Continua l’odissea della Diciotti, la Procura dei minori: “Sbarcare i 29 non accompagnati”

ROMA – Continua l’odissea per li 177 migranti bloccati sulla Diciotti, la nave della Guardia Costiera Italiana che li ha recuperati nel Mediterraneo.

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La nave è arrivata ieri nel porto di Catania ma, come specificato dal ministro delle Infrastrutture Toninelli, si tratta di “uno scalo tecnico” e “nessuno sbarco è stato autorizzato” dal ministro degli Interni Matto Salvini.

Le condizioni sulla nave, intanto, diventano sempre più difficili: nonostante i militari italiani stiano garantendo assistenza alimentare e sanitaria, i migranti sono bloccati sul ponte e, questa notte, sono stati colpiti da un violento temporale, con le temperature che si sono notevolmente abbassate.

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MIGRANTI. PROCURA DEI MINORI DI CATANIA: SBARCARE I 29 NON ACCOMPAGNATI

Un provvedimento per i 29 minorenni non accompagnati sulla Diciotti, in modo da farli sbarcare “per realizzare i loro diritti”. A scriverlo il portavoce di Unicef, Andrea Iacomini, con un post su Facebook, a proposito della nave che si trova nel porto di Catania.

“La Procura presso il Tribunale per i minorenni di Catania ha inviato un provvedimento, in merito ai 29 minorenni non accompagnati sulla nave e segnalati dal team UNICEF-INTERSOS presente a bordo- si legge nel post di Iacomini- chiedendo all’Autorità Giudiziaria di intervenire, per tutelare i diritti riconosciuti dalle convenzioni internazionali, dalla normativa europea e da quella italiana”.

La Procura della Repubblica “ha oggi inviato una lettera al ministro dell’Interno, al Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Prefetto di Catania, nella quale si chiede che i minorenni non accompagnati siano fatti sbarcare, evidenziando che sono stati elusi i loro diritti, tra cui il divieto di respingimento, essere accolti in strutture idonee, avere un tutore, presentare domanda di protezione internazionale e di essere ricongiunti ad eventuali parenti regolarmente soggiornanti in altri stati europei”.

La Procura “attende riscontro per poter avviare il procedimento a tutela dei minorenni presso il Tribunale per i minorenni cosi come previsto dalle normative vigenti. Ci auguriamo una pronta risoluzione che consenta a questi ragazzi di poter vedere realizzati i propri diritti”.

GARANTE INFANZIA ALBANO: I MINORI NON POSSONO ESSERE RESPINTI

“L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano ha scritto una lettera a proposito della nave ‘Diciotti’ al Comandante generale della Guardia Costiera, Ammiraglio Giovanni Pettorino, e al Capo Dipartimento libertà civili del Ministero dell’interno, Prefetto Gerarda Pantalone”. Così in una nota l’Autorità Garante Filomena Albano. “La nota richiama il principio che ‘i minorenni non possono essere respinti e devono essere adeguatamente accolti’. Con essa l’Autorità garante chiede con urgenza informazioni ufficiali circa il numero dei minorenni a bordo e se si trovino soli o insieme a familiari o adulti di riferimento”.

“Queste informazioni- continua la nota- sono fondamentali per poter organizzare tempestivamente ed efficacemente le necessarie misure di accoglienza previste dal nostro ordinamento giuridico, in attuazione alle norme nazionali e agli obblighi internazionali”. “Misure previste sia a favore dei minorenni che arrivano soli nel nostro Paese, per i quali l’art. 3 della legge 47/2017 stabilisce che ‘In nessun caso può disporsi il respingimento alla frontiera di minori stranieri non accompagnati’; sia nei confronti dei ragazzi che arrivano accompagnati da un adulto, in quanto, in questi casi, occorre preliminarmente accertare- conclude la nota- la reale sussistenza di un rapporto di filiazione o di un legittimo affidamento”.

MIGRANTI. DICIOTTI, FARAONE (PD): IMPEDITA NOSTRA ISPEZIONE

“Ci è stata negata una ispezione sulla Diciotti perché finora non è stata avviata alcuna indagine epidemiologica sulla nave militare che da giorni è bloccata nel porto di Catania. Ci sono 177 migranti e tanti militari italiani dell’equipaggio sequestrati da Salvini e Toninelli che sono a rischio epidemia”. Lo afferma il senatore del Pd, Davide Faraone.

“Ci siamo rivolti alla Capitaneria di Porto e al Prefetto di Catania per salire sulla Diciotti e verificare le condizioni dell’equipaggio italiano e delle 177 persone che da giorni sono costrette a permanere a bordo senza poter sbarcare- continua- Vogliamo interloquire con il comandante e i medici a bordo della nave“.

Faraone ha spiegato che la risposta ricevuta “è che non si può salire sulla nave e nessuno può scendere fino a quando non verranno verificate dalle autorità competenti le condizioni sanitarie dei migranti. Ma nessuno ha dato alcuna autorizzazione in questo senso, per cui tutte le persone a bordo sono a rischio sanitario”.

Continua il senatore Pd: “Quanta gente deve soffrire ancora per questo spot di Salvini avallato da Toninelli? La gestione dei migranti è certamente una questione da affrontare in Europa, ma i tempi dell’Europa non possono impedire di affrontare una emergenza umanitaria che coinvolge anche cittadini italiani”.

NESSUNO SCONTRO TRA TONINELLI E SALVINI

“Nessuno ‘scontro’ tra i ministri Toninelli e Salvini che anzi condividono l’approccio complessivo sull’emergenza immigrazione” tengono a precisare fonti del ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Il Mit, “in ragione delle proprie prerogative, conduce all’attracco in porto la Diciotti. Tutto ciò che succede dopo, relativamente allo sbarco, è competenza del ministero dell’Interno che sta opportunamente chiedendo all’Europa di assumersi le proprie responsabilità”.

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MIGRANTI. SALVINI: PAESI UE PROMETTONO MA NON ACCOLGONO

“Cronache dall’Europa che non c’è. A proposito dei 450 immigrati sbarcati a luglio a Pozzallo – e che dovevano essere ripartiti tra gli altri paesi europei – solo la Francia ha mantenuto l’impegno, accogliendone 47 sui 50 promessi (tre cittadini stranieri sono ricoverati in ospedali e in attesa di trasferimento). La Germania aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. Il Portogallo aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero”. Lo dice il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

“La Spagna aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. L’Irlanda aveva accettato di accoglierne 20: ne ha presi zero. Malta aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero.
Sostanzialmente, tutti cercano di guadagnare tempo. Imponendo all’Italia i costi per i trasferimenti (500 euro a persona)”.
“In tutto questo- aggiunge Salvini- siamo in attesa di capire se l’Europa – così solerte nel sanzionare e bacchettare il nostro Paese – si degnerà di aprire un’inchiesta nei confronti de La Valletta, dopo i racconti di alcuni immigrati trasportati a Lampedusa e che hanno raccontato di essere stati intercettati dai maltesi, indirizzati e accompagnati verso l’Italia e poi abbandonati in mezzo al mare e in condizioni di pericolo. Prima di chiedere lo sbarco dalla Diciotti, forse sarebbe meglio alzare il telefono e chiedere spiegazioni a Bruxelles e agli altri governi europei”, attacca.

MIGRANTI. MALTA A SALVINI: NOI MANTENUTI IMPEGNI, ITALIA INVECE NO

“Le autorità maltesi hanno già contattato quelle italiane per adempire ai loro presunti impegni il prima possibile. Tuttavia, le autorità italiane non hanno fornito a Malta nessuna procedura concreta da seguire”. Lo scrive, in una nota pubblicata stamane su Twitter, il ministro per gli Affari Interni e la Sicurezza nazionale di Malta Michael Farrugia, esplicitando che la dichiarazione arriva “in replica al ministro dell’Interno Mattero Salvini, che avrebbe accusato Malta di non rispettare i suoi impegni” in tema di redistribuzione dei migranti.

“Malta ha sempre partecipato ai meccanismi di solidarietà ed è stato il primo membro dell’Unione Europea ad assolvere i suoi impegni concernenti il meccanismo di solidarietà della Commissione Europea nei confronti di Italia e Grecia” indica il comunicato.

“Dall’altro lato, purtroppo, l’Italia non ha ancora onorato i suoi impegni sul meccanismo di redistribuzione iniziato da Malta rispetto ai migranti fatti sbarcare a Malta dalla MV Lifeline il 27 giugno, nonostante gli sforzi delle autorità maltesi per completare questo processo con le autorità italiane” prosegue il comunicato.

 
 
 
 
22 agosto 2018
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