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Speranza: “Ridurre la quarantena? In arrivo parere Css. Sui positivi asintomatici sciocca campagna elettorale”

Il ministro attende il parere degli esperti sulla riduzione da sette a cinque giorni della quarantena. Ma dice no al via libera per gli asintomatici: "Evitiamo che il contagio si diffonda"

Pubblicato:01-09-2022 09:49
Ultimo aggiornamento:01-09-2022 09:49
Canale: Sanità
Autore:
MINISTERO DELLA SALUTE. INCONTRO PER EMERGENZA CORONAVIRUS
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ROMA – Sul taglio della quarantena per uscire di casa da sette a cinque giorni, “è in arrivo un parere del Consiglio superiore di sanità. Appena sarà formalizzato faremo le opportune valutazioni. Quello che è certo, è che se una persona è positiva, deve rimanere in casa. Questa è una indicazione molto netta, molto chiara”. Lo ha detto il ministro della Salute, e candidato della lista Pd-Italia Democratica e Progressista a Napoli, Roberto Speranza, intervenuto ai microfoni di ‘The breakfast club’, contenitore di Radio Capital.

Questo varrà anche per gli asintomatici? “Secondo le evidenze scientifiche del Consiglio superiore di sanità – ha ricordato Speranza – se una persona è positiva, è positiva: sintomi o non sintomi non hanno un effetto rispetto al fatto di essere positivi. Dunque, se una persona è positiva, secondo le indicazioni della nostra autorità scientifica deve stare in isolamento, per evitare che il contagio possa diffondersi in maniera troppo larga”.

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SPERANZA: “SUI POSITIVI ASINTOMATICI SCIOCCA CAMPAGNA ELETTORALE”

“Questa è una sciocca campagna elettorale, che mi interessa relativamente. Penso che se una persona è positiva, è interesse di tutti che non contamini e non contagi altre persone“. Questa la risposta di Speranza a chi gli fa notare che ci sarebbero 600mila italiani esclusi dal voto perché tarda a firmare la circolare per liberare i positivi asintomatici. “Come già fatto nelle ultime elezioni, perchè con il Covid si è già votato con queste disposizioni in grandi città come Roma, Milano, Bologna, Napoli e Torino – ha aggiunto il ministro della Salute – c’è la possibilità del voto domiciliare, è prevista. Così come ci sono persone che per ragioni di infermità non possono votare e si può fare riferimento al voto domiciliare, lo stesso si può utilizzare anche in questo caso”.

“Continuo a pensare – ha proseguito Speranza – che dobbiamo mantenere un elemento di prudenza, di precauzione. Abbiamo una fase diversa. Quella più difficile, delle chiusure dure, delle esperienze che ciascuno di noi ha vissuto sulla propria pelle, sono alle spalle. Sono alle spalle soprattutto grazie a una campagna di vaccinazione straordinaria, perché il 90% delle persone ha risposto positivamente e oggi abbiamo una delle percentuali più alte del mondo. Questo, però, non significa far finta che il Covid non c’è più, sarebbe un atteggiamento sbagliato. Capisco che in campagna elettorale è molto bello dire che è tutto finito – osserva -, è fatta, è vinta. Io faccio il ministro della Salute, ho dunque una responsabilità più degli altri e devo dire le cose come stanno. C’è una situazione diversa ma dobbiamo ancora fare i conti con la realtà”.

SPERANZA: “CI SONO CONDIZIONI PER LEZIONI IN PRESENZA”

A proposito dei protocolli per il ritorno a scuola, Speranza ha spiegato: “Noi abbiamo lavorato lungamente perché ci possa essere una condizione di lezioni in presenza e in sicurezza. Questo è l’obiettivo che ci siamo dati e crediamo che ci siano queste condizioni. Penso che siamo in una fase diversa grazie all’arrivo dei vaccini, degli anticorpi monoclonali e dei farmaci antivirali. Ci possiamo permettere di affrontare il Covid – ha aggiunto – che comunque è ancora un problema, non è scomparso”.

Speranza ha tenuto a sottolineare che “il Covid non è magicamente partito per Marte, non ha preso un aereo o un’astronave per andare in un’altra parte del pianeta. Il Covid è ancora un tema con cui fare i conti, però abbiamo strumenti che prima non avevamo. Questo ci mette nelle condizioni di poter guardare al futuro con maggiore fiducia: vale per la scuola e per tutte le altre attività”.

SPERANZA: “APERTURA FINESTRE PUÒ AIUTARE, MA NON UNICA SOLUZIONE”

“L’aerazione è sicuramente una cosa importante, utile e positiva. Però non c’è una soluzione che, da sola, risolve tutti i problemi”, ha osservato Speranza sulla situazione nelle aule scolastiche. “Tutti gli studi – ha proseguito il ministro della Salute – ci dicono che anche l’apertura delle finestre può aiutare, certamente è uno dei tanti elementi da mettere insieme: un utilizzo intelligente delle mascherine, aprire le finestre, evitare assembramenti eccessivi, usare – e questo è fondamentale – il vaccino. Penso che per battere il Covid non esista una sola cosa risolutiva ma che ci sia bisogno di un insieme di indicazioni e consuetudini con cui dobbiamo fare i conti. Credo che questo sia il messaggio che ci consegna l’esperienza degli ultimi anni”.

Sull’eventuale ritorno delle mascherine a scuola, Speranza ha poi detto che “l’Istituto superiore di sanità, con i due ministeri competenti e le Regioni, ha messo in campo linee guida che non prevedono l’obbligo di mascherina, se non per categorie particolarmente fragili. Poi lo stesso Iss afferma che bisognerà valutare, come sempre, l’andamento epidemiologico. L’auspicio di tutti noi è che le fasi più difficili siano superate”. “L’impegno del Governo – ha assicurato Speranza – è lavorare perché le scuole possano riprendere in presenza e in sicurezza. Ad oggi queste sono le indicazioni. Come sempre, manterremo un livello di monitoraggio e di attenzione. Per cui è evidente che l’evoluzione epidemiologica, poi, ha sempre il suo peso nelle scelte che si assumeranno”.

SPERANZA: “MELONI-SALVINI AMBIGUI, DICANO CHE CAMPAGNA VACCINALE PROSEGUIRÀ”

Ai microfoni di Radio Capital, Speranza ha anche parlato della gestione della pandemia post elezioni: “Dal 26 settembre, qualsiasi cosa accada, bisognerà continuare a fare i conti con il Covid e, soprattutto, bisognerà insistere con la campagna vaccinale. Tra l’altro, stanno per arrivare nuovi vaccini aggiornati per la variante Omicron, che potranno aiutarci ulteriormente a difendere soprattutto i più fragili”.

“Ho chiesto un impegno pubblico a tutti i leader – ha aggiunto – soprattutto a quelli della destra, che mi sembra abbiano più ambiguità, in particolare Meloni e Salvini, dal mio punto di vista ancora molto ambigui su questo tema, di dire chiaramente agli italiani che la campagna di vaccinazione non si ferma”. Speranza ha poi affermato che “un grande Paese non si può fermare sulla campagna di vaccinazione perché cambia il governo. La campagna di vaccinazione è una priorità dell’Italia, non di una parte. Su questo chiedo a tutti di dire parole di chiarezza. Vedo ancora troppe ambiguità”.

“Ci sono anche altre forze politiche – ha poi proseguito Speranza – però penso che per come è costruita la legge elettorale, vincerà il centrosinistra o vincerà il centrodestra. Il centrosinistra ha parole molto chiare e molto nette su questo tema, il centrodestra ha parole ambigue, anche con differenze interne. Forza Italia, infatti, è stato un partito che sui vaccini ha avuto una posizione molto netta, molto chiara e molto pro campagna di vaccinazione. Non posso dire la stessa cosa per Lega e Fratelli d’Italia”.

Salvini e Meloni nei sondaggi hanno risultati molto significativi: io chiedo – ha notato il ministro della Salute – che dicano al Paese con fermezza, con chiarezza, senza ambiguità, che dal 26 settembre la campagna di vaccinazione va avanti con grande determinazione. Se non lo fanno, c’è un solo motivo: stanno cercando di prendere i voti dei no vax. Però non si prendono voti su questa materia, che è troppo delicata. È una materia in cui gli italiani hanno diritto a sapere fino in fondo quale sia il loro futuro”.

SPERANZA: “IN ARRIVO VACCINO CONTRO OMICRON”

A ‘The breakfast club’, Speranza ha parlato dei nuovi vaccini in arrivo contro Omicron: “Domani l’Agenzia europea del farmaco potrebbe dare un primo via libera ai vaccini adattati alla variante Omicron. Seguirà poi l’indicazione dell’Agenzia italiana del farmaco. Contiamo di avere già a metà settembre la disponibilità di nuovo vaccini aggiornati“. Infine, dal ministro della Salute è arrivato un appello sulla quarta dose: “Invito con molta forza tutte le persone che hanno più di 60 anni e i fragili di ogni età ad avere un secondo richiamo. Dobbiamo continuare a proteggere i più deboli“, ha concluso.

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