Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Comunali, “Su Milano decide Salvini non Berlusconi”: no della Lega a Lupi

Parlando con la 'Dire' Stefano Bolognini affonda l'eventualità di una candidatura del leader di 'Noi con l'Italia', impegnato in questi giorni a Roma
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

di Nicolò Rubeis

MILANO – “Maurizio Lupi non rispecchia il prototipo che abbiamo in mente per il candidato sindaco ideale alle prossime comunali di Milano. Il centrodestra ha scelto di puntare anche qui su figure civiche, e non politiche, che sappiano coniugare i nostri valori con quelli della società civile”. Parlando con la ‘Dire’, il commissario provinciale della Lega su Milano, Stefano Bolognini, affonda l’eventualità di una candidatura del leader di ‘Noi con l’Italia’, impegnato in questi giorni nell’altra partita che si sta giocando a Roma sul nuovo governo. A dire il vero Lupi, profilo molto gradito a Silvio Berlusconi, durante una recente ospitata televisiva a Telelombardia si era chiamato fuori dalla corsa per Palazzo Marino. Ma il suo ‘no’ non aveva convinto del tutto la componente milanese di Forza Italia, che lo riteneva piuttosto un bluff nell’attesa di sbrogliare la situazione a livello nazionale.

Le figure civiche proposte dal Carroccio, come il manager del Gruppo Pellegrini Roberto Rasia Dal Polo, continuano a non entusiasmare gli alleati, soprattutto tra le fila degli azzurri, che premono per Lupi o comunque per una figura già conosciuta, e magari più politica. “Oggi il primo partito a Milano è la Lega e spetta quindi a noi l’onere e l’onore di indicare il nome- rivendica Bolognini- in passato il compito toccava invece a Berlusconi, che ha sempre lanciato sindaci di spessore come Gabriele Albertini (Lupi, tra l’altro, fu assessore allo Sviluppo del territorio durante il primo dei suoi due mandati, ndr) e Letizia Moratti”. La stessa che il Cavaliere ha fortemente voluto per affiancare Attilio Fontana al Pirellone.

Ma dopo aver contribuito a rinforzare la giunta regionale lombarda, Berlusconi vuole dire la sua anche su Milano: “Sono convinto che alla fine i leader nazionali del centrodestra sapranno trovare la soluzione più adatta in tutte le città dove si vota- conclude il commissario su Milano del Carroccio- ma qui è giusto che sia Matteo Salvini a trovare la sintesi giusta”.

BOLOGNINI : C’E’ SOLO RASIA, OPPURE VAGO

Stefano Bolognini

Roberto Rasia Dal Polo rimane la prima scelta della Lega per il candidato sindaco del centrodestra alle prossime comunali di Milano. A confermarlo alla ‘Dire’ è il commissario provinciale meneghino del Carroccio Stefano Bolognini, che ritiene il profilo del manager del Gruppo Pellegrini quello potenzialmente “con più capacità di coinvolgimento per la città” per il suo tipo di approccio e di visione. “Dagli alleati- prosegue Bolognini- non è arrivata una ‘super proposta’. Se ci fosse in ballo ad esempio un rettore andrebbe tenuto in considerazione”. Un riferimento non solo a Ferruccio Resta, che ha già declinato, ma anche a Gianluca Vago, consulente di Attilio Fontana al Pirellone e alla guida dell’Università degli Studi di Milano dal 2012 al 2018. “In passato ha già manifestato più volte disponibilità nei confronti del centrodestra- sottolinea il commissario provinciale della Lega- la sua è una figura assolutamente autorevole”.
Dalla Lega hanno ribadito varie volte l’intenzione di puntare su una figura non politica, pescata dalla società civile. E anche se Bolognini fa sapere che nel centrodestra milanese non c’è nessuna divisione sulla scelta del nome, gli alleati della coalizione non sembrano proprio tutti convinti su Rasia. Soprattutto Silvio Berlusconi e la componente cittadina di Forza Italia, che spinge per una figura politica più affermata per contrastare la notorietà del sindaco uscente Beppe Sala.
Sul taccuino del centrodestra in ogni caso, non c’è ovviamente solo Rasia. In tanti, una volta contattati, hanno però fatto sapere di non essere interessati, oltre a Resta il docente della Bocconi Maurizio Dallocchio, che era il candidato ideale per Fratelli d’Italia.

Nonostante il ‘no’ incassato dall’ex vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, da Forza Italia continuano a premere per lui, convinti che il suo profilo, oltre a essere il più adatto, sia comunque ancora in pista. Rimangono invece più coperti l’ex prefetto di Milano Alessandro Marangoni e Simone Crolla, consigliere delegato della Camera di Commercio americana in Italia con un passato politico tra le fila di Berlusconi, altro pretendente molto gradito dagli azzurri. Entrambi lusingati e affascinati dalla sfida, ma che aspettano a esporsi visto lo stallo nel centrodestra.
In lizza, sondata anche giovedì, c’è poi la docente della Cattolica Federica Olivares, anche lei in orbita Forza Italia, che rappresenta per Bolognini “un nome di altissimo prestigio”, meno credibile però, come tutti gli altri, rispetto a quello di Rasia, “l’unico che ha avuto il coraggio di fare interviste di prospettiva sulla città”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»