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A Venezia 78 ‘L’événement’ Leone d’oro: film sull’aborto dal romanzo di Annie Ernaux

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Diretto da Audrey Diwan. Vincono anche altre due cineaste: Jane Campion per la regia di ‘The power of the dog’ e Maggie Gyllenhaal per la migliore sceneggiatura con ‘The lost daughter’
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VENEZIA – A Venezia trionfano nuovamente le donne. L’anno scorso ad aggiudicarsi il Leone d’oro era stata Chloe Zhao, con il suo ‘Nomadland’, che qualche mese dopo avrebbe anche vinto il premio Oscar come Miglior film. Quest’anno ad aggiudicarsi il riconoscimento più ambito della kermesse veneziana è stato ‘L’événement‘, film sull’aborto ambientato nella Francia degli Anni 60.

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A dirigere la pellicola dal tema quanto mai delicato, tratta dal romanzo di Annie Ernaux, è stata la coraggiosa Audrey Diwan, regista che ha al suo attivo solo un’altra pellicola ‘Mais vous etes fous’ del 2019. ‘L’événement‘ racconta la storia di una brillante studentessa con un promettente futuro davanti a sé. Futuro che rischia di svanire nel nulla quando scopre di essere rimasta incinta. Con l’avvicinarsi degli esami finali e la gravidanza sempre più evidente, Anne si decide ad agire, anche se deve affrontare la vergogna e il dolore, e rischia la prigione per seguire la sua strada. All’epoca, infatti, l’aborto in Francia non era consentito.

“Quando ho deciso di realizzare questo film ho cercato di trovare il modo per catturare la natura fisica dell’esperienza, di tenere conto della dimensione corporea del percorso. La mia speranza è che l’esperienza trascenda il contesto temporale della storia e le barriere di genere. Il destino delle giovani che hanno dovuto ricorrere a questo tipo di operazioni è rischioso, insopportabile. Tutto quello che ho fatto è stato cercare la semplicità dei gesti, l’essenza che potesse veicolarlo”, si legge nel commento della regista che accompagna il film, in uscita nelle sale francesi il prossimo febbraio.

“Sono molto emozionata perché quando abbiamo iniziato a realizzare il film parlavamo del silenzio intorno al tema dell’aborto e sfortunatamente sappiamo qual è la situazione oggi e cosa sta succedendo nel mondo- ha dichiarato la regista ieri sera ricevendo il Leone d’oro-. È sempre difficile fare un film su questo argomento. Ero arrabbiata e desideravo farlo. Volevo fosse un’esperienza che fosse un viaggio nella pelle di questa giovane donna. So che questo viaggio è possibile, sia per gli uomini che per le donne. Stiamo facendo questo viaggio insieme”. “Ma soprattutto devo ringraziare Anamaria Vartolomei, tu non sei solo la protagonista, tu sei il film”, ha dichiarato ancora Diwan invitando l’attrice a salire sul palco.

Oltre alla regista francese, ad essere premiate ieri sera sono state altre due cineaste: Jane Campion per la regia di ‘The power of the dog’ e Maggie Gyllenhaal, al suo esordio come cineasta, che ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura con ‘The lost daughter’, tratto dal libro di Elena Ferrante ‘La figlia oscura’.

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Ad assegnare i riconoscimenti una giuria in maggioranza al femminile composta da Bong Joon Ho (presidente) Saverio Costanzo, Virginie Efira, Cynthia Erivo, Sarah Gadon, Alexander Nanau e Chloe Zhao. I giurati, durante la conferenza stampa che è seguita la premiazione, hanno teso a sottolineare come la scelta sul film da premiare con il Leone d’oro sia stata unanime e veloce. “È stata la bellezza del film a conquistarci e la capacità di catturare il tempo presente”, ha dichiarato Joon Ho, replicando a chi chiedeva se la decisione di premiare ‘L’événement‘ fosse legato all’argomento trattato e al fatto che fosse una donna a dirigere la pellicola. “Come donne, noi giurate eravamo così vicine al tema trattato, specie in questo momento. Ma al di fuori di questo, è un film stupendo, fatto da una regista bravissima e da attori altrettanto bravi, tutti questi aspetti fanno del film ciò che è”, ha commentato Erivo.

Sempre a Venezia, ma fuori concorso, è stato presentato un altro film che affonda le radici in un altro tema caldo legato al femminile, la violenza nei confronti delle donne. Si tratta di ‘The Last duel’ di Ridley Scott, ispirato ad un fatto realmente accaduto: l’ultimo duello ufficialmente autorizzato nella Francia del XIV secolo. I protagonisti dello scontro sono un cavaliere (Matt Damon) e uno scudiero (Adam Driver), quest’ultimo accusato dalla moglie del primo di stupro. Una denuncia coraggiosa da parte di una donna (Jodie Comer), che nonostante rischi la morte denunciando l’aggressione subita, decide comunque di farlo, spinta dalla fame di giustizia.

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