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Zaia: “In Veneto sarà un Natale in zona gialla”

luca zaia
Il Governatore anticipa che dal 20 gennaio la Regione cambierà fascia. Terapie intensive e incidenza sono già oltre i limiti. E a Padova riapre il Covid hospital di Schiavonia
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VENEZIA – Il Veneto procede spedito verso la zona gialla, che secondo le stime della Regione scatterà non la prossima settimana ma quella successiva. “Sarà un Natale in giallo”, afferma il governatore Luca Zaia, ricordando che la Regione supera già i parametri relativi a occupazione delle terapie intensiva (è al 13% contro un limite del 10%) e dell’incidenza, molto superiore ai 100 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. A tenere il Veneto in zona bianca è l’occupazione dell’area medica, oggi all’11% contro un limite del 15%. “È verosimile che la prossima settimana sarà bianca e quella dopo sarà gialla“, spiega Zaia.

“GREEN PASS STUDENTI? VA GARANTITO IL PERCORSO CASA-SCUOLA”

Al momento gli studenti possono entrare in classe senza dover presentare il green pass ma “poi non possono salire sui mezzi pubblici” e questo crea problemi. Lo sottolinea il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera. “Va garantito il percorso da casa a scuola e bisogna risolvere questo problema“.

A PADOVA RIAPRE L’OSPEDALE COVID DI SCHIAVONIA

In Veneto la situazione è “assolutamente ai limiti” e pertanto la Regione ha allertato in via preventiva le Ulss in merito alla riattivazione dei Covid hospital. Di fatto, per alcune realtà come Padova e Treviso l’allerta non è più di tanto preventiva, tanto è vero che Schiavonia diventerà probabilmente Covid hospital già nelle prossime ore. Lo anticipa il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. A differenza dell’anno scorso, ora la situazione non è molto omogenea sul territorio, con alcune Ulss che si trovano già nella Fase 3 del piano ospedaliero e altre che sono ancora in Fase 2. Pertanto l’attivazione dei Covid hospital sarà progressiva e sarà basata sull’andamento pandemico nell’area di riferimento. Nei Covid hospital, ricorda Zaia, prima cessa l’attività di pronto soccorso, poi tutte le altre attività. Rimangono solo i pazienti Covid e i servizi per oncologici, dializzati e il punto nascita.

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