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Per salvare la capanna Carrel bisogna spostarla

Finanziamento di 1,8 milioni dalla Regione da Fondo nazionale

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Aosta, 3 dic. – La capanna Carrel, l’ultimo bivacco sulla Via normale al Cervino prima della vetta, non ha solo bisogno di un maquillage generale, già previsto. Per essere salvata dai rischi del riscaldamento globale -e in particolare dai distacchi di pietre dall’alto- andrà spostata di alcune decine di metri. Per finanziare l’intervento, più complesso del previsto e frutto di un approfondito studio che ha utilizzato software di simulazione di ultima generazione, la giunta regionale della Valle d’Aosta ha deciso di utilizzare parte del Fondo nazionale per la montagna. Per la capanna dedicata a Jean-Antoine Carrel, storica guida alpina di Valtournenche che nell’Ottocento sfidò Edward Whymper per la prima ascesa alla Gran Becca, sono stati stanziati 1,858 milioni.
Oltre al rifacimento del bivacco, sulla cresta sud ovest del Cervino, l’assessore alle Politiche nazionali per la montagna della Regione Valle d’Aosta, Luciano Caveri, spiega: “Il finanziamento è stato reso necessario da una circostanza su cui torneremo. È necessario spostare la capanna di alcune decine di metri perché una serie di approfondimenti geologici hanno indicato uno spazio migliore in cui collocarla per evitare il distacco di pietre dall’alto”. Il finanziamento con i fondi del progetto di cooperazione Italia-Svizzera Trek+ “potrà essere usato solo per 428mila euro, perché scadrà alla fine dell’anno”. Per questo, Caveri spiega che la giunta “ha deciso di utilizzare questi fondi regionali. Ci si augura di inaugurare la nuova capanna Carrel la prossima estate”.
Il secondo intervento con il Fondo nazionale per la montagna prevede 100.000 euro per la realizzazione di un cammino che collegherà il Parco naturale del Mont Avic e il Forte di Bard, “valorizzando alcuni sentieri tra Champdepraz e la zona della bassa Valle”, spiega l’assessore. Sfiora i 3 milioni di euro l’investimento per la sistemazione della strada interpoderale tra Brusson e Gressoney-Saint-Jean attraverso il Col Ranzola.
A spiegare l’intervento è il presidente della Regione, Renzo Testolin: “Quella del Col Ranzola è una pista che potrà rivestire iniziative plurime. Dall’utilizzo agricolo per gli alpeggi della zona, ancora non raggiungibili con mezzi a motore, sarà un’ottima alternativa in caso di situazioni di interruzione dei ponti nel periodo estivo per raggiungere e garantire la percorribilità stradale ai mezzi di soccorso verso l’alta valle del Lys”. Infine, per Testolin “costituirà un anello ciclabile interessante sui due versanti e tra le due località, e permetterà di raggiungere da Gressoney il Col de Joux di Saint-Vincent”. L’intervento al Col de Joux, per 800.000 euro, è il quarto finanziato. Caveri spiega: “Saranno trasferiti fondi al Comune di Saint-Vincent per la valorizzazione dell’area del Col de Joux, con una serie di misure per l’utilizzo delle e-bike e delle mountain bike per dare un nuovo utilizzo estivo della seggiovia”.
Caveri conclude: “Quest’anno la cifra del Fondo nazionale per la montagna è più elevata perché il ministero per le Autonomie, che si occupa anche della montagna, ha deciso di ripartire una cifra più elevata rinunciando alla cifra di competenza statale”. Per Testolin, “abbiamo individuato quattro investimenti infrastrutturali, che potranno arricchire le potenzialità dei nostri territori anche marginali con nuove infrastrutture”.
Lo scorso anno, con i fondi nazionali la giunta valdostana approvò tre finanziamenti: il primo è andato a beneficio delle scuole di montagna, che sono state dotate di speciali lavagne elettroniche; il secondo è un progetto di telemedicina nelle farmacie delle aree marginali; il terzo ha previsto il completamento dell’iniziativa Skialp@Gsb per lo sviluppo dello scialpinismo nel vallone del Gran San Bernardo.

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