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Nonna Massaro: “Mio nipote ha paura, mia figlia Laura accusata di pas”

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Ieri il presidio davanti al Ministero della giustizia contro la legge sulla bigenitorialità
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ROMA – “Il bambino non vuole uscire. Il 4 giugno il Tribunale dei minorenni ha emesso un nuovo decreto di allontanamento, dopo che quello del 2019 era stato stato revocato dalla Corte d’appello per gravi motivi, tra cui la salute di mio nipote, che è iperteso”. Così Simonetta, mamma di Laura Massaro e nonna coraggio, nel corso del presidio davanti al Ministero della Giustizia. Ai microfoni della Dire ha denunciato la situazione di suo nipote e sua figlia, sulla quale pende un decreto di allontanamento, “di cui non conosciamo la ragione. Mia figlia non ha commesso reati né maltrattamenti contro il bambino. Ma deve essere allontanato perché, dicono loro, gli si mette contro il padre“. Nel 2018, ricorda Simonetta, “una c.t.u aveva previsto che in futuro ci sarebbe potuta essere alienazione parentale. Non l’ha nemmeno riscontrata, ma da allora abbiamo la spada di Damocle dell’allontanamento”. A causa di questa c.t.u Laura Massaro ha perso la responsabilità genitoriale e ora rischia di vedere il figlio andare in casa famiglia.

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“Il bambino ha paura, non vuole uscire- ha ribadito Simonetta- hanno già provato a prelevarlo il 5 e il 22 di luglio con 10 poliziotti, la tutrice e i servizi sociali. Adesso lui ha paura e non vuole uscire più di casa, nemmeno per andare a scuola perché si sa che è lì che avvengono i prelievi”. Per questo i legali della Massaro hanno richiesto una sospensiva del decreto di allontanamento e il 21 settembre ci sarà la prima udienza “che speriamo farà riprendere una vita normale a questo bambino perché sono 8 anni che fa questa vita, fra psicologi, incontri assistiti e ospedali”.

Tutto questo nonostante la sentenza di Corte d’appello del gennaio 2020: “Il Tribunale dei minori doveva solo disciplinare l’esecuzione di questo provvedimento- ha spiegato ai microfoni della Dire Lorenzo Stipa, legale di Laura Massaro– ma ci è tornato su, in senso restrittivo. Non ha tenuto conto della pandemia: è una causa di forza maggiore ma in questo caso non è stata sufficiente a giustificare il fatto che il bambino non abbia potuto incontrare il padre. Per questo- ha concluso- è stato firmato il decreto di allontanamento, senza considerare il percorso di psicoterapia del bambino. Vogliamo che la nostra richiesta di sospensiva venga accolta, perché quello che sta subendo questo bambino non si augura nemmeno ai peggiori nemici”.

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