Minori, la mamma di Cuneo: “Servizi sociali negano telefonata, dei piccoli non so nulla”

Lo racconta all'agenzia Dire la mamma di Cuneo, sul cui caso si e' mobilitata l'opinione pubblica con uno 'sciopero della fame a staffetta' e la cui storia e' stata presentata ieri alla Camera dei deputati
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ROMA – “Ho ricevuto poco fa una telefonata dei servizi sociali. Mi chiedono di collaborare al progetto stabilito per i miei figli in casa famiglia. Ma come possono avere questo potere? Ancora un giorno senza vedere o sentire i miei figli. Credo nella giustizia e nella nostra Costituzione, ma sono talmente amareggiata da perdere ogni speranza. Come e’ possibile che i servizi sociali possano trattare i miei figli come pericolosi criminali? Devo riportarli a casa da me, i miei figli lo hanno chiesto, hanno supplicato tutti di essere ascoltati. Ho saputo che hanno diviso in due strutture diverse i due piu’ grandi, mentre degli altri due, di 11 e 6 anni, non ho alcuna notizia e non posso sentirli. Gli assistenti sociali dicono che il mio stato emotivo non e’ adeguato. Sabato forse potro’ sentire i piu’ grandi”. Lo racconta all’agenzia Dire, con un filo di voce, la mamma di Cuneo, sul cui caso si e’ mobilitata l’opinione pubblica con uno ‘sciopero della fame a staffetta’ e la cui storia e’ stata presentata ieri alla Camera dei deputati in una conferenza stampa in cui sono state lanciate accuse dal legale della donna, Domenico Morace, che ha chiesto spiegazioni al presidente del Tribunale per i minorenni sul “peso di don Domenico Ricca” nella vicenda e ha parlato di “condizionamento degli uffici giudiziari di Torino”.

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