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Sileri: “La quarta ondata Covid è già iniziata, servirà terza dose di vaccino”

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Il sottosegretario alla Salute spiega che i casi in aumento nelle ultime settimane sono una spia dell'inizio della nuova ondata ma che le situazioni più gravi riguardano prevalentemente chi non si è vaccinato
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ROMA – “La quarta ondata ci sarà. E, in effetti, i casi che stanno salendo e che sono saliti soprattutto negli ultimi 20 giorni, rappresentano già un inizio di quarta ondata”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenuto ai microfoni di ‘Radio anch’io’, contenitore di Rai Radio1. “Però – ha aggiunto l’esponente del M5S – se ascoltiamo i medici negli ospedali e coloro che fanno i test, è evidente che questa quarta ondata, almeno per quanto riguarda coloro che stanno male in forma seria tanto da ricorrere alle cure ospedaliere, riguarda prevalentemente chi non si è vaccinato. Poi c’è qualcuno che ha fatto solo la prima dose di vaccino e qualcuno che è positivo dopo la seconda dose ma positività non significa forma grave della malattia”.

“RICOVERI E DECESSI SI STABILIZZERANNO, MA ATTENZIONE AGLI OVER 50”

L’esponente del governo ha tenuto a precisare che “questa ondata sarà caratterizzata da un ulteriore incremento di casi positivi ma anche da una stabilizzazione dei ricoveri e dei decessi, che sarà più probabile osservare laddove è maggiore la percentuale di popolazione non vaccinata. Attenzione – ha puntualizzato Sileri – perché ci stiamo concentrando a vaccinare i più giovani mentre la cosa più importante, e che mi preoccupa maggiormente, è andare a cercare gli over 50. Saranno loro, non vaccinati, a correre il maggior rischio di essere inclusi nel computo dei malati gravi di questa quarta ondata” ha concluso.

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“DIFFICILE STABILIRE I TEMPI DELLA TERZA DOSE, MA DOVREMO FARLA”

Sileri ha aggiunto: “Dovremo fare una terza dose ma è difficile dire quando. Questo è un vaccino che conosciamo da poco meno di un anno, non ne conosciamo il suo largo uso nella popolazione, considerando che i vari Paesi occidentali hanno iniziato ad ottobre-novembre. Ad oggi sappiamo che la risposta anticorpale, la risposta protettiva, permane. Quanto, però, durerà questa risposta lo scopriremo soltanto nei prossimi mesi. È verosimile che possa durare un anno, un anno e mezzo. Se così dovesse essere, è chiaro che sarà necessaria una terza dose”. Per il sottosegretario alla Salute “è verosimile che una terza dose possa essere necessaria in coloro che hanno un sistema immunitario più fragile, ad esempio persone molto anziane, pazienti oncologici in chemioterapia o, ad esempio, pazienti che si sono sottoposti ad un trapianto. Così come è possibile che una terza dose possa essere necessaria nel caso dovesse comparire una variante tale da eludere i vaccini esistenti”.

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“GREEN PASS? LA STRAGRANDE MAGGIORANZA RISPETTA LE REGOLE”

“Sul Green Pass la stragrande maggioranza degli italiani segue le regole. Chi non lo fa è una piccola percentuale, tra cui figurano coloro che scaricano un documento falso“, ha sottolineato Sileri. “Abbiamo circa 40 milioni di persone che hanno già fatto almeno la prima dose del vaccino e 35 milioni che hanno completato il ciclo vaccinale. Sono persone che, di diritto, hanno già il Green Pass. Poi c’è una quota di popolazione che non può essere vaccinata, cioè chi ha un’età inferiore ai 12 anni, e dunque c’è una forchetta molto ristretta che stiamo colmando vaccinando le persone, che possono avere il Green Pass, pur non essendo ancora vaccinate, attraverso il tampone”. L’esponente del governo ha tenuto a precisare che “dobbiamo dirci la verità: le cose stanno andando bene, stiamo mettendo all’angolo il virus anche se c’è sempre il rischio di nuove varianti, come la Delta che ha fatto registrare casi in Italia nel Regno Unito e, ora, negli Stati Uniti. Progressivamente, però, caleranno anche quei casi, perché anche la variante Delta incontrerà sempre più persone vaccinate. Speriamo non arrivino altre varianti più contagiose e più pericolose”, ha concluso il sottosegretario alla Salute.

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