Radio Radicale, ieri 50esimo giorno di sciopero della fame per Bolognetti

L'obiettivo del leader dei radicali lucani è scongiurare la chiusura di Radio Radicale dopo che il governo nazionale ha deciso di non rinnovare la convenzione
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

POTENZA – Sono già 50 i giorni di digiuno consecutivo per il leader dei Radicali lucani e dirigente nazionale del partito, Maurizio Bolognetti. L’obiettivo che si è posto è quello di scongiurare la chiusura di Radio Radicale per la quale il governo nazionale ha deciso di non rinnovare la convenzione.

La protesta di Bolognetti iniziata alle 23,59 del 27 febbraio scorso finora non ha sortito effetto. Ma la solidarietà, in particolare dalla Basilicata, si afferma giorno dopo giorno: sui social il digiuno del radicale lucano è diventato “virale”.

LEGGI ANCHE: Radio Radicale, nonostante le proteste Crimi tira dritto: “No al rinnovo della convenzione”

Ogni mattina Bolognetti pubblica sul proprio profilo Facebook il certificato medico che ne accerta lo stato di salute, sempre più affaticato. Tanto più che negli ultimi giorni ha rinunciato anche alla dose giornaliera di 300 calorie.

Intanto sono centinaia gli attestati di affetto da parte di cittadini e rappresentanti istituzionali. E sono anche tanti coloro che chiedono a Bolognetti di fermare la protesta per salvaguardare la propria salute.

LEGGI ANCHE: Radio Radicale replica a Crimi: “Più di 100 persone perderanno il lavoro”

Molte le prese di posizioni ufficiali anche da parte della politica lucana. Solidarietà a Bolognetti è stata espressa dal neo presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, mentre l’ex governatore Marcello Pittella già un paio di settimane fa si era detto vicino all’esponente radicale. Non solo, oltre a numerosi consiglieri comunali e al presidente della Provincia di Potenza, Rocco Guarino, alcune amministrazioni comunali lucane, tra cui Melfi e in ultimo Policoro, hanno approvato delle deliberazioni a favore della sopravvivenza di Radio Radicale. Controcanto a questo è il silenzio del governo nazionale.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

19 Aprile 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»