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Il leader della Dc ucciso 44 anni fa, ‘Il caso Moro’ in tre film

In arrivo al cinema 'Esterno notte' di Marco Bellocchio

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ROMA – Sono passati quarantaquattro anni dal rapimento e dal ritrovamento del corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro. Sedici marzo 1978, un giorno passato alla storia come la strage di via Fani. Non solo è stato rapito il leader della DC, ma le Brigate Rosse – gruppo terroristico operante in Italia in quelli che sono passati alla storia come gli ‘Anni di Piombo’ – hanno ucciso la sua scorta: Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Oreste Leonardi. Il sequestro è durato 55 giorni: per la liberazione di Moro, le BR hanno chiesto la scarcerazione di alcuni ‘compagni’. La trattativa tra lo Stato e i terroristi è stata complessa e drammatica. Il 9 maggio del ’78, lo statista viene ritrovato senza vita nella ‘prigione metallica’ di una Renault 4 rossa in Via Caetani, nel cuore della Capitale. ‘L’affaire Moro’ non ha riempito solo le prime pagine dei quotidiani e le edizioni dei telegiornali, ma anche il grande schermo. Il primo film è ‘Il caso Moro’ di Giuseppe Ferrara, uscito nel 1986. La pellicola ripercorre cronologicamente quei terribili 55 giorni che hanno tenuto l’Italia con il fiato sospeso. Nel cast, tra i tanti, Gian Maria Volonté, Margarita Lozano, Daniela De Silva, Sergio Rubini, Emanuela Taschini, Augusto Zucchi, Ginella Vocca e Mattia Sbragia.

Indimenticabile è ‘Buongiorno, notte’ di Marco Bellocchio (2003), liberamente ispirato dal libro del 1998 ‘Il prigioniero’ della ex brigatista Anna Laura Braghetti. Il regista non si lancia nell’indagine storica, ma dà allo spettatore una riflessione poetica e psicologica sull’animo umano dal punto di vista femminile. Quello di Chiara (Maya Sansa), giovane terrorista appartenente alla lotta armata e coinvolta nel sequestro Moro (Roberto Herlitzka). Attraverso il suo sguardo – talvolta perso, spesso impaurito, inconsapevolmente o consapevolmente miope sulla realtà che la circonda – prende corpo il complesso mondo degli ‘Anni di piombo’, disperatamente fiducioso nell’avvento della rivoluzione e intrappolato nei rituali della clandestinità. Di contro è chiamata a vivere la normalità del quotidiano con i suoi ritmi di sempre: un ufficio, un lavoro, dei colleghi e un ragazzo che sembra leggerla nel profondo, più di quanto lei stessa riesca a fare. Aggrappata a quel filo di emozioni che l’ideologia e la lotta di classe recidono continuamente, si scopre in conflitto con i suoi compagni e sempre più a disagio nel suo ruolo di combattente, mentre passato e presente ne incrinano le certezze e il fascino dell’utopia rivoluzionaria non riesce a compensare la ferocia distruttiva di chi le vive vicino o le dorme accanto. Bellocchio quest’anno torna sul caso Moro e lo fa con ‘Esterno Notte’.

L’opera – che sarà presentata al Festival di Cannes nella sezione ‘Premiere’ – arriverà come film nelle sale in due parti, la prima dal 18 maggio e la seconda dal 9 giugno (distribuite da Lucky Red).In autunno, invece, nell’originale formato seriale su Rai 1. “Vedremo Moro all’inizio, poi scomparirà e poi lo rivedremo alla fine. Questa opera si concentrerà sui personaggi che si sono occupati di Moro: la polizia, i politici, i terroristi e i familiari. Questo è il controcampo del campo che è stato ‘Buongiorno, notte'”, ha detto Bellocchio qualche tempo fa all’agenzia Dire.

Scritta dallo stesso regista insieme a Stefano Bises, Ludovica Rampoldi, Davide Serino nel cast figurano Fabrizio Gifuni nei panni di Aldo Moro, Margherita Buy, Toni Servillo, Fausto Russo Alesi, Gabriel Montesi e Daniela Marra.

Infine, ‘Piazza delle Cinque Lune’ di Renzo Martinelli (2003). Si tratta di una storia immaginaria con protagonista il giudice Rosario Saracini (Donald Sutherland), il quale riceve delle testimonianze sul caso Moro. L’uomo rivela il suo segreto alla collega Fernanda (Stefania Rocca) e al suo caposcorta Branco (Giancarlo Giannini). I tre ricostruiscono le fasi del rapimento.

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2022-05-09T12:59:02+02:00