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Report del Consiglio grande e generale del 26 gennaio

SAN MARINO - Il Consiglio Grande e Generale nella seduta odierna conclude l'esame delle Istanze d'Arengo. Delle ultime 4
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SAN MARINO – Il Consiglio Grande e Generale nella seduta odierna conclude l’esame delle Istanze d’Arengo. Delle ultime 4 esaminate, ne viene approvata solo una, a maggioranza, ovvero la n. 28, in favore dell’istituzione di una “giornata annuale dedicata al dono”.

Respinta l’Istanza n. 7 “Per l’utilizzo di immobile sito a Serravalle sottoposto a sequestro cautelare da parte di associazioni culturali e di assistenza sociale operanti nel medesimo Castello”, con 34 voti contrari e 8 a favore. Il Segretario di Stato per gli Affari interni, Guerrino Zanotti, chiarisce che l’immobile su cui le associazioni hanno manifestato interesse è oggetto di confisca, in quanto il proprietario è uno degli imputati coinvolti nel processo “Conto Mazzini’ (Claudio Podeschi). Ma per lo stesso Zanotti l’istanza non è accoglibile:”L’Ecc.ma Camera non ha competenza sulla destinazione dell’immobile- spiega- fintanto non ci sarà sentenza di appello resta confiscato”.
Respinte poi l’ Istanza n. 22 “Per l’introduzione del divieto di sorvoli da parte di velivoli militari e di velivoli non monitorabili” e infine la n.23“Per l’istituzione di una residenza per anziani con un certo grado di autonomia con la formula di ‘condominio assistito’ in zona prossima al Centro Storico di San Marino Città”: 28 i voti contrari, 16 a favore e un astenuto. Su questa ultima istanza si sviluppa un ampio dibattito da cui scaturisce un Ordine del giorno, presentato dalla maggioranza, che infine viene accolto con 28 voti a favore, 16 contrari e un astenuto. L’Odg impegna il governo a elaborare entro il 2018 “una proposta complessiva sulle politiche attive rivolto al mondo della terza e quarta età (necessità assistenziali ed economiche, inclusione sociale, sostegno alla famiglia, ecc.)”.

I lavori consiliari proseguono con il comma 10, su permute e assegnazioni per giungere alla Ratifica dei decreti delegati. Dato il via libera a quelli non scorporati, si procede al dibattito sul Decreto delegato n. 128 relativo alla prevenzione e sostegno alla persona con disabilità. A riguardo, il Segretario di Stato Franco Santi anticipa i contenuti degli emendamenti, tra cui quello relativo all’articolo sul congedo parentale che viene “rivisto in modo sostanziale”.

I lavori si interrompono concluso il dibattito; l’esame dell’articolato e degli emendamenti al decreto proseguiranno martedì prossimo.

Di seguito un estratto della seduta odierna.

Comma 9. Istanze d’Arengo.

Istanza n. 23 “Per la istituzione di una residenza per anziani con un certo grado di autonomia con la formula di “condominio assistito” in zona prossima al Centro Storico di San Marino Città” – respinta 16 favorevoli 28 contrari e un astenuto.

Franco Santi, Segretario di Stato per la Sanità

Al momento non ci sono soluzioni operative di proprietà pubbliche disponibili allo scopo in Città ma sarebbe interessante sviluppare un progetto più ampio che porti alla costituzione di una rete di sostegno sociale tra le persone anziane. Le Segreteria sta predisponendo un progetto più ampio che parte da uno studio conoscitivo del mondo degli anziani e da un momento di confronto sui temi dell’innovazione e integrazione nelle politiche per le persone anzianie. Con questa ottica di allargamento dell’analisi dello studio- da cui parte anche la richiesta degli istanti- credo sia riduttivo e non attuabile in questo momento la richiesta specifica avanzata, più importante invece è mettere in campo un progetto molto più ampio e completo che vada a riflettere in maniera integrata sulla condizione della terza e quarta età e che ci possa permettere, come decisori politici, di avere a disposizione indicazioni e dati prospettici per poter poi pianificare interventi più efficaci.

Teodoro Lonfernini, Pdcs

Una comunità come la nostra deve avere grande e attenzione rispetto su questo argomento, e in sede istituzionale il dibattito deve essere costante, perché stiamo parlando di una situazione sociale che riguarda o riguarderà tutti, per il ciclo della vita. Gli istanti sollevano un problema sociale avvertito in tutti i Castelli, derivato anche da allungamento della vita. L’istanza racchiude una sensibilità sociale che va dibattuta. Se qusto governo, sua Segreteria ha un progetto, incominciamo a metterlo in campo e a inquadrarlo nelle esigenze di una vita che va vissuta con pieno senso di comunità che sotto certi aspetti, come evidenziano gli istanti, con il tempo che sta passando, quel senso di comunità rispetto i bisogni di tutte le generazioni si è un po’ perduto. Quel progetto Segretario lo porti all’attenzioni delle istituzioni prima possibile, anche se oggi non arrivaremo ad accogliere l’istanza.

Marianna Bucci, Rete

Vorrei chiedere al Segretario Santi di ripensare e accogliere l’istanza, perché i firmatari non chiedono di realizzare domani un condominio assistito, chiedono di prendeere in esame la possibilità di ampliare l’offerta di accoglienza che è quello che in realtà la segreteria alla Sanità, come lei ha detto, sta già facendo. Quanto chiesto si integra con quanto si sta già portando avanti, l’istanza è quasi accoglibile di default.

Nicola Selva, Rf
La popolazione anziana e le sue esigenze è un problema più sentito anche nel nostro Paese, sempre più cittadini sono obbligati a cercare strutture per ospitare i propri cari anziani, è tema che merita attenzione. Gli istanti hanno fatto bene ad avanzare richieste lecite, il Segretario ha dimostrato che il governo ha piena consapevolezza su questo problema rispetto gli anziani. Il problema non va visto solo nello specifico di una richiesta anche interessante ma va affrontata con un progetto generale per tutto il Paese, la Segreteria è già sullo studio della problematica. Il non accogliere l’istanza è solo perché si vuole calare in un progetto ben calato e ponderato, come maggioranza avremmo Odg che va in questa direzione.

Marica Montemaggi, C10

L’istanza parla del tema delicato degli anziani, è tema che richiede sensibilità umana e politica e chiede a quest’ultima di trovare anche soluzioni diversificate. Ringrazio gli istanti per aver portato tema che presenta una necessità contingente. Allargando il raggio del dibatitto quando parliamo di anziani, persone che escono dal mondo produttivo e si inseriscono in un’altra fase della vita. Non devono essere visti coem peso e costo ma la politica deve riuscire a valorizzare queste persone in grado di trasmettere competenze e saperi. Quindi creare rete sociale, andare a vedere sul territorio le necessità delle famiglie, è vero che l’idea e la proposta di un condominio assistito può essere una necessità, ma bisogna prendersi il tempo necessario per dare risposte strutturate che possono riguardare tutto il territorio. Bisogna dare più risposte, non una. Do lettura dell’Odg sottoscritto dai gruppi di maggioranza, mi augurerei potesse essere condiviso: ‘Il Consiglio Grande e Generale, con riferimento all’Istanza d’Arengo per l’Istituzione di un Condominio Assistito che possa ampliare l’offerta di accoglienza per la terza età, soprattutto per gli anziani che conservano un certo grado di autonomia, utilizzando un immobile di proprietà pubblica o privata nella zona di San Marino Città, ove istituire una residenza per gli anziani; Considerato altresì che una parte di popolazione anziana o prossima all’età anziana, con un quadro assistenziale e sanitario assimilabile a questa condizione, accomunata da una ridotta autonomia sul piano fisico o relazionale, da una rete familiare debole con evidenti rischi di istituzionalizzazione e da bisogni specifici tali da necessitare interventi di aiuto nell’arco diurno;

Sottolineando che gli interventi di aiuto nell’arco diurno per questa parte di popolazione spesso sono accompagnati dall’esigenza di rimanere quanto più possibile in un ambito di familiarità che può essere concretizzato attraverso risposte innovative che privilegino soluzioni aggreganti;

Valutata l’esigenza di supportare il ruolo e la responsabilità verso tale parte di cittadinanza dall’intera comunità che viene chiamata a promuovere una cultura della solidarietà, anche attraverso l’immenso patrimonio umano rappresentato dalle realtà di volontariato presenti in territorio, a sostenere processi di maturazione e responsabilizzazione sociale e civica, a favorire percorsi di crescita anche collettivi che sviluppino energie e aiutino singoli e gruppi;

Ritenuto di fondamentale importanza personalizzare il progetto assistenziale e di vita dell’anziano, che si esprime attraverso l’ascolto delle sue aspettative, l’accoglienza dei suoi bisogni, la costruzione di un piano assistenziale che parta innanzitutto dalle capacità/risorse che la persona possiede ancora;

dà mandato

al Governo di elaborare entro il31 dicembre 2018 una proposta complessiva sulle politiche attive rivolte al mondo della terza e quarta età (necessità assistenziali ed economiche, inclusione sociale, sostegno alla famiglia, ecc.).

Tale proposta dovrà essere oggetto di apposito confronto all’interno della Commissione Consigliare permanente di riferimento”.

Pasquale Valentini, Pdcs
Non condivido la bocciatura della istanza, si sta pensando non a persone con gravi patologie che impediscano l’autonomia totale, e gli istanti chiedono una alternativa alla Casa di riposo e alla badante in casa, per avere garanzie di assistenza integrate che già esistono. E’ un modello già esistente fuori San Marino, nella città di Bologna ci sono condomini con famiglie giovani che si fanno carico del monitoraggio degli anziani che vivono nel proprio condominio. L’associazione ci chiede ‘perché non strutturiamo una possibilità rispetto questo’? La risposta deve essere ok, verifichiamo la possibilità, non andiamo a vedere un progetto più strutturato. Accogliere l’istanza significa farsi carico di un suggerimento che può integrarsi a quello che lo Stato fa già e vediamo in che forma è possibile dare risposta a problemi in modo più flessibile. Se alla fine dell’esame si vede che non ci sono le condizioni, va bene, ma al momento non è presa in considerazione così la richiestà degli istanti.

Eva Guidi, Ssd
Con l’allungamento della vita si rendono necessari nuovi modelli sociali che diano risposta alla popolazione anziana, nuove soluzioni di welfare. Un progetto come il condominio assistito va inserito in quella riprogrammazione attenta, di cui si parlava anche ieri sull’Iss, attivando al contempo una rete di solidarietà, non vorrei che -condividendo le finalità degli istanti- proponiamo di non accogliere comunque l’istanza e di approvare l’Odg che chiede alla Segreteria di fare entro l’anno proposte che vanno nella stessa direzione. Franco Santi, Sds per la Sanità, replica
Per noi l’istanza non accoglibile perché crediamo in una soluzione di più ampio respiro, poi la proposta degl iitanti è specifica e riteniamo non sia una soluzione utile ed efficace, riteniamo più corretto ragionare su altre proposte, che devono essere frutto di condivisione e di un percorso di analisi che possa coinvolgere tante fette della società- servizi, associazioni, Giunte di Castello, Federazioni dei pensionati dei sindacati. Già è in programma per febbraio, massimo entro marzo, un’iniziativa pubblica di approfondimento del tema.

Pasquale Valentini, Pdcs
La sostanza della risposta del Segretario è che la proposta della associazione non è condivisa in quella formula di cui chiedevano uno studio di fattibilità.

Marianna Bucci, Rete
Resto stupita del non accoglimento dell’istanza.

Giovanna Cecchetti, Ps
Il nostro voto sarà contrario all’Odg che va in una direzione diversa rispetto l’istanza.

Marica Montemaggi, C10
La motivazione che abbiamo esteso anche nell’Odg è che non si può né ragionare in termini territoriali, qui si parla del Centro storico e si propone il condominio assistito, è anche vero che è una delle possibili esperienze, ma può anche essere non la soluzione ideale, noi vorremmo ricercare soluzioni più aggreganti che alimentino una cultura solidale. Per questo è necessario uno studio più approfondito, come richiede l’Odg.

Comma 11. Ratifica Decreti Delegati

Decreto Delegato 31 ottobre 2017 n.127 – Prevenzione della disabilità, salute e riabilitazione delle persone con disabilità, sostegno alla persona con disabilità e al nucleo familiare/ in attesa di esame dell’articolato

Marianna Bucci, Rete
Quando si approccia a temi di questa natura, si ribadiscono i diritti umani, dovrebbero essere dati per scontati ma è bene che non lo siano. All’articolo 3 del decreto siamo andati a specificare questo punto con un emendamento. Non è un caso che Oms e Convenzioni Onu su disabilità caldeggino infatti una interpretazione della disabilità non prettamente medico-assistenziale, ma una visione sociale. Altri emendamenti aggiuntivi portati dal nostro movimento prevedono interventi di monitoraggio e mappatura, un altro ancora- al Titolo II articolo 5- è su prevenzione e diagnosi precoce. Proponiamo infatti un registro Iss sulle malformazione dei feti, per verificare se l’inquinamento dell’ambiente incida sul feto. All’interno del decreto non c’è traccia del ‘dopodinoi’ che viene citato nella relazione, invito quando ci sono modifiche rilevanti nei decreti ad aggiornare le relazioni introduttive. E’ un tema che comunque non può attendere e Stato e governo devono investire risorse su questo tema.

Mirko Tommassoni, Ssd
Il decreto tratta aspetti importanti, come formazione, accesso ai servizi sanitari e socio sanitari, all’area disabilità e i congedi, prevedendo finalmente la fattispecie di due anni. Alcuni aspetti sono già in essere, altri sono attuabili e a breve e altri andranno a sostanziarsi nel momento che governo, Iss e Authority provvederanno ai provvedimenti citati e all’atto organizzativo del’Iss, scaduto, dovremo pazientare un pochino. Mi riferisco all’erogazione di servizi di altra natura: è necessario approdi in Consiglio un indicatore analogo all’Isee che permetta di valutare la situazione economica della famiglia, occorre un nomenclatore tariffario moderno che non c’è, c’è ancora più bisogno ancora prima di tutto della riforma della Casi, la Commissione accertamenti sanitari individuali, per la necessità di superare le modalità di accertamento dell’invalidità non più adeguate alla messa in campo di servizi inclusivi. Come diceva Bucci, servono statistiche e dati fedeli sulla nostra popolazione con disabilità. Per questo è stato istituito un tavolo interdisciplinare. Quando questo quadro assumerà una dimensione più compiuta, potremo dire di avere finalmente un supporto pubblico alle persone disabili ordinato e apprezzare i frutti di questo lungo percorso, troppo lungo. Tra poche settimane saranno trascorsi 10 anni dalla firma di San Marino dalla convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

Servono tempistiche celeri, investimenti, ma occorre rispettare obblighi e indicazioni della convenzione , abbandonando l’approccio medicalizzante, vecchio, inefficace. Da questo punto di vista mi fa piacere che il governo con emendamento ha reitrodotto l’articolo 12 bis, sul ‘dopo di noi e vita indipendente’, volto ad approcciare in via sperimentale a nuovi metodi di assistenza che tengano conto di diritti inviolabili delle persone. Dobbiamo assolutamnete fare uno sforzo in questo senso nel ridurre le resistenze e la burocrazia, nuova barriera sociale per le persone con disabilità. SuicCongedi parentali: succede che chi fa corre molto di più il rischio di sbagliare rispetto chi non fa. Nell’intento di intervenire con più rigore per arginare abusi riscontrati, nel riscrivere la norma, non si è probabilmente tenuto in considerazione che quella dicitura avrebbe messo in difficoltà genitori con bambini con gravi difficoltà. La segreteria alla Sanità ha assicurato sempre la disponibilità per scongiurare vessazioni, con la riformulazione proposta sono convinto che la Segreteria di Stato manterrà questa posizione. Dopodichè vanno resi più efficaci i controlli e buon senso da parte di tutti. Esprimo mio apprezzamento per questo decreto.

Pasquale Valentini, Pdcs
Indubbiamente penso lo scopo del decreto sia quello di migliorare e rendere operativi tutti gli aspetti della convenzione stessa, anche se non siamo all’anno zero e diversi sono stati gli interventi perché questo si realizzasse. Partendo da considerazioni che condivido del consigliere Tomassoni, parto da un particolare che descrive una filosofia che va corretta, parlo dei congedi parentali. Si dice ‘siamo intervenuti per dare maggiore rigore’, ma con il decreto si tratta di riconoscere l’attuazione di un diritto. I diritti non si cambiano, se l’applicazione di quel diritto genera abusi, non si va a modificare il diritto ma si interviene sugli abusi, intervenire limitando il diritto significa non riconoscere quel diritto, l’impostazione del decreto va pensata dal riconoscimento di un diritto.

Mimma Zavoli, C10
Sugli abusi convengo con il consigliere Valentini convengo sulle difficoltà, visto che le necessità non sono solo sanitarie, è anche vero che è difficile capire il confine dell’abuso o dove non è, ci sono organi preposti che devono fare il loro mestiere. Vorrei non fosse messa in discussione che la consapevolezza che certi diritti non si toccano. Non diciamo che se affrontiamo quella regole è messo in discussione un diritto, è inaccettabile.

Matteo Ciacci, C10
Il decreto è frutto di lavoro partito da tempo, la legge quadro su disabilità ha messo un primo punto importante in termine di riconoscimenti e diritti verso persone con disabilità. La legge quadro è ampia e deve trovare attuazione. Per promuovere inclusione occorre agire sul territorio per creare processi partecipativi, conoscenza e dialogo, possono sembrare solo principi ma è importante iniziare a parlare di questi temi ragionando con tante realtà di fondazioni, associazioni e persone che toccano con mano questi problemi. Si deve partire da ricognizione dell’esistente, avere dati. Mi fa piacere che nel decreto si riaffermi il tema del ‘dopodinoi’. Su congedi parentali chi mi ha preceduto ha espresso chiaramente la posizione della Segreteria. E’ difficile mettere paletti rispetto la possibilità di rilasciare questi tipi di permessi, normare ci porta a volte a creare problemi per le famiglie, approvo con favore la scelta della Segreteria di rivedere il tema del congedo parentale in modo più aperto, intervenendo su abusi, ma cercando di dare spazio alle sensibilità familiari.

Marina Lazzarini, Ssd
Su questo tema non si deve creare contrapposizione tra chi parla dagli scranni di opposizione e maggioranza, è argomento che sta a cuore a tutti. Questo decreto nasce da lontano, ha iniziato il suo percorso due anni fa, l’allora Segretario Mussoni diede alla CSD Onu il compito di avviare confronto con le associazioni per arrivare a redigere un testo. E’ stato un lavoro molto corposo, il decreto ha avuto diverse stesure. Per arrivare a un vero e proprio cambio di paradigma, si passa da un modo di intendere la disabilità solo con interventi assistenziale e medicato, a un modo di intendere la diversità come inclusione. Tema importante del decreto sono i congedi parentali su cui si è molto detto e strumentalizzato. In passato- e ce lo dicono le statistiche- ci sono stati possibili abusi, con un aumento esponenziale di permessi parentali per la Pa e nel settore privato i permessi sono rimasti gli stessi. E’ evidente che c’è stata una situazione di abuso che va considerato perché per lo Stato è una spesa. Ci sono stati nell’ultimo periodo degli incontri lla Segreteria alla Sanità e penso che la soluzione di oggi va bene per tutti. Altra cosa importante sono i permessi di solidarietà tra lavoratori.

Alessandro Mancini, Ps
Un provvedimento legislativo su una materia come questa fotografa un livello di burocrazia nei permessi e un sistema non per niente snello come dovrebbe essere, aggiungere a persone già in difficoltà elementi che complicano la vita quotidiana non è un buon servizio che la politica fa. Mi spiace dove rilevare che alla base di tutto c’è l’abuso. Non escludo che ci siano stati e che ci saranno ancora, ma non stiamo parlando di un argomento semplice e di situazioni in cui i furbetti possono avere spazi, parliamo di situazione di profondo disagio e andare a costruire un testo normativo che parte già dal presupposto dell’abuso è un errore.

Marco Gatti, Pdcs
Guardando gli emendamenti del governo, sicuramente l’articolo 13- come viene riformulato – va a mitigare le preoccupazioni espresse precedentemente dal collega Valentini proprio su questo articolo. Volevo chiedere: la nuova riformulazione riporta a come era precedentemente il decreto. Si può richiedere il congedo nel momento in cui, non solo ci si trova di fronte alla necessità di aver accesso a prestazioni sanitarie, ma anche per casistica più generale di cui si può avere bisogni. Mie preoccupazioni sono sul comma 6, dove si dice che le richieste del congedo vanno inoltrate 3 giorni prima fatto salve situazioni comprovata urgenza, si rischia di burocratizzare di più. Chiederei di sopprimere questo comma.

Franco Santi, Sds Sanità, Replica
Ricordo la genesi del provvedimento, frutto di un lungo percorso, di tanti incontri e confronti con le associazioni che rappresentano la disabilità e il mondo degli anziani. Credo sia un decreto che può segnare un punto di svolta rispetto tutta una serie di approcci che rappresentano dei salti di paradigma qualificanti e che andranno poi a far parte di un percorso che inizia con questo decreto e l’impianto normativo a monte, e che andrà sviluppato nel tempo con implementazione di una serie di attività, come la classificazione Icf. Si passa da un approccio biosanitario ad uno biopsicosociale che rappresenta davvero un salto di paradigma ma che per essere portato a concretezza richiede cambiamenti organizzativi e gestionali. Si supererà le criticità che ad oggi il sistema ci pone di fronte tutti i giorni- gestione della certificazione, visite di medicine fiscali, richiesta di ausili- è frenata dall’impossibilità di questo tipo di approccio.
Sugli emendamenti del governo, illustro alcune motivazioni. L’articolo del ‘dopodinoi’ e della vita indipendente verrà ripristinato, è stato un errore formale che si venisse a perdere. L’articolo era già presente nelle bozze di lavoro ed è uno degli elementi più significativi del decreto. Sui congedi parentali: si voleva trovare una forma più cogente per affrontare gli abusi. Dall’emissione del decreto alla ratifica è stato possibile verificare le dinamiche sul campo e in modo approfondito con gli uffici e i soggetti interessati, abbiamo maturato la consapevolezza che l’articolo su congedi parentali andava rivisto in modo sostanziale. Il disposto originale resta ad oggi l’unico applicato, le modifiche successive invece non sono mai state applicate. Ho visto gli emendamenti delle altre forze politiche, alcuni accoglibili, mi auguro l’Aula possa adottare il decreto nei tempi più brevi possibili.

Marianna Bucci, Rete
Siamo contenti che l’articolo del ‘dopo di noi’ sarà reinserito, è un elemento qualificante del provvedimento. Sui congedi parentali: d’accordo sulla necessità di andare a verificare e colpire abusi, ma non significa fare di tutta l’erba un fascio e adottare provvedimenti che colpiscono famiglie che abusi non ne fanno e diventano vittime di eccessiva burocrazia.

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