi, fondatore e presidente della Fondazione Soleterre, presente in Marocco dal 2002 in aiuto ai bambini malati di cancro in diverse aree del paese.

Poi dallo scorso anno, l’impegno a Marrakesh con la Casa Famiglia ‘Dar Al-Amal’: “E’ arabo, significa casa della speranza”, dice il responsabile all’agenzia Dire, in collegamento dalla città a sua volta colpita dal sisma. “Offriamo trenta posti letto per i bambini e ai loro genitori nei giorni necessari a svolgere visite, chemioterapie e altri trattamenti presso l’ospedale Mohammed VI, punto di riferimento per i malati di tumore per una vasta area nel sud del Paese.

Per fortuna il sisma non ha danneggiato la nostra struttura ma solo qualche arredo e attrezzatura interna, quindi ora ci stiamo dedicando a riorganizzare le attività e, soprattutto, metterci in contatto con le famiglie dei bambini: molti dei nostri ospiti- evidenzia Rizzi- provengono dai villaggi rurali colpiti dal terremoto”.


Già prima del disastro che ha causato crolli in un’ampia zona del Marocco – l’ultimo bilancio parla di quasi 3mila morti e 5.500 feriti – per molte famiglie non era semplice ottenere le cure per i loro bambini, soprattutto per chi vive nei villaggi tra i monti dell’Atlante, alcuni distanti oltre 500 chilometri da Marrakesh.

La durata e i costi del viaggio, a cui si aggiungono vitto e alloggio, costringono molti genitori a rinunciare, ma grazie alla collaborazione con le autorità locali e all’associazione locale Amal, “offriamo alloggio gratuitamente a chi ne ha bisogno”, dice il presidente di Soleterre, “non solo per le cure immediate ma anche per le visite di follow-up, e a volte anche per i malati oncologici adulti. In questa regione si calcola che risieda circa un terzo degli abitanti del Paese. Da noi transitano in media un migliaio di persone all’anno”.

A causa del sisma però, continua Rizzi, “tante famiglie hanno perso la casa o il lavoro. Varie zone sono rimaste poi isolate. Stiamo cercando di rintracciare tutti, per capire quali sono i bisogni ed eventualmente offrire aiuti economici in questo momento di estrema difficoltà, e per permettere ai piccoli pazienti di riprendere le chemioterapie al più presto. Inoltre intendiamo mobilitare team di psicologi sia per assistere i nostri bambini che quelli terremotati ricoverati al Mohammed VI, che fortunatamente continua a funzionare regolarmente. Gli studi confermano che in casi di eventi disastrosi come questo, il sostegno psicologico deve essere dato immediatamente”.

Un lavoro che Soleterre porta avanti in coordinamento con le autorità locali, che supera la polemica di questi giorni, dopo il no del Regno del Marocco all’aiuto offerto da alcuni governi europei: “Le polemiche ora non servono- osserva Rizzi- ma è normale che un Paese voglia coordinare gli aiuti. Il Marocco ha la sua macchina dei soccorsi e la sta usando. Chi afferma che la gente stia morendo per mancanza di aiuti forse non conosce la complessità dei villaggi tra le montagne dell’Atlante. E purtroppo sappiamo che in certe circostanze, neanche noi europei siamo riusciti a fare meglio. Bisogna dare fiducia ai Paesi non occidentali”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it


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