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Comunali Milano, Di Montigny ‘noto’ al 37% dei milanesi e conosciuto dal 18%

Il centrodestra cerca ancora un candidato, ma due milanesi su tre sanno già cosa votare
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Di Nicola Mente e Nicolò Rubeis

MILANO – Oscar di Montigny sarà lo sfidante di Giuseppe Sala alle prossime comunali milanesi d’autunno? Ancora non si sa, certo è che l’idea adesso inizia ad essere concreta, un po’ per i tempi stretti, un po’ per l’uscita di un sondaggio targato Eumetra, visionato dalla ‘Dire’, che va ad analizzare questa possibilità. L’indagine, sviluppata tra l’11 e il 15 giugno su un campione di 800 interviste, dice che il 52enne manager di Banca Mediolanum è conosciuto dal 37% dei milanesi. Una percentuale che però scende al 18% se si ‘screma’ chi lo conosce “solo per averlo sentito nominare” (19%), anche perché la conoscenza di un candidato o di un profilo non può basarsi su un ‘enendu parlé’, come direbbero in Francia.

L’analisi cerca di comporre anche uno scenario di un ipotetico ballottaggio tra di Montigny e il candidato di centrosinistra Giuseppe Sala. Secondo il sondaggio, infatti, sarebbero solo 5 i punti di distacco tra il sindaco uscente (il quale comunque risulterebbe vincitore al 50%) e il suo sfidante, al 45% con un 5% che “non sa” ma che potrebbe essere decisivo. Tuttavia, l’opzione comporta che di Montigny si presenti al secondo turno con l’ex sindaco Gabriele Albertini come eventuale futuro vicesindaco.

La domanda posta al campione è formulata così: “Oscar di Montigny si presenterebbe alle elezioni come candidato sindaco, con una squadra cui parteciperebbe anche Gabriele Albertini, ad esempio, come vicesindaco. Se al ballottaggio finale ci fosse Oscar Di Montigny, appoggiato da Albertini per il centro destra, contro Giuseppe Sala per il centro sinistra, chi voterebbe?”. Ma finora- a parte il veto su Albertini dei centristi pro Maurizio Lupi- non ci sono conferme neanche dallo stesso Albertini sulla sua disponibilità a ricoprire un ruolo amministrativo diretto.

La rilevazione poi offre l’affresco sull’elettorato, da cui si evince come tre milanesi su quattro sappiano già cosa votare: le intenzioni, come da consumata tradizione politica cittadina, sono piuttosto in equilibrio tra i due schieramenti, con un leggero vantaggio di preferenze per il centrodestra (39% contro il 37% del centrosinistra). Il dato che farà rizzare le antenne a tutti gli attori in campo è però quello che riguarda i cosiddetti indecisi, un 24% che, trattandosi di un quarto dell’elettorato, risulta ancora determinante.

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