Violenza donne, BeFree: “Lavoriamo per empowerment personalizzato”

Oria Gargano per DireDonne ha spiegato il metodo di lavoro seguito dalla cooperativa, ma ha anche commentato alcuni punti decisivi dell'agenda politica sul tema della violenza contro le donne
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ROMA – “BeFree è una cooperativa sociale nata nel 2007 per contrastare tratta, violenza e discriminazione. Aiutiamo migliaia di donne grazie ai nostri centri antiviolenza e alle case rifugio“. Oria Gargano, presidente di BeFree, in occasione del mese di novembre, dedicato al contrasto della violenza di genere, per DireDonne ha spiegato il metodo di lavoro seguito dalla cooperativa, il tipo di sostegno assicurato alle vittime, ma ha anche commentato alcuni punti decisivi dell’agenda politica sul tema della violenza contro le donne.

“Roma e provincia, Viterbo, ma anche Abruzzo e Molise” sono i territori in cui BeFree è presente: “Situazioni molto diverse che richiedono- come ha spiegato la presidente- che la metodologia di aiuto per le donne pur precisa, si adegui e sia flessibile”. E proprio a questo proposito Oria Gargano ha ricordato che “da dieci anni BeFree gestisce all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale San Camillo di Roma lo ‘Sportello donna’, aperto tutti i giorni dell’anno h24. La donna che arriva per farsi medicare trova triagisti da noi formati e ricordiamoci- ha spiegato- che quella donna non è andata a denunciare, non è spinta spesso da alcuna autodeterminazione, pertanto ha bisogno di una metodologia di supporto diversa”. Passano da li “una media di 400-600 donne all’anno”. I

l metodo seguito dalle operatrici antiviolenza di BeFree è quindi “caleidoscopico- come lo ha definito la presidente- ed è basato sulla non rivittimizzazione e non standardizzazione dei casi, senza dimenticare che quelle storie di violenza spesso nascono da storie d’amore e bisogna ripercorrerle per un progetto personalizzato di empowerment. Tutte le equipe, tenuto conto della distinzione tra centri antiviolenza e case rifugio che prevedono la residenzialità, hanno supervisione clinica e tecnica che io stessa curo”. 

Quanti ai fondi e alle risorse per tenere in piedi questi progetti Oria Gargano ha spiegato che “BeFree partecipa ai bandi, li vince e non accetta volontariato. I fondi non sono quasi mai del tutto adeguati, ma noi siamo una cooperativa sociale per scelta e vogliamo che le nostre operatrici siano riconosciute nella loro professionalità. Non si puo’ fare altrimenti empowerment per altre e per questo rifiutiamo il volontariato in ogni forma”. Non esiste il ruolo delle operatrici antiviolenza: “Una battaglia che come BeFree stiamo portando avanti”, ha assicurato Oria Gargano. 

Sul Codice Rosso e la proposta della vicepresidente della Camera dei deputati, Mara Carfagna, per l’arresto in flagranza dell’uomo che viola la misura di allontanamento, la presidente di BeFree ha detto che “questa legge, quella della Bongiorno, non serviva, è pubblicitaria, stando al parere del mio ufficio legale. Ricordo inoltre- ha spiegato- che esiste già una legge del 2002 sul divieto di dimora o ordine di allontanamento che già prevede l’arresto per chi viola la misura. Il tema cruciale è la messa in sicurezza di chi denuncia e le Procure non hanno personale a sufficienza per risentire chi denuncia in quel breve lasso di tempo. Esiste poi il problema di accompagnare le donne a denunciare e di prepararle a farlo, altrimenti esiste una grande media di donne che ritirano la denuncia danneggiando se stesse e tutte le donne che vivono questo problema”. Altro tema è quello dell’alienazione parentale.

“Ce la siamo scampata per poco con il ddl Pillon– ha detto Gargano. “La sindrome di alienazione parentale non esiste nel Dsm IV- manuale diagnostico e statistico disturbi mentali- ha ricordato- e stupisce il movimento dei padri separati che spinge molto su queste leggi con la ricerca spasmodica di una relazione con i propri figli, utilizzando questi strumenti. Tante donne stanno tornando indietro: mamme adeguate che sono incorse in questo problema”. 

Questo tema ha bisogno “di una battaglia forte- ha ricordato Oria Gargano, attingendo dall’esperienza delle case rifugio e delle audizioni protette- se questi bambini si sentono male quando devono incontrare questi padri è perchè hanno visto troppa violenza”. Un appello infine a partecipare al concerto che “ci sarà domani, 7 novembre, dalle 19.30 alle 23.30, all’Angelo Mai, in favore di Lucha Y Siesta, per parlare anche della situazione dei centri antiviolenza di tutta Italia. Tantissime adesioni- ha concluso la presidente di BeFree- da Laura Boldrini, Valeria Valente, Valeria Fedeli e molte altre deputate e senatrici”.

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