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Il figlio di Laura Massaro scrive a Cartabia: “No a prelievo forzoso”

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Manifestazione in piazza per chiedere ispezioni al Tribunale dei minorenni
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ROMA – Un accorato appello di un bambino indirizzato alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia, per evitare il prelievo forzoso da parte delle forze dell’ordine. Parole in corsivo, nero su bianco, pesanti come macigni quelle consegnate dal legale di Laura Massaro alla sede del dicastero in via Arenula a Roma, che riportano in piazza il dramma dei prelievi forzati dei minori. È solo l’ultimo capitolo del caso Massaro, madre accusata di alienazione parentale che ora rischia di perdere il proprio figlio. In contemporanea alla consegna della missiva, alcune decine di donne, madri, attiviste e attivisti hanno indetto in piazza Benedetto Cairoli, non lontano dal Ministero, la manifestazione ‘Basta prelievi forzosi dei minori’, a partire dal caso Massaro. Una protesta promossa da Progetto Medusa, Comitato Madri Unite e Maison Antigone.

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Caso Massaro, è ancora il tempo di Socrate nella diatriba tra giudici e legge

“Oggi abbiamo consegnato al ministero di Giustizia la lettera che ha scritto il figlio di Laura Massaro in cui chiede di essere lasciato in pace, lasciato con la propria madre a vivere la sua giovinezza. Cosa che gli vuole essere impedita da un decreto di allontanamento del Tribunale dei Minori di Roma, che purtroppo è stato confermato in Corte d’Appello”, ha spiegato l’avvocato Lorenzo Stipa, difensore di Laura Massaro.

“Chiediamo un intervento immediato del ministero della Giustizia – ha spiegato – che attivi gli ispettori e che vengano mandati immediatamente al Tribunale dei Minorenni di Roma, come è stato anche richiesto dopo i risultati della Commissione Femminicidio, in cui è stato attestato che nell’80% dei casi ci sono delle attestazioni di alienazione parentale nelle Ctu, alla base delle quali vengono prodotti questi decreti di allontanamento dei minori senza che le madri possano fare niente per contrastare questa prassi”.

Per questo, ha spiegato il legale, “Chiediamo un intervento immediato delle istituzioni per aiutare questi bambini ed evitare il prelevamento forzoso da casa con la Polizia, che è una cosa che uno Stato con una costituzione, non si può permettere. Questa notte c’è stato l’ultimo caso di un bambino prelevato con la forza. Io personalmente ho seguito un caso nel 2018, quello di Luana Valle, a cui hanno tolto il figlio portandolo via da scuola davanti ai compagni. Ora alla madre vengono negati persino i contatti telefonici. Anche quello un caso basato su una relazione dei servizi sociali o oppure una Ctu in cui c’è il costrutto ascientifico dell’alienazione parentale che è stato condannato in ogni sede ed anche dalle stesse istituzioni scientifiche non viene tenuto in considerazione. Il ministero ha fatto una nota con cui addirittura invitava gli ordini degli psicologi a segnalare gli psicologi che lo applicavano e adesso addirittura c’è un ordinanza della Cassazione che lo paragona ad una teoria di stampo nazista“, ha spiegato l’avvocato Stipa.

“Sostanzialmente noi chiediamo al ministero- ha ribadito il legale – di inviare gli ispettori per verificare le prassi che vengono fatte dal Tribunale dei minorenni e che sono non conformi alla legge“. In cosa sarebbe manchevole il Tribunale? “Non viene applicata la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, non viene applicata la Convenzione di Istanbul sulla tutela delle donne vittime di violenza – ha spiegato l’avvocato – quindi anche se ci sono dei referti medici di violenza sulle donne o sui bambini, non vengono verificati e non vengono tenuti in considerazione nei provvedimenti che disciplinano l’affidamento dei figli minori. Quindi sostanzialmente la donna vittima di violenza è costretta a fare un percorso di mediazione con il suo carnefice, oppure il bambino vittima di violenza viene affidato addirittura al padre, e se si rifiuta viene messo in casa famiglia. Questa è una cosa aberrante e quindi chiediamo che vengano visionati tutti i procedimenti al Tribunale dei minorenni di Roma e in tutti gli altri tribunali”.

MADRI CORAGGIO, RUCCI: “SUBITO ISPEZIONI AL TRIBUNALE DEI MINORENNI

“Oggi al di là del caso specifico di Laura Massaro di cui chiediamo l’immediata sospensione del decreto di allontanamento del bambino, chiediamo anche per tutte le altre madri che vivono la stessa situazione, un’ispezione al Tribunale per i Minorenni da parte del ministro perché comunque vengano messi in luce gli illeciti procedurali o di altra natura che vengono fatti nel Tribunale per i Minorenni ma anche in sede civile”. Così Bruna Rucci, psicologa, psicoterapeuta e consulente di parte per le madri e i bambini vittime di violenza e responsabile dello sportello antiviolenza progetto Medusa, durante la manifestazione in piazza Benedetto Cairoli, non lontano dal ministero della Giustizia a Roma.

Rucci ha spiegato: “C’è bisogno di questa manifestazione perché continuano i prelievi dei bambini in maniera violenta da madri accudenti semplicemente con l’accusa di essere portatrici di alienazione genitoriale e affini, perché ormai l’alienazione genitoriale quasi non viene più nominata tranne rari casi, ma si parla di madre malevola, simbiotica, adesiva. Ovvero una madre che comunque non facilita quello che è il rapporto genitoriale con il padre. Padre, – ha proseguito – che comunque nei casi che io seguo è sempre un padre violento, pedofilo o quanto meno inadeguato o un padre che non è riuscito per motivi diversi, a stabilire un rapporto con il figlio quindi il bambino ha paura e non vuole andare da lui”.

Per questi motivi ha precisato Rucci: “Serve un intervento del ministero perché va modificata la legge 54 del 2006. Una legge che mette la bigenitorialità al centro, ma oserei dire, del padre, perché la bigenitorialità della madre non viene considerata in quanto le madri vengono staccate a vita da questi bambini. Il diritto alla bigenitorialità del padre supera il benessere psicologico dei bambini“, ha sottolineato.

“Un emblema di quello che sta accadendo è il caso di Laura Massaro, che ho seguito e conosco tutti gli abusi portati avanti nelle varie consulenze tecniche, ed è un caso emblematico perché Laura da quando ha denunciato di riferite violenze su suo figlio con tanto di registrazioni, continua ad essere inserita in questa persecuzione giudiziaria. L’ultimo capitolo riguarda il fatto che ora il bambino dovrà essere prelevato di forza, messo in una casa famiglia, resettato, secondo quella che è la teoria della Pas (sindrome della madre malevola, ndr) e riconsegnato al padre di cui il bambino ha un terrore folle. E questo – ha proseguito – è un bambino che ho conosciuto nelle sedi adeguate che è completamente equilibrato a detta di tutti: gli insegnanti di scuola ne parlano come un bambino iperdotato, che ha vinto le olimpiadi di matematica. È un bambino socievole, un bambino che ha una vita bellissima, che il suo unico problema è la presenza del padre e per questo viene massacrato con un resettaggio che vorrebbero fare su di lui, in maniera nazista, togliendolo alla madre e mettendo un casa famiglia”, ha concluso.

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Tra le tante mamme in piazza oggi a Roma anche Giada Giunti: “Ieri la Corte d’Appello nonostante i giudici fossero stati ricusati, ha rigettato per l’11ma volta in due anni il ricorso presentato per far sì che mio figlio ritorni a casa. L’accusa che mi viene fatta è di essere simbiotica, rapporto fusionale, ma anche la recente ordinanza della Corte di Cassazione ha definitivamente cassato la Pas associandola al nazismo. Mi aspetto ora che il tribunale mi restituisca il piccolo ‘J’ che chiede dal 2016 di tornare a vivere con la mamma”.

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