Egitto, la sorella di Zaki: “Più magro e arrabbiato, conta i minuti”

patrick zaki
Lo studente egiziano dell'Università di Bologna è stato arrestato al Cairo il 7 febbraio del 2020 e da allora è in carcere con l'accusa di sedizione
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ROMA – “Sono appena tornata dal carcere, dove ho fatto visita a Patrick. Rispetto all’incontro precedente mi è sembrato dimagrito. È nervoso e sta male psicologicamente, prova rabbia. Si chiede continuamente il perché sia rinchiuso in carcere da 15 mesi. Noi cerchiamo di confortarlo come possiamo ma lui continua a contare il tempo che passa, minuto per minuto, perché il suo desiderio è solo quello di essere rilasciato. Pensa di continuo al futuro che sta perdendo”. Così ha raccontato in un video ottenuto da Tg La7 ieri Marise Zaki, la sorella di Patrick George Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna arrestato al Cairo il 7 febbraio del 2020 e da allora in carcere con l’accusa di sedizione.

Per lui, a metà aprile, il Senato ha votato a larga maggioranza una mozione per concedergli la cittadinanza italiana onoraria, sulla scia di mobilitazioni che da 15 mesi proseguono in tutta Italia per la sua liberazione.

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Continua Marise Zaki, 24 anni, che a sua volta nel video appare pallida e in alcuni momenti non riesce a trattenere le lacrime: “Dai colleghi di Patrick di Bologna stiamo ricevendo tutto il sostegno possibile, via messaggi e tramite i social media. Il loro aiuto fa una grande differenza, ci permette di non sentirci soli, e di questo li ringraziamo”. Poi aggiunge: “La sua avvocata Hoda Nasrallah sta facendo il possibile affinché mio fratello sia liberato. Non credo però che al momento stia lavorando ad altre idee”.

Di recente la legale dello studente di 29 anni aveva presentato istanza affinché venissero sostituiti i giudici che ogni 45 giorni rinnovano la detenzione cautelare. Secondo Nasrallah, le loro decisioni non sono scevre da pregiudizi. L’istanza è stata respinta.

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