Bus in fiamme a Roma: sono mezzi d’epoca. Atac indaga e la Raggi dice: “Incendi calati”

Si tratta di mezzi vecchi e usurati che percorrono ogni giorno chilometri e chilometri
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ROMA – “Gli incidenti che si stanno verificando sono determinati dall’età degli autobus. Parliamo infatti di mezzi vecchi e usurati che percorrono ogni giorno chilometri e chilometri, peraltro in una città complicata come Roma. È come se prendessimo tutti i giorni un’auto d’epoca, adatta solo alle gite domenicali, facendola camminare in strada per 13 o 14 ore di fila: certo che questo ha delle conseguenze”. Così una fonte interna ad Atac, che preferisce restare anonima, interpellata dall’agenzia Dire in occasione dei due bus andati a fuoco a Roma.

Anche la sindaca Virginia Raggi conferma: “Sono in corso le indagini per accertare le cause. Il punto vero è che il parco mezzi Atac è estremamente vecchio, l’autobus che è andato a fuoco questa mattina aveva 15 anni. Quello che abbiamo fatto dall’inizio è stato mettere in strada oltre 200 autobus, che non bastano. Quindi abbiamo stanziato 167 milioni di euro per acquistare 600 nuovi bus. So che nel frattempo Atac ha comunque rafforzato tutte le misure antincendio. Quello che posso dire ancora è che in effetti sono calati i numeri dei bus incendiati rispetto allo scorso anno”.


Un altro problema, oltre all’anzianità dei mezzi, al chilometraggio effettuato quotidianamente e alle buche della città, è anche il traffico

“I bus per questo procedono ad una velocità media molto bassa- prosegue ancora la fonte interna ad Atac- e quindi rimangono tanto tempo in moto, facendo anche solo pochi chilometri per una linea, sforzando pneumatici, impianti elettrici e termici. Insomma, per loro è impegnativo…”. Questi mezzi, poi, sono abituati a “‘caricare’ tanta gente, che spesso rimane in piedi, soprattutto sulle linee centrali. E neanche questo possiamo sottovalutare”.

Sul primo autobus andato in fiamme oggi a Roma, intanto, sono state aperte due indagini: una interna ad Atac, l’altra dalla Procura di Roma

“Non si è ancora riuscito a capire bene da dove siano partite le fiamme- ha commentato la fonte alla Dire- e ovviamente andranno fatte delle indagini tecniche per valutare se si è trattato di un guasto ad un componente oppure ad una lavorazione fatta male o velocemente”. Dall’inizio dell’anno sono circa una decina i bus andati a fuoco nella Capitale. Ma quello di oggi, secondo la fonte, è stato l’episodio “più grave: gli altri sono stati tutti principi di incendi- dice- più o meno facilmente controllati, tanto è vero che spesso l’autobus è stato messo in condizione di poter riuscire, mentre per quello di oggi penso sia impossibile”. Servirebbero dunque altri mezzi nuovi, un numero “importante che possa garantire sicurezza a noi dipendenti ma soprattutto ai cittadini, perché ce lo meritiamo- conclude la fonte- Anche perché si spende di più per riparare un vecchio mezzo che per comprarne uno nuovo”

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