Report del Consiglio Grande e Generale, seduta del 18 marzo

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Prosegue l’esame delle istanze d’Arengo nella seduta consiliare odierna: ne sono accolte 2 delle 7 esaminate; inoltre l’Aula approva due Ordini del giorno della maggioranza presentate nel corso del dibattito sulle istanze per recepire in una modalità ritenuta più adeguata alcune delle richieste respinte.

In particolare, la seduta si apre affrontando le prime istanze dedicate al tema della disabilità, toccandone diversi aspetti, e diventa occasione per aprire un dibattito parlamentare in materia. Delle istanze sull’argomento, ne viene approvata una, la n. 19 “perché sia affrontato il tema del processo decisionale nella cura di malattie invalidanti e del fine vita, e definito un protocollo sulle “disposizioni anticipate di trattamento sanitario”. Respinte la n.11 volta a richiedere un dibattito consiliare sul tema della disabilità con l’approvazione di un Ordine del Giorno per impegnare alla predisposizione di una normativa sul “Dopo di Noi” e la n. 16 “perché l’Atelier Le Mani venga dotato di personale numericamente adeguato e preparato e la sua struttura sia dedicata esclusivamente ad accogliere persone con disabilità”. Respinta anche l’istanza n.6 perché l’accesso all’aspettativa retribuita della durata massima di due anni sia esteso a ogni genitore di figli con disabilità gravissima anche di età superiore a 14 anni.

Come spiegano i consiglieri di maggioranza intervenendo nel dibattito, sono stati recentemente istituiti per delibera due tavoli di lavoro dal congresso di Stato, uno impegnato a elaborare un progetto di raccordo della materia sula disabilità, il secondo per valutare interventi legislativi integrativi a sostegno della famiglia. E le richieste delle istanze potranno ad ogni modo essere comprese in questa attività di analisi e approfondimento normativo. “Considerata la costituzione di questi due gruppi di lavoro e le loro finalità- spiega infatti Francesca Civerchia Pdcs, intervenendo sull’istanza n.11 – questa istanza che potrebbe rientrare in un concetto più ampio non può essere accolta”. Non solo, Paolo Rondelli di Rete, presenta a nome dei gruppi di maggioranza un Odg che fa riferimento alle istanze n. 6, 11 e 16, per impegnare il governo ad esaminare le problematiche sollevate dai cittadini e in particolare “per provvedere alla concertazione entro settembre 2021 di un dibattito consiliare che parta dalle criticità evidenziate dai gruppi di lavoro recentemente istituiti per definire poi interventi legislativi che diano risposte concrete alle famiglie con persone disabili e per chi è privo di sostegno famigliare a causa della perdita dei parenti, valutando una più opportuna destinazione delle risorse impegnate”. Nel corso del dibattito, emerge a livello bipartisan la volontà di intervenire nella direzione indicata dalle istanze, ma la maggioranza ritiene più adeguato procedere secondo le modalità individuate dall’ordine del giorno presentato.

In riferimento alla n. 11, l’opposizione al contrario critica il metodo scelto dalla maggioranza, ovvero respingere le istanze e approvare l’ordine del giorno: Matteo Ciacci, Libera:“Si dà mandato a un gruppo di lavoro di approfondire le istanze in oggetto- manda a dire- ciò denota che il ruolo dell’opposizione sarà nullo, perché la maggioranza ha già deciso, al contrario dovrebbe essere valorizzato di più il Consiglio grande e generale che scavalcate sempre”. Maria Catia Savoretti, Rf ritiene urgente procedere ad una normativa sul ‘Dopo di noi”: “In Italia esiste già dal 2016”, spiega. Sul Titano grandi passi in avanti sono stati fatti con la Legge quadro sulla disabilità, spiega, ma dopo sei anni dalla sua emanazione “Siamo ancora qua a parlare del progetto di vita di una persona con disabilità- lamenta- occorre dare risposte e non aspettere oltre e per tutti questi motivi l’istanza va appoggiata”. “Quanto chiesto dagli istanti rispecchia la volontà del governo di compiere una revisione globale del problema disabilità”,ribadisce invece Michela Pelliccioni, Dml. Per procedere in questa direzione però “punto di partenza deve essere la semplificazione normativa sulla materia”, quindi si potrà sviluppare un progetto “sulle linee da intraprendere che dovranno essere frutto di accordo unanime di questo Consiglio”. Francesco Mussoni, Pdcs, difende la scelta di respingere l’istanza: “Non è un non-accoglimento rigido- motiva- noi ci impegnamo a compiere approfondimenti come previsto dall’Odg presentato per dare risposte ancora più articolate rispetto quanto previsto dall’istanza”. E ancora, Sara Conti, Rf, e Rossano Fabbri, Mis, si interrogano sulla modalità di procedere di Pdcs- Rete- Npr- Dml: “Non capisco il ragionamento del votare contrario all’istanza e poi presentare questo Odg, visto che il contenuto dell’istanza è condiviso da tutta l’Aula”, si interroga Conti che anticipa l’astensione del suo gruppo dal voto dell’Ordine del giorno dela maggioranza. “Che senso ha votare contro un’istanza- manda a dire Fabbri- e poi venire qua con l’ennesimo Odg che contiene valutazioni condivise con l’istanza rigettata?”. Alla fine del dibattito, l’istanza 11 viene respinta e l’Odg approvato.

Anche nel corso del dibattito sull’istanza n. 19, relativa al Fine vita, la maggioranza propone un Ordine del giorno che va nella stessa direzione dell’istanza. Lo presenta Manuel Ciavatta, Pdcs: Il Consiglio grande e generale “…impegna il congresso di Stato a prevedere entro settembre 2021 un dibattito consiliare al fine di definire le linee politiche necessarie a produrre un dispositivo normativo che normi tale materia (il fine vita), tenuto conto di quanto emerge dal documento del comitato sammarinese di Bioetica sulla materia”.

Per Giuseppe Morganti, Libera, il presentare un Odg in parallelo all’istanza è un vero e proprio “obbrobrio istituzionale”. “È un ordine del giorno inutile- lamenta- serve solo a mettere d’accordo la maggioranza”. Replica Ciavatta: “Nell’ Odg chiediamo un dibattito sulla base dell’orientamento dato dal comitato di bioetica che comunque dovremmo fare e la maggioranza è d’accordissimo su questo”. Alla fine del dibattito, l’istanza 19 è approvata e così anche l’Ordine del giorno della maggioranza. L’Aula affronta poi l’istanza n.23 “per l’estensione dei termini di prescrizione dei reati nei procedimenti in cui sono coinvolti come parte lesa lo Stato o persone giuridiche a partecipazione statale”. Come da indirizzo del Sds per la Giustizia, Massimo Andrea Ugolini, malgrado l’istanza sia ritenuta ragionevole, la maggioranza non la ritiene accoglibile.

“Argomenti di questa portata non possono essere definiti da un’istanza”, motiva Alessandro Scarano, Pdcs. Modifiche del codice penale, qualora siano affrontate, “lo devono essere sulla base di una revisione complessiva dell’ordinamento, frutto di ampia condivisione di tutti gli attori in campo”, chiosa. “Obiettivo dell’istanza è sicuramente condivisibile e nobile- sottolinea Alberto Giordano Spagni Reffi, Rete- perché si entra nell’alveo della questione del ‘recuperare il maltolto’ e nessuno in Aula è contrario a ciò, ma l’istanza indica una strada che non ritengo percorribile”. Infatti, “inserire un criterio che si basa sul soggetto leso per modificare canoni temporali di prescrizione- che se il soggetto fosse altro sarebbero ridotte- creerebbe disomogeneità a livello di fattispecie e Rete non può sostenere questa istanza”. Al contrario, Michele Muratori di Libera con il suo gruppo sostiene l’istanza che “fa il paio con il tema e la battaglia che stiamo portando avanti”, sul recupero delle somme perse dallo Stato a causa delle crisi bancarie.

“È comodo dire ‘sostengo l’istanza’- manda a dire Maria Luisa Berti, Npr- ma sotto il profilo tecnico la soluzione che propone non è corretta e non è con l’allungamento dei termini di prescrizione che raggiungiamo l’obiettivo di riavere il maltolto”. L’istanza n. 23 viene quindi respinta. Stessa sorte per la n. 12 in favore di un aumento delle ore di educazione fisica e modifiche strutturali e funzionali nelle scuole di ogni ordine e grado. L’istante è ritenuta dal Sds per l’Istruzione Andrea Belluzzi eccessivamente vincolante a livello di forma, ma lo stesso Segretario di Stato ribadisce l’importanza dello sport e della sua valorizzazione nelle attività scolastiche. Infine, la seduta si conclude con l’approvazione dell’ultima istanza d’Arengo all’ordine del giorno, la n.13, con cui si torna a parlare di disabilità: l’istanza chiede infatti “la realizzazione di attività formative ed educative in periodo estivo per ragazzi con disabilità che frequentano scuole medie e superiori”. I lavori consiliari riprenderanno domani pomeriggio con l’elezione dei Capitani Reggenti per il semestre aprile-ottobre 2021.

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