M5s, addio assemblea. E nel nuovo regolamento gruppo decide tutto Di Maio

ROMA – “Concorrono all’elaborazione ed attuazione dell’indirizzo politico l’assemblea, il presidente, i vice presidenti, il segretario e il tesoriere”. E comunque “competono all’assemblea” tutte le funzioni non specificatamente normate. Così si leggeva nel regolamento del gruppo del Senato del Movimento 5 stelle di cinque anni fa: l’assemblea e il confronto tra parlamentari erano centrali. Oggi non è più così.

Il principio attorno a cui ruota il nuovo regolamento del M5s è la sovranità del Capo politico. Oggi, infatti, Luigi Di Maio propone e revoca il presidente del Gruppo e l’assemblea “ratifica”.

Nel nuovo regolamento dei pentastellati si sancisce il passaggio da forza di opposizione a forza di governo. Non solo è possibile accogliere nel proprio gruppo i fuoriusciti di altri rassemblement parlamentari (se incensurati), ma sparisce anche il riferimento che nella passata legislatura garantiva l’impossibilità di “associarsi con altri gruppi o partiti se non per votazioni su proposte di legge, decisioni o provvedimenti condivisi”.

Nella XVIII legislatura, il Capo politico, Luigi Di Maio, dà la linea politica al capogruppo, propone la nomina del Comitato Direttivo; definisce la struttura della Comunicazione e nomina il Capo dell’Ufficio Legislativo, il Capo del Personale.

Nel regolamento della passata legislatura l’organizzazione della comunicazione era “definita” da Beppe Grillo e l’unica nomina era quella del direttore amministrativo del gruppo, affidata al presidente.

Era l’assemblea ad eleggere il presidente, i vice, il segretario e il tesoriere. Era il presidente del gruppo il riferimento, oggi qualunque decisione nelle mani del capogruppo va presa “in accordo” o “di concerto” con il Capo politico.

28 Marzo 2018
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