A Lodi, tra ambulanze e deserto: “Non avete paura di noi lebbrosi?”

A Lodi, al confine con la zona rossa, il viavai di ambulanze è continuo. E, in una città spettrale, c'è chi pensa al complotto
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LODI – Davanti all’ospedale Maggiore di Lodi il via vai delle ambulanze è continuo: in cinque minuti ne arrivano quattro e ne partono tre. “Ma senza le sirene, non c’è bisogno né di correre né di creare il panico”, dice S., paramedico in pausa durante un turno di lavoro “pesantissimo, iniziato questa mattina e che finirà chissà quando”.

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La zona rossa è qui, 15 o 20 minuti di macchina seguendo il corso del fiume Adda. Ed è qui, all’ospedale Maggiore di Lodi, che continuano ad arrivare i pazienti positivi al coronavirus, nonostante i posti in terapia intensiva siano finiti e la capacità dell’ospedale sia al limite.

“La situazione è quella che vedete”, tagliano corto dall’unità di crisi del Comune. “Il quadro cambia ogni minuto, stiamo lavorando per trovare soluzioni. Le comunicherà l’assessore Gallera in conferenza stampa”, aggiungono ostentando sicurezza, ma senza nascondere la stanchezza. Di sicurezza, però, nella città ce n’è poca. Le strade del centro sono deserte, bar e negozi vuoti.

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“Non hai paura di venire tra noi lebbrosi?”, chiede un commerciante, mani protette da guanti di lattice e volto coperto dalla mascherina. “Secondo me è una buffonata, è tutta politica. Vogliono colpire il Nord, perché è ricco. Però la mascherina la metto, non si sa mai”.

Anche la sanitaria davanti all’ospedale è vuota. “Di solito siamo in due, e c’è sempre la fila- dice la titolare del negozio- ma da una settimana la situazione è spettrale”.

Le mascherine? “Finite, ne ho qualcuna nel cassetto, ma sono tutte prenotate. Forse torneranno nei prossimi giorni, ma il nostro magazzino è vicino Codogno, nel cuore della zona rossa. Ora è irraggiungibile, e così è difficile lavorare. La mia mascherina? L’ho presa dal ferramenta, è di quelle che si usano quando si pittura. Completamente inutile per il coronavirus, ma quando la vedono i clienti sono più tranquilli”.

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28 Febbraio 2020
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