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“No alla legge 54 sulla bigenitorialità”: presidio delle mamme davanti al Ministero della Giustizia

presidio madri contro violenza istituzionale
La senatrice e vicepresidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio Cinzia Leone (M5S): "Dobbiamo dare risposte concrete alle donne e la riforma generale del processo civile lascia ben sperare"
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ROMA – Si sono riunite oggi pomeriggio in un presidio davanti al ministero della Giustizia le mamme coraggio del comitato Madri unite contro la violenza istituzionale, per protestare contro la Pas, la cosiddetta sindrome di alienazione parentale spesso usata nei tribunali per determinare l’affido dei minori e già lo scorso maggio definita una ‘teoria nazista’ dalla Cassazione.

“Siamo condannate in quanto madri”, denunciano le mamme, che mettono sotto accusa l’intero sistema del Tribunale dei minori in materia di affido, basato sulle perizie psicologiche delle c.t.u., e chiedono l’abolizione della legge 54 del 2006 sulla bigenitorialità. “Non si può forzare un figlio a voler bene al padre” dice Simonetta, madre di Laura Massaro, da tre mesi segregata in casa insieme al figlio nel timore che venga attuato il decreto di allontanamento emesso dal Tribunale dei minori.

“È un presidio che ho voluto fortemente come donna delle istituzioni e come mamma”, ha detto ai microfoni dell’Agenzia Dire la senatrice e vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio Cinzia Leone (M5S), fra le organizzatrici del sit- in. “La Commissione d’inchiesta sul femminicidio ha esortato la ministra Cartabia a fare una visita ai Tribunali dei minori, perché dalla nostra indagine sono emerse criticità feroci”. Sui casi di donne che, dopo aver denunciato i mariti violenti, corrono il rischio di non essere credute e di vedersi allontanare i figli, la senatrice ha dichiarato: “Dobbiamo dare risposte concrete alle donne e la riforma generale del processo civile lascia ben sperare. Si sta prendendo in considerazione la Convenzione di Istanbul, siamo sul solco giusto ma servono risposte concrete. Una donna- ha concluso- non può pentirsi di aver denunciato”.

“Le istituzioni sono con le mamme per tutelare le famiglie e i bambini”, ha dichiarato la deputata Stefania Ascari, “noi siamo qui per tutelare i bambini. Queste mamme non sono sole. Stiamo lavorando per riformare una legge di tutela dei minori che oggi non funziona”.

Insieme alle mamme coraggio, anche Bruna Rucci, psicologa e psicoterapeuta, consulente di parte in tanti processi, che in passato ha più volte ribadito la necessità di un’ispezione al Tribunale per i minorenni sui prelievi coatti di minori.

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