VIDEO | ‘Chiara Ferragni – Unposted’, il docu-film dal 17 settembre al cinema

Presentato alla Mostra del Cinema nella sezione Sconfini il documentario di Elisa Amoruso
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

VENEZIA – Cosa significa nascere all’epoca di internet? Quali sono i cambiamenti che ha determinato il suo avvento e le nuove professioni nate nella societa’ 2.0? A queste domande potrebbe rispondere “Chiara Ferragni – Unposted”, realizzato da Elisa Amoruso. Presentato nella sezione ‘Sconfini’ alla Mostra del Cinema di Venezia, il docu-film sarà nei cinema il 17-18-19 settembre.

LEGGI ANCHE

VIDEO | Ferragnez a Venezia, bacio in Laguna

Festa della mamma, le più famose del web: da Chiara Ferragni a Gianna Nannini

32 anni, 17milioni di follower, secondo la rivista Forbes Chiara Ferragni e’ la prima infuencer al mondo nel campo della moda, oltre ad essere un’icona di eleganza e di vita. Ma come ha fatto una ragazza nata in piccola cittadina del nord Italia a diventare un modello di riferimento per tantissimi giovani in tutto il mondo? Il suo merito, certamente, e’ stato quello di aver aver intuito prima degli altri le potenzialita’ dei nuovi mezzi di comunicazione e di aver abbattuto il muro che divideva gli appassionati di moda dalle elite delle grandi maison, creando un filo diretto tra loro che non passava attraverso la lama tagliente dell’accetta dei critici.

CHIARA FERRAGNI UNPOSTED, DI COSA PARLA

Per raccontare al pubblico tutto cio’ Amoruso ha mescolato materiali di repertorio, video diffusi sui social network dall’influencer e interviste che hanno come protagonisti importanti personaggi del mondo della moda, amici e follower di Ferragni. In un racconto patinato, che somiglia piu’ alla pubblicita’ di un profumo che a un prodotto artistico, e nel quale tutti tessono le lodi della protagonista, sia in quanto imprenditrice di se stessa che dal punto di vista umano, vengono ripercorsi gli anni dell’infanzia felice della Ferragni, attraverso i tanti video in cui e’ stata immortalata dalla madre, mentore inconsapevole di una futura donna che avrebbe fatto dell’immagine la sua vita. Quindi l’adolescenza e le foto, tante, postate sui ‘social delle origini’, i primi follower e haters e da li’ le prime sfilate e le difficolta’ del non essere riconosciuta come membro di un mondo ripiegato su se stesso (“Non durera’ piu’ di sei mesi, dicevano di me”, racconta Ferragni in conferenza). Infine il riconoscimento del suo potere mediatico, i primi inviti alle sfilate, le collaborazioni con le grandi case di moda, il suo personal style blog ‘The blonde salad’, fino alla nascita di Leone e al matrimonio con Fedez. Una storia quella di Ferragni per lo piu’ nota ai suoi fan, tranne forse qualche particolare in piu’ relativo alla definiva rottura del sodalizio lavorativo con il suo ex Riccardo Pozzoli, con il quale ha costruito il suo impero.

CHIARA FERRAGNI UNPOSTED, LA RIFLESSIONE MANCANTE SUL POTERE DEI MEDIA NELLA COSTRUZIONE DELL’IO

“Chiara Ferragni – Unposted”, che puo’ avere una funzione informativa per chi e’ completamente a digiuno di social network, indaga pero’ solo in superficie il potere che hanno nella rappresentazione dell’Io, preferendo puntare l’attenzione sull’esempio di vita che rappresenta Ferragni per tanti giovani che la prendono come modello.

‘Se ci sono riuscita io puo’ farlo chiunque’, sembra gridare il docu-film, dichiarazione rilasciata anche da Ferragni stessa a Venezia. Gia’, il messaggio e’ sicuramente positivo, ma quali sono i sogni dei suoi follower? Raggiungere i propri obiettivi o voler diventare come lei, pensando che trasformare la loro vita in un collage di foto con etichette inerenti i momenti della giornata, o della vita, considerati piu’ significativi, possa portarli a diventare ricchi e famosi? Su questo, forse, bisognerebbe riflettere.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

16 Settembre 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»