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Giani è favorevole al green pass e si appella ai toscani: “Vaccinatevi”

Eugenio Giani presidente toscana
Il governatore è d'accordo con l'attivazione del passaporto sanitario anche per "stimolare l'immunizzazione", che in Regione è al 60%
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FIRENZE – Anche Eugenio Giani è favorevole “nelle sue linee generali” al green pass come sistema per il contenimento del Covid. E spiega il senso della sua posizione a margine di un’iniziativa organizzata a palazzo Strozzi Sacrati. Per il governatore il passaporto sanitario può “attivare la capacità di essere presenti nei luoghi in cui altrimenti l’assembramento diventa strumento di contagio”.

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Inoltre è “una tutela delle attività. Di chi, cioè, svolge eventi, organizza dei momenti collettivi. Il fatto di poter essere tutelato da chi si è già vaccinato”, oppure ha eseguito un tampone “che dimostra di non essere portatore del contagio, è una garanzia per tutti“.

Il green pass, poi, “stimola la vaccinazione”. E qui il governatore si lancia in un nuovo appello “a tutti i toscani. I nostri portali sono aperti: oggi chi vuole può prenotarsi e si vaccina”. I preparati, infatti, anticiperanno il percorso che farà il Coronavirus più avanti: “Oggi non vi è un aumento di contagi tali da poter pensare già a restrizioni forti in tempi brevi. Con l’uscita dell’estate e l’ingresso nell’autunno però le temperature diminuiranno”, aprendo a condizioni in cui “il virus è in grado di correre”. Per questo “vaccinatevi, vaccinatevi, vaccinatevi. Iscrivetevi nel portale”. La Toscana “ha già più del 60% di persone che si sono vaccinate ma è proprio nell’altro 40% che il Covid può trovare linfa vitale. Cerchiamo di ridurgli il più possibile lo spazio”.

“NON È COME UN ANNO FA, ORA CONTINO LE OSPEDALIZZAZIONI”

Cambiare il paradigma, far scattare le restrizioni non più sul numero complessivo dei contagi ogni 100.000 abitanti ma sulle ospedalizzazioni. E l’impostazione, su cui sta ragionando il governo, convince il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: “L’idea è giusta. Nell’ufficio di presidenza della Conferenza delle Regioni ho molto insistito e devo dare atto al presidente Fedriga di aver fatto un ottimo lavoro d’interlocuzione. Oggi alle 15 avremo un incontro con la ministra Gelmini e andremo su questa direzione”, spiega ai giornalisti a margine di un evento a Firenze.

Il Covid di oggi non è quello di un anno fa. Allora faceva paura per la carica di gravità e letalità che si accompagnava ad esso. Oggi in Toscana, ed è un dato di stamani, per il 67% abbiamo un virus che si trasmette nei non vaccinati, ma per un 33% tra i vaccinati”, ovvero l’11% di coloro che hanno completato il ciclo e il 22% di chi ha avuto una sola dose. “Significa che ormai è diffuso un Covid che dà positività anche ai vaccinati“, tuttavia “provocando scarsi sintomi o asintomaticità. In questi casi, quindi, non possiamo condizionare la comunità: basta stiano in casa finché non si negativizzano, così le persone potranno svolgere la propria vita senza condizionare quella degli altri”. In sostanza, conclude, “dobbiamo riferirci all’efficacia del vaccino e a coloro che in ospedale non ci vanno”. Ovvero a “criteri che si adeguano a questa nuovo modo di vivere il virus”.

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